Riptide (2018) Capolavoro oceanico!

Non ho trovato alcuna informazione su questo fumetto e la sua casa editrice, la Red 5 Comics, ha un sito web che fa schifo, come quasi tutte le case fumettistiche: com’è che solo la Dark Horse Comics in tanti anni ha capito come si fa un sito internet?
Insomma, dal nulla sbuca il minuscolo Riptide, scritto da Scott Chitwood e disegnato da Danny Luckert, eppure è una delle grandi sorprese di quest’anno. Sempre che sia di quest’anno…

Nel 2017 un asteroide è passato vicino alla Terra: non so se sia vero o se sia una premessa fittizia, non ho voglia di cercare anche perché non fa alcuna differenza. La storia parte da questo presupposto: e se l’asteroide fosse stato così grosso… da influire sulle maree?
Già il non essere colpiti è una fortuna, non possiamo lamentarci se poi magari le maree sballano un attimino… tipo che tutta l’acqua dell’oceano si sposta… e lascia migliaia di chilometri di fondale alla luce del sole!

Qui una volta era tutto oceano…

Imbarcati per la crociera dei loro sogni, centinaia di persone si ritrovano protagonista del più curioso incidente navale, cioè quando una nave si arena… in pieno oceano! L’acqua non c’è più , quindi ora questa gente si ritrova appiedata nel deserto che un tempo era l’oceano… a non si sa quante migliaia di chilometri dalla più vicina civiltà!

Ehm, da che parte si va?

Uno si chiede, come potrebbe andare peggio? Magari c’è lì vicino un sottomarino nazista con bombe ancora attive!

Possiamo tenerlo?

La protagonista è una sveglia, e si pone la domanda che nessuno si pone: ma tutta quest’acqua che si è “spostata”… tornerà al suo posto dopo il passaggio della cometa? La risposta è ovviamente sì, il che vuol dire che la più grande quantità d’acqua dai tempi di Noè sta per abbattersi su di loro, pronta a distruggere ogni città della costa con uno Tsunami che è il padre incazzato di ogni Tsunami.
Comincia la corsa… per andare dove, che siamo nel bel mezzo dell’oceano?

Il puntino in basso è il furgone in corsa dei protagonisti!

Chitwood riesce a tirar fuori oro dalla storia, regalandoci in soli quattro numeri un continuo rutilare di emozioni, inventandosi tutto l’inventabile: da piattaforme petrolifere danneggiate a squali sguazzanti nelle pozze d’acqua rimaste, fino a rozzi pescatori che si sono buttati nell’oceano di terra solo per pescare i pesci più grandi della loro vita!
Tutto è possibile e verosimile, perché la narrazione procede fluida e appassionante, fino all’ecatombe finale: l’onda di ritorno della marea, il riptide, a cui nulla su questa terra potrà opporre resistenza.

Geniale, divertente, appassionante ed emozionante: perché nessun’altra casa prova più a creare fumetti così?

Chiudo con la cover gallery:

L.

7 commenti

  1. No ma è davvero geniale tutto questo! Proprio vero che quando hai un soggetto forte, poi la storia viene fuori da sola, qui il soggetto lo è davvero, ridurre tutto a solo quattro numeri poi permette di non ehm, annacquare la storia e la potenza della premessa. Cavolo hai scovato una perla sul fondo nel mare dei fumetti sconosciuti 😉 Cheers!

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