Boba Fett (1999) Nemico dell’Impero

Cover di Ken Kelly

Ad inizio della scorsa settimana il Conte Gracula mi scrive questo commento sul Zinefilo:

«Ho notato un bizzarro fenomeno: tutti ricordano Boba Fett come un figo, mentre a me è parso sempre un pagliaccio vestito con un costume urfido, apparso su schermo per due minuti e morto in modo scemo dopo non aver fatto un cavolo».

Trovandomi d’accordissimo, ne è iniziata una discussione divertita, e l’altro mio lettore Giuseppe ha fatto notare che «i fumetti Dark Horse degli anni d’oro presentano un Boba Fett tanto pericolosamente figo quanto il cinema non gli ha mai permesso davvero di essere», e questa era una sfida che non potevo lasciare inascoltata.

Il cacciatore di taglie con l’antenna Wi-Fi sul casco!

Già nel 1981 l’attore Jeremy Bulloch racconta alle riviste di cinema di essere sommerso da lettere di fan, per lo più giovani e giovanissimi, conquistati dal suo ruolo di Boba Fett. Ora, mi metto dei panni di un ragazzo o bambino che vede L’impero colpisce ancora (1980) e alla fine dice: “Oh, ma quant’è forte Boba Fett”… No, non ci riesco: quando da ragazzo ho visto la trilogia, alla fine degli anni Ottanta, quel clown manco l’ho notato. Solamente anni dopo, nel vederlo ritratto in giro, mi sono chiesto come fosse possibile avere così tanti personaggi degni di nota… e ripescare quel tizio vestito in modo assurdo! Che sia tutta “colpa” dei fumetti?

Visto che a novembre arriverà la serie TV The Mandalorian ci racconterà proprio di un cacciatore di taglie come Boba Fett (a quanto ho capito), decido di approfondire.

Spinto da curiosità, agguanto il primo fumetto italiano di quest’universo su cui riesco a mettere le mani – “Star Wars” n. 15 (settembre-ottobre 2001) della MagicPress, traduzione di Gian Paolo Gasperi – dal titolo più che esplicativo: “Boba Fett. Nemico dell’Impero“. Meglio di così…
Boba Fett. Enemy of the Empire è una storia in quattro parti di vent’anni fa, uscita infatti a partire dal gennaio 1999, firmata da quel John Wagner che ho conosciuto con Aliens: Berserker (1995) e Judge Dredd vs Aliens: Incubus (2003) – entrambe ottime storie! – e che per la Dark Horse Comics ha curato l’universo di Star Wars sin dal 1995, iniziando proprio con Boba Fett! Sarà mia cura in futuro recuperare queste sue vecchie storie per capire l’origine del personaggio a fumetti.
Ai disegni c’è Ian Gibson, anche lui attivo nello stesso universo.

La storia in lingua originale si trova su Amazon a meno di dieci euro, ovviamente in digitale.

Con mia grande sorpresa ho scoperto un fumetto molto divertente da leggere, per nulla “pesante” e serioso come mi aspettavo ma anzi più che pronto a trovate davvero sbarazzine e deliziose. Questo però potrebbe essere un problema drammatico, per me: non è che ora mi infogno con i miliardi di fumetti di Star Wars? Per i fan della saga è facile: ignorano tutto, non devono fare niente se non stare fermi. Io qui rischio il collo!

Pianeta Maryx Minor, il convento dell’Ordine dei Pessimisti: quando vedono arrivare uno straniero, pensano subito al peggio – essendo pessimisti! – e non sbagliano: l’uomo è inseguito dal più pericoloso cacciatore di taglie della galassia. Dal nome di clown…

Intanto Boba Fett a bordo della Slave I si avvicina alla Star Destroyer di Lord Vader: questi ha una missione per il miglior cacciatore di taglie in circolazione.

«Abal Karda, colonnello del “Battaglione Fulmine” imperiale. Comandava la campagna contro gli Icarii su Vestar, ventotto giorni fa. Ha ucciso il suo ufficiale superiore, il generale Nim, e quattro guardie del corpo, poi si è dato alla fuga. È stato ufficialmente dichiarato “nemico dell’Impero” e condannato a morte. Gli agenti hanno seguito le sue tracce fino a Port-Esta, l’insediamento principale del pianeta, ma è sfuggito loro. Lo troverai per me.»

Stabilita la ricompensa su dodicimila – Fett era partito da trentamila! – il cacciatore accetta la missione, ma è chiaro che la cosa puzzi: il signore oscuro non vuole solo la morte del colonnello disertore, ma amche una cassetta di pelle di Kneeb che porta con sé, dal contenuto misterioso. Dice ci siano documenti militari della campagna contro gli Icarii, ma è chiaro che dev’esserci molto di più.

Due che non si fidano proprio

Dopo aver fatto un bel po’ di danni a Port-Esta, cioè una semplice indagine fatta di sganassoni e wookie stecchiti, Boba Fett – seguito a distanza da Nevo e la sua banda di tagliagole, ingaggiati da Vader per derubare il cacciatore di taglie non appena metta le mani sulla scatola di pelle di Kneeb – arriva a Starstation-12, amena stazione spaziale dove fare altri danni, poi si dirige a Coruscant inseguendo il disertore.

Karda intanto, su Maryx Minor, sembra stia impazzendo e forse lo è davvero: parla con il contenuto della scatola… cioè la testa di Selestrine degli Icarii, capace di prevedere il futuro. La donna che gli aveva predetto una morte terribile e che gli ricorda con il destino lo stia raggiungendo. Lo scontro finale tra Boba Fett e Darth Vader per la testa sarà all’ultimo sangue.

Boba e la testa veggente

Visti i culti religiosi e il muso lungo dei fan di Star Wars, troppo intenti a custodire il Verbo per accorgersi di altro, temevo una lettura opprimente invece ho scoperto uno stile frizzante, pieno di idee e trovate divertenti – tipo il monastero dei Pessimisti, i cui partecipanti decidono di diventare ottimisti… un attimo prima di essere distrutti da Darth Vader! – che non mi aspettavo. Boba interpreta il classico eroe da storia d’azione, pieno di risorse e trucchi, e sebbene non abbia volto riesce lo stesso a risultare credibile.

Essendo la storia ambientata in un momento ben noto della cronologia di Star Wars, cioè quando Luke sta per “entrare in attività”, l’autore può giocare con il futuro ed ecco dunque la questione finale della testa della veggente, forse più lunga del dovuto ma credo destinata più a strizzare gli occhi ai fan della saga. Perché infatti Boba Fett non ha ucciso Darth Vader quando ne ha avuto l’occasione? Perché ovviamente lavorerà ancora per lui. E perché la veggente non rivela al “signore oscuro” il destino della prima trilogia filmica? Perché odia Lord Vader e quindi gli rivela più futuri: quale sarà il vero? Ripeto, sembra più un fan service che altro.

’Sto Boba mi sembra gagliardo e quindi preparatevi: sarà una settimana a lui interamente dedicata!

L.

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13 commenti

  1. Boba è un personaggio che vive di trasmedialità, nei film si vede due secondi facendo una morte da pirla, ma la sua popolarità è da cercare altrove, nella serie “I giocattoli della nostra infanzia” (disponibile su Netflix), nell’episodio dedicato a Star Wars, raccontavano bene come il suo pupazzetto della Kennel fosse popolarissimo e raro, per via di un errore di progettazione. Inoltre Bob è apparso brevemente nel famigerato speciale televisivo di Natale di “Guerre Stellari”, attirando subito le attenzioni del pubblico con il suo aspetto così figo, insomma mi godrò questa settimana a lui dedicata 😉 Cheers!

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    • Ah, ottime informazioni! E’ curioso come un film con così tanti personaggi memorabili abbia generato interesse verso quello che non esito a definire una comparsa. L’uscita a novembre di “The Mandalorian” testimonia che l’interesse oggi è ancora parecchio forte.
      Continuo a viaggiare…

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  2. Non essendo mai stato particolarmente fan di Star Wars ho sempre evitato accuratamente i fumetti… Comunque anch’io non ho mai capito questo amore per un personaggio secondario come Boba Fett, addirittura se non ricordo male aveva un ruolo importante in uno dei film della seconda trilogia, tipo che tutti gli stormtrooper erano suoi cloni, o forse di suo padre, qualcosa del genere.

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    • Io ho visto solo la prima trilogia da ragazzo e poi nient’altro: figurati quanto sia fan!! Però la curiosità mi ha fato scoprire dei fumetti davvero divertenti e mi sto divertendo a studiare meglio il personaggio.
      Domani affronterò proprio il discorso a cui fai riferimento ^_^

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  3. Questa testa, per essere una che ha la “vedenza”, fa un po’ troppe domande: ma il futuro lo conosce o no? XD
    L’ordine dei pessimisti fa il paio con un ordine monastico in un fumetto do Morrison, Joe il barbaro, dove ci sono dei tipi che hanno fatto voto di codardia. O con le suore chiacchierone di Buona Apocalisse a tutti, che hanno fatto voto di parlare a manetta XD

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    • ahahah sono idee che trovo deliziose e condiscono molto bene una storia. Qui i monaci sono deliziosi e fanno da perfetto contraltare ai protagonisti. Se lo stile continua come questo, Boba Fett diventa il mio personaggio preferito di Star Wars 😀

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  4. Ne avevo comprati molti dei fumetti di “Star Wars” pubblicati una ventina di anni fa dalla “Magic” e ti posso confermare che spesso e volentieri Boba Fett ne era protagonista (in molti altri c’erano Jabba the Hutt e Bib Fortuna giusto per riequilibrare un po le cose) ed era sempre tanto meravigliosamente bastardo come non riusciva ad apparire al Cinema.

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