Wonder Woman (2020) Dead Earth

Cover di Daniel Warren Johnson

Dopo aver dimostrato al mondo il potere che ha il metal di lenire i cuori straziati, Daniel Warren Johnson – il geniale autore del capolavoro Murder Falcon (2018) – torna a regalare oro: è l’aver visto il suo nome in copertina che mi ha spinto a toccare una roba DC Comics, casa da cui in genere mi tengo a debita distanza.
Amanti della DC, spero apprezzerete l’arrivo di un re del fumetto tra le vostre fila.

Avverto che non ci sono spoiler, a parte qualche chicca irresistibile delle prime pagine.

Nel mondo post-atomico dei piccoli razziatori cadono in una grotta per sfuggire ad un mostruoso predatore, che li rincorre. Cadendo infrangono quella che sembra una cabina, e quando il mostro stra per sovrastarli…  una donna esce dal criosonno e abbatte il mostro.
Autori DC, prendete appunti: è così che si scrive un fottuto incipit che attiri l’attenzione del lettore e gli faccia venir voglia di continuare a leggere!

Come iniziare in modo esplosivo una storia!

Con i fuochi d’artificio inizia “Wonder Woman: Dead Earth” (2020), con la povera Diana che si ritrova gettata in un mondo futuro senza avere la benché minima idea dove si trovi… o quando si trovi… o perché si trovi lì.
Solo di una cosa è sicura: è successo qualcosa di grosso. Di enorme. Di enormemente brutto. Mentre lei dormiva in una capsula della Bat-caverna.

Mi sa che stavolta Batman non arriverà

I giovani post-atomici le chiedono chi sia, ma in quella situazione tutto ciò che Diana conosce… tutto ciò che è… non vale più niente.

— Ero una protettrice della Terra.
— Mi sa che hai fallito.

È ora di raccogliere quel poco che resta del vecchio mondo…

La vestizione dell’eroina

… e prepararsi ad affrontare feriti un nuovo, orribile mondo.

Ciò che resta di un’eroina

Inizia una storia che sembra strizzare entrambe gli occhi a prodotti recenti. Seguendo un grande classico, nel mondo post-atomico la gente è violenta e ha organizzato un’arena dove far combattere prigionieri e mostri, e così Diana si trova ad affrontare… una vecchia amica trasformata in mostro. Non sono un esperto di marvellate, ma credo che non sia casuale il ripetersi di dinamiche viste nel film Thor: Ragnarok (2017).
Mentre avviene il combattimento, orde di mostriciattoloni assaltano le mura della città in una scena che sembra avere più di un debito con il film The Great Wall (2016). Insomma, Johnson è uno che la cultura popolare la fruisce e gli piace, ma non conta da dove prenda le idee: conta il fatto che le sa rendere… maledettamente grandi!

Wonder Woman spacca!

La sua Diana diventa immediatamente condottiera della città, visti i suoi evidenti poteri, e decide che la mera sopravvivenza non è dignitosa. Lei ama gli umani da quando li ha conosciuti grazie al pilota caduto sulla sua isola, lei ama il genere umano e vuole che rinasca, non che si agiti in una sterile vita primitiva. Ma quale terra sarà rimasta intatta, nel futuro post-atomico? Forse solo una… La sua terra. Themyscira.
Definirlo un viaggio epico… è altamente riduttivo.

Non sarà un viaggio facile

Se fosse il solito fumetto americano la storia consisterebbe nella poetica del viaggio, ma Johnson è al di sopra di tutto questo. Lui parla di amore e di speranza… quando crollano sia l’amore che la speranza. Il popolo segue Diana perché è un Messia, che sa usare parole profonde che conquistano i cuori, perché sa fare miracoli e li sta portando alla Terra Promessa.
Poi però ogni Messia vacilla, e magari crolla. E allora sì che l’umanità è sola.

Non posso dire altro per non svelare qualcuno dei tanti colpi di scena della vicenda, che sono sicuro arriverà anche in Italia. Johnson mantiene il suo stile potente e denso d’emotività: non passa pagina senza che non avvenga qualcosa di straziante, di crudele, che faccia vacillare anche la determinazione di una dea. Ma di una cosa possiamo stare certi: il cuore di Johnson è come quello del Grinch, riesce sempre ad essere più grande di tutto.

Quattro numeri titanici, in cui ogni singola vignetta è un’opera d’arte dinamica che ti mozza il fiato e ti fa sentire la potenza e la responsabilità di un intero mondo. Daniel Warren Johnson è riuscito dove grandi autori (come Greg Rucka) hanno fallito: è riuscito ad entrare in un mondo banale senza diventare banale, ma anzi usando il proprio stile per portare grandezza fra le supertutine. Se avete letto Murder Falcon – e dovete farlo perché è il miglior fumetto della storia umana – riconoscerete il suo stile: parafrasando Adele, quando il mondo crolla, andiamo insieme a testa alta e lo affrontiamo. È così che uomini e dèi combattono.

Saluto il nuovo re in città…

L.

– Ultimi fumetti DC Comics:

13 commenti

  1. Devo ancora leggere l’ultimo numero, ma ho iniziato a seguire questa miniserie solo perché ho letto il nome di Daniel Warren Johnson in copertina (storia vera) e aggiungo anche che ho fatto bene, quell’uomo è una sicurezza 😉 Cheers

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    • Goditelo, perché questa saga è un autentico capolavoro. E lo dice uno che disprezza profondamente DC e Wonder Woman! Johnson ha fatto il miracolo meglio di James Brown coi Blues Brothers ^_^
      Sto recuperando tutto quello che trovo di suo perché sono in forte crisi di astinenza dal suo stile unico.

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  2. Effettivamente, questo è uno stile abissalmente differente dalla DC che ricordo io (e già non sono ricordi di prima mano) ma era ovvio aspettarselo, visto che c’è Johnson di mezzo 😉

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    • Spero di cuore che sia l’inizio di una proficua collaborazione di Johnson e le case blasonate, che le supertutine avevano bisogno della formula “meno spiegoni, meno enciclopedia, meno continuity, più storia, più emozione, più cuore”.

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      • Lo stesso il vizio di usare personaggi del passato ce l’hanno, in modo tale che se non hai seguito o non sei ferrato nel suo universo la storia non ti dice nulla. Johnson scrive una storia a sé stante, dove tutto è spiegato e puoi non aver mai sentito parlare di WW ma te la gusti uguale. Puoi non star seguendo le quindici serie parallele, perché tutto ciò che riguarda questa storia è qua. Spero di cuore continuino cosi 😛

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    • Contento di sapere che è arrivata anche da noi. Johnson merita, perché l’apocalittico per lui è solo uno strumento per parlare di cuore e sentimenti umani, e la povera Diana dovrà prendere decisioni dolorosissime che poco hanno a che vedere con il genere 😉

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