Zagor – Ylenia la Dea (2001)

Cover di Gallieno Ferri

Proprio ieri raccontavo di quanto non mi piaccia lo stile di Mauro Boselli, e poi che succede? Subito dopo becco una sua storia splendida!

Cover di Gallieno Ferri

Quella raccolta negli albi 429 e 430 (aprile-maggio 2001) di “Zagor” è una storia che paradossalmente aumenta ancora di più la mia disistima per l’autore: visto che è chiaramente capace di scrivere storie splendide, come già ho avuto modo di apprezzare, vuol dire che sceglie coscientemente di non farlo! Male, molto male!

Per “La nave nera” e “La Dea della Luna” Boselli ha meno pagine del solito a disposizione, solo due albi per un autore che di solito se ne prende quattro, e forse è questo il segreto per fargli scrivere ottime storie. Qui infatti Boselli non può fare ciò che ama di più, declamare l’Elenco del Telefono di Carcosa, non può cioè lanciarsi nelle sue infinite declamazioni di mitologie e pantheon di dèi oscuri con cui ama riempire decine di pagine, non può riservare metà albo a raccontarci la genealogia di decine di personaggi, bensì è costretto a fare quello che di solito non fa: narrare, piuttosto che enumerare.

Il primo albo è dedicato ad un grande classico che funziona sempre, quello della “nave fantasma” (affrontato da Zagor anche in un recente ottimo speciale), con una storia marinara di grande effetto che oserei dire anticipi alcune atmosfere del futuro Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima Luna (2003). I potenti disegni di un Raffaele Della Monica in grande spolvero ci portano in alto mare e ci fanno sentire ogni onda, alla mercé di una Nave Nera che mette discretamente strizza.

Questa sì che è una nave fantasma che si rispetti

Grazie ad un’avventura per mare, Zagor e Cico si ritrovano naufraghi su un’isola deserta… che purtroppo deserta non è. Ci vive una popolazione dedita al cannibalismo, il che però è il meno: a comandare la popolazione c’è Ylenia Varga, la vampira creata da Boselli nel 1998 come amica/nemica di Rakosi.

Il ritorno della strega dai capelli rosso Tiziano

Se l’autore avesse avuto a disposizione le solite trecento pagine in cui scorrazzare senza guinzaglio, avremmo avuto le solite infinite chiacchiere e mitologie a secchiate, invece Boselli qui ha solo cento pagine scarse per costruire una storia caraibica di cannibalismo e stregoneria, di vampiri e marinai, e con mia grande sorpresa… fa un lavoro da applauso!

Non era assolutamente facile condensare una storia complessa e con così tanti personaggi in un solo albo senza che risultasse un mischione sbrigativo, ma Boselli riesce pienamente nell’impresa: abbandonate le genealogie e le enumerazioni di dèi oscuri, subentra il “mestiere”, la narrazione pura e la voglia di intrattenere, valori che secondo me dovrebbero essere alla base di qualsiasi storia.

Va’ che occhioni che ha la Ylenia!

In questa breve ma ricchissima e intensa storia d’amore e vampirismo assistiamo all’elevazione e caduta di Ylenia, ritrovatasi anche lei naufraga sull’isola e subito diventata Dea dei Cannibali, che fra uno sgranocchiamento e l’altro le offrono il sangue delle vittime come tributo. La vampira qui conosce la felicità e il dolore, l’amore e l’odio, e qualcosa mi dice che cercherà di farla pagare cara a Zagor…

Un’avversaria di tutto rispetto

La precedente avventura si era chiusa in modo sbrigativo – quando invece c’era tutto il tempo per approfondire – con Ylenia che salvava Zagor, il quale non è certo uno che dimentica certi favori e quindi non mancherà occasione di sdebitarsi, ma una volta pareggiati i conti c’è la giustizia zagoriana da distribuire a piene mani… aiutati da una scure ricreata appositamente usando materiali locali.

Una storia intensa, piena d’emozioni e di ottimi spunti narrativi: applausi a scena aperta per Boselli. Perché non le scrive tutte così le sue storie?

L.

– Ultime recensioni zagoriane:

5 commenti

  1. Te l’ho detto, bisogna beccare il Boselli giusto… Io sto adorando le sue avventure di Tex Willer da giovane, forse proprio perché lì’ sono l’avventura e l’azione a farla da padroni.

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    • E’ incredibile, quello che ha firmato questa storia non assomiglia neanche al Boselli che ha firmato la precedente, malgrado siano entrambe con Ylenia! E’ riuscito ad inserire più spunti narrativi, approfondimenti di personaggi e momenti emotivi in questi due soli albi che in quattro della precedente storia! Mi sa che è un autore che rende bene quando è costretto in piccoli spazi 😛

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  2. Già, perché non le scrive tutte così le sue storie? Mi sa che forse hai proprio centrato il punto: quando la “gabbia bonelliana” (qui intesa ovviamente non come prefissata disposizione delle vignette ma come spazio narrativo ristretto) riesce a contenerlo, allora eccoti arrivare la storia memorabile…

    Piace a 1 persona

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