Star Trek: Picard (2019) Countdown 1

Cover di Michael Pangrazio

Non sono un fan del capitano Jean-Luc Picard, “Star Trek: The Next Generation” l’ho conosciuto sin dal suo primo arrivo in Italia e non mi è piaciuto, né allora né mai: sono nato kirkiano e kirkiano rimango. Ciò non toglie che un personaggio che torni su schermo a quasi vent’anni dalla sua ultima apparizione mi intriga parecchio.

Se escludiamo le tante auto-parodie (ne “I Griffin” e “Robot Chicken”) e le apparizioni “solo in voce” in videogiochi, era dal 2002 di Star Trek. La nemesi che l’attore britannico Patrick Stewart non appariva più su schermo nei panni di Picard: il 24 gennaio 2020, a quasi 18 anni da quel film, il capitano tornerà con una serie televisiva di dieci episodi.
Com’è facile immaginare, il mondo del fumetto – che sin dal primo giorno di nascita di Star Trek segue questo universo con fiumi di pagine e vignette – è esploso.

La IDW Publishing da anni detiene i diritti dei vari universi di Star Trek, compreso quello animato – che l’anno scorso ci ha regalato il divertentissimo Star Trek vs Transformers! – quindi si è messa subito all’opera per iniziare a raccontarci le premesse dell’attesa serie televisiva: Mike Johnson e Kirsten Beyer ai testi (già autori per la casa di “Star Trek: Discovery”), Angel Hernandez ai disegni (direttamente dal mondo DC), presentano “Star Trek: Picard – Countdown“, il cui primo numero trovate in digitale su Amazon a meno di quattro euro.

Non so la trama della serie, ma di solito questi fumetti non svelano nulla: semplicemente raccontano storie che nella serie poi troveranno solo un accenno.

Prologo, avanti nel tempo

Terra, 2386. Mentre Ripley 8 e la sintetica Call crollano con l’Auriga sopra Parigi – ma questa è un’altra storia! – Zhaban e Laris si trovano fra i vigneti di Bordeaux, dove Picard produce il suo vino.

Fare spavaldamente vino là, dove nessun sommelier è mai giunto prima

Facciamo un salto indietro di un anno, nei cantieri navali Utopia Planitia nell’orbita di Marte. Oh, io ho già il mal di mare…

La nuova assegnazione del tenente LaForge

Una supernova sta per spazzare via dalla galassia l’impero romulano, così la Flotta Stellare sta compiendo l’enorme sforzo logistico-organizzativo di evacuare i mondi romulani: davanti a tutti, c’è ovviamente l’Ammiraglio Picard.
A bordo della U.S.S. Verity, insieme al tenente comandante Raffi Musiker, si dirige a Yuyat Beta, una colonia romulana ai limiti della zona interessata dalla prossima esplosione della supernova, con un migliaio di persone da evacuare.

Ma non si era ritirato?

Ci viene raccontato che i romulani sono sempre stati ossessionati dalla segretezza e quindi la Flotta Stellare sa molto poco dei suoi mondi. Per esempi Yuyat Beta era sempre stata considerata disabitata, e i romulani ancora adesso, ormai alleati della Flotta, non si fidano completamente a far mettere il naso terrestre a casa loro.

La Verity nella sua missione romulana

Arrivati a destinazione, il major-domus Athus impone a Picard di scendere da solo, insieme al suo secondo e nessun altro. Qui incontrano la governatrice Shiana (proveniente dalla serie “The Next Generation”) e Picard va in brodo di giuggiole scoprendo un vigneto sul pianeta: appena vede l’uva, non capisce più niente!

Non c’è tempo però per parlare di vino, perché Picard scopre che sul pianeta vivono cinque milioni di autoctoni, esseri considerati primitivi dai romulani e quindi destinati a rimanere lì, a morire una volta esplosa la supernova. Com’è facile immaginare Picard non ci sta ad assistere alla morte di innocenti solo perché i romulani si sentono una razza superiore, e la situazione trascende: riusciranno i nostri eroi a risolvere la questione prima che la supernova spazzi via quella parte di galassia?

L’avventura è appena iniziata

È dall’8 febbraio scorso che aspettavo qualche notizia in più su “Picard”, da quando cioè Patrick Stewart ne ha parlato al “The Graham Norton Show”, raccontando anche che negli anni Ottanta la Paramount scelse non solo quel nome francofono… ma volle anche un accento francofono per il personaggio. Da qualche parte negli archivi della casa c’è ancora il giovane Patrick Stewart che recita «Spèis, de fàinal frontièèèère», ma per fortuna l’attore ha recitato il celebre brano per Graham: imperdibile! (Se non va al punto in automatico, lo trovate a 1:42.)

Per me non sarà affatto una “rimpatriata”, visto che i personaggi della serie non li ho mai potuti soffrire, ma di sicuro sono curioso della serie e seguirò questo fumetto che ne racconta l’antefatto.

L.

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