Star Trek: 100-Page Spectacular (2012)

Cover di Jim Lee

Ho trovato per caso un numero speciale dell’agosto 2012 con cui la IDW Publishing – licenziataria del marchio “Star Trek” a fumetti – ha presentato due storie di lunghezza media raccolte in volume, la cui particolarità è di avere dei noti romanzieri alla sceneggiatura.

L’albo di cento pagine – da cui il nome “Star Trek: 100-Page Spectacular” – si apre con un’avventura di “The Next Generation” dal titolo “Embrace the Wolf“, scritta da quel Christopher Golden che nell’universo alieno ha firmato il romanzo Alien: River of Pain (2014) e il romanzo-novelization The Predator (2018).

Ignorata la prima storia, che non ho voglia di sopportare Picard pure a fumetti, sono passato direttamente all’avventura di “Voyager” dal titolo “False Colors” di Nathan Archer – autore dei romanzi Predator: Concrete Jungle (1995) e Predator: Cold War (1997), in realtà novelization dei primi due episodi della trilogia a fumetti di Mark Verheiden – con i disegni di Jeffrey May.

Che nostalgia, quel ponte di comando…

Data astrale 53689 (9 settembre 2376), una decina di giorni prima che la Voyager incontri la Equinox del perfido capitano Ransom (John Savage) – per saperne di più sulla mitica storia doppia degli episodi 5×26 / 6×01, rimando a Sam Simon – vengono trovati dei rottami che ben presto risultano essere di tecnologia Borg: brevi indagini fanno scoprire un’astronave-cubo completamente distrutta. I Borg sono sempre un terribile pericolo, ma sapere che c’è qualcuno capace di batterli mette ancora più paura. Questo è un lavoro per Sette di Nove!

Chissà perché Sette di Nove è diventata subito la protagonista della serie!

Siccome l’equipaggio della Voyager non si fa mai gli affari sua, a ficcare il naso fra i detriti ecco imbattersi nella super-astronave gigante che va in giro a distruggere Borg per saccheggiarne la tecnologia. Da chi sarà guidata? Il sistema più ovvio per scoprirlo… no, non è il più ovvio, diciamo il più ridicolo ma che serva a rendere divertente la narrazione, è che Sette, Chakotay e Tuvok si mascherino da Borg e salgano a bordo.

Vai con l’Operazione Finti Borg

Messi in fuga i saccheggiatori di relitti, che credono di avere ora tre veri Borg, a Sette di Nove non serve altro che collegarsi alla nave coi suoi strumenti Borg perché molli la presa con cui sta afferrando la Voyager. Ma appena collegata, la sensazione di essere tornata nella comunità è così forte che non riesce a staccarsi, e gli altri dovranno provare mille trucchi per liberarla e tenere a bada i proprietari della nave.

Sette sta proprio… “fusa”!

Una storiella veloce e leggera, il cui unico rammarico è non aver usato il Dottore che invece merita sempre. È anche un modo divertente per vedere i personaggi ritratti come fumetti in maniera migliorata: Tom Paris ha più capelli e Harry Wong addirittura pare una persona intelligente!!!

Perché Neelix è triste?

Non so come mai le due serie migliori dell’universo trekie, cioè “Deep Space 9” e “Voyager”, non abbiano avuto testate a fumetti fisse (giusto sgommatine in giro), malgrado abbiano personaggi di gran lunga superiori sotto ogni aspetto. Davvero un peccato.

L.

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8 commenti

  1. Grazie del riferimento! :–)

    Mi piace come tu abbia fuso Garrett Wong e Harry Kim in un Harry Wong! X–D

    Comunque hanno un potenziale infinito i fumetti basati su queste serie, è davvero incredibile come esplorando l’universo non-canon uno ci possa passare una vita intera, praticamente!

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    • ahahah povero Kim/Wong, non riesco proprio a portargli rispetto 😀 😀 😀

      Come questo fumetto dimostra, Voyager ha le curve giuste per sfondare anche a fumetti eppure fra milioni e milioni di storie uscite regolarmente dal 1966 ad oggi esistono solo Kirk e Picard, l’universo non è grande abbastanza per contenere altro. Sì, c’è qualche sgommatina di DS9 e VOY, ma giusto per fare presenza. (Giustamente ENT è ignorata da tutti, perché non merita alcun tipo di attenzione.)

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      • DS9 è nettamente la miglior serie che abbiano mai fatto ed è triste che non sia stata sviluppata di più. D’altra parte, i suoi sette anni presentano una storia quadrata, chiusa. Sì, si potrebbero esplorare episodi della guerra coi Klingon, o contro il Dominio, o i Maquis… però più o meno la serie fa un gran lavoro nella narrazione di tutti gli eventi presentati.

        Invece Voyager ha potenzialità infinite, visto che nel suo viaggio di anni può avere incontrato di tutto, fondamentalmente!

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      • Proprio per quello mi aspettavo maggior interesse da parte dei fumetti, almeno lo stesso dimostrato dai romanzi, che invece sono copiosi per entrambe gli universi.
        Ho anche iniziato a leggere il primo romanzo originale di “Voyager”, dove incontrano un cimitero di navi abbandonate da cui estrarre pezzi di ricambio e tutto il resto, ma poi scoprono che è un varco temporale e – indovina un po’? – Kim si ritrova proiettato indietro di trecento anni e l’interesse per la storia mi è subito calato 😀
        Scherzi a parte, romanzi su DS9 e VOY ce ne sono parecchi ma curiosamente l’interesse per i fumetti è pari a zero.

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      • Non proprio da tutti, a dire il vero: può capitare che nel Kelvinverse (forse quello più adatto per far realisticamente sembrare la tecnologia dell’Enterprise del 23° secolo erede diretta di quella dell’omonima nave di cent’anni prima) fumettistico ci si riferisca a ENT come nell’avventura “Star Trek: Starfleet Academy”, ambientata negli anni della nuova trilogia filmica, nella quale un gruppetto di giovani cadetti dell’Accademia della Flotta Stellare riesce a tirare fuori da un “limbo” temporale una nave di classe NX (identica a quella comandata da Archer) rimasta lì intrappolata con tutto l’equipaggio fin dal 2158 😉
        Per quanto riguarda il “Kirk & Picard centrismo” della produzione fumettistica non posso darti torto. A tutto il resto viene lasciato ben poco spazio, come dimostra anche la breve parentesi tardi anni ’90 delle ottime avventure del capitano Christopher Pike (purtroppo incomprese negli stessi USA, tanto da provocarne bruscamente la chiusura a metà di una storia già prevista per essere doppia). Va detto che, almeno, DS9 e TNG una volta hanno collaborato in un crossover di buon livello dal titolo “Divisi cadiamo”, dove il villain principale era lo stesso Trill -Verad- interpretato nella serie da John Glover…
        Tornando all’albo IDW da te recensito, trovo che “False Colors” sia una storia niente male pure dal punto di vista dei disegni (e chi ha letto qualche fumetto di VOY dell’era Marvel sa quanto la cosa non sia per niente scontata), esattamente come “Embrace the Wolf“ che ti consiglio invece di leggere, trattandosi di qualcosa che affonda le sue radici in un episodio della TOS (con Picard e i suoi costretti, assieme ad un’intera popolazione di sfortunati alieni, a pagare le conseguenze di un atto più che legittimamente compiuto da Kirk un secolo prima) 😉
        P.S. So dell’esistenza di una serie dedicata a Leonard McCoy in “solitaria”, ma non ho ancora mai avuto modo di leggerla…

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      • I disegni sono uno scoglio spesso insormontabile. Ancora girano, perché ristampati, i primi fumetti di DS9 il cui stile anni Novanta più Novanta che Novanta li rende a malapena leggibili, ma di sicuro non letti da me. E il recente DS9 (ancora in corso) non è che sia meglio in quanto a brutti disegni. Non so se è un caso o tengono i disegnatori meno bravi per le serie su cui puntano meno, ma non credo di passare per superficiale se dico che in un fumetto i disegni sono una parte essenziale del piacere: più di una buona storia mi è risultata indigesta perché disegnata male.

        Il problema più grave del mio approccio al fumetto di Star Trek è che non sopporto proprio Picard, il suo ego smisurato mi ha saturato nella full immersion TNG e provo un senso di ripulsa quando lo vedo a fumetti, il che mi taglia via dal 60 al 70% dei fumetti esistenti. Tolta la Gold Key che non erano storie di Star Trek, alla fin fine rimane poco e di solito diretto a chi ricorda a memoria tutti gli episodi, che non è il mio caso.
        No, sono destinato a rimanere ai margini esterni di questo universo e leggiucchiare storielle volanti senza particolari legami e senza bisogno di ricordare a memoria il manuale della Federazione 😛

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