Creepy 1 (2022) Zio Tibia presenta

In questo folle e bollente luglio 2022, combatto il mondo sfondandomi di fumetti.

Cover di Frank Frazetta

Grazie all’emiliana Editoriale Cosmo torna in edicola un classicone dell’horror: il racconto breve a fumetti.

Questo luglio la Cosmo ci regala il primo di due volumi dedicati alle mitiche storie brevi in bianco e nero delle riviste targate Warren Publishing – quelle che hanno dato i natali a Vampirella – e per rifarsi alla tradizione apocrifa italiana l’hanno intitolato Creepy 1 – Zio Tibia presenta (“I Grandi Maestri” n. 64), usando un nome inventato nel 1969 da Oscar Fumetti (Mondadori) per la prima apparizione nostrana di questa tipologia di storie.

Nel corso delle loro ricche vite le riviste Warren hanno sfornato valanghe di fumetti horror, di stili e tematiche anche molto diverse fra loro, tutti raramente giunti in Italia, in formazioni sparse e confusionarie. A parte gli storici tre volumi di zio Tibia targati Mondadori, e il volume dedicato a Vampirella, sono tutti fumetti praticamente ignoti agli italiani.

A parte due storie, già apparse all’epoca, quelli contenuti in questo albo sono fumetti inediti, tutti tradotti da Emanuele Mignolli.

Ecco l’elenco con una mia trametta riassuntiva.

Voodoo (id., da “Creepy” n. 1, gennaio 1965) – di Russ Jones e Bill Pearson, disegni di Joe Orlando – ci racconta di Frank, marito sciagurato che ad Haiti ama passare le serate bevendo e gozzovigliando, per poi trattare male la moglie che si consuma nella passione del voodoo. Una notte una voce lo chiama nella giungla e l’uomo spregevole scopre che la moglia è diventata parecchio esperta nei riti voodoo.

Mondo H2O (H2O World, da “Creepy” n. 1, gennaio 1965) – di Larry Ivie, disegni di Al Williamson e Roy Krenkel – ci racconta in modo fiacco di una coppia di subbaqui che scoprono nelle profondità marine una civiltà antica che sta preparando una guerra alla civiltà che vive all’asciutto.

Il lupo mannaro (Werewolf, da “Creepy” n. 1, gennaio 1965) – di Larry Ivie, disegni di Frank Frazetta – ci porta nel Gonteekwa, una valle dell’Africa dove le popolazioni locali credono viva una creatura mostruosa. Il commissario ingaggia il fenomenale cacciatore Biff Demmon per catturare la creatura, ma questi non sa che chi uccide il mostro è condannaato a diventarlo gli stesso. «Voleva la pelliccia di Gonteekwa: ora sarebbe stata sua… per tanto tempo».

Un maestro dell’illustrazione prestato al fumetto horror

Una storia di successo (The Success Story, da “Creepy” n. 1, gennaio 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Al Williamson – è la edificante storia di Baldo e di come da giovane apprendista è diventato re del fumetto: semplice, sfruttando il lavoro di assistenti sottopagati. E se questi si ribellano, un colpo di pistola e se ne cerca altri. Però Baldo a forza di sfornare fumetti di zombi non ha pensato… che anche gli assistenti maltrattati possono tornare a chiedere vendetta.

Caccia al vampiro (Pursuit of the Vampire, da “Creepy” n. 1, gennaio 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Angelo Torres – ci porta nell’Austria della fine del XIX secolo, quando in un villaggio i paesani sono stufi di vivere nella paura dei vampiri e decidono di farla finita: escono con torce e forconi e affrontano le due vampire del posto. Il problema è che non sanno quanti davvero siano i mostri nel loro villaggio.

Divertimento e giochi (Fun & Games, da “Creepy” n. 2, marzo 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Joe Orlando – ci presenta Harry e Phyllis, un’altra coppia “scoppiata” che non riesce a parlare senza litigare. Dopo una scenata durante un giro al Luna Park, Harry viene avvicinato da un gobbo che gli promette il tiro a segno della sua vita: sceso in cantina, trova un manichino identico alla moglie Phyllis a cui sparare. Ma sarà davvero un manichino?

La stirpe degli Uomini Pantera (Spawn of the Cat People, da “Creepy” n. 2, marzo 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Reed Crandall – già apparso, come La razza dell’Homo felis, su “Le spiacevoli notti di Zio Tibia” (Oscar Mondadori Fumetti, luglio 1969), con traduzione di Lydia Lax – ci parla di Todd, cacciatore in giro per foreste del New Mexico, che ferisce una pantera nera e subito dopo incontra una strana ragazza, ferita ad una gamba. Quando le vede gli occhi ardere nel buio capisce che è una donna-pantera… oppure ha preso l’ultimo abbaglio della sua vita?

Il guardaroba di mostri (Wardrobe of Monsters, da “Creepy” n. 2, marzo 1965) – du Otto Binder, disegni di Gray Morrow – ci spiega che nella tomba del faraone Ank-Ummem sono state trovate altre mummie, prontamente rubate da ricchi commercianti di reliquie. Lasciato il maltolto all’archeologo complice Baxter per studiarlo, questi scopre che i mostri sepolti con il faraone (un gampiro, un lupo mannaro e una creatura di Frankenstein!) sono in realtà corpi che il faraone “indossava” mediante la formula magica «Xotzil», che Baxter pronuncia a voce alta… per poi ritrovarsi nel corpo di uno dei mostri. Fatti fuori i complici, Baxter crede di essere furbo ma ha fatto i conti senza il faraone.

Leggere troppi libri risveglia l’orrore

La maledizione della Luna Piena (Curse of the Full Moon, da “Creepy” n. 4, agosto 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Reed Crandall – ci porta in Baviera, in una notte del secolo scorso (quindi Ottocento) in cui Sir Henry Langston sta tornando dal suo annuale ritiro di caccia. Un brutto incontro con un licantropo lo spinge ad organizzare al volo una caccia particolare, dove per l’occasione usa pallottole d’argento. Ma le cose non andranno come preventivato.

Io, Robot (I, Robot, da “Creepy” n. 2, marzo 1965) – di Eando (Earl And Otto) Binder, disegni di Joe Orlando – racconta la mitica storia del primo vero I, Robot prima che l’editore di Isaac Asimov si fregasse il titolo. È chiaramente la storia di Frankenstein di Mary Shelley ma con un robot al posto della creatura, però posso testimoniare il grande fascino che emana, purtroppo non replicato a fumetti. È una storia troppo letteraria per considerarla anche solo accettabile nel formato a fumetti.

Il castello dell’orco (Ogre’s Castle, da “Creepy” n. 2, marzo 1965)) – di Archie Goodwin, disegni di Angelo Torres – ci porta nel Medioevo dove un cavaliere sfida un orco e i suoi mostruosi accoliti per liberare una principessa, scoprendo che però nulla è come sembra.

Sommersi (Swamped, da “Creepy” n. 3, giugno 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Angelo Torres – ci mostra l’evasione di Leroy Kane, avanzo di galera che proprio dalla galera è avanzato e ora fugge per le paludi. Trova rifugio in una villa nascosta nell’intrico della foresta e lì trova Drusilla e i suoi zii: per sfortuna dell’evaso, sono tutti vampiri. Però con loro si può stringere un patto, visto che Kane è inseguito da succulenti poliziotti che potrebbero sfamare molto meglio i vampiri, ma sapranno questi tenere fede al loro accordo?

Incidente nell’ignoto (Incident in the Beyond, da “Creepy” n. 3, giugno 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Gray Morrow – è l’incredibile racconto che anticipa di trent’anni la prima parte del film Punto di non ritorno (1997)! Spiegato al lettore cosa sia un motore a curvatura usando una scena che sarà ripetuta identica da Sam Neil, il capitano dà l’ordine di accendere i motori e la nave va in un altro universo, per poi tornare indietro e annunciare al mondo che il motore funziona: peccato che al ritorno… qualcosa sia cambiato.

Viaggio di ritorno (Return Trip, da “Creepy” n. 3, giugno 1965) – di Arthur Porges, disegni di Joe Orlando – racconta dell’incredibile forza di volontà di Arthur Forrest, avvelenato dalla moglie per poter sposare l’amante e che ha impiegato tre anni per controllare il proprio corpo zombie, così da uscire dalla tomba e cercare la propria vendetta, non prima di averci raccontato la sua avventura.

Sangue e orchidee (Blood & Orchids, da “Creepy” n. 4, agosto 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Al McWilliams – racconta di una contessa straniera che si trasferisce in Inghilterra con le sue strane piante. Man mano che tutti i lavoranti della contessa vengono trovati morti con due fori nel collo, il dottore inizia a sospettare che ci sia un vampiro in giro, ma la verità è ben altra.

Moon City (Moon City, da “Creepy” n. 4, agosto 1965) – di Larry Engleheart, disegni di Al McWilliams – ci porta nell’anno 2074 e la Terra sta impiantando colonie sulla Luna, dove tecnici-pionieri come Will Chambers installano centri abitativi per futuri coloni, come per esempio la sua amata Jennifer. Quando la città lunare è pronta la donna arriva, i due si sposano… e nell’ultima vignetta vengono divorati da cani impazziti. Ma che è ’sta cazzata?

Riunione di famiglia (Family Reunion, da “Creepy” n. 5, ottobre 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Joe Orlando – ci mostra che qualcosa di strano sta arrivando dalle terre dei Cartwright: qualcosa… con due teste! Tutto è cominciato il giorno in cui è morto il vecchio Cartwright e i tre figli hanno iniziato a litigare: il giovane Jack non ne vuole più sapere di fare il contadino ma i suoi fratelli non ne vogliono sapere di vendere. L’unica soluzione… è infilare i suoi fratelli nella trebbiatrice! Mentre gongola pensando ai soldi che farà vendendo il terreno, Jack non si rende conto che i suoi due congiunti stanno tornando per risolvere la questione di famiglia.

Sepoltura prematura (Untimely Tomb, da “Creepy” n. 5, ottobre 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Angelo Torres – ci parla del dottor Beamish che cerca di convincere un suo paziente, Stanford, che la sorella è defunta e non può sentire la sua voce nelle segrete del suo castello di famiglia. Peccato però che il dottore sia stato troppo frettoloso nel dichiarare la morte della donna, e ora tutti in città lo biasimano. La situazione peggiora quando durante un alterco Beamish uccide il giovane Stanford, il quale viene seppellito nel cimitero… dietro casa del dottore!

La maledizione delle sabbie (Sand Doom, da “Creepy” n. 5, ottobre 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Al Williamson – ci racconta di Whitey, un mercante d’armi senza scrupoli che non pago d’aver truffato dei compratori arabi ora abbandona l’amico nel deserto, durante il viaggio di ritorno. Strani miraggi iniziano a perseguitare il mascalzone, che è convinto di mettere le mani su un antico tesoro sepolto tra la sabbia invece sta solo scavandosi la fossa nel deserto.

Affari dell’altro mondo (Grave Undertaking, da “Creepy” n. 5, ottobre 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Alex Toth – ci porta nell’Inghilterra del 1820, dove l’agenzia funebre di Thwackum e Peach se la passa male, finché arriva una provvidenziale offerta dal dottor Ryder, primario di chirurgia: la facoltà di medicina è disposta a pagare bei soldi per cadaveri freschi per i propri corsi scolastici. I due becchini decidono di recuperare alcune sepolture fresche ma poi passano a produrre attivamente cadaveri in paese, e quando ormai nessuno esce più di casa passano al paese accanto… dove guarda caso tutti dormono di giorno e si svegliano di notte. Chissà che il racconto non abbia ispirato il film Burke & Hare. Ladri di cadaveri (2010) di John Landis.

La vendetta della bestia (Revenge of the Beast, da “Creepy” n. 5, ottobre 1965) – di Archie Goodwin, disegni di Gray Morrow – già apparso, come La bestia si vendica, su “Le spiacevoli notti di Zio Tibia” (Oscar Mondadori Fumetti, luglio 1969), con traduzione di Lydia Lax – ci porta nel vecchio West, dove Creed guida una squadra a studiare un nuovo percorso per la dirigenza, e lungo la strada trovano un vecchio cimitero degli indiani Wikasha, ritenuti estinti. L’interesse degli uomini è subito catturato dalla strana terra che ricopre i tumuli: è piena di pepite d’oro! Malgrado un vecchio indiano metta i bianchi in guardia dal turbare il sonno dei morti, pena la furia di Kwi-Uktena, la Bestia-diavolo-che-cammina-come-l’uomo, i nostri fanno quello che fa ogni bravo uomo bianco del West: si frega l’oro e ammazza tutti. Per fortuna il demone farà un bel po’ di pulizia.

L.

– Ultime letture di questo bollente luglio 2022:

12 commenti

    • L’ho visto sullo scaffale assolutamente per caso, non so più l’ultima volta che sono entrato in un’edicola – anche perché da me sono tutte morte – ma questa febbre da fumetto mi ha fatto guadagnare una grande chicca, con grandi nomi e grandi chicche 😉

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  1. Io non l’ho trovato in nessuna edicola qui nella mia zona. L’hanno già finito o rimandato indietro. Visto il sole e il caldo di questi giorni, ti consiglio di prenderlo su Amazon come ho fatto io (il prezzo è lo stesso).

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    • Considera che le ultime traduzioni note dei fumetti Warren risalgono al 1969!!! Qualcosa mi pare sia arrivato su storici contenitori tipo “Linus” e simili, ma parliamo di gocce nel mare.
      Sono storielle horror di vario genere con prologo ed epilogo a cura di uno dei personaggi mostruosi della rivista, uno dei quali poi da noi è diventato zio Tibia. Sono storie di quattro o cinque pagine che non ti cambieranno certo la vita ma sono davvero deliziose, e alcune sono state ben lette da registi famosi, visto che ne hanno attinto a piene mani 😛

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