King Conan (2021) 1

Cover di Mahmud Asrar

Come si fa a resistere a King Conan? Da sempre trovo geniale l’idea di prendere il proprio eroe, possente e vibrante per definizione, e raccontare la sua vecchiaia, il suo declino: Howard con una botta sola copriva l’Iliade e l’Odissea, l’epica “giovane” e l’epica “anziana”. Non sempre i suoi eredi hanno azzeccato il giovane cimmero, ma sul vecchio re barbarico mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni.

Questo dicembre 2021, quando sembra davvero di vivere nell’èra hyboriana, la Marvel dà mandato a Jason Aaron di raccontarci “Conan’s Last Stand at the Edge of the World“, con i possenti e ipnotici disegni di Mahmud Asrar.

Come si fa a resistere?

Riuscirà mai Conan a fare un viaggio tranquillo?

I naufragi non sono certo una novità per Conan, durante la sua vita ne ha subiti diversi e ormai non ci fa più caso. Così lo vediamo uscire dalle onde tempestose ben poco agitato per poi addentrarsi in una terra sconosciuta.

Lo stesso il pensiero corre al suo trono di Aquilonia, l’amato trono per cui tanto ha combattuto e ucciso, un trono che però Conan ha abbandonato. L’amarezza è una compagna di viaggio del cimmero, mentre spoglia i cadaveri di armi e vettovaglie: è chiaro che lì provocare naufragi è un’attività consueta, così come è chiaro che prima o poi arriverà qualcuno ad importunarlo. Qualcuno che se ne pentirà.

Non ti puoi distrarre un attimo, che arriva un mago cattivo

Sulla spiaggia il nostro vecchio barbaro incontra Thoth-Amon, uno dei tanti maghi che amano parlare e che Conan non sopporta. Ma quando si accorge che le forze non lo aiutano e che potrebbe soccombere sotto i colpi dello stregone, viene assalito dai ricordi… che fanno più male.

Ricorda di quando ha abbandonato la sua casa per iniziare il suo viaggio, di quando è diventato re dopo aver passato una vita a massacrare creature della notte e nemici, ballando e bevendo dopo ogni massacro. Si ricorda di quando è diventato padre… e tutto questo fa più male di ogni ferita inferta dal mago.

Uno scontro ben più intenso del mero impegno fisico

Mentre i due lottano, massacrandosi e persino distruggendo pezzi di isola, non si rendono conto che è l’isola stessa a reagire all’energia che i duellanti stanno rilasciando. E l’isola non gradisce l’essere risvegliata dal suo sonno.

Alla faccia dell’isola misteriosa!

Ho un debole per King Conan, e vederlo lottare ferito dalle ondate di ricordi, che più sono belli più fanno male, è una emozione forte che questi fumetti riescono ancora a darmi. Non vedo l’ora esca il secondo numero.

L.

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3 commenti

    • Temo che l’universo a fumetti della Marvel non sia così fiscale, visto che concetti come “canone” e “continuity” esistono esclusivamente nella mente dei fan: dubito che gli autori di questa saga anche solo sappiano siano esistiti racconti e romanzi di altri autori al di fuori di Howard 😀

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