The Conjuring (2021) – The Lover (1)

Cover di Bill Sienkiewicz

Era solo questione di tempo prima che la Warner Bros decidesse di far fare il salto di qualità al Conju-verse, il suo universo narrativo nato dai casi dei coniugi Warren che da quasi dieci anni guadagna più di qualsiasi altro prodotto WB del nuovo millennio: è il momento che l’universo si espanda, infestando anche il medium fumetto.

Ecco l’elenco degli eStore dove potete trovarlo a soli 99 centesimi

A giugno 2021 (ma datato agosto!) la testata “DC Horror Presents” ospita una serie di storie brevi nell’universo di The Conjuring sullo stile degli storici fumetti horror d’annata, con tanto di false pubblicità interne che promettono occhiali a raggi X ed invocazioni demoniache che ti fanno rimorchiare in fretta.

La storia principale (a puntate mensili) è The Lover, scritta da David Leslie Johnson-McGoldrick (sceneggiatore di The Conjuring 2 e 3, ma anche di Aquaman) e Rex Ogle, e disegnata da Garry Brown, poi volta per volta ci sono storie brevi legate in qualche modo ad elementi della saga filmica.

Un modo per iniziare “piano” la saga a fumetti

The Lover (1)

Denvers, 1981. Jessica non si trova bene all’università, lo studio non procede facile e spedito come prima ma la madre insiste perché continui e non sprechi quell’occasione. Mentre la sua compagna di stanza è impegnata nello spupazzarsi un tizio, Jessica passa il tempo in biblioteca. Intanto “qualcosa” sembra muoversi nell’ombra e averla presa di mira.

Qualcosa qualcoseggia nell’ombra

Con scene tipiche della saga – cioè non succede niente per tutto il tempo promettendo che invece succederà qualcosa – non sappiamo di chi siano le fosche mani che minacciano Jessica: dobbiamo aspettare le prossime puntate. Ma già dallo stile è chiaro che si tratti dell’Occultista, la nemica del terzo Conjuring.


Tales from the Artifact Room:
The Ferryman

Direttamente dal Museo degli Artefatti dei coniugi Warren Scott Snyder si riallaccia ad Annabelle 3 (2019) e recupera il Traghettatore (Ferryman).

Mai scherzare col Traghettatore

Everett Malor ha seguito il celebre aforisma wildiano: «ogni uomo uccide ciò che ama» (da La Ballata del carcere di Reading, 1898) ed è esattamente quanto è successo a lui.

A otto anni, durante un funerale, ha accettato la sfida dei suoi amichetti e ha rubato la moneta messa in bocca al cadavere di una tizia per pagare il Traghettatore: ci ha comprato uno splendido robot… ma quella notte entrambi i genitori sono morti in uno strano incidente domestico. Da allora ogni volta che Everett trova qualcuno da amare, un qualche strano incidente glielo porta via: è il Traghettatore, che per anni e anni gli ha amareggiato la vita.

Ora finalmente il nostro Everett dopo lunghe ricerche ha ritrovato quella maledetta moneta che ha rubato a otto anni, sottraendola al giusto possesso del Traghettatore, ma all’ultimo scopre… che la moneta è stata fusa. Il suo debito con il Traghettatore non potrà mai essere saldato.

Un Traghettatore moderno, che gira in taxi

Gli splendidi disegni di Denys Cowan insaporiscono questo delizioso racconto veloce che da solo vale più di molti film del Conju-verse.

Non resta che aspettare il prossimo mese per nuove avventure dall’universo condiviso della mitologia legata ai coniugi Warren.

L.

– Ultimi post DC Comics:

4 commenti

  1. Avevo letto dell’esistenza di questi fumetti mentre scrivevo il post sull’ultimo capitolo della saga cinematografica. I disegni mi sembrano molto belli, chissà se le storie sono all’altezza e se magari, col tempo, daranno origine a qualche serie TV a tema!

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    • Questo primo numero promette bene, nel senso che è sia rispettoso dello stile filmico sia “diverso”, cioè in grado di raccontare una storia più concreta e intrigante di semplici “jumo scare” come fanno i film 😛

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  2. Quanto ci metterà prima di diventare “salgo le scale, scendo le scale, apro le porte, chiudo le porte”? 😛
    Scherzi a parte, sarebbe carino se venissero fuori delle belle storie, anche perché gli spaventi improvvisi, a fumetti, non vengono bene, dunque si potrebbe puntare sull’atmosfera.

    EN passant, il finale del traghettatore mi ha fatto pensare a certi corti come quelli di Quinta dimensione (mi pare fosse su Odeon) e zio Tibia ^^

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    • La storia del Traghettatore è proprio in perfetto stile EC Comics: storia breve con sorpresone finale, e di solito il protagonista non fa una bella fine. Quei fumetti horror hanno influenzato tutti i successivi maestri del cinema, basti pensare all’omaggio dichiarato fatto con i film di “Creepshow”, per non parlare delle serie antologiche a tema horror, una volta molto distribuite in Italia poi tutte scomparse.
      Riallacciarsi a questo genere classico dell’horror americano è una buona idea, così da staccarsi dal vuoto totale dei film, che si rifanno al “vuotismo” imperante nel nuovo millennio, e speriamo non si rovini strada facendo 😉

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