Vampirella: le origini 16 (1991)

Cover di Michael Kaluta

Malgrado il vero compleanno sia a settembre, la Dynamite ha scelto luglio per festeggiare i 50 anni dello storico personaggio a fumetti: mi adeguo, e ne approfitto per raccontarne le origini attingendo al lungo speciale già curato nel 2015 per “Fumetti Etruschi”, in cui mi sono letto tutte le storie d’annata della nostra vampira preferita.

Dopo una falsa partenza nel 1988, la Harris Comics lascia passare qualche anno e poi ci riprova: possibile non si riesca a… riportare in vita una vampira?

«La resurrezione di una vampira popolare non è niente di strano. (Dopotutto, è quello che i vampiri sanno fare meglio, no?) Ma fino alla sua rinascita Vampirella è stata morta per quasi dieci anni: ragazzi, nel mondo dei fumetti è l’equivalente di un’èra geologica!»

Il simpaticone che scrive queste parole non si firma, ma quello che ho tradotto è un passaggio preso dall’introduzione che “The Previews Stuff” scrive per la ristampa del 1993 di un fumetto non certo memorabile ma molto importante nella vita della nostra vampira preferita: Morning in America.

«Nel 1992 grazie a tipi come Clive Barker, Neil Gaiman e Monks & Lisner i fumetti horror sono di nuovo fichi [cool again]. Riuscite a sentire lo scricchiolio di una bara che si apre? Dovreste…»

Grazie a questa rinnovata passione per l’horror a fumetti – che in Italia all’epoca ben conoscevamo, visto che (giusto per citare qualche titolo) nel 1990 la PlayPress ci portava in edicola i fumetti di Freddy Krueger e la ghiotta testata “Hellraiser. Gli incubi di Clive Barker”, degni compagni di viaggio del nostrano Dylan Dog – Harris Comics ci riprova e stavolta si fa aiutare dalla Dark Horse Comics, che nel 1992 è fra le regine assolute del fumetto indipendente. E lo sappiamo tutti come lo è diventata: grazie agli xenomorfi, ma questa è un’altra storia

«Bando alla nostalgia. Gli anni Settanta sono finiti: il poliestere è morto, Vampirella è viva! Il luttino è finito: fate iniziare il mattino [The mourning has ended; let the morning begin].»

Malgrado il sito della Dark Horse riporti l’ottobre 1992 come data di uscita della storia, il copyright di Morning in America è il 1991 e la conferma arriverà più avanti. Kurt Busiek ci porta nella Washington D.C. di oggi, dove l’onorevole Adam Van Helsing è ossessionato dai casi di persone scomparse: da dieci anni ne cerca una, senza successo…

Intanto le forze del male si riuniscono proprio nei palazzi del potere di Washington per confermare una notizia per loro splendida: Vampirella, la fiera paladina che per tanti anni li ha combattuti e ha fermato i piani malvagi del Caos… finalmente è morta.
Qui è necessario aprire una parentesi e chiedersi: Vampirella è buona o cattiva?

Parlando con il mio lettore SAM, esce fuori che molti considerano Vampirella appartenente alla categoria delle bad girls, il che mi stupisce alquanto: o non hanno mai letto una storia del personaggio (il che è facile) o bisogna metterci d’accordo su cosa voglia dire “ragazze cattive”.
Vampi nasce in un’epoca di eroine che giocavano con i generi e soprattutto… finivano in -ella! L’innovazione portata dalla francese Barbarella nel 1964 nel fumetto fantastico, seguita dalla compaesana Auranella nel 1966 – che in Italia poi diventa Uranella – nel 1969 porta la nostrana Astrella nel fumetto di fantascienza e l’americana Vampirella in quello horror, in attesa che l’Italia entri nel “gioco delle elle” in chiave più erotica, con le future Maghella (1974), Sorchella (1974), Pornella (1981) e Casinella (1984). Sono tutte bad girls? Temo che sia una domanda senza senso…

Con lo sviluppo del personaggio negli anni Settanta, la nascita di varie origini e vari percorsi narrativi, Vampirella ha attinto ad altri tipi di schemi: l’eroina seriale, che avventura dopo avventura affronta i problemi che le si pongono, tira calci quanto basta, mostrando quanto più pelle possibile, risolve la situazione. Proprio come dal 1963 faceva Modesty Blaise nel fumetto spy action e dal 1977 farà Axa nel fumetto fantasy, mostrando molte più parti del suo corpo di quanto farà mai la castissima Vampi.
Visto poi che la nostra vampira combatte le forze del male e aiuta gli innocenti, trovo davvero immotivato chiamarla bad girl.

A pensarci bene, però, quest’etichetta viene dal mondo americano. Vampirella è un’immigrata clandestina, non battezzata e disinteressata al Vero Dio, una donna indipendente, libera e sessualmente attiva senza essere sposata… Ah, ecco perché è una “ragazza cattiva”!

L’avete evocata… e lei è tornata!

In questo 1991, dunque, l’ascesa al potere degli adepti del Caos ma soprattutto la setta legata alle Crimson Chronicles fa sì che la nostra eroina torni in campo, in una storia da più di duecento pagine piena di magie e tematiche da film horror. Onestamente questo ritorno sulla scena lo trovo parecchio noioso.
Molto più divertente l’albetto di una cinquantina di pagine uscito nell’agosto 1992, dal titolo Vampirella’s Summer Nights.

Cover di Arthur Adams

Steve Englehart ci racconta che la nostra eroina ha mollato i suoi storici compagni – Pendragon e Adam Van Helsing – e ora vaga per la Terra alla ricerca di se stessa: quali saranno le sue vere origini? Il pianeta Drakulon sembra ormai un falso ricordo, indotto dalla droga da cui l’eroina (ah!) si è disintossicata, quindi da dove viene Vampirella?
Mentre si fa queste domande, la nostra vampira viene aggredita da dei bulli e li concia per le feste; arrestata e portata via, l’auto della polizia si guasta in aperta campagna, davanti all’inquietante vecchia casa di due loschi figuri, ognuno… zio dell’altro!
In realtà si tratta di Eerie e Creepy (l’antenato del nostro Zio Tibia) che hanno seguito Vampirella dalla Warren alla Harris/Dark Horse.

Mantenendo lo schema a storie brevi, salvata la nostra eroina si passa ad altro: inizia una serie di storie scritte di nuovo da Kurt Busiek, che riprende Van Helsing e la sua guerra ai demoni di Washington.
Per quanto possa valere il mio giudizio, sono storie di una noia mortale, ma a quanto pare funzionano. Non per le storie in sé, ma perché davvero in questi primi anni Novanta l’horror sta infiammando il mondo del fumetto: c’è spazio anche per una “cattiva ragazza” del ’69.

(continua)

L.


Scheda delle storie citate:

Morning in America
Quattro volumi, Harris Comics / Dark Horse Comics (1991)
di Kurt Busiek e Louis La Chance

Vampirella meets Creepy and Eerie
da “Summer Nights”, Harris Comics / Dark Horse Comics (agosto 1992)
di Steve Englehart e J.J. Birch

The Reach of the Dead
da “Summer Nights”, Harris Comics / Dark Horse Comics (agosto 1992)
di Kurt Busiek e Dave Cockrum

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