Alien Marvel 2021 (8)

Cover di Marc Aspinall

Continua il viaggio della Marvel nell’universo alieno, con sempre Phillip Kennedy Johnson alla sceneggiatura e lo spagnolo Salvador Larroca ai disegni di questo numero 8 (ottobre 2021, anche se uscito in ritardo a novembre).

Siamo su Euridice, luna che ha ottenuto l’indipendenza dalla Weyland-Yutani ma proprio quando sta per avverarsi il sogno ecologista di vivere senza tecnologia… ecco naufragare l’Heraclides con un alieno a bordo!

Sono arrivati i «cani della perdizione», come li descrive Jane alla sua comunità religiosa. Com’è facile intuire, nessuno le crede e un paio di loro – Gunnar e Becca – nottetempo ne approfittano per andare a curiosare nel relitto dell’Heraclides: un’occasione per regalarci la visuale di uno xenomorfo, più fede a quella vista in Alien 3 (1992) che a quella stupidata di Alien: Covenant (2017).

Torna la visuale aliena alla David Fincher

Il bello di questa nuova èra Marvel… è che ha mandato di splatter!

La Marvel non tira indietro la mano, quando c’è da rendere splatterosi gli xenomorfi

La morte truculenta di due o tre compaesani convincono gli abitanti di Euridice che la situazione è seria quanto l’ha descritta Jane e che sarebbe il caso di armarsi di qualcosa di più letale di un bastone. Ma quando Jane si fionda a casa del pastore Ambrose, capo della comunità, per recuperare il suo fucile… score che in camera da letto ci sono delle uova aliene. E capisce che quella comunità nasconde più d’un segreto…

C’è chi in camera da letto ha una stufa, chi invece… uova aliene!

Altro ottimo numero, di bell’atmosfera e di truculenza sanguigna: la Marvel sembra aver trovato la formula magica e speriamo la segua ancora a lungo.

L.

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6 commenti

  1. ciao … se dovessi stilare una tua classifica dei fumetti di alien quali mi diresti? perche’ vorrei recuperarne qualcuno per capire se mi piacciono … (ho letto solo il primissimo ma non mi ha fatto proprio impazzire)

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    • Ciao 😉
      Non so cosa tu intenda con “primissimo”, ma parliamo di più di trent’anni di fumetti e quindi ci sono parecchi cambi di mode, di gusti, di temi e via dicendo. Io ho cominciato a leggere fumetti alieni nel 1991, quindi il mio gusto si fonde con i ricordi di gioventù, con le mie passioni del momento – che in tre decenni sono cambiate spesso – quindi una mia classifica temo ti servirebbe a poco, visto che continuo a considerare un autentico capolavoro i primi due volumi della Trilogia di Verheiden (ristampati da saldaPress come “35° anniversario” e “Incubo sulla Terra”) che però sono nati negli anni Ottanta, capisci che andrebbero letti ricordando la loro età e il mondo in cui sono nati.
      Di sicuro la Marvel dal 2021 ha fatto un ottimo lavoro, perché è partita da “Aliens” – il mio preferito – e ha iniziato un suo discorso che tiene conto di elementi che io reputo validi dell’universo alieno: claustrofobia, religione (un’altra storia che considero meravigliosa è “Aliens: Salvation”), dilemmi etici, responsabilità, lotta al potere della WY e via dicendo.
      Sarebbe facile per me consigliarti il ciclo di “Aliens vs Predator”, il problema è che il capostipite – il geniale fumetto che da solo, e ripeto DA SOLO ha creato quel marchio AVP che ancora oggi incanta milioni di lettori e giocatori – non è stato più ristampato dal 1992 e la saldaPress ha fatto uscire gli altri un po’ a casaccio. Altrimenti “AVP” (1990), “AVP II”, “Berserker”, “AVP: War” e “Three World War” è una saga ghiottissima, con protagonista la mia amata Machiko Noguchi – la donna che scelse di vivere fra i Predator – battaglie tutti-contro-tutti – xenomorfi, cacciatori, sintetici, ecc. – dilemmi morali e tanta altra bella roba. Ma ricostruire l’intera saga in italiano temo sia un lavoraccio.
      Molto meno pregna ma personalmente di gradevole lettura è invece la lunghissima saga “Fire and Stone / Life and Death”, che la saldaPress ha stampato in volumi ordinati. Non è un capolavoro ma è bello vedere come da quella pagliacciata di “Prometheus” possa nascere qualcosa di narrativamente rilevante. E poi spiega molto più sul black goo di quanto faccia quel ridicolo filmetto.
      Ci sono storie caciarone, ci sono storie comiche, storie parodistiche, storie con ospiti, storie toste e storie leggere. Parliamo di centinaia di albi che dal 1988 arrivano al 2022: capisci che ce n’è per tutti i gusti, anche se trovare materiale in italiano non è facile 😉

      Per finire, ti segnalo che ho un blog interamente dedicato all’universo alieno, dove puoi trovare una panoramica su TUTTI i fumetti esistenti 😉

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      • ciao … non so se ti danno noia lunghi commenti nel caso mi faccio da parte ma:
        dal tuo commento in poi ho recuperato un po di fumetti della saldapress e devo dirti che non riesco ancora a capire se mi piacciono o no … ce ne sono alcuni molto belli e altri che mi sembrano buttati li.

        mi sono piaciuti polvere alla polvere, defiance, dead orbit e aliens vs predator della playpress
        non mi sono piaciuti stalker, survival, havoc e apocalypse (poi ho trovato dei vecchi numeri di aliens colonial marines che mi hanno fatto ribrezzo …) e infine non mi ha entusiasmato aliens 30 anniversario ma perche’ faccio davvero fatica a leggere i vecchi fumetti …

        gli altri piano piano li vorrei prendere tutti, ma insomma credo di aver un problema con i vecchi fumetti, cosa che non ho invece con i film …

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      • Oggi c’è molta più omologazione (purtroppo) ma quando sono nati i fumetti di Aliens, cioè negli anni Ottanta, il fumetto era un medium che parlava tutt’altra lingua dal cinema quindi un film dell’epoca può mantenere il suo fascino ma non un fumetto, che ha uno stile fortemente legato all’epoca.
        Anch’io onestamente non so se apprezzerei oggi “30 Anniversario” (per intenderci) come l’ho adorato nel 1991: per me che leggevo fumetti Bonelli era un linguaggio così diverso e affascinante, con tematiche così incredibilmente nuove che mi conquistò immediatamente. oggi temo non abbia più quella freschezza dell’epoca, sebbene rimanga la prima e quindi la più grandiosa storia dell’universo a fumetti.

        Al di là dei gusti personali, il problema della saldaPress è che ha buttato a casaccio storie prendendole in trent’anni di produzione senza presentarle in ordine, quindi non facendo apprezzare l’enorme lavoro che ha fatto la Dark Horse dei tempi d’oro, nel costruire un universo alternativo a quello che stava crollando al cinema. Considera che quando la DHC era attiva sono usciti il terzo e il quarto film, due madornali errori che hanno incassato risate al botteghino e hanno portato il marchio sull’orlo dell’estinzione, se non fosse stato per gli altri media che lo hanno sempre tenuto bello alto. (Fumetti, romanzi, giochi da tavolo e videogiochi, la vera spina dorsale di Alien e Predator.)
        Quindi per tutti gli anni Novanta non sono esistiti film, solo altri media, che producevano tanto e quindi se pure una storia o due non piaceva si andava avanti e via. A me per esempio all’epoca storie come “Hive” non piacevano per niente, poi invece è uscito in Italia il romanzo che ne ha tratto Sheckley e l’ho adorato, visto che il romanziere è stato capace di tirare fuori dal fumetto le parti migliori.

        Molte delle storie che hai citato come non apprezzate non le ho apprezzate neanche io, io ero lì in fumetteria quando è uscita l’anteprima di “Colonial Marines”, ho sognato quella serie convinto sarebbe stato il miglior fumetto dell’universo, poi uscito il primo numero, con gli alieni umanoidi capoccioni mai spiegati, e la delusione è stata potente: ma che è ‘sta cazzata? Dodici numeri di puro escremento! Ma per fortuna le storie erano così tante che avevo altre consolazioni.

        Se per fumetti “vecchi” intendi quelli degli anni Novanta, allora mi sa che sono guai, perché è quello il miglior universo alieno. Nei duemila la DHC ha creduto poco nel marchio, più che altro ha sfornato “versus” con la qualunque, ma nel caso ti consiglio il recente lungo ciclo Fire and Stone e poi Life and Death, edito da saldaPress in volumi.

        Se con “Alien vs predator” della playpress intendi il primo, quello dove viene raccontata la “nascita” di Machiko Noguchi, dovresti leggere le altre avventure che nel corso di dieci anni hanno dedicato al personaggio, personalmente il migliore fra quelli nati a fumetti. Più che altro per gustare l’evoluzione del personaggio, nato nel 1990 e il cui ultimo fumetto è del 2010!

        Per finire, se “30 Anniversario” non ti è piaciuto ma sei curioso del seguito, con Hicks e Newt in fuga dalla Terra, invece di leggerti il fumetto potresti leggerti il romanzo di Steve Perry, “Aliens: Incubo” (Sperling & Kupfer), che definire un capolavoro è davvero riduttivo. Solo che i nomi sono cambiati perché stupidamente non volevano confondere i lettori, visto che Hicks e Newt erano appena morti in “Alien 3”, all’epoca.

        Per il resto, adoro i commenti lunghi quindi vai tranquillo ^_^

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