Diabolik 831 Non solo per i diamanti (2016)

Cover di Matteo Buffagni

Continua il mio viaggio nel Tito Diaboliko, cioè le storie di Tito Faraci scritte per “Diabolik“: le uniche che mi piacciano della testata.

Non solo per i diamanti (n. 831, maggio 2016) si apre con il nostro Re del Terrore davanti al portatile: è curioso che cambi spesso computer, da un PC a un MAC, da un fisso a un portatile. In questa storia scopriamo le grandissime doti informatiche di Diabolik, che è pantagruelico e quindi è incontenibile in ogni sua attività: non c’è nulla che non sappia fare, e in tutto è immensamente bravo. Si scrive da solo anche i propri fumetti, perché non può esistere qualcosa che Lui non sappia fare.

Eppure anche il Divino Diabolico ammira qualcuno al di sopra di sé, cioè Gianni Stroke, pezzo grosso dell’Università di Clerville.

Diabolik informatico, ma tiene pure l’Enciclopedia Cartacea del Crimine

Che gli frega al nostro eroe dell’informatica? Lui pensa solo ai diamanti. Le due cose vanno di pari passo, perché stavolta l’informazione per rubare dei diamanti è nascosta in un software creato da Stroke in persona, e il nostro Divino Dabolico non sa resistere alla sfida di violare il codice dell’unico essere al mondo che considera superiore a sé.

Con la sottilissima tecnica della supercazzola e con applicazioni di sbiricuta prematurata, e installando uno scappellamento a destra, Lui arriva là dove nessun hacker russo ha mai osato mettere dito.

Ma prima non usava un portatile?

Il Re del Terrore comincia a passare davanti allo schermo notte e giorno, pancia a terra, a capo chino, automunito e militesente, e che sia un mago dell’hackeraggio sopraffino lo si capisce dal fatto… che non lo si vede mai toccare la tastiera! Come fa a lavorare a quei complicati software se ha sempre le mani a reggersi il mento? Ah, ho capito: ha adottato la tecnica del Toninelli concentrato, che basta fissare qualcosa perché qualcosa funzioni. Diabolico d’un Diabolik…

Va’ com’è concentrato Toninellik!

Notte e giorno, il tempo passa e Diabolik continua a non toccare i tasti: di questo passo potrebbe passare il resto della vita a fissare concentrato lo schermo, prima che possa succedere qualsiasi cosa.

Quindi Diabolik ha il mouse wireless ma la tastiera col filo?

La situazione ha una svolta quando, finalmente arrivato non si da dove e non si sa come, esce fuori il cartello “Bentrovato, Diabolik”. Sicuri che non ci fossero sistemi più semplici per contattare Diabolik?

Ad avvicinare il Re del Terrore è Tommaso Dester, collaboratore del genio Stroke che vuole rubare i diamanti che interessano anche a Diabolik: nessuno dei due potrà riuscire senza le informazioni e le capacità dell’altro, così propone di lavorare insieme, spartendosi il bottino. Gran bella idea, si sa che Diabolik è uno che ama condividere, e soprattutto non ha l’abitudine di lasciarsi fiumi di cadaveri dietro di sé…

Il patto viene comunque siglato e i due si mettono al portatile. Diabolik s’è presentato in tutina non si sa perché, ma tanto lui è abituato a usare i computer solo guardandoli.

Due maghi del computer molto particolari

Il colpo sembra andare bene, e quindi la cosa desta sospetto. Tommaso però è fiducioso: è noto che Diabolik rispetta sempre la parola data… Infatti il giorno dopo Tommaso viene ritrovato ucciso. Tutti danno per scontato sia stato il Re del Terrore, ma a sorpresa Diabolik si professa innocente, anzi era già pronto a dare la parte di bottino a Tommaso, che lui ci tiene ai patti criminali. Chi è stato ad uccidere l’uomo? Chi è che ha avuto l’ardire di manovrare tutto segretamente?

Proprio quando sembrava la solita diabolikata, a sorpresa la storia prende tutt’altra direzione, con anche una comparsata di Nina, l’amica diabolika dei Servizi segreti. Non sarà un grande albo ma è ho trovato divertente la lettura, con Diabolik hacker e le derive spionistiche: Tito per me è sempre garanzia di buone letture.

L.

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5 commenti

  1. Anni fa, andavano di moda dei videogiochi da ballo abbinati a un controller particolare: un tappetino, così ti ritrovavi a ballare davvero per premere i tasti.
    Probabilmente Diabolik ha una tastiera-tappeto da usare coi piedi, in modo da avere le mani libere per reggere il mento mentre pensa.

    Piace a 1 persona

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