Boba Fett (1995) Bounty on Bar-Kooda

Cover di Cam Kennedy

Continua il mio viaggio nelle “vere” origini di un personaggio che pensavo ridicolo, invece ha qualcosa di divertente da offrire.

Letto il primo fumetto della mia vita dedicato al personaggio, il giorno dopo in ufficio vado nella stanza del mio sindacalista, mi siedo con aria grave alla sua scrivania e lo guardo con occhi seri. «Dobbiamo parlare… di Boba Fett.»
Lui annuisce, con la folta barba nero-grigia ondulante da fan di Star Wars di lunga data, ed ascolta il mio racconto – un riassunto di quello che ho scritto nel post di ieri – e alla mia domanda sull’origine della “figaggine” del personaggio mi risponde senza battere ciglio: «Viene da L’attacco dei cloni

I fratelli di Boba Fett: sai che riunioni familiari?

Non ha ancora finito di parlare che già ha allungato un dito e – probabilmente mediante la Forza – sullo schermo del suo PC è apparso il film Star Wars: Episodio II L’attacco dei cloni (2002) di George Lucas: ma lo teneva già lì, pronto all’evenienza? Non ha neanche dovuto cercare in qualche cartella, era come se l’avesse sempre pronto in play!
Con qualche colpetto di mouse trova subito il punto in cui viene spiegato che il bambino Boba Fett è l’unico clone di Jango Fett non addestrato dall’Impero. «Ma Jango si chiama così perché Lucas voleva omaggiare il nostro Django?» chiedo. Il sindacalista mi guarda con occhi vacui, segno che non ci aveva mai pensato. «Spero di no», si limita a rispondere.

Al centro: papà Jango Fett (Temuera Morrison)
A sinistra: il giovane Boba Fett (Daniel Logan)

Fomentato dall’aver appreso in diretta le origini di Boba Fett, piazzo il domandone. «Quindi i cloni-fratelli di Boba Fett sono diventati tutti Stormtrooper? Ma gli ultimi film di J.J. Abrams non dicono che in realtà quelli non sono cloni ma persone normali, semplici soldati? Nel Risveglio della forza c’è quell’attore di colore che non so come si chiama che si toglie il casco e torna civile…» Sono una macchinetta e il sindacalista si limita a fissarmi, finché chiude il discorso con una risposta che solamente un fan duro e puro può dare. «Quello è un coglione.»
Si riferisce al personaggio dello Stormtrooper o a J.J. Abrams? Non approfondisco e lentamente mi allontano…

George Lucas, come ogni (crudele) padre fondatore, ad un certo punto ha avuto voglia di prendere a calci nel culo tutti i fan: è come se i fondatori di un universo d’un tratto morissero d’invidia perché altri partecipano al gioco e così compiono un atto di violenza per ristabilire il proprio predominio. Lascio a Lucas la perversione che lo accomuna a tutti i padri crudeli, ma io vado altrove. Non credo ai “padri” o ai “maestri”, io credo agli autori che amano intrattenere il loro pubblico, non frustarlo per imporre la propria autorità.

Solo le fonti possono aiutarmi nella mia ricerca, così mi leggo l’esordio a fumetti del personaggio: “Boba Fett: Bounty on Bar-Kooda“, che trovate su Amazon a meno di due euro nell’edizione digitale Marvel del 2015.
Anche questa storia è arrivata in Italia nel novembre 1998 all’interno del volume antologico Star Wars: Boba Fett – Morte, bugie e tradimenti, targato MagicPress, ristampato nel febbraio 2017 dalla Marvel come numero 70 della collana “Star Wars Legends”.

Preferisco leggermi l’edizione originale, quindi i virgolettati che seguono sono tutte mie traduzioni.

Lo sceneggiatore è sempre John Wagner, mentre ai disegni troviamo Cam Kennedy, all’epoca specializzato in Star Wars per la Dark Horse Comics.

Amore panzerottiforme!

Gorga the Hutt è innamorato, folgorato dalla visione della “splendida” (va be’, i gusti so’ gusti!) Anachro, incontrata mentre i due esseri panzerottiformi vengono portati a spasso dai servi. Il problema è che la “fanciulla” adiposa è della famiglia H’uun, cioè di classe inferiore, ma Gorga è un romanticone e i suoi enormi occhi acquosi brillano d’amore. Come fare per convincere il padre dell’ameba a concedergli la sua mano… o qualsiasi cosa abbiano questi esseri panzerottiformi?
Idea! Papà Orko the H’unn si è visto andare in fumo molti affari per colpa del pirata Bar-Kooda e della sua ciurma di tagliagole, consegnare la testa del criminale sarebbe uno splendido dono di nozze.

Un classico pirata, con tanto di uncino!

Ma chi mai potrà trovare il pirata e portare a Gorga la sua testa? Ovviamente questo è un lavoro per il miglior cacciatore di taglie della galassia: Boba Fett!

Questo è un lavoro per Boba Fett!

Finito di ammazzare criminali, Boba decide di lavorare d’astuzia… e acciuffa un mago. Che ci fa? Semplice, sa che il pirata Bar-Kooda ha un debole per gli spettacoli di magia, così ne organizza uno a bordo della sua nave, dove la prestidigitazione maggiore… sarà quelle che applicherà Boba stesso!

Questa sì che è prestidigitazione!

Lettura divertentissima, spumeggiante e sbarazzina: tutti attributi che raramente possono essere usati per produzioni di Star Wars, che è un culto e quindi troppo spesso trattato in modo serioso.
In quel 1995 la Dark Horse dei tempi d’oro ha sfornato un personaggio sfolgorante, che malgrado sia vestito da buffone riesce ad essere addirittura credibile: non so se il mito del “Boba figo” sia nato a fumetti, ma di sicuro questi hanno aiutato parecchio.

Ormai sono invaghito di Boba Fett e quindi… l’avventura continua!

L.

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22 commenti

  1. Il tuo sindacalista potrebbe essere anche il mio sindacalista? Avere “Episodio II” a portata di mano è strano ma notevole, ma con «Quello è un coglione.» si è guadagnato tutta la mia stima 😉

    Da quello che sapevo io, Jango Fett è un omaggio al nostro Django, lo ha confermato anche Lucas (storia vera). In “Episodio II” ha voluto inserire il passato di Boba perché i fan lo amano (e per provare a farsi perdonare Jar Jar secondo me) quindi i primi Stormtrooper erano cloni di Jango Fett, perché avevano bisogno di un esercito il prima possibile (una cazzatona di sceneggiatura scritta da Lucas), i successivi, per capirci quelli che compaiono nella trilogia originale e nel seguito osceno di GIEI GIEI sono umani arruolati.

    Gli Hutt panzetorriformi è geniale lasciatelo dire! 😀 In pratica qui Boba è una specie di cupido, a suo modo in missione per l’ammmmore 😉 Non vedo l’ora di leggere gli altri capitoli, qualcuno dei tuoi lettori esperti di videogiochi potrebbe darti altre informazioni, perché il mito fi “Boba Figo” è cresciuto anche grazie alle sue apparizioni nei videogiochi. Cheers!

    Piace a 1 persona

    • E’ una questione a me cara, una lotta continua per distinguere la sudditanza psicologica del fan dalla voglia di intrattenimento. Purtroppo quando il “padre” o il “maestro” fischiano sono tanti a correre…

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  2. Purtroppo la risposta del tuo sindacalista sembra tanto tipica del fan UNImediale, quando invece Star Wars ha cominciato ad essere MULTImediale fin dalla sua lontana nascita: il fatto di non avere nemmeno un’infarinatura dei fumetti o videogame appartenenti a quella galassia lontana lontana (e non scommetterei nemmeno sull’assidua lettura dei romanzi), pensando che il tutto sia circoscritto al solo cinema, ormai ha di fatto la conseguenza di tagliarti fuori da un universo narrativo che sei convinto -su basi tanto labili da non rendertene nemmeno conto- di conoscere… I danni della mancanza di TRANSmedialità, appunto. E magari fossero limitati solo a questa saga, come sappiamo 😦
    La produzione fumettistica Dark Horse degli ultimi anni conteneva un sacco di OTTIME idee per il prosieguo della saga su schermo, fino all’arrivo della Disney con l’imposizione del proprio expanded universe personale che tra l’altro, a quanto ne so, ha pure ignorato le avventure del nostro cacciatore di taglie di fiducia successive a “Il ritorno dello Jedi” (sì, è riuscito a stare sullo stomaco al Sarlacc 😉 ). Del resto, fino a quando esisteranno dei cosiddetti fan capaci di considerare un bene l’essersi lasciati alle spalle Jar Jar e i Sith (hai letto bene: ci sono “nuovisti” che li mettono sullo stesso piano, avendo pure la sfrontatezza di ironizzare sui -a loro dire- nostalgici) ogni spunto vitale proveniente da quei fumetti che non hanno mai letto non potrà che continuare a finire nello scarico del cesso… Non parliamo nemmeno di un eventuale ritorno di Fett: che faccia parte pure lui, agli occhi dei tizi di cui sopra, di tutto l’indistinto vecchiume di Star Wars pre J.J.?
    P.S. A margine, almeno il lavoro della Marvel sul nuovo corso continua ad essere tutt’altro che disprezzabile.

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    • E’ molto difficile trovare fan transmediali di Star Wars: ci sono, visto che è pieno di siti sull’universo espanso, ma rimangono ben nascosti per via delle Leggi Razziali che vigono in tutti gli universi.
      Posso capire negli anni Ottanta, quando non esisteva altro medium che i tre film di Lucas (i fumetti Marvel originali erano un contributo davvero bassino), ma dal 1991 in cui è esploso tutto e in cui Star Wars è diventato uno fra i più grandi universi narrativi di sempre… boh, non capisco come faccia un fan ad odiare tutto ciò che riguarda ciò che dice di amare…

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  3. […] La caccia al tesoro è solo una labile scusa che dà a Kennedy la possibilità di schierare in campo i peggiori individui di Star Wars, quel “sottobosco” (underworld) di tagliagole e profittatori che si aggira nei peggiori bar di Caracas, e che di solito si dà appuntamento a Nar Shaddaa, la Luna del Contrabbandiere. I più “pulitini” sono ovviamente Han Solo e Chewbacca, che fanno i duri ma sono due angioletti con tanto di alucce. Un po’ più “vissuto” è Lando, ma siamo sempre in zona “buoni”. Molto più divertenti gli altri partecipanti alla grande caccia al tesoro, a partire dal carismatico Boba Fett, anche se qui siamo ben lontani dalla caratterizzazione con cui John Wagner ha reso immortale il personaggio qualche anno prima. […]

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