L’estate BIS di Bonelli (2021)

Si è concluso il “luglio speciale” della Sergio Bonelli Editore, un’iniziativa con cui la casa ha arricchito di cinque albi BIS le nostre edicole, dedicandoli credo ai cinque personaggi più venduti, o qualsiasi sia stato il metodo di scelta.

Con tre buone letture su cinque direi che l’iniziativa è salva per un pelo, comunque procedo a presentare le singole uscite.


Cover di Sergio Giardo

6 luglio 2021
Nathan Never 361-BIS
Oltre l’immaginazione

Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Germano Bonazzi e Ivan Fiorelli

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Festeggiare i trent’anni di vita editoriale non mette Nathan Never al riparo dai guai più grandi della sua carriera, con la quantità di storie su larga scala che sta vivendo in questo periodo. In questo speciale, papà Bepi Vigna ce lo fa trovare rinchiuso in manicomio, con parecchia confusione in testa e tutti i suoi amici che sono ancora loro… ma si comportano in maniera opposta al loro solito.

La confusione del protagonista, un ex agente di sicurezza di nome Nemo, si sposa con una vicenda straordinariamente metanarrativa, in cui la casa editrice Agenzia Alpha ha sviluppato delle avventure a fumetti dell’eroe Nick Nemesis così convincenti che il nostro povero protagonista dalla mente confusa crede di averle vissute lui: ci vorranno tre sceneggiatori (plausibilmente sardi) per sistemare la questione… e farci un nuovo fumetto!

Che seccatura quando un personaggio ti distrae dalla lettura del suo fumetto

La storia è tipica di un “numero speciale”, cioè gioca con i punti forti del personaggio, strizza l’occhio a passate storie gloriose – come il mitico numero uno e il primo scontro marziale di Nathan – si diverte a stravolgere la mente del protagonista mettendo in dubbio molti suoi punti fermi e in generale è una lettura “altra” rispetto alla serie regolare. Non sarà l’albo che vi cambia la vita, ma è una buona lettura “speciale”.

Ringrazio questo BIS perché: mi ha spinto a recuperare la saga “Nathan Never – Anno Zero” (2016), che ho davvero amato, contagiando anche l’amica Vasquez. Citata in alcune tavole di questo BIS, quella saga mi ha portato ad appassionarmi di nuovo al personaggio come non mi capitava dalla sua nascita, anche se è pur vero che non leggo più regolarmente Nathan Never da vent’anni!


Cover di Gigi Cavenago

15 luglio 2021
Dylan Dog 418-BIS
Qwertyngton

Sceneggiatura: Luca Vanzella
Disegni: Luca Genovese

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Ci sono storie che non esistono, inizierebbe Maccio Capatonda, ma ci sono anche città che non esistono, pur esistendo senza dare prova della loro esistenza.

Quando una cliente ingaggia il nostro indagatore dell’incubo per ritrovare la propria figlia, dispersa in una città dall’ubicazione incerta, non c’è altro da fare che salire sul maggiolone in pessima compagnia – cioè di Groucho e del suo umorismo molesto – e partire per la meta che non raggiungi mai se non a metà.

Il nostro Dylan scoprirà che Qwertyngton – geniale nome che sfrutta le sempre sottovalutate sei lettere della prima riga di ogni tastiera italiana – è un Paese delle Non Meraviglie, dove cioè nessuno si meraviglia delle Meraviglie che avvengono, perché ogni Meraviglia non meraviglia, a forza di avvenire. Come farà il nostro eroe a sfuggire alla città-striscia-di-Möbius in cui si arriva prima di partire?

Una città che nelle vostre cartine non ci vuole stare

Era da tempo immemore che non mi gustavo a pieno una così ghiotta storia di Dylan Dog: è una storia che rispetta così bene lo stile del personaggio che mi stupisce trovarla in uno speciale e non nella serie regolare. Le trovate di sceneggiatura sono tante e tutte ispirate, devo fare i complimenti a Vanzella: per me è il migliore dei cinque BIS dell’estate 2021!

Ringrazio questo BIS perché: mi ha regalato una lettura piacevolissima in una serata particolarmente triste, di acciacchi e di malumori, mandandomi a dormire con il sorriso per quel finale, di atipica speranza. Inoltre ho ritrovato il Dylan Dog che amavo negli anni Novanta, e anche questo è stato un gran bel piacere.


Cover di Alessandro Piccinelli

16 luglio 2021
Zagor 672 BIS
Un omo in fuga

Sceneggiatura: Moreno Burattini
Disegni: Marcello Mangiantini

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Riallacciandosi al finale de Gli assassini venuti dallo spazio (2016), e perdendo più di trenta pagine a riassumere quella storia non certo così vecchia, assistiamo al lunghissimo inseguimento lungo il fiume di Zagor per acciuffare un criminale, macchiatosi di un delitto legato a quella passata avventura.

Dopo un mare infinito di chiacchiere, il colpo di scena sarà incredibilmente ovvio e scontato.

A forza di saltare, mi sa che a Zagor si sono strappati i pantaloni!

Come speciale è il peggiore dei cinque, sia per la pochezza della storia sia perché non ha senso riallacciarsi così pesantemente ad una vicenda già corposa all’interno di un’iniziativa, come questo BIS, pensata a lettori saltuari, “da spiaggia”. Visto poi che il finale si capisce già dall’inizio dell’albo, direi che è una lettura più che evitabile.

Ringrazio questo BIS perché: pur nella sua pochezza mi ha fatto conoscere la precedente avventura, molto più appassionante, anche se a quanto ho capito non piace ai fan storici del personaggio: non essendo io fra questi, me la sono goduta!

Ah, dimenticavo: di questo BIS ne ha parlato anche il Moro sul suo blog.


Cover di Claudio Villa

21 luglio 2021
Tex 729 BIS
Agente indiano

Sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Maurizio Dotti

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Con mia grande disperazione, il “creatore di mitologie” Boselli continua la sua attenta opera di costruzione dello sterminato universo di Tex Willer, che per decenni è vissuto benissimo senza alcun universo, piacendo a diverse generazioni di lettori del tutto disinteressati a storie del suo immaginifico passato.

Stavolta lo sceneggiatore che sta snaturando il personaggio ci racconta l’ennesimo evento dal mitologico passato – tanto per cambiare – di quando cioè Tex divenne agente indiano dei Navajos, e non lo fece certo mediante noiosa burocrazia, bensì attraverso sparatorie e tese prove di forza, affrontando uno degli stereotipi più fastidiosi che infestano l’universo texiano: il generale folle che vuole ammazzare tutti gli indiani. Ce n’era proprio bisogno, di un’altra storia di questo tipo…

La ciliegina sulla torta è il giovanissimo Kit Willer, che partecipa attivamente alla vicenda con la carica di odiosa antipatia che l’ha sempre contraddistinto sin dalla nascita. Se Bonelli padre e figlio l’hanno sempre relegato sullo sfondo, a fare da tappezzeria insieme a Tiger Jack, ci sarà un motivo.

Il Tex di Boselli ama le entrate ad effetto

Non è un segreto che Boselli sia la mia nemesi: ogni briciolo del mio essere texiano ribolle di acido quando mi capita una sua storia, tanto che ormai nella serie regolare salto a piè pari quando vedo la sua firma, e sono costretto a non leggere più gli speciali, visto che se li fa tutti lui, nella sua opera mitografica di racconto della vita anche del vicino del cognato del nipote del panettiere di Tex.

Ringrazio questo BIS perché: nella sua odiosa illeggibilità mi ha fatto apprezzare la qualità superiore degli altri BIS! Comunque almeno mi sono gustato i disegni, meritevoli.


Cover di Gianluca Pagliarani

24 luglio 2021
Dragonero il ribelle 21 BIS
Sulla pista dei ricordi

Sceneggiatura: Luca Enoch, Stefano Vietti e Luca Barbieri
Disegni: Ludovica Ceregatti, Diego Bonesso, Vincenzo Riccardi ed Emanuele Gizzi

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Non amando il genere fantasy non ho mai pensato neanche per un secondo di leggere Dragonero, perciò questo speciale dimostra l’ottima scelta di testi: è stata una lettura piacevolissima e direi anche intrigante, persino per me che ignoro tutto del personaggio e odio il fantasy!

Il vecchio Dragonero si ritrova a vivere un grande topos letterario: l’ultimo viaggio del vecchio eroe. Mentre è apparentemente solo nella sua minuscola barca in preda alle terribili onde oceaniche scopriamo che è il suo compleanno: di lì è un attimo che la memoria nostalgica corra indietro nel tempo, nei compleanni passati tutti accomunati dal migliore dei regali ricevuti. Un coltello affilato come l’anima di un eroe.

L’ultimo viaggio del vecchio eroe

Una storia-raccoglitore che mediante lo strumento del ricordo ci racconta varie storie di varie età del personaggio, una lettura che ho trovato piacevolissima pur non sapendo assolutamente nulla di Dragonero o del suo mondo. L’aver reso appetibile il testo anche per un lettore ignaro come me lo considero un grande vanto per gli autori di questo BIS.

Ringrazio questo BIS perché: mi ha regalato emozione e passione, e soprattutto mi ha fatto venir voglia di leggere altro del personaggio, mentre invece i suoi incontri con Zagor mi avevano confermato che ne dovevo stare bene alla larga.

L.

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9 commenti

  1. Su Zagor sai come la penso, gli altri non li ho ancora letti ma ce li ho già lì che mi aspettano, a parte quello di Dylan Dog, personaggio che non sopportavo nemmeno nel suo momento di massimo splendore. Ma mi hai fatto venire voglia di recuperare almeno questa storia…

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  2. Kit Willer è sempre stato un problema: nato perchè al tempo testare come Piccolo Sceriffo e Piccolo Ranger vendevano + di Tex, è difficile da manovrare per gli sceneggiatori e non amato da parte dei lettori. Mi chiedo a quanto sia venduto l’albo Uccidete Kit Willer nella baia. Qui nella sala segreta SBEllica di via Buonarroti ( MI) stiamo lavorando ad un mirabolante 2022 e mi permetto, sicuro che saprai essere riservato, di anticiparti qualche chicca: 1) La Piccola Fiammiferaia. Paula “Firestarter” Wisdom è una teen punk in una distopia in cui i cloni immortali di una casta di burocrati nomati BIS impone il pensiero unico. Uno zinzino Matrix, ma le note sono sette. Di Chiaverotti e AAVV. Covers di Prenzy. Bimestrale. Formato Morgan Lost Novels ( Dark o Black, ci siamo capiti) 2) Survival Kit. Un nerdone di classe sheldoncooper crede di essere un eroe blandamente tarzanide/zorride/fantasy e vive la sua routine di travet kafkiano come fosse l’avatar di una divinità che è anche una colona di computer liquidi ultradimensionali di classe grantmorrison. Di Palloni e Martoz. Miniserie di sei formato Attica. Non so come faranno i lettori a decodificare quel segno picassiano prigioniero di un tascabile, ma le mie obiezioni non sono state prese in considerazione. Pazienza. 3) DragoNO. Lewis ” Draco ” Drake ha una lettera di corsa che gli permette di depredare le altre astronavi per conto della Confederazione del Multiverso e crede sia cosa buona e giusta fino al momento in cui scopre che il suo coordinatore nomato il Ranger fa la cresta sul bottino che comunque non finisce ai paria negli angoli +infelici dell’universo. Chiede alla sua ciurma di seguirlo e per tutta risposta si ritrova legato ad un piccolo asteroide alla deriva ( uno zinzino Ballata del Mare Salato ed uno zinzino anche Doomsday nella saga la Morte di Superman, ma le note son sempre quelle). Da qui partirà la sua riscossa degna di un conte di Montecristo. Di Serra e Rachele Morris. Covers di Loredana Natarella. Maxi serie di dodici formato classico bonelliano in b7n. Olè. Ciao ciao

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  3. Dragonero, il miglior personaggio fantasy che io NON abbia mai letto 😀 A parte scherzi, essendo in generale assai poco cultore del fantasy, le mie letture a proposito si misurano col contagocce ma devo ammettere che, trattandosi della creazione di due autori in gamba come Enoch e Vietti, probabilmente sarebbe stato un altro dei miei (pochi) acquisti regolari se lo spazio residuo in casa l’avesse permesso.
    Dylan Dog? Mi fa piacere che questo BIS ne valga la pena, e quindi un pensiero ce lo farò anch’io: da tempo ormai ho ripreso a comprare praticamente solo la serie regolare col pilota automatico, “entusiasmato” dai cambiamenti epocali che NON sono avvenuti con la nuova gestione (Recchioni? Molto meglio su “Orfani”, decisamente), quindi le eccezioni che faccio per i vari “Old Boy” e “Color Fest” si contano sulle dita di mezza mano… Zagor BIS, invece, è un’occasione persa più o meno come Tex (forse quest’ultimo più di Zagor, ma sono dettagli).
    Nathan Never? Ah, e così allora l’hai recuperato il Nathan alternativo di “Anno Zero”! Roba buona, eh? 😉
    Per me anche migliore di quest’albo BIS che, più che divertissement metanarrativo (ben fatto, sì, ma non è questo il punto), sembra uno specchio riflesso del momento assai critico di un personaggio il cui reboot pare finalmente essere alle porte, dopo un quinquennio di tentennamenti e di percorsi dimenticati -almeno all’apparenza- strada facendo. Aggiungi una gestione quanto meno confusa del multiverso dopo la “morte” del Nathan Never di Antonio Serra nel n. 303, per l’appunto cinque anni fa, e il quadro non si fa esattamente roseo (ovviamente, attendo smentite)…

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    • Stare appresso ai multiversi esula dalle mie forze, quindi appena ho sentore che ci sia in giro una storia “particolare” di Nathan la salto a piè pari. In questo BIS si accetta un po’ tutto perché appunto è un’uscita speciale, con un mandato speciale, ed è stato simpatico rivedere momenti salienti del personaggio reinterpretati, ma appunto è un’eccezione che nel momento stesso diventasse regola provocherebbe la mia fuga.
      Mi sembra che Dylan Dog stia seguendo lo stesso esempio del Musone, un sacco di annunci, cambiamenti pencolanti e poi si ritorna al punto di partenza. Se non altro il fatto che continuino a fare prove significa che i dati di vendita permettono alla testata di rimanere in edicola, visto che da tempo immemore tutti la danno per spacciata, così facendo allungandole la vita 😛

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      • Ma, in genere, bisogna ammettere che funziona come cosa: “Parlate pure male di me, purché ne parliate”… e purché continuiate a vendermi (Wilde sarebbe d’accordo) 😛
        I multiversi mi aggradano, sì, ma quando sono sorretti da un progetto coerente (i primi Nathan Never Giganti l’avevano, giusto per fare un esempio) che oggi, invece, tanto coerente non sembra …

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      • La miniserie su Giove mi sta piacendo, anche se mi sto perdendo un po’ di riferimenti a storie passate, che non ho letto: non ho però capito quale Nathan Never sia, se “vero” o “parallelo” 😛

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