Dark Museum (2017)

Cover di Stéphane Perger

Anche questo mese seguo un consiglio tematico lanciato da Federica del blog Letture pericolose: mentre febbraio (e un pezzo di marzo) l’ho dedicato al cinema del doppio, oggi festeggio il Gotico rurale. Non ho ben capito quali siano le “regole” ma ho trovato un delizioso fumetto francese che sembra corrispondere e me lo sono pappato.

Dark Museum” è scritto in tandem da Alcante (il belga Didier Swysen) e Gihef (altro belga, Jean-François Baudot), con gli intensi disegni del francese Stéphane Perger: è uscito in patria nel febbraio 2017 ma io l’ho letto nell’edizione inglese del marzo 2018.

Profondo nulla, nell’Iowa del 1930. La Grande Depressione si sta portando via tutto, e nelle campagne americane la gente non sa quando potrà mangiare la prossima volta. Lazarus ed Epiphany sono padre e figlia che la vita sta privando di tutto, spellando un pezzo alla volta con crudele determinazione. Hanno venduto tutto ciò che potevano vendere, compresi i mezzi di sussistenza, per pagare il dottore per il piccolo Caleb che non sembra avere speranze di guarigione.
Fra le tante cose che vendono, c’è anche la loro immagine, ad un fotografo itinerante…

Una foto che immortala un dolore

Epiphany prova a rubare del latte alla fattoria vicina, ma sono tempi duri e il latte è oro, che la gente difende con il fucile. La disperazione per non riuscire a sfamare la propria famiglia porta Lazarus, incapace di cacciare, a cucinare un cane moribondo trovato per strada: il risultato è immangiabile. La morte ormai siede con la famiglia dell’uomo, finché una notte un boato è il segnale di un miracolo appena avvenuto. Il Cielo ha mandato un segnale: un disgraziato si è appena massacrato con l’auto addosso ad un albero.
Carne fresca… e gratuita.

Nessuno fa domande quando Lazarus mette in tavola un lauto pasto a base di carne: tutti ne prendono e ne mangiano. Anche il piccolo Caleb, che d’un tratto comincia a guarire. Perché il provvidenziale “corpo” che ingerisce ha poteri salvifichi: è carne caduta dal cielo come manna…

Prendete… e mangiatene tutti

Non si può fermare un miracolo, e visto che non ci sono altri morti “spontanei”… qualcuno dovrà forzare un po’ la mano di Dio. E sa il Cielo se ogni paese è pieno di stronzi che meritano di finire sulla tavola: Lazarus non ha che l’imbarazzo della scelta, fra gente che ha la coscienza più sporca del tavolo di un macellaio, e che se scompare di sicuro nessuno si dispiacerà. Invece sono ben contenti i macellai, che iniziano a comprare a buon prezzo la carne fresca che Lazarus vende loro…

Nasce una “piccola industria”…

Il paesino dell’Iowa dove tutti stavano morendo di fame d’un tratto prospera: la carne miracolosa venduta da Lazarus sta guarendo tutti dalle paure e dalla tristezza, donando speranza nel futuro. Anche perché i bastardi locali sembrano siano spariti nel nulla…
Solo lo sceriffo non smette di impicciarsi di cose che non gli competono: toccherà alla nonna di casa sistemarlo… scegliendo i tagli migliori.

Mai impicciarsi del retrobottega

L’idillio si incrina quando il piccolo Caleb, tornato perfettamente in salute, comincia a provare una certa predilezione per la carne fresca: quella cioè ancora viva, attaccata alle persone che lo circondano. Suvvia, che problema c’è se il bambino comincia a mordere la gente? È carne che cresce…
Il paese insorge e i villani imbracciano i forconi, naturale estensione della loro ipocrisia: prima però che distruggano tutto, Lazarus finalmente parla, dopo una vita in silenzio. Da dove credete che arrivi la carne che mangiate tutti i giorni? L’uomo vuota il sacco, e tutti in paese si rendono conto di aver mangiato da settimane carne umana… ed era maledettamente buona.

Siamo stati agnelli per tutta la vita: è il momento di essere lupi. E i lupi mangiano carne…

Ora basta, essere agnelli

Nessun giornale ne parla, nessuno indaga, a nessuno importa. I morti sono tanti, ma è tutta gente che non meritava di vivere e nessuno chiede di loro. Ci sono criminali, ricattatori e via dicendo, ma quelli sono i “migliori”: ci sono i ricchi sfruttatori che pasteggiano sulle miserie umane di chi è costretto a sottomettersi, ci sono quelli che dalla crisi guadagnano e con la crisi ci mangiano, truffando con parole da politici e mangiando con pari appetito. Le loro pance flaccide ingrassate dal dolore della gente saranno un ottimo filetto…

La “soluzione” di ogni crisi

Crudele e spietato, grondante sangue e disperazione e con una malata voglia di vivere e un’ancor più malata morale. Se questo fosse stato un fumetto americano si sarebbe chiuso con la moralistica morte di tutti i cattivi cannibali, un trapasso purificatore possibilmente in proporzione all’entità del loro peccato. Per fortuna non c’è nulla di tutto questo: dopo aver perso tutto, anche l’immagine – simbolo dell’anima – Lazarus ed Epiphany prosperano, vendendo la loro carne speciale a sempre più macellai in giro per la campagna. Diventano così famosi… che il tizio che li ha fotografati li immortala anche in un quadro…

American Cannibal Gothic

Questo fumetto dovrebbero leggerlo i politici e gli intrallazzoni che ingrassano grazie alla crisi che colpisce i poveracci: farebbe passare loro un po’ d’appetito.

L.

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6 commenti

  1. Non so se sarebbe finita con la moraletta dei cannibali cattivi: ultimamente, la Disney sta lanciando la moda dei “cattivi povere anime ferite dalla vita” di fianco ai “cattivi stronzi perché sì” (anche se non farebbe storie di cannibali, non come Disney)…

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  2. Roba da applausi a scena aperta, prendere un’icona come “Gotico americano” e tirarci fuori una storia di genere, con una chiave di lettura sociale e politica è davvero qualcosa di brillante, una vera meraviglia! Cheers

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  3. “Prendete e mangiatene tutti: questo è… beh, diciamo che questo NON è proprio il mio, di corpo” 😉
    Papparsi un fumetto è un’espressione quanto mai adatta, in questo caso… 😉

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