Star Wars: un bounty hunter di nome Bossk

Cover di Mattia De Iulis

In attesa del nuovo “tassello” dell’evento War of the Bounty Hunters, dove stavolta la faranno da padroni i cacciatori di taglie, ne approfitto per continuare a studiare questi personaggi: si vede che sto andando sotto con questa cosa?


L’inizio di tutto

J.W. Rinzler è un saggista di cinema che scrive libroni costosi sulla storia di film famosi, peccato che non citi mai alcuna fonte di tutto ciò che afferma, sembrando quindi una semplice raccolta di trivia di IMDb e voci di corridoio varie che però costano bei soldi: a questo punto non è meglio leggersele gratis in Rete, visto che in entrambe i casi sono chiacchiere senza fonte?

«C’erano diversi film che parlavano di cacciatori di taglie nel vecchio West: è da lì che vengono.»

Queste parole di George Lucas, di provenienza ignota, sono citate da Rinzler nel suo The Making Of The Empire Strikes Back (Lucasfilm 2010) riguardo la nascita dei personaggi dei cacciatori di taglie nel film L’Impero colpisce ancora (1980).

Stando alla ricostruzione di Rinzler, il 24 aprile 1979 si gira la scena in cui il ponte della Star Destroyer è piena di creature di varia natura, sfornate dal reparto effetti speciali: tutti personaggi che sulla carta hanno anche dei nomi ma che in video hanno la stessa importanza della carta da parati.
L’ammiraglio Piett (Kenneth Colley) li guarda schifati e borbotta la sua battuta («Che bisogno c’è di quelli? Cacciatori di taglie… è feccia!») poi si gira e vede delle unghie spuntare dal pavimento: nel piano rialzato sopra di lui troneggia un essere rettiliforme che lo fissa. La prima ed unica apparizione di Bossk (interpretato da Alan Harris), anche se essendo una inutile comparsa in realtà non ha nome in video.

La prima apparizione di un personaggio anonimo e inutile

Stando al regista Irvin Kershner, citato da Rinzler, gli Imperiali sono convinti di combattere per il bene e il loro essere tutti pulitini e precisi rispecchia i loro valori morali: ai loro occhi i cacciatori di taglie che lavorano per soldi sono profondamente spregevoli. Così l’attore che interpreta l’ammiraglio fissa con profondo sdegno l’essere rettiliforme: «Non era nel copione», specifica ridendo il regista, «ma era esattamente ciò che considero un’interpretazione umoristica».
Entrano così in scena quei cacciatori di taglie che riempiranno l’universo espanso successivo, ma che nella saga filmica occupano esclusivamente dai due ai tre fotogrammi: se battete le palpebre al momento sbagliato, rischiate di non vederli.

Da sinistra, in alto: Darth Vader, Dengar, IG-88, Boba Fett, Bossk, 4-LOM e Tuckuss
Foto dal saggio “The Making Of The Empire Strikes Back” (2010)

Si apre un nuovo universo

Nel 1991 tutto lo sfruttabile è stato ormai sfruttato, malgrado quello che oggi si pensi Star Wars all’epoca non era minimamente il fenomeno che sarebbe stato in seguito, ma anzi ristagnava parecchio: dopo Il ritorno dello Jedi (1983) in pratica non c’erano più storie. Nessuno considerava il film televisivo Il ritorno degli Ewok (1985) qualcosa di cui parlare, i fumetti Marvel avevano chiuso bottega e in pratica la galassia lontana lontana era sempre più lontana lontana. Cosa poteva inventarsi ora Lucas? Oh, non è ora gli tocca pensare a una nuova storia? Siete pazzi? Per chi l’avete preso, per un autore? Non scherziamo…

Cover di Tom Jung

Per la prima volta nella storia, un affarista dà ascolto agli ultimi, guadagnandoci molto più di quanto già non avesse guadagnato. L’affarista George Lucas ascolta le lamentele degli scrittori di fantascienza, che sognano un giorno in cui si potranno scrivere storie inedite in un universo assolutamente vietato. (Non si sa perché George avesse imposto quel veto su Star Wars: nessuno aveva il permesso di scrivere storie inedite.)

Nel 1991, quindi, si aprono le porte della galassia lontana lontana: ora la licenza è disponibile alle case editrici. La storica Bantam Spectra a giugno presenta Heir to the Empire di Timothy Zahn (giunto anche in Italia) e la neonata Dark Horse Comics (esplosa grazie all’enorme successo dei fumetti di Aliens) a dicembre presenta Dark Empire di Tom Veitch (portato in Italia nel 1998 da MagicPress e ristampato nel 2020 da Panini nella serie “Legends”).

Cover di Dave Dorman

È iniziata l’èra delle storie inedite, che trasformeranno Star Wars nel mito che è oggi.

Ovvio che i personaggi protagonisti sono quelli principali dei film, ma una volta inventate mille storie su Luke, Leia e Solo, sui relativi figli, nipoti e discepoli, tocca cominciare a raschiare il fondo, così nel dicembre 1996 la Bantam affida al noto Kevin J. Anderson la cura di un’antologia di racconti dedicati a quelli che all’epoca erano ancora personaggi minori, anche se in seguito avrebbero guadagnato parecchie posizioni: i cacciatori di taglie de L’Impero colpisce ancora. Ecco quindi “Tales of the Bounty Hunters“, ovviamente inedita in Italia.


Bossk letterario

Il primo scrittore dell’antologia a citare Bossk è proprio il curatore Kevin J. Anderson, che lo menziona di sfuggita nel suo racconto Therefore I Am. The Tale of IG-88:

«Bossk, un rettile trandoshano con artigli sui suoi arti squamosi, parlò all’ammiraglio Piett in un misto di ringhio, gargarismi e sibili.»

Cover di Stephen Youll

Giustamente è una piccola menzione in un racconto dedicato ad un altro cacciatore di taglie, invece stupisce che il racconto The Prize Pelt. The Tale of Bossk, quindi dichiaratamente “il racconto di Bossk”, parli di diversi personaggi… con Bossk a fare da tappezzeria. Di nuovo!

La scrittrice Kathy Tyers (nota in Italia per il suo Guerre stellari. La tregua di Bakura, Sperling 1996) non sembra avere molto interesse nel personaggio che le è stato assegnato.

«Chewbacca e Solo avevano battuto Bossk una volta. Poi mai più.
Il cacciatore di taglie trandoshano a forma di lucertola interruppe la sua ricerca per visualizzare la pelliccia di Chewbacca. Il pensiero gli fece schioccare la lingua con piacere. In quanto combattente da trofeo al massimo della forma, Bossk era abbastanza imponente da sfidare un Wookiee, ma avrebbe vinto questa partita con l’astuzia, o con l’inganno se fosse servito.»

A bordo dell’Imperial Star Destroyer Executor il nostro cacciatore di taglie viene raggiunto da altri personaggi – che non vale la pena descrivere – che gli offrono il loro aiuto nella caccia, avendo informazioni di prima mano. Tenendo fede al film, Darth Vader ha lanciato una sorta di gara fra sei cacciatori di taglie con un premio per chi gli porterà Han Solo e Chewbacca, e Bossk ha un conto aperto con entrambi. Ma di più con il Wookiee, una razza che i trandoshani odiano da generazioni e a cui danno la caccia da sempre.

«Quando un disgregatore o una granata alla fine ucciderà Bossk, al suo attivo ci saranno centinaia di punti da mostrare orgoglioso al sanguinario ed eterno Scorekeeper, un’entità al di là del tempo e dello spazio che tiene il conto di ogni colpo messo a punto dai cacciatori trandoshani. Mettere le mani su Chewbacca e Solo era la sacra missione di Bossk.»

Credo sia un’invenzione solo di questo racconto l’idea di una Scorekeeper, un’entità femminile “segnapunti” a cui i cacciatori trandoshani dedicano le proprie imprese, come se ogni loro caccia fosse una “raccolta punti” per guadagnarsi favori nell’altra vita. Ma la caccia ai due contrabbandieri ha ragioni molto più personali di una semplice “raccolta punti”.

I cacciatori di taglie del secondo film in un bozzetto di Ralph McQuarrie

Ci viene raccontato che su Gandolo IV – pianeta che ritroveremo nel videogioco “Star Wars: Rebellion” (1998) – Bossk stava dando la caccia ad un gruppo di schiavi Wookiee in fuga quando è arrivato Solo a dare una mano alle creature pelose, facendo atterrare il suo Millennium Falcon proprio sulla nave di Bossk: partendo dal pianeta, Chewbacca e Solo hanno lasciato il trandoshano umiliato, intrappolato tra le lamine della sua nave a maledire i due e a giurare vendetta. Purtroppo questi sono gli unici passaggi interessanti dedicati dall’autrice al personaggio, visto che poi protagonisti sono i suoi aiutanti straordinariamente poco interessanti.

Prima di abbandonare questo deludente racconto merita di essere citata una curiosa parentesi sui rapporti amorosi su Trandoshan.

«I trandoshani non hanno amanti. Quando tornano sul loro pianeta si accoppiano con qualcuno poi tornano a lavoro.»

In pratica questi cacciatori di taglie a forma di rettile votano la loro intera vita alla caccia come dei Predator!


Bossk nel 2021

Arriviamo alla testata “Bounty Hunters“, il cui numero 12 (aprile 2021) è quasi tutto dedicato a Bossk, scritto da Ethan Sacks e disegnato dal mio compaesano romano Paolo Villanelli: non sembri becero campanilismo, ma i suoi disegni li reputo davvero eccezionali.

Troviamo il trandoshano in un gruppo di prigionieri su Malastare, pianeta-foresta citato nel film La minaccia fantasma (1999) e sviluppato nella serie animata “The Clone Wars”.
Qui Bossk e altri prigionieri si ritrovano protagonisti di una “pericolosa partita” ad opera del perfido Exum Jermit, organizzatore della Caccia di Malastare che attira assassini da ogni dove, desiderosi di accaparrarsi i ricchi premi. Con Bossk non sarà una caccia facile.

Volando addosso ad un avversario, Bossk entra in scena

Inizia una veloce e spumeggiante caccia all’uomo… o meglio, una caccia alla lucertola, in cui Bossk snocciola “frasi maschie” col sibilo che è un piacere, dimostrandosi non solo un Rambo squamoso da competizione, ma anche totalmente indifferente a qualsiasi empatia con gli altri prigionieri. Dice subito loro che se saranno fortunati e correranno in fretta, forse uno ce la farà. È stato onesto, ma l’unico sopravvissuto non sembra per nulla contento.

— Tu… ci hai usati come esca!
— Sì, ma ho anche detto che uno sarebbe sopravvissuto. Non c’è di che.

Bossk sspakka!

Finito questo impegno, che per Bossk è stata più una passeggiata, ad attenderlo c’è Bib Fortuna (il gibboso braccio destro di Jabba the Hutt), che lo recupera dal pianeta-foresta perché ha un lavoro giusto giusto per lui. Non sappiamo ancora di cosa si tratti, ma possiamo scommettere che si tratta della stessa notizia che raggiunge gli altri cacciatori di taglie: c’è da rincorrere Boba Fett e la ricchissima taglia che si porta appresso.

Proprio oggi esce il numero 13 di “Bounty Hunters” e non vedo l’ora di gustarmelo: lo recensirò venerdì prossimo. Seguite l’evento mediante questo tag.

L.

– Ultimi fumetti di Star Wars:

8 commenti

  1. Ok non c’entra nulla, ma il tuo accenno a “la pericolosa partita” mi ha fatto tornare in mente la storia di Zagor degli albi “cacciatori di uomini” e “preda umana” a esso ispirata, che da neo lettore zagoriano non dovresti farti scappare! 😉

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  2. Si, si vede che ci sei andato sotto ma gradisco quando parti così alla ricerca su tutti i fronti 🙂 Incredibile come ogni fotogramma di Guerre Stellari sia stato analizzato, Bossk ha potuto “vivere” solo nell’universo espanso chissà che non vedremo lui o un suo cugino anche in “The Mandalorian”. Cheers

    Piace a 1 persona

    • Se quella serie continuerà, sicuramente avrà bisogno di altri cacciatori di taglie, che Boba Fett ormai se ne andrà per conto suo. Visto però che – dispiace dirlo – malgrado sia una serie di successo Mandalorian brucia tutti i suoi personaggi, preferisco che i cacciatori di taglie se ne rimangano a fumetti o al massimo in romanzi, che quello è il loro ambiente d’elezione 😛

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  3. Il destino di tutti questi cacciatori di taglie è di vivere la loro vera vita al di fuori del grande schermo, non c’è niente da fare 😉 Tra l’altro, a proposito di schermo (piccolo in questo caso), il costume di scena di Bossk/Alan Harris è riciclato direttamente dai vecchi set di Doctor Who fine anni sessanta…
    Nient’affatto male questa “pericolosa partita” di Sachs e Villanelli, davvero. E i trandoshani sono personaggi molto interessanti, anche quando perdono le braccia nei loro confronti con gli Wookiee (ci arriverai, ci arriverai) 😉
    P.S. Dai un’occhiata a questo:

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