Dylan Dog 84 (1993) Zed

Cover di Angelo Stano

Grazie all’Annientamento di Vasquez ho scoperto che il n. 84 (settembre 1993) di “Dylan Dog” dal titolo Zed è la personale versione di Tiziano Sclavi del film Stalker (1979) del maestro Tarkovskij: potevo rimanere indifferente? Spinto quindi dall’ennesimo contagio di Vasquez, sono corso a recuperare l’albo.

Teoricamente nel settembre 1993 ero ancora un lettore dei fumetti Bonelli – solo nel 1994 ho interrotto la lettura di ogni fumetto italiano per i successivi dieci anni! – ma di sicuro questa storia mi risultava completamente nuova, quindi devo essermi fermato molto prima nell’appuntamento mensile con DyD.

Come faceva notare l’amica Vasquez, il disegnatore Bruno Brindisi si rifà palesemente all’attore Christopher Lambert, all’epoca ancora “presentabile”, per ritrarre Scout, nome chiaramente modulato su Stalker. Ma chi è Scout?

In un vicolo di Londra esiste un passaggio per un’altra dimensione, che per due volte è chiamata Shangri-La ma che poi è sempre chiamata Zed, come il titolo dell’albo. Per una ingente quantità di sterline si possono richiedere i servizi di Scout, l’ultimo dei custodi della porta, e farsi portare dall’altra parte, se si è disposti a rischiare la vita durante il viaggio.

Il fatto che l’incontro con Scout avvenga nel bar e si debba passare per vie dismesse, con tanto di nemici all’inizio ignoti, è palesemente derivato dal film di Tarkovskij, ma poi come sempre l’albo va per conto suo e prende la sua strada. Una strada che porta a Zed, dove Dylan Dog entra per andare alla ricerca della sua fidanzata, lì rifugiatasi.

Tra Alience nel Paese delle MeraviglieLa macchina del tempo, le citazioni sono lì, dichiarate e palesi, mentre la storia gioca con l’alternarsi di paradossi, capovolgimenti di prospettiva, dimensioni al contrario e via dicendo, tutto un gioco fantasy che mi è piaciuto molto meno della parte iniziale, fino all’arrivo alla porta per Zed: varcata la quale il mio entusiasmo è presto raffreddato.

Se questo albo uscisse oggi sicuramente direbbero che è tratto da Annientamento (2018), visto che anticipa parecchio l’atmosfera di quel film, molto più che derivarla da Stalker. Non posso dire di apprezzare le storie così fantasiose, dove cioè l’assenza di leggi newtoniane ma il consequenziale snocciolamento di leggi sempre nuove – perché leggi ci devono sempre essere, altrimenti non esiste narrazione – costituisce parte fondante del racconto, togliendo quindi spazio e tempo al racconto stesso: ad ogni pagina bisognava spiegare le leggi che vigevano in quella parte di Zed, quindi più che una storia è una Enciclopedia delle Leggi di Zed.

Comunque è stata una lettura piacevole e sono arrivato fino alla fine, cosa affatto scontata visto il mio rapporto con Dylan Dog.

L.

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4 commenti

  1. Non ci crederai, ma abbiamo sudato le proverbiali sette camicie per convincere quel tizzone di Tiz a riscrivere il soggetto di Zed perchè la sua prima idea non convinceva nessuno di noi Dieci Senzanome di Via Buonarroti, cioè gli editors di tutto quello che è stampato dal team up tra Jovanotti e Zagor a quella storia del BZVM in cui Stonehenge è parte di un sistema di ago-puntura del pianeta. Oh yeah. Se prometti discrezione, ti racconto come era la ” prima ” Zed. In sintesi ( lo so, è tardi per scriverlo ) Scout è un immortale bandito senza un braccio ( bandito con un braccio solo è un modo USA di definire le slot machines ndr ) in fuga a Vegas da Mac – una immortale che si nutre solo di panini colla polpetta ed il cetriolino – e da Pat – un immortale che ha il tic di pescare continuamente da un sacchetto di patatine fritte – e tutti ” sanno” solamente che alla fine solo uno otterrà una ricompensa. I tre sono tutti medium ed infestano i sogni di Hamlin che assume Dyd perchè li trovi e li faccia smettere. Dyd li trova mentre tutti e tre con una mascherina nera sugli occhi cercano di tracciare una zed sulle pance dei partecipanti al bizzarro triello. Alla fine scopriamo che i tre sono aspetti della personalità di un vecchio gansta convertitosi in padrone di Casino che si è divertito così tanto nella vita da non riuscire a lasciarla anche se è tanto vecchio da aver conosciuto Bugsy Siegel. Who wants to live forever ? cantava la Regina. Solo chi ha giocato e giocato per decenni nel più grande albero di Natale del mondo in mezzo al deserto.

    Come puoi ben capire, non avremmo mai potuto autorizzare una cosa così allora. Oggi non so. Natale è vicino. Il ristorante sotto casa mia ha lucine natalizie accese anche a Ferragosto. Mascherine solo sugli occhi sarebbero un bel ritorno a tempi + sereni. Vedremo. Ciao ciao

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  2. Mi permetto un’annotazione: è stato l’amico Sam Simon di https://vengonofuoridallefottutepareti.wordpress.com/ a segnalarti Christopher Lambert come “guest star” di questa “Zona” in salsa dylaniata.

    Nonostante io non ami particolarmente il fantasy (che comunque anche lì, se vengono fissate delle regole, vanno mantenute fino in fondo) quei capovolgimenti di prospettiva mi piacquero molto. Vero è che qui sono molto di manica larga con le regole che governano Zed, ma la storia non ne perde secondo me. Questo è uno di quei casi in cui non m’importa di sapere proprio tutto tutto del mondo di cui si parla.
    In ogni caso sono contenta che tu sia arrivato a fine lettura, tanto da farci un post (che stavo per perdermi, tra l’altro 😛)

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    • Grazie per la precisazione, avevo “amalgamato” i miei due Angeli del Zinefilo ^_^
      L’albo l’ho letto con piacere, e come dicevo non mi capita spesso con DyD (già raggiungere metà storia senza la spinta a chiudere tutto è un bel risultato, per me!) e ovviamente ho preferito di gran lunga la prima parte, con la storia “stalkeriggiante” 😛

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      • Che ti saresti trovato in doppietta, nel caso dell’albo fallato (peccato non averlo letto così, all’epoca: magari sarei cascato pure io nell’equivoco della “geniale idea degli autori”) 😉

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