Piccolo Ranger 153 – Viaggio nella preistoria (1976)

Continua il mio viaggio nel recupero del “paranormale d’annata”, e sempre seguendo il consiglio di The Obsidian Mirror mi leggo anche la storia de “Il Piccolo Ranger” successiva al mostro del plenilunio.

Dal luglio al settembre 1976 (nn. 152-154) il nostro Kit Teller, con l’inseparabile amico baffone e un pittoresco biologo, si ritrova di nuovo a vagare per montagne misteriose e ignote: è davvero strana la geografia di questo fumetto, in cui i personaggi si ritrovano spesso in zone dove l’uomo non ha mai messo piede per milioni di anni!

Il Governo americano sta subendo gli effetti di un “qualcosa” che ostacola il funzionamento delle bussole con immaginabili ripercussioni nella vita civile, così Kit e i suoi amici vanno ad investigare, scoprendo che un qualche moto tellurico ha fatto apparire una enorme e misteriosa pietra nera. Vi dice niente?

Càpita che dal niente sbuchi fuori una Pietra Nera

Guarda caso proprio nel 1975 la Fanucci aveva portato per la prima volta in Italia il racconto La Pietra Nera (1967) di Robert E. Howard, inserito nella mitica antologia I Miti di Cthulhu.

«Adesso che avevo veduto quella cosa stranissima, provavo ancora più intenso il desiderio di proseguire le indagini e di scoprire da quali mani sconosciute e per quale fine ignoto la Pietra Nera era stata eretta nel lontanissimo passato.»

Il racconto verrà poi ristampato a iosa ma siamo agli albori della scoperta italiana della narrativa fantastica ed orrorifica, fino ad allora appannaggio di pochi appassionati mal visti dall’intelligenzia.

Magari invece è solo una mia idea e lo sceneggiatore Decio Canzio non pensava ad Howard: invece è abbastanza ovvio che pensasse a La terra dimenticata dal tempo (1918) di Edgar Rice Burroughs.

Voi potreste obiettare che la prima ed unica apparizione italiana di quel romanzo del papà di Tarzan è apparsa in Italia per Giunti proprio in quel 1976, quindi troppo a ridosso dell’uscita del fumetto per farne da ispirazione, ma io vi rispondo che il mitico film di Kevin Connor è del 1974.

Si parte con il viaggio turistico nel grande mondo dei dinosauri

Temo che sia da lungo tempo un film dimenticato, ma ancora negli anni Ottanta lo si poteva beccare su Rete4 e vi assicuro che l’ho amato in modo violento: per questo certi disegni di questo fumetto non posso credere siano del tutto casuali…

Andiamo, questa è ricalcata sul film!

Esattamente come i protagonisti del film targato Amicus – storica casa britannica di piccole grandi emozioni – gli eroi del fumetto si addentrano in questa terra dimenticata dal tempo, rimasta chiusa all’interno di una “barriera invisibile” garantita dalla pietra nera, e un applauso va al disegnatore, che in ogni striscia ha dovuto presentare vari tipi di vegetazione preistorica ad indicare il miscuglio di epoche.

Complimenti al disegnatore di piante

I nostri eroi non fanno che snocciolare le solite “imprecazioni Bonelli”, vignetta dopo vignetta, mentre il Manuale dei Dinosauri viene passato in rassegna.

Piero Angela, dove sei?

Secondo voi, in una storia del genere… poteva mancare il Re dei dinosauri?

Due terzi di pagina dedicati al Re!

Qualche anno prima gli “Albi Spada” avevano presentato le avventure di Turok, un eroe werid western decisamente più attivo che sapeva affrontare i dinosauri: qui il piccolo ranger a parte sparare agli occhi non sa fare molto, quindi i nostri eroi si limitano a quello che sembra una gita in un parco a tema dinosauresco.

Occhio però perché se i protagonisti de La terra dimenticata dal tempo a forza di addentrarsi scoprono l’uomo primitivo, qui abbiamo addirittura dei “rettili sapienti”, come vengono definiti: in questa nicchia ecologica i rettili si sono potuti evolvere fino a diventare in pratica delle lucertole umanoidi. Che parlano pure inglese!

Va be’, io direi che la storia finisce qui…

Decio Canzio prova a spiegarci che questo rettile sapiente, Orchzsky il saggio, avendo trovato una casa umana disabitata e piena di libri, leggendo leggendo s’è tanto istruito. E dall’alto della sua saggezza comincia a lanciare lunghi pipponi sulla morale, sull’ecologia, sull’universo e tutto quanto. Una trovata che si poteva benissimo evitare.

Kit Teller dimostra che gli umani so’ forti, mica so’ tutti infami, e così baci e abbracci: oh, mandate una cartolina dalla terra dimenticata dal tempo, non facciamo che non ci becchiamo più, eh?

A parte i rettili sapienti, la versione a fumetti di un film che ho molto amato da ragazzino è stata davvero piacevole, confermando che apprezzo molto il “paranormale d’annata”.

L.

– Ultimi fumetti Weird Western:

10 commenti

  1. E come potrei mai dimenticare il film di Connor, considerando che l’ho pure visto al cinema ancora prima che in televisione? 😉 Ragion per cui anch’io non potevo non accorgermi di starne praticamente leggendo la versione a fumetti (se si esclude il rettile sapiente, qui una specie di versione assai edulcorata degli uomini serpente howardiani/lovecraftiani)…
    P.S. Il T-Rex lassù è chiaramente un omaggio ai lavori del grande pittore e illustratore cecoslovacco Zdenek Burian: ecco l’originale 😉

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.