Star Wars: Underworld (2000) Bounty Hunters Forever!

In attesa del nuovo “tassello” dell’evento Marvel War of the Bounty Hunters, dove stavolta la faranno da padroni i cacciatori di taglie, ne approfitto per recuperare una storia d’annata con questi eroi mercenari. Lo confesso, sono andato giù di testa con questi personaggi e quindi ho un bisogno fisico di una loro storia a fumetti!

Mi rivolgo dunque alla Dark Horse del dicembre 2000, che si preparava al nuovo millennio affidando a Mike Kennedy, esordiente nella testata “Star Wars”, una saga in cinque parti dal titolo “Underworld – The Yavin Vassilika“, con i disegni dell’argentino Carlos Meglia, noto per la saga Cybersix. Onestamente non sono tra gli estimatori dei suoi disegni, e più di una pagina di questo fumetto risulta indigesta – se non inguardabile – ma lo stile corrisponde a quello indipendente della Dark Horse dell’epoca.

La saga arriva in Italia nel marzo 2016 all’interno del volume 21 di “Star Wars Legends“, con la traduzione di Elena Cecchini e l’adattamento di Marco Ricompensa: è questa l’edizione che ho letto.

Gli Hutt sono dei pigri e pingui lucertoloni che amano riunirsi e farsi belli dei propri successi commerciali, in giro per la galassia, confrontando affari e truffe in eterna gara fra di loro: perché allora non fare una vera gara? L’idea viene a Jozzel, una serva di palazzo che lancia una sfida a tre Hutt: malgrado la considerino una subalterna e una forma di vita inferiore, i lucertoloni non sanno resistere a una sfida. Decidono dunque che ingaggeranno tre persone a testa per andare a caccia di uno dei tesori più leggendari della galassia, la Vassilika di Yavin, che è una roba di cui importa poco. Ciò che importa è che inizia una gara fra tutti i cacciatori di taglie della galassia lontana lontana.

La caccia al tesoro è solo una labile scusa che dà a Kennedy la possibilità di schierare in campo i peggiori individui di Star Wars, quel “sottobosco” (underworld) di tagliagole e profittatori che si aggira nei peggiori bar di Caracas, e che di solito si dà appuntamento a Nar Shaddaa, la Luna del Contrabbandiere. I più “pulitini” sono ovviamente Han Solo e Chewbacca, che fanno i duri ma sono due angioletti con tanto di alucce. Un po’ più “vissuto” è Lando, ma siamo sempre in zona “buoni”.
Molto più divertenti gli altri partecipanti alla grande caccia al tesoro, a partire dal carismatico Boba Fett, anche se qui siamo ben lontani dalla caratterizzazione con cui John Wagner ha reso immortale il personaggio qualche anno prima.

Disegnato strano, ma è il re dei cacciatori di taglie

Nella secchiata di personaggi che costituisce quest’opera corale, i più divertenti sono i tre cacciatori di taglie che sin da subito usano la caccia al tesoro per riparare vecchi torti, i particolare per far fuori Solo e Chewbacca. Sto parlando del lucertolone Bossk, del cyborg malmesso Dangar e dell’androide IG-11, i cui dialoghi sono il siparietto comico della vicenda.

Zuckuss: A quanto pare siamo a uno stallo, signori.
Dangar: Non conosco il significato di questa parola.
Bossk: È ssserio: non lo conossssce.

Dangar e IG-11 sono simpatici ma ovviamente tutto il mio interesse è per Bossk, altro personaggio che sembra un buffone nel film del 1980 – una maschera di Carnevale che sta lì solo come comparsa – e invece è rinato nell’universo espanso. Visto che sarà fra gli eroi dell’evento del 2021 me lo sto studiando con piacere.

I protagonisti delle scene migliori del fumetto

La vicenda è una divertente caciarata di “tutti contro tutti”, una sorta di Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo (1963) – o, se siete più giovani, di Rat Race (2001) – una caccia al tesoro con alleanze e tradimenti, ripensamenti e salti della quaglia, odi personali e interessi commerciali, con ovviamente Han Solo come protagonista “morale” della vicenda, anche se c’è spazio per una secchiata di altri personaggi. Lo stile è frizzante quindi lontano da quello Marvel, ponderoso e infinitamente frammentato (perché una storia deve durare almeno venti albi!), qui in cinque soli albi viene raccontata una vicenda che la Marvel di oggi impiegherebbe almeno un anno a sviluppare.

Non esistono amicizie o alleanze in una caccia al tesoro

Avrei preferito avesse maggiore spazio Bossk, ormai il mio cacciatore di taglie preferito dopo Boba Fett, ma lo stesso è stata una lettura divertente, con un equilibrio giusto fra “enciclopedia di Star Wars” (cioè snocciolamento costante di nomi ed eventi) e narrativa di intrattenimento, dove alla fin fine la trama è solo una scusa per far interagire tra loro personaggi azzeccati.

E quando le parole finiscono… via a spararsi l’un l’altro!

Una curiosità. Per un paio di vignette si vede Bria Tharen, passata fiamma di Han Solo inventata dalla romanziera A.C. Crispin per la sua Trilogia di Han Solo (1997), uno dei rari casi in cui si è tenuto conto di qualcosa nato nei romanzi, il medium più disprezzato della galassia lontana lontana.

Chiudo con la cover gallery:

L.

– Ultimi fumetti di Star Wars:

4 commenti

  1. Bossk è un personaggio fighissimo e la Marvel da una storia così tirerebbe fuori una maxi saga della durata di un anno, in ogni caso vogliamo più Boba e più cacciatori di taglie, non sono mai abbastanza! Cheers

    Piace a 1 persona

    • E’ incredibile come da personaggi totalmente inesistenti della saga filmica come i cacciatori di taglie sia stata tirata fuori tanta roba, nell’universo espanso.
      Visto che Bossk sarà uno dei protagonisti della caccia a Boba Fett di quest’anno ho voluto studiarlo un po’… e sono andato giù di brutto ^_^ Ho appena scoperto che esiste una versione Lego Star Wars e voglio assolutamente vedermi quel film 😀

      Piace a 1 persona

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