RujuTex – Il ritorno di Proteus (2018)

Cover di Claudio Villa

Nel mio viaggio fra i numeri lasciati indietro della serie regolare di “Tex” (Bonelli) ho ritrovato un vecchio amico, anzi: un vecchio nemico. Il genio criminale dei travestimenti che si fa chiamare, non a caso, Proteus, come il mutaforma citato nell’Odissea.

Volume da libreria del 2019

Ricordo ancora con gran piacere le prime apparizioni del personaggio, molti anni fa. Con Il misterioso Mister “P”, storia di Gianluigi Bonelli raccolta nel numero 86 (aprile 1971), nasceva quel personaggio capace di assumere qualsiasi aspetto che poi avrebbe fatto gradito ritorno ne L’uomo dai cento volti sempre di Bonelli (nn. 185-186, marzo-aprile 1976) e ne L’inafferrabile Proteus di Claudio Nizzi (nn. 316-317, febbraio-marzo 1987). Ho letto queste storie da giovane, una trentina d’anni fa, e ovviamente le ricordo poco, ma preferisco conservare il piacere di un personaggio che ricordo d’aver amato, piuttosto che rileggere avventure che potrei trovare datate.

Quel 1987 Proteus sembrava finito, entrando nella prigione di Yuma da cui nessuno è mai evaso, ma i decenni passano e le occasioni aumentano.

Chissà come mai questo storico nemico texiano sia stato lasciato “a macerare” così a lungo, fatto sta che nell’estate del 2018 a Pasquale Ruju viene affidato il compito di ripescarlo, per una storia dal sapore classico, sì, ma molto più “nera del solito”.

Ecco dunque Il ritorno di Proteus, disegnata da Bruno Ramella e spalmata nei numeri 693 e 694 (luglio-agosto 2018).

Come sappiamo, Ruju ha un cuore “nero”, ha una predilezione per il noir quindi si sente in ogni vignetta che gestire un criminale è per lui un piacere immenso. Tex e i suoi pards sono personaggi noiosissimi, nella loro rettitudine bidimensionale, invece dover raccontare il cuore nero di Proteus è puro godimento narrativo. Per questo la nuova avventura del criminale prosegue sui binari classici, in linea con le sue precedenti apparizioni, ma apre così tante parentesi da passare in secondo piano: è davvero poco importante ciò che Proteus fa oggi, rispetto al suo passato.

Anche i sociopatici hanno iniziato da piccoli

Attraverso memorie e racconti incrociati il nostro Ruju ha il piacere di raccontarci l’evasione del criminale da una prigione da cui è impossibile evadere, e si sa che le storie di prigione sono un pezzo forte della narrativa noir, dato il loro sicuro impatto. Ruju cede alla tentazione di raccontarci Yuma come una novella Château d’If di dumasiana memoria: anche al conte di Montecristo dicevano che da quella prigione era impossibile evadere…

Quando si dice… una lettura d’evasione!

Il racconto criminale di un uomo dal cuore nero, totalmente incapace di qualsiasi rapporto umano e sociopatico conclamato è molto più interessante del nuovo colpo che vuole mettere a segno. A pensarci, chissà che originariamente Proteus sia nato come versione western di Diabolik, visto che oltre alla capacità di assumere perfettamente l’aspetto di chiunque, in tempi velocissimi, ha una discreta predilezione per i ricchi bottini, a cui non sa resistere.

Che sia un omaggio a “Maledetto Nick Carter”?

Ruju prova a dare qualche pallida spiegazione sui materiali usati da Proteus per le sue incredibili trasformazioni a velocità record, ma è chiaro che il personaggio basa la sua forza su poteri quasi soprannaturali, sebbene non possa nulla contro la “vocina” che da sempre guida l’agire di Tex: Proteus è palesemente più scaltro del ranger, è sempre un passo avanti a lui, lo frega in mille modi, per questo è ancora più implausibile che il Tizzone d’inferno riesca sempre ad acciuffarlo. Però tranquilli, come ogni bravo nemico di Tex anche questo ha la tendenza a non morire in modo chiaro: chissà quanto dovremo aspettare ora per una sua nuova apparizione.

Secondo voi quale dei due è il sempre inutile Kit Willer?

Nel recuperare un personaggio non suo Ruju fa uno splendido lavoro, rispettando l’originale – e tirando parecchi fili rimasti in sospeso per trent’anni – ma aggiungendo “sfumature di nero” al suo carattere, raccontandoci della sua vita criminale passata e del suo carattere sociopatico. Un’altra tacca alla Colt di Pasquale.

L.

P.S.
Ricordo la mia intervista con Pasquale Ruju del 2018.

– Ultimi fumetti di Tex:

3 commenti

    • Quando ho iniziato a recuperare la serie regolare dove l’avevo abbandonata (nei primi numeri 600), ero titubante, per colpa anche di Boselli che tiene il meglio per gli speciali e il peggio per la serie regolare. Ma per fortuna l’arrivo massiccio di Tito Faraci e Pasquale Ruju (quest’ultimo addirittura responsabile della testata dal 2018, se non ricordo male) mi ha rinvigorito, e le loro storie sono indiscutibilmente le migliori.

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