Natale 2018: Alan Ford, L’albero di Natale (1969)

Continua il Calendario dell’Avvento Fumettistico di questo Natale 2018!

Cominciamo a dare un’occhiata ai molti albi dello storico “Alan Ford” dedicati al Natale, come questo numero 8 (dicembre 1969) dall’eloquente titolo “L’albero di Natale“.
Siamo all’epoca della Editoriale Corno di Luciano Secchi, che scrive le storie con il nome di Max Bunker e ai disegni c’è l’altrettanto celebre Magnus (Roberto Raviola).

Quanto tepore natalizio…

Alan Ford e Bob Rock gestiscono un negozio di fioraio con risultati ben al di sotto della sufficienza. È Natale e fa freddo, con in più la neve: e Bob Rock odia la neve. Manco a farlo apposta, ogni volta che mette fuori dalla porta il suo naso “importante” i ragazzini del vicinato lo riempiono di palle di neve.

A Natale non siamo tutti più buoni

Siamo in un’epoca in cui la narrativa è piena di povertà estrema, forse memore della Seconda guerra mondiale: in questi Duemila in cui i personaggi tendono all’agiatezza, è uno stile narrativo che fa effetto. Bob Rock ed Alan Ford sono poveri non nel senso “moderno” del termine, cioè che non devono esagerare con gli acquisti sul loro iPhone, bensì poveri nel senso che non hanno né da mangiare né da vestire, e sono costretti ad ogni espediente per tirare avanti.

Intanto si ritrovano proiettati in un nuovo caso, quando uno zampognaro lascia cadere per distrazione un involucro con dentro un fucile da professionista. C’è qualcosa nell’aria, e i due eroi devono mascherarsi per indagare…

Maestri del travestimento

Scopriamo che a New York è in atto un piano criminale di un signore del male in piena vendetta. È stato costretto a vivere ogni Natale della sua vita in estrema povertà, sognando di avere un albero di Natale senza mai riuscirci, ed ora ha fatto in modo che nessuno a New York possa trovare un alberello di Natale.

Tipico Natale di una volta…

Risolto il caso si ritorna tutti alla povertà e ad una vita di stenti, con però la soddisfazione di aver salvato il Natale.

L.

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6 commenti

  1. Bellissimo!
    Non ho mai letto Alan Ford ma penso che se iniziassi con questo potrei innamorarmi della serie!
    Cresciuto con film (soprattutto quelli in b/n) e cartoni animati ma non solo, anche coi racconti dei miei genitori (avranno ricevuto 2 o 3 giocattoli in tutta la loro infanzia… ma siamo impazziti?), apprezzo molto ma molto di più le storie di povertà.

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  2. Ci voleva proprio un Alan Ford d’annata per avere una buona storia natalizia senza zucchero e (finti) buoni sentimenti… dove, detto in soldoni, la povertà non era relativa ma assoluta.

    Piace a 1 persona

    • Letta oggi sembra arrivare da un universo parallelo, oggi che nei media la povertà è stata “abolita” molto prima degli annunci di Di Maio 😀 non vorrei sbagliare ma tempo fa si è detto che lo smartphone è entrato nel paniere degli oggetti di prima necessità degli itailani: ovvio che il concetto di poverà non esiste più…

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