Zagor – Ylenia la Vampira (2009)

Cover di Gallieno Ferri

Passa il tempo ma il povero barone Bela Rakosi continua a dormire sepolto nelle segrete di Casa Bonelli: una volta creata la sua amica-nemica Ylenia Varga diventa lei la vampira della ditta.

Cover di Gallieno Ferri

Rossa di capelli come Red Sonja e come l’hyrcaniana sempre pronta a menar le mani, Ylenia l’avevamo lasciata a bordo della Nave Nera, alla mercé dei flutti, sicuri che l’avremmo incontrata ancora: infatti otto anni dopo eccola a seguire le orme di Rakosi. Cioè a fare un’ospitata vampirica in una storia di altri.

Con “Le nere ali della notte” inizia una storia in tre albi – nn. 525-527 (aprile-giugno 2009) – con cui Jacopo Rauch, all’epoca entrato fresco nella scuderia zagoriana, scrive un’avventura piratesca, con i marinai britannici impegnati a dare la caccia al pericolosissimo Le Loup, bieco condottiero di una folta banda di spietati contrabbandieri: malgrado l’aiuto di Zagor, sarà molto dura porre fine all’attività dei pirati, e i marinai britannici dovranno pagare un altissimo pegno di sangue.

In mezzo a questa vicenda decisamente “terrena”, arriva Ylenia a fare da prezzemolina, sparsa così, un po’ ad insaporire un pasto o forse ad allungarne il brodo. A capo dei marinai troviamo infatti Alec Wallace e altri personaggi conosciuti nella precedente avventura vampiresca, che si chiudeva con la vampira che vedeva infranto il suo sogno di amore eterno con Wallace per colpa di Zagor. Non stupisce la donna sia particolarmente violenta, in questa sua nuova apparizione.

Il ritorno di Ylenia Draga, più cattiva che mai

Se la storia d’amore fra Ylenia ed Alec arricchiva la precedente storia, perché dava profondità al personaggio della vampira – da bestia assetata di sangue a donna innamorata – oltre che a generare una svolta nella vicenda, con un sorprendente patto d’alleanza fra la vampira e il nostro Zagor, qui tutto crolla: Ylenia torna ad essere un personaggio bidimensionale, anche perché ha davvero pochissimo spazio nella vicenda.

Come ho più volte detto non riesco ad apprezzare le storie di Mauro Boselli, eppure con La Nave Nera è riuscito ad emozionarmi con trovate narrative che considero molto ispirate. Avevo speranze che una nuova vicenda vampirica trattata da un autore diverso potesse migliorare la situazione, invece mi sono ritrovato in mezzo ad una storia puramente boselliana con le sue secchiate di personaggi: oh, sarò vecchio, ma io una storia con trenta protagonisti non riesco proprio a godermela, visto che devo ricordarmi chi cacchio sono tutti quanti.

Io sono della vecchia scuola: non è che tutti i magnifici sette avessero lo stesso spazio nella narrazione, e la maggior parte della sporca dozzina non diceva che un paio di battute. Se tutti e trenta i personaggi devono avere lo stesso spazio, la narrazione secondo me ne risente parecchio.

Uno dei rari momenti in cui Ylenia è “gagliarda”

Il rapporto fra Zagor e Ylenia non cresce, rimane monocorde: i due si odiano e si scambiano promesse vane di vendetta e morte, tutte vuote e inutili parole visto che nessuno dei due fa nulla per nuocere all’altro. È lo stile Marvel, ripetere venti volte “Ora ti uccido” e non uccidere mai nessuno.

Ormai i fasti delle sceneggiature di Bonelli, Sclavi e Castelli sono parecchio lontani, sto andando avanti solo per curiosità e per completezza, avendo iniziato questo ciclo. Rimane un’ultima avventura, prima che nell’estate del 2021 torni il barone. Vedremo come va.

L.

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5 commenti

  1. I nuovi autori possono apportare novità quando non seguono le orme dei “maestri”… se Rauch rifà Boselli si corrono gli stessi rischi dell’originale, mi sa. Considerando anche che aver tenuto per ben otto anni in pausa un personaggio riuscito come Ylenia Vargas è stato uno spreco non indifferente.

    Piace a 1 persona

    • Il personaggio è ottimo, il giorno che lo prenderà in mano un autore che gli sappia dedicare attenzione sarà davvero una bomba. IL problema è che finora Ylenia è apparsa sempre in mezzo a centinaia di altri personaggi, quindi non ha mai avuto che poche vignette per lei, invece come i nemici storici degli eroi Bonelli avrebbe meritato una storia in cui fosse l’unica antagonista.

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