Broken Moon (2016) A Lovecraft World

Cover di Nat Jones

Nell’agosto del 1890 nasceva Howard Phillips Lovecraft, destinato ad una vita non facile e ad un successo che definire postumo è riduttivo: per festeggiare i 130 anni dello scrittore di Providence, questo agosto – a blog unificati – cercherò di lasciarmi contaminare il più possibile dai media che hanno usato temi lovecraftiani.

Quando la mitica rivista “Famous Monsters of Filmland”, creata e curata dal titano Forrest J. Ackerman – il più grande fan e collezionista della narrativa horror mai vissuto sulla Terra – pubblica un fumetto, eh be’: un occhio di riguardo tocca darglielo.
Scritto da quel Philip Kim che è anche editore della citata rivista, disegnato da Nat Jones, ecco “Broken Moon – Legends of the Deep“, il cui primo numero è apparso nell’agosto del 2016.

Grand Island, Nebraska. Un gruppo di persone, fra cui un padre e un figlio, di notte lanciano un’esca nel mare nero, e subito qualcosa abbocca. Ma non sembra proprio un pesce…

Sai che grigliatona di pesce?

È un mondo oscuro, si intuisce un’umanità imbarbarita e si parla di bunker. Le strade sono piene di mostri e dal mare fuoriescono i kraken. Non è un bel mondo.
È un’umanità in cui ci sono i pescatori che vivono di stenti, capitanati da Korbin, e i motociclisti che depredano e vivono da barbari, capitanati da Lorren. Non un bel mondo dove crescere un bambino.

Il piccolo eroe di un mondo crudele

Una volta l’uomo dominava la Terra con la sua scienza e conoscenza, poi la tracotanza ha portato alla bomba ed ora l’umanità vive come topi nella notte, in un mondo pieno di mostri. Mostri come quello che ha morso Korbin trasformandolo in lupo mannaro.
E dove può capitare che di notte si riceva la visita di creature lovecraftiane.

I guerrieri della palude lovecraftiana

Le creature dell’abisso sembrano salite in superficie per combattere contro gli umani, invece sono lì per chiedere un’alleanza. I Grandi Antichi stanno tornando, ed un’armata di Tok-Tok sta per raggiungere la città marina.
A parlare è il capo To’Klace, proveniente da una razza che risale agli Atlantidei: i Tok-Tok stanno invadendo il loro mondo… ed ora toccherà agli umani. Ma forse insieme potranno batterli.

Un’alleanza innaturale ma essenziale

La fonte delle mutazioni che ha reso inarrestabili i Tik-Tok è un deposito di scorie radioattive lì vicino: come spiegare a dei millenari uomini-pesce la follia nucleare della razza umana? Quando i mostri attaccano, solamente un aiuto soprannaturale può essere risolutivo… ed arriva!

Arrivano i n(m)ostri!

Le varie razze di viventi cercano di unirsi contro il nemico comune, un Grande Antico liberatosi che ora sta portando la sua follia nel mondo, o in ciò che rimane di esso. Il nome dell’antico dio è ben noto: Cthulhu!

C’è un nuovo dio in città

L’aiuto dei vampiri e di altri mostri sparsi è importante ma è chiaro che contro un antico dio e l’armata di folli che sta raccogliendo nella sua inesorabile avanzata serve qualche alleato ancora più potente. E si trova in fondo al mare, rinchiuso in un cubo: la forma geometrica più amata dai narratori moderni.

La roba serie è sempre contenuta in un cubo

Per dipingere una parete grande serve un pennello grande: per affrontare dio grosso… serve un altro dio grosso.
Fate entrare Dagon!

Botte da dèi!

Tutti i mostri uniscono le forze per sconfiggere Cthulhu e questo funziona, ma il problema è che più perde potere il Grande Antico più viene annullato il male con cui ha ricoperto il mondo: e torna anche la luce del sole… letale per i vampiri.
Un’ultima lotta, e alla fine si troverà una pallida parvenza di umanità, anche se il tributo che Korbin dovrà pagare sarà molto alto.

Una storia perfetta, appassionante, divertente, epica e dalle proporzioni titaniche, il tutto disegnato da applauso. Cosa si può volere di più da un fumetto?

L.

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10 commenti

  1. Ora ho capito, il Tik-Tok tanto in voga tra i giovani è il primo annuncio dell’apocalisse, si parte con i video musicali messi in rete con gli adolescenti che ballano e in un attimo è già Cthulhu vs Dagon! 😀 Scherzi a parte, figata questo fumetto, sul serio non si può chiedere di meglio 😉 Cheers

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    • Il livello di “serietà” è ben diverso dai precedenti fumetti, è molto drammatico e anzi avere protagonisti un padre e un figlio alza parecchio l’asticella dei sentimenti, che secondo me sono tratti in modo da applauso, fino alla “decisione finale”.
      Davvero un’ottima storia, ad avercene!

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  2. LA storia sembra intrigante, magari la cerco. Nei fumetti tirano sempre fuori Cthulhu (che io continuo impropriamente a prnunciare più o meno come si scrive, mentre la pronuncia più accreditata assomiglia a ca-too.loo-Lovecraft qualcosa ha scritto in merito alla pronuncia, ma non è stato molto preciso), perché è il più famoso, anche se nemmeno lontanamente il più potente o pericoloso del pantheon di Lovecraft. Probabilmente perché è tra i più citati da Lovecraft stesso nei suoi racconti, credo, non li ho letti tutti. Più che altro il suo culto, perché lui in persona credo che compaia in un racconto solo.

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    • Negli ultimi anni è diventato icona popolare, appare così tante volte, nei contesti più disparati, che si è alimentato di auto-fama e non ha più alcun legame con la creatura letteraria di HPL. Ha abbandonato il testo e ormai vive di citazioni 😛
      Io lo pronuncio “Ctùlu”, ma in realtà credo di averlo detto a voce alta solo un paio di volte in vita mia: dal vivo non conosco nessuno che potrebbe capirmi se dicessi quel nome 😀

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      • I più potenti credo fossero Yog-Sothoth e Azathoth però, per una ragione o per l’altra, sono sempre stati meno “spendibili” rispetto allo sbarbato Cthulhu di rango inferiore (“Il Grande Cthulhu è loro cugino, eppure può scorgerli a stento”)… Detto questo, “Broken Moon – Legends of the Deep“ mi sembra un ottimo fumetto (e “Famous Monsters of Filmland” E’ un’ottima credenziale) che riesce ad aggiornare HPL senza tradirne lo spirito di fondo, tranne forse per la presenza di mostri tradizionali come vampiri e lupi mannari da lui (poco) cordialmente detestati 😉

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      • Bisognava catturare l’attenzione anche dei lettori più giovani, poco inclini alle divinità e molto più interessati a vampiri e licantropi, veri signori della narrativa del Duemila.
        Magari Cthulhu è diventato famoso semplicemente perché ha il nome più facile da ricordare degli altri 😛

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