Dylan Dog 431 (2022) Nulla è per sempre

Cover di Raul e Gianluca Cestaro

Per fortuna il numero di agosto 2022 di “Dylan Dog“, mi fa dimenticare la storia precedente, così poco dylandoghiana e parecchio strana: da decenni non sono più lettore regolare della testata quindi non faccio testo, ma di sicuro preferisco storie come questo Nulla è per sempre.

Ai testi c’è l’ottimo Giancarlo Marzano e ai disegni ci pensa Giovanni Freghieri, dylandoghiano di ferro che però questa estate mi ha regalato gioia con le sue due puntate texiane (“Albo Gigante” e “BIS“), per non parlare dell’ottimo primo numero delle nuove avventure del mio compianto Nick Raider, di cui parlerò in un’altra occasione.

La vicenda si apre raccontandoci la piccola squallida vita di Gertie, uguale alle piccole squallide vite di tutti noi ma con una differenza: già lo sentiamo nell’aria che avrà un brusco cambiamento. Ognuno potrà giudicare se buono o cattivo, ma di sicuro un cambiamento profondo. Quando è avvicinata da un uomo al cimitero, un uomo che crede nel colpo di fulmine, Gertie scopre che quando l’amore si risveglia attiva capacità che uno non sapeva di avere. E la volontà di usarle, contro tutto e tutti.

L’amore di Gertie si è risvegliato per l’uomo misterioso, ed è disposta a tutto per lui. A tutto. Uccidere sarebbe la cosa più facile da chiedere a Gertie.

«Y avait l’ovale de son visage pâle
De femme fatale qui m’fut fatal» (cit.)

La strada per l’inferno è lastricata di amore, quindi più Gertie sboccia, più è felice, leggera e innamorata, più il gorgo si fa scuro e la caduta vertiginosa. E se a disegnare quel gorgo c’è Freghieri, allora ci aspettano tavole da applauso!

Giuro che mi è mancato il fiato davanti a questa tavola

Per puro caso Dylan si ritrova invischiato in questa torbida vicenda misteriosa, e sempre per caso avrà in mano la chiave dell’enigma, ma il suo intervento rimarrà secondario nell’oscura storia d’amore crudele di Gertie.

Un amore crudele, come ogni amore

Non posso dirmi pienamente soddisfatto dell’ultima pagina del fumetto, ma ciò non toglie che l’ho letto con molto piacere e me ne dico ampiamente soddisfatto: non sarà una storia perfetta ma ad avercene tutti i mesi di storie come questa!

L.

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5 commenti

  1. Non posso che essere d’accordo con questa tua recensione. Una bella storia, triste e delicata, sofferta, e ben disegnata. Non fosse per il finale, l’avrei messa tra i classici di Dylan del tempo-che-fu. Stona davvero tanto quell’ultima pagina…forse non si trovava una conclusione degna, chissà… Fatto sta che mi sono dovuta sforzare e immaginare un finale diverso, per dover buttare il tutto nella spazzatura 😅

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    • Per me invece di chiudere in quel modo avrebbero dovuto mettere un “continua” e nel numero successivo svolgere tutti gli spunti che il finale poteva offrire. Invece hanno preferito mettere un punto e basta.
      Comunque ad avercene tutti i mesi di storie non perfette come questa 😉

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  2. Mi fa piacere questo vostro entusiasmo per Dyd… Io se non sono tornato a leggerlo per pura inerzia poco ci manca (anche se qualcosa di buono si trova ancora, in effetti) 😉

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