Texone 36 (2020) La vendetta delle ombre

Cover di Massimo Carnevale

Sono quasi esattamente cinque anni che bazzico la Birreria del Moro, un blog dove la narrativa assume ogni forma esistente, dal fumetto al videogioco all’avventura testuale, e ancora non ho capito che il Moro ha sempre ragione!

Dopo la mia devastante esperienza con Dampyr, leggere dal Moro che Mauro Boselli ha firmato alcune delle migliori storie di Tex mi ha parecchio infiammato: ma scherziamo? Ma Boselli, quello dell’Elenco del Telefono di Cthulhu? Non esiste!
Poi mi ricordo che è da luglio che devo recensire lo splendido nuovo Texone, lo speciale annuale di Tex di grande formato, che mi è piaciuto tantissimo e mi ha stupito per la sua storia straordinaria: devo consigliarla a tutti questa storia scritta da… Vado sul sito e rimango a bocca aperta: Mauro Boselli!

Quindi mentre mi lamentavo con il Moro che non ricordo storie texiane particolarmente belle di Boselli, ne avevo appena letta una spettacolare! A questo punto è obbligatorio iniziare una rilettura delle vecchie storie boselliane per scoprire altre sue perle.

Il Texone in questione (n. 36) è “La vendetta delle ombre“, e già per la copertina illustrata dal grandissimo Massimo Carnevale merita l’acquisto. Così, a scatola chiusa. Poi cominciate a leggere, e già nelle prime pagine siete fregati: non riuscirete più a smettere!

Qualcosa di oscuro sta arrivando in paese

Il circo è arrivato in città, e porta l’inferno con sé, tanto per parafrasare una nota “pietra tombale“.
È un circo indiano – anche se l’elevatissimo itanglesismo di quest’albo lo chiama carnival – ma i suoi partecipanti non sono stati scelti a caso: sono tutti legati da un giuramento. Il sangue che gli è stato fatto versare dovrà essere vendicato.

Quello che si installa a Ghost Hill non è un circo, è un covo di assassini spinti dalla vendetta, e dall’altra parte della collina c’è il paesino dove nessuno ha la coscienza pulita, dove nessuno merita pietà. E infatti nessuno l’avrà.
Inizia una eterna notte di sangue e vendetta, dove Tex e i suoi compagni dovranno subire più del previsto.

Sarà una notte piena di ragni…

Già consideravo Massimo Carnevale un geniale artista, ma qui abbandona ogni debolezza umana e regala l’inferno al lettore: ogni sua vignetta fa scorrere un fottuto brivido sulla schiena, soprattutto in una storia dove non c’è un attimo di tregua. 264 maledette pagine di crudeltà e paura, odio e animali letali, dove ogni personaggio è inquadrato sfumandosi nell’oscurità che sta per inghiottirlo.

… ma anche di serpenti

Ad un certo punto il numero di serpenti assassini di quest’albo mi ha sovrastato, ed è solo la parte minore: leggo Tex dal 1988, ho sul groppone 600 numeri regolari e decine di speciali… ma una quantità di morti male come questo Texone non l’ho mai incontrata!

A Tex e ai suoi spetterà molto di peggio

Carnevale sceglie le inquadrature che mettono più inquietudine: mai viste in un fumetto Bonelli giornate assolate così disturbanti, mai viste notti così piene di sangue.

Sarà una notte nera, di sangue rappreso

Storie di vendetta ne esistono a miliardi, l’importante è come le si racconti. Boselli qui vola così alto che neanche lo si vede più. Riesce ad evitare ogni singola trappola della serialità – di quelle noiose ripetizioni che mi hanno nauseato del personaggio Tex – e con un soggetto semplice ma una sceneggiatura corposa è riuscito dopo tanti anni a farmi di nuovo appassionare al Texone, speciale che ormai ignoravo perché in media conteneva tutta la scolatura della peggio banalità del personaggio.

La vendetta delle ombre sposa una sceneggiatura splendida a disegni da applauso: se non correte subito a leggerlo… scatenerete la vendetta indiana!

L.

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12 commenti

  1. Spettacolare recensione, il fumetto non l’ho ancora letto anche se ce l’ho già a casa, ma rimedierò al più presto!
    Felice di averti fatto ricredere, come ti dicevo Boselli ha questa strana caratteristica per la quale gli riesce meglio scrivere le storie di personaggi creati da altri che i suoi. In Dampyr paga il voler mettere “troppo”, voler infilare in fumetti le cui storie occupano quasi sempre un albo singolo tutto quello che gli viene in mente. Forse verrebbero meglio se avesse almeno due albi per ogni storia, ma ho il sospetto che userebbe lo spazio per aggiungere ancora più personaggi!
    Invece in Tex e Zagor se la cava meglio, avendo scritto alcune delle storie più belle di entrambi i personaggi. Certo, anche lì ogni tanto gli scappa la boiata, forse anche perché scrive una mole di pagine impressionante ogni mese e non tutto può riuscirgli bene… Se ci pensi, scrive Dampyr, Tex, Tex Willer e gli speciali di Tex, più qualche “Le Storie” ogni tanto mi sembra, inoltre di Tex è il curatore quindi si occupa anche di verificare le storie scritte dagli altri… Lavora un sacco!
    Le storie boselliane secondo me da recuperare te le ho già segnalate altrove, ma ti ripeto, dal 2014 non seguo più la serie regolare di Tex perché aveva stufato anche me, non escludo quindi che possa esserci altro di valido che mi è sfuggito.

    Piace a 1 persona

    • Non esageriamo, non mi spingerei mai fino ad abbinamenti contro natura: malgrado ci abbiano provato, mettendogli un tomahawk in mano, Tex non potrà mai mutarsi in Hex, neanche con gli steroidi 😀
      Però a sorpresa c’è un texone che invece di condensare tutte le banalità della serie regolare s’è impazzito e con dei disegni da applauso presenta addirittura una storia appassionante, a tinte foschissime e strapiena di morti: è dichiaratamente una versione western di “Qualcosa di sinistro sta per accadere”, ma sta benissimo sulla proprie gambe.

      "Mi piace"

      • A riprova che la Bonelli, quando vuole, ci riesce ancora e pure molto bene…
        P.S. Ovviamente il mio Tex/Jonah Hex era una semplice battuta (semmai, Jonah si sarebbe potuto trovare a proprio agio con gli Orfani di Recchioni) 😉

        Piace a 1 persona

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