Dylan Dog 409 (2020) Ritorno al buio

Cover di Gigi Cavenago

Appena ho scoperto che il mio amato Mana Cerace è tornato, mi sono fiondato sul numero 409 (settembre 2020) della testata “Dylan Dog“.

Ero un giovane Etrusco quindicenne quel 14 luglio 1989, quando uscì in edicola “Dylan Dog” n. 34 con cui Claudio Chiaverotti mi conquistava con un terribile nemico – disegnato palesemente su Freddy Kruegher – e una storia che mi è rimasta nel cuore, come ho raccontato qui. Poi nel 1992 Mana Cerace è tornato, così come è tornato nel 2009: arriviamo al 2020 e Claudio Chiaverotti rispolvera la sua vecchia gloria, con i disegni di Piero Dall’Agnol e Francesco Cattani.

C’era mancato, ma per fortuna è tornato!

Non seguendo attivamente Dylan Dog, mi baso su quello che mi racconta mio padre, che a 70 anni è stato colpito dallo stesso amore per il personaggio che mi colpì me a 14. Da lui e sapevo che l’ispettore Bloch non c’era più, e anzi dal giro di boa del numero 400 pure Groucho era scomparso in favore di altri personaggi: qui ho trovato sia Bloch (che ora Dylan chiama “papà”!) che Goucho: boh…

Però che ci sia qualcosa di strano è subito chiaro, perché Dylan ricorda la sua prima avventura con Mana Cerace… in modo sbagliato! Il racconto che riassume la vicenda di decenni prima vede Dylan nei panni di poliziotto… ma quando mai??? Non lo so, magari la nuova gestione del personaggio lo vede in un universo alternativo…

Perché raccontare una storia già pubblicata… in modo diverso?

La storia è solo una prima parte, Mana Cerace si fa attendere ma poi recupera in quanto a numero di cadaveri lasciati in giro: dà così tante coltellate che qualcuna m’ha fischiato vicino all’orecchio. I “veri cattivi” sono invece quelli che lo circondano, quelli che lo evocano, gli adoratori del Male che di solito sono peggio del Male stesso. Loro sì che mettono paura!

Chiaverotti si costruisce una buona base di personaggi e situazioni diverse che man mano vengono al pettine, organizzando una trovata ghiotta per la spettacolare entrata in scena del divo della storia, un Mana Cerace particolarmente scenografico: peccato che proprio nel momento in cui la storia inizia a fare scintille… arriva la scritta “Continua”.

Tipica battutaccia alla Freddy Krueger

Sarebbe assurdo pensare di ritrovare l’emozione che Mana Cerace mi regalò da ragazzino, ma un po’ ci speravo. Non so se la storia mi sarebbe piaciuta, se non fossi stato un fan “mana-iaco” di vecchia data, comunque la costruzione narrativa è davvero ghiotta. Vedremo come svilupperà nel secondo episodio.

L.

– Ultimi post simili:

11 commenti

  1. Io ricordo (magari male, si parla di decenni fa) che, nella seconda apparizione di Mana Cerace, Dylan non ricordava di averlo già incontrato e viceversa, quindi che si ricordi sbagliato il loro primo incontro non mi perplime 😛

    Riguardo a Bloch “papi”: di recente, dopo un ciclo di storie detto “della cometa”, l’ambientazione ha subito una ripartenza a opera di Recchioni. Bloch, che è andato in pensione qualche anno fa (storia banalotta, la morte era in vacanza e nessuno moriva più) ora è di nuovo in giro e, stando a un’amica che ne ha letti più di me, di numeri recenti, è il padre adottivo di Dylan.
    È anche stato tirato fuori dall’armadio Xabaras, che aveva goduto di una storia conclusiva assieme a Morgana e ai morti viventi vari.
    Di più non saprei dirti, della ripartenza ho letto solo il primo numero e non l’ho trovato interessante, a parte i disegni di Roi.

    Piace a 1 persona

    • Ormai il casino e il caos regnano nella testata, e non ho alcun interesse a raccapezzarmici. Ogni tanto chiedo a mio padre, che ha letto di fresco tutti e 400 i numeri, ma mi sembra più confuso di me 😀
      Non so perché una casa nota per non cambiare mai abbia iniziato a cambiare sempre, dimostrando che aveva ragione prima, quando non cambiava mai 😛

      Piace a 1 persona

      • Probabilmente avrà subito un calo di vendite consistente: il modo di gestire gli universi narrativi che aveva la Bonelli (storie autoconclusive, continuità blanda come nei Simpson) è spaventosamente vecchio stile e non aiuta a far fissare i lettori quanto potrebbero delle storie più collegate.
        Solo che il nuovo corso non è sempre andato nella direzione giusta, già prima della ripartenza – alcune storie sono state considerate bene dai lettori, ma non tutte e ovviamente non manca chi si è lamentato dei cambiamenti, visto che parte dei lettori abituali della Bonelli è affezionata alla tradizione.

        Mi pare che già anni fa avessero avviato una seconda collana, Old Boy, in cui un classico Dylan viveva classiche avventure, ma non so se questa biforcazione sia ancora in atto.

        Piace a 1 persona

      • Il problema è che non puoi inseguire i lettori, perché cambiano gusti e mode ogni anno. Se Tex sta lì da 70 anni ci sarà un motivo! Hanno fatto bene ad iniziare secchiate di nuove serie e personaggi a “tempo determinato”, ma gli storici dovrebbero lasciarli stare, o se vanno male li si chiude, come Nick Raider, Legs e Mister No, per poi farli tornare se dovesse esserci un interesse. Mister No è tornato identico a prima, non è che ora guida un’astronave!
        Mio padre adorava Oldboy proprio perché ignorava gli assurdi cambiamenti del personaggio, invece da settembre anche Oldboy è cambiato e infatti non lo prende più.

        La serialità classica non è vecchia, è serialità classica: funziona sempre perché è slegata da mode e gusti: è classica, appunto. Non è un problema se a molti non piace, perché quei molti non comprerebbero il prodotto. Chi vuole provare qualcosa di nuovo non si fidelizza, per definizione, quindi è inutile inseguirlo, perché perdi sia i nuovi che i vecchi lettori. E i vecchi lettori sono la base della Bonelli e delle sue infinite ristampe.

        Piace a 1 persona

      • Per me il problema sta nella qualità delle storie, vecchie e nuove, ma i miei gusti non fanno testo 😛 e infatti mi capita di rado di comprare qualcosa di Bonelli, più facilmente si tratta di miniserie o di numeri specifici col disegnatore X.

        Piace a 1 persona

  2. Non ti so aiutare per quanto riguarda la continuity dylandoghiana. Evito volentieri Dylan Dog già dagli albori, ho letto i primi 100 poi ho deciso che mi ero già stufato da prima. PEr Chiaverotti, poi, ho una particolare allergia.

    Piace a 1 persona

    • Il primo Mana Cerace l’ho molto amato, ma considera che all’epoca non avevo visto neanche uno dei Nightmare quindi le palesi citazioni per me erano cose nuove. Ero tipo lo spettatore tipico italiano davanti ai film di Tarantino. non sa che sta citando cose ultra-note, e pensa che sia tutto originale e geniale 😀
      I vari ritorni del personaggio non è che mi abbiano colpito, diciamo che torno a leggerlo per mera nostalgia di quella prima storia.

      Di sicuro DYD cambia continuity “continuativamente” (va’ che gioco di parole!) eppure rimane un eroe fortemente seriale: non ne capisco proprio il senso. Addirittura ha sempre lo stesso vestito come i classici eroi Bonelli (di cui solo Nathan Never e Legs hanno avuto l’onore di un guardaroba ricco) ma si inventa sempre nuove continuity come gli eroi Marvel. Boh…

      "Mi piace"

      • A volte, ho il sospetto che qualcuno sia arrivato a considerare il lettore Bonelli come intercambiabile con quello Marvel (in caso, quel qualcuno farebbe bene a evitare di metterci la mano sul fuoco) o con quello DC (e, pure qui, non mi pare che gli improbabili crossover DC/Bonelli siano poi così attesi allo spasimo dalla maggioranza) 😦 Ad ogni modo, i miei entusiasmi di un quinquennio fa riguardo al rilancio del personaggio si sono parecchio smorzati: non dico di aver ricominciato a comprare gli albi mensili per inerzia, ma poco ci manca (e nemmeno ci faccio più una tragedia se mi perdo qualche Old Boy o Color Fest per strada)…

        Piace a 1 persona

      • Forse per una casa specializzata nel non cambiare mai, iniziare a cambiare sempre è stato più traumatizzante del previsto. Così come puntare sui giovani: dubito fortemente che esistano giovani lettori in quantità tale da giustificare gli sforzi, soprattutto per una casa che storicamente punta sui vecchi lettori, loro sì capaci di vendere il prodotto ai relativi figli e nipoti. Fare i “giovani” è sempre imbarazzante, visto che a farlo sono sempre i vecchi, e se per di più non funziona… che senso ha? Tutti gli autori “giovani” americani sono persone di mezza età, però almeno lì funziona!
        Mio padre collezionava religiosamente i vari OldBoy, li adorava come pochi, poi un paio di mesi fa la Bonelli ha cambiato per la terza volta veste grafica, ripartendo dal n. 1, e cambiando di nuovo lo stile del personaggio. Al che mio padre l’ha mandata a quel paese e ha smesso di comprarlo. Per un vecchio lettore perso, siamo sicuri ci saranno lettori giovani acquisiti?

        "Mi piace"

      • L’ultimo vero tentativo in casa Bonelli per acchiappare nuovi giovani lettori è stato fatto con “Orfani” e le varie miniserie successive collegate ma anche lì, a dirla tutta, non ci sono più segni di vita da un paio d’anni almeno (ricordo l’uscita soltanto del primo dei tre speciali a scadenza annuale)…

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.