BRZRKR 1 (2021) Keanu gioca coi grandi

Cover di Rafael Grampá

Come già anticipato dall’estate scorsa, questo marzo 2021 è uscito il primo numero di “BRZRKR“, disponibile su Amazon a meno di cinque euro.

La particolarità del fumetto scritto da Matt Kindt e splendidamente disegnato da Ron Garney è l’essere nato su idea di Keanu Reeves: in questi casi non è mai chiaro quanto davvero un nome noto abbia contribuito alla creazione artistica di un fumetto e quanto si sia invece limitato a concedere l’uso del proprio nome, oltre che della propria immagine. Il timore è che il mondo del fumetto se la stia passando così male che abbia bisogno di agganciarsi a volti di noti di altri media per richiamare lettori, e dato l’enorme clamore sollevato dalla concessione di Keanu del proprio volto al videogioco Cyberpunk 2077 è facile immaginare che si sia cercato di puntare sul sicuro.

Con questo volto, non si sbaglia mai

Il protagonista entra in scena cazzuto e potente, buttandosi da un elicottero sul nemico e cominciando a maciullare gente, per motivi a noi ignoti. Anche quando sapremo il motivo, rimarrà sempre un massacro esagerato, con il nostro eroe che strappa una costola a un tizio per sgozzarne un altro. Tanto per “cominciare piano”.

Alziamo subito il litraggio del sangue

Subendo ferite su ferite senza battere ciglio, questo Wolverine con la faccia di Keanu esegue la sua missione – sopprimere il solito generale dell’America Latina, ah quanta freschezza! – ed è riportato alla base per essere rigenerato… tipo Bloodshot, uguale uguale!

Gods are immortal. I’m immortal.

Dunque il protagonista metà Wolverine metà Bloodshot sogna la capacità di morire, visto che da un anno – ci informa – è costretto ad usare la propria immortalità per compiere sanguinosi massacri per conto del Governo americano, lui che in vita sua ne ha viste di cotte e di crude… essendo nato ottantamila anni fa! Chi ha detto Old Guard di Greg Rucka?

Ma da quanti stanno copiando?

E così, con la trovata finale che chiude questo primo albo, oltre ai tre fumetti citati riusciamo a rifarci pure al racconto “L’uomo nodoso” (The Gnarly Man, 1939) di L. Sprague De Camp: rubacchiare dai classici è sempre cosa buona e giusta.

L’essere totalmente derivativo e straordinariamente non originale per ora non nuoce al fumetto, visto che i disegni sono spettacolari e le budella si contano a chili, segno che almeno in questo primo numero si è puntato sull’intrattenimento caciarone senza stare a tirarsela troppo: sicuramente dal secondo cominceranno i problemi, ma speriamo che l’azione sia sempre di questo livello.

L.

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8 commenti

  1. Tra le mie prossime letture (storia vera). Temevo di non capirci niente in quanto legato al videogioco, ma va bene così, nel caso mi godrò i bei disegni di Ron Garney, uno che sa sempre il fatto suo 😉 Cheers!

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    • I disegni sono splendidi, il sangue è tanto e le scene di massacri ottime e abbondanti: quindi almeno per il primo numero è sufficienza piena 😛
      La storia è una fusione di così tante cose già note che fossi in Keanu non mi vanterei troppo di averla scritta, ma si sa che dire il già detto è il segreto del successo 😀

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  2. I disegni sono molto belli e i colori azzeccati.
    La scena della costola è qualcosa su cui fantastico ogni tanto, quando qualcuno mi da il tormento e come dice un amico, “Signore, dammi la pazienza, perché se mi dai la forza…” 😛
    Mi lascia perplesso che il protagonista abbia la faccia del presunto soggettista, mi fa pensare al narcisismo di Tom Cruise (anche la deriva filmografica d’azione è simile: se anche Keanu inizierà a fare le prodezze lanciandosi dall’aereo, senza paracadute, su distese di vetri rotti…)

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    • Il terzo John Wick fa intuire che la strada è quella, con scene sempre più esagerate e inutilmente pericolose.
      Keanu non sembra una persona egomaniaca come Tom, penso che la sovraesposizione del suo volto si spieghi perché hanno visto che da solo basta a vendere un prodotto, che sia un film o un videogioco o un fumetto (pare che questo primo numero abbia fatto un botto di vendite). Quindi i media in cerca di vendite facili invece di spendere per bravi autori si limitano a pagare i diritti di sfruttamento della “John Wick Face”: quando infatti Keanu si rasa la barba e dimostra quindi tutta la sua età le vendite crollano 😀
      Non sembra che i fumetti di John Wick abbiano avuto molto successo, ma lì probabilmente c’è il problema che la Dynamite non azzecca più una buona sceneggiatura da tempo immemore, e campa solo con i suoi vecchi personaggi fissi.

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  3. Non si dice proprio granché di nuovo, tutt’altro, ma perlomeno si parte bene… sempre che non si finisca per svaccare dal secondo numero in poi (ed è un rischio da cui nemmeno la presenza “garante” di Keanu Reeves ti può mettere al riparo), come troppo spesso capita.

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    • Il problema è che finito l’entusiasmo e la copertura pubblicitaria a tappeto, rimane una fiera del già visto che sicuramente dal secondo numero abbasserà parecchio i toni: facile che all’uscita dell’ultimo numero nessuno si ricordi già più di questa saga 😛

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