War of the Bounty Hunters [2021-05-19] Bounty Hunters 12

Continua l’evento “War of the Bounty Hunters” con cui la Marvel ricopia una vecchia iniziativa Dark Horse, ambientando fra il secondo e il terzo film classico una grande caccia a Boba Fett e alla sua preda (Han Solo nella carbonite) che si dividerà fra quattro testate dell’universo di Star Wars: ogni mercoledì, da maggio a ottobre, uscirà un albo Marvel con raccontato un brandello di questa grande storia senza conclusione, visto che sappiamo già come Boba Fett riuscirà a consegnare la sua preda a Jabba the Hutt.

Mercoledì 19 maggio è toccato al numero 12 della testata “Bounty Hunter“, in cui Ethan Sacks ai testi e Paolo Villanelli ai disegni raccontano storie di cacciatori di taglie fra il secondo e il terzo film storico.


Il primo cacciatore di taglie

Il 17 novembre 1978 va in onda nelle televisioni americane The Star Wars Holiday Special che dà vita a Boba Fett, come già raccontato, ma l’ottobre precedente era uscito nelle edicole americane il numero 16 del fumetto Marvel “Star Wars”, in cui grandi firme della Casa delle Idee stavano raccontando le avventure fanta-spaziali degli eroi del primo film. In quel numero i nostri dovranno affrontare un “predecessore” di Boba Fett.

«Il suo nome è Valance. È un accanito cacciatore di taglie, capo di una banda di mercenari galattici.»

Con queste parole viene introdotto il bounty hunter nato un mese prima di Boba Fett. Non solo, le parole su riportate sono la traduzione italiana (purtroppo anonima) del fumetto che è arrivato immediatamente nelle nostre edicole, quel mese stesso grazie a Panini che stava ben sfruttando il successo di Guerre stellari (1977). Quindi anche il pubblico italiano ha conosciuto Valance prima del suo collega Boba Fett.

Con Archie Goodwin ai testi e Carmine Infantino ai disegni, ecco la prima avventura del cacciatore di taglie che troviamo nel 2021 fra i protagonisti dell’evento War of the Bounty Hunters.


Cacciatore

L’uomo che entra in scena distruggendo tutto quello che trova e avventandosi su robot e droidi con furia devastante è un uomo distrutto. Valance combatteva per l’Impero, era un ufficiale delle truppe d’assalto il cui X-Wing è stato abbattuto dai ribelli: le truppe imperiali non l’avevano soccorso, andandosene e lasciandolo su Telos-4 a morire. Ma Valance non muore, nel centro medico gli viene applicata una procedura innovativa ma che gli cambia per sempre la vita: metà del suo corpo viene sostituita da componenti robotiche.

Il cacciatore di taglie che odia i robot li distrugge ovunque… è in realtà un cyborg!

Sei anni prima di Terminator, già Valance ne anticipa certe idee visive

Bisogna aspettare il marzo 1979 per il ritorno del personaggio, nel numero 21: in Italia fa giusto in tempo ad apparire sull’ultimo numero dell’epoca, il 14 (ottobre 1979), prima della chiusura della testata nostrana.

Il cyborg che odiava gli amici dei droidi

Qui finalmente Valance riesce ad avvicinare Luke Skywalker, che odia per il solo motivo di essere “amico dei robot”: diciamo che è un po’ poverella come motivazione. Ma in fondo è solo un personaggio di contorno ben poco importante, anzi Goodwin alla ricerca di un minimo di spessore gli concede un finale “emotivo”.

Quando C-3PO si scriveva Trebio

Quando infatti Valance sta per uccidere Luke, reo di essere amico dei droidi, Trebio si pone davanti al cacciatore: l’idea che un droide possa amare così tanto il suo padrone commuove il rude Valance, che lascia liberi entrambi.
Va be’, diciamo che è un personaggio buttato lì nel mazzo, non certo memorabile.

Sembra la fine, ma Valance tornerà

Curioso che l’arrivo di un nuovo film al cinema non convinca la Panini a proseguire la pubblicazione dei fumetti di Star Wars, ma non è escluso che invece la testata non vendesse quanto sperato. Fatto sta che per trovare tradotti i restanti numeri bisognerà aspettare 2012, quando la Panini presenterà la collana “Star Wars – Omnibus”, i cui primi due volumi sono dedicati a questi vecchi fumetti Marvel.
Così torniamo ad incontrare Valance per l’ultima volta, nel numero 29 (novembre 1979), dove stavolta ha un’altra missione a cui dedicarsi: uccidere Darth Vader. Così, perché gli sta sul culo.

Fino ad ora era un cyborg, ora… è un borg!

Il personaggio ormai è totalmente fuori di testa, sembra il Punisher delle origini, che sparava alla gente perché attraversava col semaforo rosso: le sue missioni sono sballate perché Valance cambia di albo in albo, così per fortuna Goodwin decide di mettere fine al suo arco narrativo, e durante uno scontro finale con Darth Vader – dopo avergli ricordato che il giovane Luke Skywalker è buono e un giorno lo affronterà alla pari – Valance finisce nella lava… dopo che Darth Vader gli ha mozzato la mano. E tutto questo un anno prima che esca al cinema il secondo film, con una scena identica con Luke protagonista! (Solo che Luke cade nel vuoto, poi salvato, mentre Valance cade nella lava.)

Valance anticipa di un anno il destino di Luke Skywalker

Un nuovo cacciatore di taglie è nato, Boba Fett, e lui avrà l’onore di fare una minuscola parte ridicola nel secondo film e morire come un coglione nel terzo, mentre Valance almeno ha avuto una fine tragica. Ma gli anni passano e niente rimane morto nell’universo di Star Wars. Se Boba Fett torna subito dalla tomba, al nostro Valance serviranno quarant’anni.


Valance, cadetto imperiale

Nel 2004 Jason Fry nello scrivere un’espansione per il gioco di ruolo di Star Wars recupera il personaggio e comincia a inventarsi le peggio cose. Si convince, per motivi noti solo a lui, che Archie Goodwin abbia scelto il nome del cacciatore di taglie come omaggio a L’uomo che uccise Liberty Valance (1962) di John Ford: facciamo allora che il nome è Beilert, cioè l’anagramma di “Liberte” (per Liberty) e giù invenzioni di sana pianta, che però sono accettate come canoniche: Archie Goodwin, un pilastro della Marvel, è considerato “Legend”, cioè falso, mentre le cacchiate di ’sto Fry sono canoniche…

Tutto cambia con il film Solo: A Star Wars Story (2018), dove vediamo il giovane Han Solo vivere diverse esperienze giovanili, compreso un velocissimo servizio tra le truppe imperiali che viene mostrato sbrigativamente. Per fortuna a colmare i buchi delle trame dei film arrivano sempre i fumetti, così la Marvel – fresca di aver riacquisito dalla Dark Horse il marchio Star Wars – il 7 novembre 2019 presenta Han Solo: Imperial Cadet (2019), saga scritta da Robbie Thompson e disegnata da Leonard Kirk.

Dopo due o tre pagine dedicate a riassumere le prime scene del film, ecco che Han Solo si ritrova all’Accademia Navale Imperiale di Carida, città nata nella serie “The Clone Wars”, come cadetto numero 124-329. Scatta subito la tipica storia del giovane scaltro ma allergico agli ordini, che crea mille guai ma che ha talento da vendere: subito è chiaro agli istruttori che Solo è il miglior pilota in circolazione, se solo riuscisse anche solo una volta ad obbedire ad un ordine. E soprattutto se non avesse il vizio di infrangere ogni regola facendosi sempre beccare con le mani nel sacco.

Di tutt’altra pasta è il rigido cadetto 404-913, serio e granitico, lui sì il miglior pilota su cui si può contare. Un cadetto di nome Valance.

Il giovane cadetto Valance

Nel terzo numero della saga il personaggio viene citato senza alcuna enfasi, e nel quarto lo vediamo partire in missione con gli altri, finalmente dei cadetti a cui viene concesso di volare. Peccato che Valance venga colpito e il suo velivolo crolli al suolo: l’ordine è di tornare alla base. Per l’Impero Valance è da considerarsi caduto in battaglia.

Valance va incontro al suo destino

Solo non ci sta, e con i compagni parte alla missione di recupero non autorizzata che occupa il quinto ed ultimo numero della saga: i nostri eroi raggiungono Valance ma lo trovano pesantemente ferito.

Ciò che resta del cadetto Valance

Riportato alla base – e non abbandonato a morire come aveva pensato Goodwin nel 1978 – Valance si ritrova il corpo a pezzi senza che l’Impero sia disposto a pagare per gli impianti cibernetici, ma per fortuna un suo amico cadetto che sta per essere assegnato ad un ospedale gli promette impianti super-potenti: sarà la sua cavia per dimostrare ai “piani alti” quanto vale come dottore.

La saga si chiude così, e per sapere il destino di Valance dovremo aspettare l’anno successivo, quando la Marvel inaugura la testata “Bounty Hunters“, il cui primo numero vede i due titolari più storici – Valance (1977) e Boba Fett (1978) – incontrarsi per la prima volta.

Valance e Fett, amici-nemici

Dopo qualche scena dal passato, giusto per dimostrare come un tempo Boba e Valance erano amici, la storia parte proprio dalla fine del secondo film, con Boba che se ne vola con Han solo nella carbonite e tutti i vari cacciatori di taglie che hanno motivi per vendicarsi di Fett, oltre che desiderosi di rubargli la taglia. Tutta la testata in fondo è votata all’evento War of the Bounty Hunters.

Dopo quarant’anni, torna il cacciatore di taglie cyborg

Bounty Hunters 11

La banda Onnaka dei pirati Weequay (nati nel 2009 dalla serie animata “The Clone Wars”) crede di poter impunemente battere il nostro Valance, ma questi rientra di nascosto nella nave da cui è stato scacciato e comincia a farsi strada liberandosi dei pirati, con l’aiuto della giovane meccanica d’azione Blanch Sproull.

Nessuno può tenere Valance (e il suo fanta-fucile) in un angolo!

Mentre fa fuori pirati a secchiate, Valance viene colpito dai discorsi di Dangar (pirata nato nel 1980 del film L’Impero colpisce ancora):

«Che iella. Prima mi sono lasciato fregare la taglia su Han Solo da Boba Fett, che probabilmente ora sta già consegnando la carbonite a Jabba. Poi…»

Valance non ha bisogno di sentire altro: tramortito il pirata parte con lui a bordo della fregata di classe Corona. Interrogata su che fine abbia fatto la nave e Valance, Sproull può rispondere solo che il cacciatore di taglie è partito non si sa per dove…

«Ma non vorrei essere nei panni di chi sta cercando.»

Tutti a caccia di Boba Fett!

Bounty Hunters 12

Cover di Mattia De Iulis

Il dodicesimo numero si apre con i due nuovi alleati Valance e Dengar che volano in direzione di Shaddaa, dov’è stato visto l’ultima volta Boba Fett, e il cacciatore di taglie robotiche snocciola il suo astutissimo piano:

— Trovare Fett. Prendere Solo. Uccidere Fett.
— Non sei un gran pensatore, eh?

Peccato che alla festicciola si uniscano due ospiti non invitati: gli altri due cacciatori di taglie nati da L’Impero colpisce ancora, Zuckuss e 4-LOM. Il fatto che oggi si usi il nome Zuckuss indica quanto poco i fan e gli autori si informino, visto che a me sono bastati cinque minuti per scoprire che il nome è stato cambiato in Tuckuss durante le riprese nel 1980 perché quel nome con la Z in yiddish significa “culo”! Invece quelli bravi, quelli che stabiliscono cosa sia canonico e cosa no, non si informano…

Intanto però Valance racconta un evento del passato che spiega perché vuole agguantare Han Solo. Un tempo si è ritrovato a fare un colpo insieme a dei banditi ma all’ultimo secondo si è reso conto che stavano per uccider Solo e Chewbacca: per salvare il vecchio amico ha impedito il colpo e sgominato la banda, ma quando Solo lo ha visto – e riconosciuto – ha creduto che fosse lì per ucciderlo. Visto che anni prima gli ha salvato la vita (come abbiamo visto) ci rimane parecchio malino.
Solo scappa via prima che Valance riesca a spiegargli che invece gli ha restituito il favore, salvandogli la vita… e fine del ricordo. Tutta qua la motivazione di Valance?

Quando nel mirino del tuo fanta-fucile appare Han Solo

Un altro albo veloce e leggerino, giusto per presentare questa traballante alleanza tra quattro cacciatori di taglie che momentaneamente si uniscono per dare la caccia a Fett, anche se è chiaro cercheranno di pugnalarsi alle spalle ad ogni occasione.

L.

– Ultimi fumetti di Star Wars:

10 commenti

    • Diciamo che il personaggio è nato male, non ha alcuna motivazione degna di questo nome, è un figurante buttato a caso come la testata Marvel di Star Wars ne sfornava un milione a numero. Nei pochi anni in cui la testata è stata attiva ha sfornato tipo mille miliardi di personaggi, non è che tutti potevano essere ispirati. Perché quarant’anni dopo sia stato recuperato il più anonimo non saprei.
      Credo che nel 2004, quando Valance è stato totalmente inventato a casaccio per il gioco di ruolo, sia nato un fandom che corrisponde a quello di Boba Fett: cioè di gente che non ha assolutamente idea di chi sia il personaggio ma lo ama alla follia. Ma anche di questo sono fatti i miti…

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  1. Il Valance anni ’70 l’ho visto nascere e pure morire (li avevo quegli albi, maledizione, finiti chissà dove e da chissà quanto tempo): che ricordi… quel mega-coniglio in copertina, poi: Jaxxon, il Lepus Carnivorous, nato in quegli anni e poi sparito definitivamente nel nulla (come, del resto, la prima versione umanoide di Jabba the Hutt)! 😉
    A quello che hai esaurientemente scritto aggiungo solo una cosa: Valance tornerà ad occuparsi di Vader anche per lavoro, con una nuova squadra di bounty hunters comprendente pure il veterano Dangar (che però sarebbe meglio NON avere mai come alleato)…
    P.S. La persistenza ad usare il nome Zuckuss sarà collegata al fatto che molti trovano “comodo” continuare ad associare il significato yiddish alla puzzolente e miasmatica atmosfera del pianeta natale del nostro insettoide cacciatore di taglie 😉

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    • L’aspetto da cyborg di Valance evidentemente ha troppo fascino per lasciarlo inutilizzato, anche se per decenni è rimasto in panchina, quindi non mi stupisce che in pratica sia il protagonista della testata “Bounty Hunters”, insieme ai suoi colleghi “giovani”, nati cioè due anni dopo di lui, nel secondo film. (Anche se in realtà sono nati solo nei fumetti successivi!)
      Non sarebbe stato molto più simpatico se per i cacciatori di taglie avessero scelto parolacce yiddish come nomi? 😀

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