North 40 (2009) Lovecraft in provincia

Cover di Fiona Staples

Nell’agosto del 1890 nasceva Howard Phillips Lovecraft, destinato ad una vita non facile e ad un successo che definire postumo è riduttivo: per festeggiare i 130 anni dello scrittore di Providence, questo agosto – a blog unificati – cercherò di lasciarmi contaminare il più possibile dai media che hanno usato temi lovecraftiani.

In questo mese lovecraftiano si parte con “North 40“, scritto da Aaron Williams con i disegni di Fiona Staples, uscito in sei numeri per la DC Comics nel 2009.

Nella provincia profonda nessuno può sentirti urlare, e questa storia è appunto ambientata nella più sperduta provincia americana: lì dove risiede il cuore di tenebra della narrativa horror di ogni epoca e autore. Lì dove la giovane anticonformista Dyan vive male la sua vita e non vede l’ora di scappare da un luogo in cui evidentemente «l’acqua del posto deve rendere la gente ritardata», e soprattutto «prima di imparare a suonare il banjo»: ogni cripto-citazione di Un tranquillo weekend di paura (1972) è sempre cosa buona e giusta.

Per cercare di risvegliare la ragazza dal suo torpore e anzi conquistare il suo interesse, il giovane impacciato Robert giocando con una falla del sistema di archiviazione si fa arrivare alla biblioteca locale di Lufton un antico grimorio dall’aspetto più che intrigante: un manoscritto pieno di formule e diagrammi… chi non si risveglierebbe dal torpore per questo?

Il regalo perfetto per qualsiasi ragazza di provincia

La prima regola degli antichi grimori è: se ne stai sfogliando uno… è già troppo tardi.

Leggere un grimorio non è mai una buona idea

Grazie all’evocazione involontaria dei due giovani, Conover County si trasforma in una città di mostri violenti che iniziano ad ammazzarsi l’un l’altro, vittime di mutazioni aberranti.
Non tutte le mutazioni sono violente o aggressive, altre sembrano quasi utili, ma di sicuro i pochi sopravvissuti non sanno bene come reagire.

No, signora, mi sa che i crocifissi con le stoviglie non funzionano

Nessuno può più uscire dalla cerchia cittadina, che sia umano o mostro tentacolare… o un miscuglio dei due. Con i bifolchi della provincia americana non sempre la differenza è così netta…

Mezzo mostro tentacolare, mezzo bifolco!

Una strega del posto muove le pedine giuste perché lo sceriffo locale (che chiama il Guardiano) e la giovane Amanda Walker (che dota di una Falce fatata) indaghino sull’evento, di cui la maga ovviamente sa molto più di quello che dice.

La strega ci sta, ma la Nera Signora con la Falce non mi sembra in parte

A proposito, c’era in programma una festa da ballo nella scuola: che si fa, la si rimanda? Ma no, dài, venite pure così come siete, mostri ed entità malefiche!

Tranquilli, l’essere umani non è un fattore discriminante

La festa sarà come nessuna festa è stata mai, almeno fra ragazzi umani, ma quando la serata si scalda e il massacro si fa pesante, arriva il vice-sceriffo figo: le mutazioni non l’hanno trasformato in mostro, bensì in… figo, appunto!

Questo è un lavoro per super-figo!

Finché si gioca e si scherza va tutto bene, finché ci si ammazza tra buzzurri mutati siamo tutti contenti, ma non dimentichiamo che il grimorio ha evocato a Conover i Figli dell’Abisso…

«Noi siamo i figli dell’abisso / e non ci fermeremo mai / per niente al mondo-o-o» (semi-cit.)

… e di solito quando arrivano i figli, ci sono pure i padri. E papà Cthulhu è sempre incazzato!

Questo abisso non è un albergo!

Saprà il Grande Antico tentacolato sopravvivere a un gruppo di provinciali americani? E soprattutto contro una Smith & Wesson con pallottole stregate?

Neanche l’abisso può nulla contro Smith e Wesson

Tra mutazioni raccapriccianti, abominii biomeccanici, appassionati baci alla francese tra zombie marci, sbudellamenti vari e tanta voglia di divertire, North 40 è quello che un’opera su Cthulhu dovrebbe sempre essere: puro intrattenimento a tinte forti.
Promossa a pieni voti.

L.

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10 commenti

    • Proprio perché mi sembra si ecceda nella serietà, quando si parla di temi lovecraftiani, anche a rischio di perdersi il gioco letterario dell’autore, trovo molto stuzzicanti opere che invece sappiano affrontare quelle tematiche con un po’ di carattere, senza mostrarsi sempre schiave di uno scrittore di inizio Novecento.
      Lascio ad altri il prendere sul serio cose che non meritano di essere prese sul serio, e preferisco chi le sa interpretare con il proprio stile.

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      • Un artista “serio” e con carattere riguardo a Lovecraft? Mi viene in mente Alberto Breccia 😉
        Detto questo, come si fa a resistere a una frizzante opera su Cthulhu con un grimorio che, fra tutte le altre evocazioni, riesce a richiamare in mezzo a noi pure Alan Sorrenti e gli 883? 😀

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  1. Che meraviglia! Oppure dovrei dire che orrore? Vabbè ci siamo capiti 😉 Ho imparato ad adorare i disegni di Fiona Staples sulle pagine di “Saga”, ma ecco dove si è fatta le ossa a disegnare tutte quelle creature spaziali incredibili che disegna, lo cercherò, assolutamente un fumetto degno di un recupero 😉 Cheers!

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    • Non è proprio parodia, è più un modo meno barboso di affrontare l’argomento: la provincia americana è già di suo un territorio horror, che succederebbe se temi lovecraftiani vi finissero in mezzo?
      Io mi sono divertito a tirarne fuori gli aspetti più simpatici, ma assicuro che questa non è né una commedia né una parodia, è una storia lovecraftiana calata nella profonda provincia americana ma trattata senza quella noiosa pomposità che troppo spesso ammanta le storie dei Grandi Antichi.

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