Eerie 2 (2022) L’inquietante Astragalo

Cover di Frank Frazetta

Secondo e purtroppo ultimo appuntamento con la serie “Eerie” con cui l’ottima Editoriale Cosmo continua a presentare in edicola fumetti horror tratti dalle pubblicazioni d’annata della Warren Publishing.

Questo settembre 2022 dunque è il turno di L’inquietante Astragalo, con l’omonimo personaggio a guidarci nelle storie col suo faccione tondo. Stavolta Andrea Rivi nella sua introduzione non fa parola sul fatto che i fumetti qui presentati siano inediti.

Ecco l’elenco con una mia trametta riassuntiva.

Profondo rubino (Deep Ruby, da “Eerie” n. 6, novembre 1966) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – ci raconta del gioielliere Lester Darrow, che una brutta notte incontra un losco figuro che gli offre di valutare un prezioso diamante in suo possesso. C’è chiaramente qualcosa di sospetto, ma il gioielliere cede alla tentazione e guardando nel diamante… ne è risucchiato! Per uscire dallo psichedelico universo del diamante Darrow dovrà pagare un prezzo molto alto.

La maledizione di Kali (The Curse of Kali, da “Eerie” n. 6, novembre 1966) di Archie Goodwin, disegni di Angelo Torres – ci porta nell’India sotto il dominio britannico, dove un manipolo di soldati è alla ricerca dello scomapso battaglione del tenente Smythe, che purtroppo scopriranno essere stato spazzato via. L’unico sopravvissuto, il sergente Cairn, racconta di come Smythe per spazzare via una una setta di seguaci della dea Kali si sia attirato contro una terribile maledizione, e man mano che i suoi uomini morivano senza più sangue in corpo è risultato chiaro che Kali aveva trasformato qualcuno in vampiro. Ma chi?

Punti di vista (Point of View, da “Eerie” n. 6, novembre 1966) di Archie Goodwin, disegni di Rocco Mastroserio – ci parla di un manicomio di inizio Ottocento dove risiede un malato molto particolare, calmo, posato ed elegante: si fa chiamare Victor Frankenstein. Il direttore ovviamente non gli crede, né crede che sia una sua creatura il terribile assassino che vive legato nel manicomio, in attesa di un cervello da potergli inserire nel cranio vuoto. Chissà di chi sarà mai il cervello preso in considerazione per questa “operazione”…

Frankenstein e la sua creatura, insieme al manicomio

Changeling (The Changeling, da “Eerie” n. 6, novembre 1966) di Archie Goodwin, disegni di Eugene Colan – ci descrive il timore della bostoniana Rachel Meredith nell’entrare nella dimora di campagna del ricco Emmett Hazeltine, dopo aver ricevuto brutti sguardai dai paesani mentre ci si recava. La donna è arrivata dalla grande città per fare da tutrice al figlio del signor Hazeltine, ma la collaborazione non inizia bene: il piccolo Donald si presenta con un gatto appena ucciso, e i giorni che seguono dimostrano che ha seri problemi. Messo alle strette, Hazeltine si dice convinto che quello non sia suo figlio bensé un changeling, un demone che ne ha preso le sembianze, e il ricco passa tutto il suo tempo in biblioteca sperando di trovare un incantesimo che lo possa liberare dal piccolo mostro. Solo un’ultima tragedia finale risolverà i problemi di casa Hazeltine.

Marea delle streghe (Witches’ Tide, da “Eerie” n. 7, gennaio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Eugene Colan – ci trasporta a Grey Cove, dove Miles Curtis e il vice-sceriffo Lew trovano dei pescatori forestieri morti. Purtroppo non è la prima volta, il direttore del giornale locale Avery Summers ha notato come ogni anno si ripeta una serie di omicidi e volta dopo volta si avvicini sempre di più al centro cittadino. Ricorda anche come tempo addietro una donna venne accusata di essere una strega ed aver provocato quelle morti, accusa che ne provocò una morte per infarto, non prima di aver maledetto Grey Cove. La figlia della donna, Sarah Magnus, è stata cresciuta dai Whitby i quali però sentono strani rumori in casa: che la figlia stia continuando l’opera della madre? La risposta sarà sorprendente… e fatale!

Mosca (Fly, da “Eerie” n. 7, gennaio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – racconta di un assassino che per sfuggire alla polizia si fa “cambiare i connotati”, nel vero senso della parola. Il chirurgo plastico gli fornisce una nuova faccia così da non essere più riconosciuto dalla polizia, ma mentre lo benda una mosca punge il paziente, il quale d’un tratto sente che qualcosa sta cambiando in lui. Che il perfido criminale si stia trasformando… in una mosca?

Ricerca (The Quest, da “Eerie” n. 7, gennaio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Donald Norman – ci porta ancora una volta indietro nel tempo, nell’Europa del XV secolo in cui il barone Von Strom ha investito ogni sua risorsa – ma anche le tasse che affamano il suo popolo – nel sovvenzionare stregoni e fattucchiere perché trovino una pozione per la vita eterna. I fallimenti si susseguono e il consigliere Fredor ricorda come la situazione si sia fatta insostenibile per il villaggio. Morta la figlia di fame, Fredor capisce che è ora di donare davvero la vita eterna al barone, e in antri segreti che lui conosce ci sono dei vampiri che non vedono l’ora di conoscere un nuovo “amico”…

Svista (Oversight, da “Eerie” n. 8, marzo 1967) di Archie Goodwin, disegni di Eugene Colan – ci spiega come tutti i problemi del signor Donovan siano nati quando si è rivolto all’optometrista dottor Bryant, il quale gli ha fornito per errore degli occhiali particolari: capaci di vedere i mostri che camminano fra noi. Bryant viene punito dalla società segreta dei mostri per aver messo a rischio il segreto, e ora Donovan dovrà sfuggire a quei mostri identici a noi, visibili però solo mediante occhiali. Curiosamente la storia ricorda molto Eight O’Clock in the Morning, il racconto di Ray Nelson del 1963 da cui il celebre Essi vivono (1988) di John Carpenter.

L’oscuro uomo a cavallo (Dark Rider, da “Eerie” n. 8, marzo 1967) di Archie Goodwin, disegni di John Severin – già apparso, con il titolo Cavaliere delle tenebre, su “Zio Tibia colpisce ancora” (Oscar Mondadori Fumetti, novembre 1970), con traduzione di Lydia Lax – apre una parentesi sul selvaggio West, dove tre banditi durante la loro fuga sparano ad un cercatore d’oro, ma ora uno di loro è sicuro di aver visto quell’uomo inseguirli da lontano, in attesa del momento per vendicarsi. I tre banditi si fanno prendere dal panico per l’oscuro uomo a cavallo che li segue, e iniziano a morire d’incidente: l’oscura figura («che li guardava con occhi cattivi», cit.) era ovviamente la Morte.

Una spada che attraversa i secoli

Spada demoniaca (Demon Sword, da “Eerie” n. 8, marzo 1967) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – ci spiega che il professor Brace durante una spedizione nelle Ande ha scoperto un’antichissima spada il cui metallo è sconosciuto, e su cui ben presto scopriamo esistere una maledizione. Uno dopo l’altro i membri di quella spedizione sono stati trovati barbaramente uccisi, e il professor Brace (l’ultimo superstite) ha capito il motivo di tutto: lui ha toccato la spada, e ora gli è legata, incarnando tuto il suo odio e l’invidia contro i colleghi, concretizzando un demone che li ha maciullati. L’unico modo per affrontare il demone della spada e concretizzare anche la parte buona di Brace e godersi il duello finale.

Scambio equo (Fair Exchange, da “Eerie” n. 9, maggio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Neal Adams – Ci parla del ricco Mannix, che è abituato a comprare tutto e ora vuole comprarsi un nuovo corpo giovane, grazie all’aiuto del riluttante dottor Courtney, i cui scrupoli morali sono però sensibili ai soldi. L’esperimento va a gonfie vele e Mannix si risveglia in un corpo sano e giovane, dalla forza poderosa, ma con un unico difetto… era un vampiro!

Strofinare la lampada (Rub the Lamp, da “Eerie” n. 9, maggio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Jerry Grandenetti – ci introduce John Coates, che passa per antiquario invece si limita solo a comprare lampade a fiume, perché sta cercando quella di Aladino da poter strofinare per riscuotere i proverbiali tre desideri. Un brutto giorno Coates la trova e, come sempre, sarà troppo generico nelle sue richieste e le pagherà molto care.

Terrore della tomba (Terror in the Tomb, da “Eerie” n. 9, maggio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Rocco Mastroserio – ci portano in Egitto dove Carstaris e Bristol trovano un’antica mummia tutt’altro che addormentata, ma con il fuoco i due poco accorti archeologi sapranno tenerla a bada, già assaporando il gusto della loro scoperta unica che li renderà immortali. Il problema è che ci riusciranno davvero… ma solo perché il faraone lì sepolto è un vampiro!

L’uomo alla deriva (The Wanderer, da “Eerie” n. 9, maggio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Dan Adkins – racconta lo stupore di un chirurgo che è convinto di aver perso un paziente sotto i ferri per poi vederselo tornare, vivo e vegeto, dall’obitorio. L’uomo racconta di aver vagato non si sa dove per anni e di essersi risvegliato lì dopo essere stato in una sorta di altrove fatto di mostri… Insomma, una storiella ridicola, davvero dimenticabile.

Isola della bestia (Isle of the Beast, da “Eerie” n. 9, maggio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – ci racconta di una vacanza ai Caraibi finita male, quella in cui il naufrago Amberson finisce sull’isola dove vive Rochefort, un avventuriero che dopo aver letto il racconto The Most Dangerous Game (1924) di Richard Connell ha avuto l’idea di costruirsi un personale territorio di caccia. Caccia all’uomo, ovviamente. Non pago di questo, Rochefort ha trovato una formula chimica che lo trasforma in “bestia” per dare la caccia alle sue vittime, ma una volta iniziato il gioco scoprirà che Amberson non è come le sue precedenti prede umane.

La stanza dei trofei del novello Zaroff

Esperimento di paura (Experiment in Fear, da “Eerie” n. 9, maggio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Eugene Colan – già apparso, con il titolo Test del coraggio, su “Zio Tibia colpisce ancora” (Oscar Mondadori Fumetti, novembre 1970), con traduzione di Lydia Lax – ci porta nella Germania della Seconda guerra mondiale, dove il colonnel Kolb va a visitare l’esperimento del dottor Strasser, il quale afferma di aver registrato i dati scientifici della paura provata dai giudei, così da identificarli quando si nascondono. Il problema è che poi il dottore prova la stessa identica paura, finendo così vittima dei suoi stessi esperimenti.

Guerriero della morte (Warrior of Death, da “Eerie” n. 10, luglio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – ci porta su un antico campo di battaglia, dove il guerriero superstite Zahran stringe un patto con la Morte: se lo risparmia e anzi lo rende immortale, le porterà migliaia e migliaia di altre vite. Così Zahran va per il mondo sterminando gente finché non trova un altro che ha fatto un patto simile al suo e se la pija in saccoccia. (La qualità delle storie sta seriamente scemando.)

Gli esseri viscidi (The Slugs, da “Eerie” n. 10, luglio 1967) di Bill Pearson, disegni di Joe Orlando – ci porta in paludi mortali dove i fratelli Jake e Luci vanno a caccia di alcuni esseri mostruosi. Durante lo scontro Jake rimane ferito e manda la sorella a chiamare aiuto, ma nel frattempo è “inghiottito” dalla vegetazione che lo rende un mostro: sapranno i suoi familiari distinguerlo dagli altri viscidi abitatori della palude?

Tamburo voodoo (Voodoo Drum, da “Eerie” n. 10, luglio 1967) di Archie Goodwin, disegni di Neal Adams – già apparso, con il titolo Tam-tam voodoo, su “Zio Tibia colpisce ancora” (Oscar Mondadori Fumetti, novembre 1970), con traduzione di Lydia Lax – ci porta in Giamaica dove Clew Gilman proprio non sopporta il rullare dei tamburi lontani, perché sa che al loro fermarsi… degli zombie piomberanno in casa. Gilman gestisce una piantagione di canna da zucchero ma nessuno vuole lavorarci, viste le “strane frequentazioni”, perciò alla fine gli unici lavoratori che riesce ad ingaggiare… sono gli stessi zombie, controllati da un vecchio dottore. Invece di accontentarsi, però, Gilman vuole il segreto per controllare i morti viventi e mal gliene incoglie.

L.

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4 commenti

    • Temo non abbia avuto la distribuzione che merita, e anzi è strano che l’abbia trovato io, visto che abito in provincia etrusca dove i giornalai chiudono a raffica e quei pochi rimasti non hanno una mazza di niente. Sarà un richiamo etrusco che mi spinge a trovarlo sugli scaffali? ^_^

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