Archivi categoria: Bande dessinée (francesi)

Lady S (2009) Insalata portoghese

Cover di Philippe Aymond
Cover di Philippe Aymond

Sono arrivato al bande dessinée, il prestigioso fumetto francese, grazie al romanziere Stefano Di Marino, persona squisita che ama condividere passioni con i suoi lettori. All’epoca non esisteva la Cosmo Editoriale e solo grazie ad una “Raccolta Skorpio” (n. 453, febbraio 2012) ho potuto leggere uno dei miei primi “fumetti spy-action“.
skorpio-raccolta-453Tra Bonelli e Supereroi in pratica sono cresciuto credendo non esistesse in Italia spazio per alcun tipo di storie che non rientrassero in questi due grandi contenitori, invece ho scoperto che la spy story è più viva che mai e che si può scrivere un fumetto action senza bisogno di scimmiottare gli stereotipi americani.

Purtroppo non sono riuscito a recuperare i precedenti numeri della saga “Lady S.“, ma già partendo da questo numero 6 – Insalata portoghese – mi sono invaghito del personaggio nato dalla penna del celebre Jean Van Hamme, che ha dato i natali a miti come Largo Winch e XIII.
La donna che si fa chiamare Shania, ma il cui nome è sensibile di vari cambiamenti, vive più d’una vita, costretta a cambiare identità e mansioni a seconda di cosa preveda la sua copertura. Siamo in un mondo post-Guerra fredda per nulla disteso, dove interessi americani e russi sono ancora poco chiari (e poco leciti) e dove l’Europa non è certo indietro in quanto a “piani segreti”.

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Stavolta per puro caso Shania si ritrova ad un appuntamento galante con un uomo che si rivela essere il capo di una cellula terroristica, ad un passo dall’eseguire un attentato a Strasburgo. Le contromisure e i molti colpi di scena rendono appassionante la storia anche se si alterna con la sottotrama della protagonista in eterna ricerca del padre naturale, non di quello che si è finto tale per anni. Ora forse l’ha trovato, ma ne sapremo di più nelle prossime puntate.

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Appassionante e mozzafiato anche in una storia breve, il fumetto francese mi ha conquistato allora  e mi ha riconquistato ora, che rileggo questo episodio nell’ottica di ripercorrere la saga di Lady S. finalmente in ordine.
È un peccato che in Italia il personaggio sia davvero poco noto.

Scheda etrusca:

Lady S. di Jean Van Hamme e Philippe Aymond
– 1. Na zdorovie, Shaniouchka! (Na zdorovié, Shaniouchka!, 10/2004), Skorpio 5-6/2005
– 2. Alla tua salute, Suzie (À ta santé, Suzie!, 09/2005), Skorpio 19-20/2007
– 3. 59° latitudine nord (59° latitude nord, 10/2006), Skorpio 21-22/2007
– 4. L’imbroglio (Jeu de dupes, 10/2007), Skorpio 23-26/2008
– 5. Una talpa a Washington (Une taupe à Washington, 11/2008), Skorpio 19-22/2009
– 6. Insalata portoghese (Salade portugaise, 10/2009), Skorpio 9-12/2010
– 7. Un secondo d’eternità (Une seconde d’éternité, 04/2011), Skorpio 38-41/2011
– 8. Ragion di Stato (Raison d’État, 08/2012), Skorpio 32-34/2013
– 9. Per la pelle di una donna (Pour la peau d’une femme, 11/2013), Skorpio 1-3/2015
– 10. DNA (A D N, 11/2014), Skorpio 4-6/2015
– 11. La faglia (La faille, 11/2015), Skorpio 2027-2030/2016
– 12. Rapporto di forze (Rapport de forces, 11/2016), Skorpio 2082-2084/2017

L.

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Sisco: Oro nero (2016)

Cover di Thomas Legrain
Cover di Thomas Legrain

Sembrava conclusa la storia di Sisco, agente dei servizi segreti francesi specializzato in “missioni sporche”, invece Benec (Benoît Chaumont) e Thomas Legrain tornano dopo due anni a raccontare un’altra avventura, come sempre divisa in due ministorie.
La prima è da poco stata presentata dal settimanale a fumetti Lanciostory (Editoriale Aurea): “Oro nero“. (Le altre storie le riporto più sotto.)

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Sisco si è ritirato, ha detto addio agli affari sporchi della Presidenza francese e si ritira in Nuova Caledonia (gruppetto d’isole francesi vicino all’Australia) a fare la guardia del corpo di un riccone. Però non si può chiudere completamente con il passato, e il vecchio capo gli telefona: c’è un guaio, due agenti pizzicati sul fatto e feriti. Qualcuno deve andare a risolvere la situazione dall’altra parte del mondo. Sisco attacca: lui ha smesso con questa vita.

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Però poi accende la TV e scopre che un ospedale in Africa è stato assalito e i medici volontari rapiti: tra quei medici c’è anche la sorella. Solamente un “affare sporco” potrà salvarla, e lui è ormai fuori dall’ambiente. Il vecchio capo può aiutarlo… ma prima deve ingoiare il rospo. Telefona e accetta l’incarico: solo così qualcuno si occuperà della sorella rapita.

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Sisco torna così in pista in un’avventura troppo corta ma lo stesso coinvolgente. Perché invece di medicine per soccorrere l’agente ferito il nostro eroe trova una borsa con delle armi: non deve salvare i due agenti… deve risolvere la situazione. Cioè deve ucciderli prima che possano raccontare di essere al soldo del Governo francese.
Una missione sporca disegnata magnificamente: Legrain migliora ad ogni albo e qui ogni vignetta è un gioiello da gustare fino in fondo.

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Spero che Lanciostory non mi faccia aspettare troppo per la seconda parte, con il salvataggio della sorella di Sisco.

Scheda etrusca:

Sisco (id.) di Benec (Benoît Chaumont) e Thomas Legrain
– 1. Sparate solo a comando (Ne tirez que sur ordre!, 01/2010), Lanciostory 46-49/2011
– 2. Fatela tacere! (Faites-la taire!, 08/2010), Lanciostory 50/2011-1/2012
– 3. Gin-Fizz (id., 03/2011), Lanciostory 2-5/2012
– 4. Whisky-Coke (id., 11/2011), Lanciostory 6-9/2012
– 5. Diplomazia Kalashnikov (Kalachnikov diplomatie, 09/2012), Lanciostory 47-50/2012
– 6. Trattativa a 9 mm (Négociations en 9 mm, 05/2013), Lanciostory 46-49/2013
– 7. La legge di Murphy (La loi de Murphy, 01/2014), Lanciostory 31-32/2014
– 8. Realpolitik (Realpolitik, 09/2014), Lanciostory 12-14/2015
– 9. Oro nero (Gold Black, 06/2016), Lanciostory 2174-2176/2016

L.

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Triggerman (2016) 3

Cover di Josh Burns
Cover di Josh Burns

Terza puntata della splendida saga che Walter Hill ha ispirato allo sceneggiatore Matz (Alexis Nolent) per il parigino Balles perdues, fumetto poi tradotto in inglese dalla britannica Titan Comics e intitolato “Triggerman“.

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Continua il viaggio dell’assassino Roy Parker nel mondo criminale di inizio Novecento, passando in rassegna tutti quei “luoghi caldi” della narrativa di genere: il distretto di polizia con gli agenti dai modi spiccioli, il porto di notte con le sue foschie, le stanze d’albergo con la loro luce fioca e soprattutto l’incontro di pugilato.

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Ogni luogo del crimine è toccato da questa saga, e gli stupendi disegni ti riempiono gli occhi di soddisfazione: onestamente sono più belli quelli del fiume di parole riversato nelle vignette…

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Roy ormai non è più una marionetta in mano ai potenti, è iniziato il suo gioco per rovesciare le parti e diventare socio del boss che voleva trattarlo come un’arma. Ora Roy “Machine Gun” è salito ai piani alti… e mi sa che presto in città farà dannatamente caldo…

L.

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Triggerman (2016) 2

Cover di Alex Ronald
Cover di Alex Ronald

Seconda puntata della splendida saga che Walter Hill ha ispirato allo sceneggiatore Matz (Alexis Nolent) per il parigino Balles perdues, fumetto poi tradotto in inglese dalla britannica Titan Comics e intitolato “Triggerman“.

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L’assassino prezzolato noto come “Machine Gun” Roy Nash è ormai morto: lo testimonia un falso rapporto della polizia carceraria. Ora Roy fa Parker di cognome, e l’uomo che ha organizzato la sua fuga di galera e la sua finta morte vuole che torni a fare il suo lavoro. Perché Roy è uno che risolve i problemi. Alla radice.
Tre tizi hanno truffato il boss Al e gli hanno ucciso il nipote: serve uno come Roy per far capire ai tre tizi quanto abbiano fatto male i conti…

triggerman2bIl primo tizio che sistema è quello che apre la saga, visto nel numero scorso, ora rimangono due e forse una pupa che si è avvicinata a loro dopo aver odorato puzza di soldi grossi nell’aria. Roy ha pallottole per tutti ma per stanarli dovrà prima lavorare di fino, con indagini vecchia scuola fatte di scazzottate in vicoli bui e qualche soldo per oliare ingranaggi. Più pugni che soldi, però.
Insieme a Roy ci inoltriamo nella città nera del crimine perfettamente disegnata da Jef, artista che ricrea alla perfezione atmosfere da film noir e non credo sia un caso se il protagonista assomiglia ad Alain Delon.

Non rimane che attendere nuovi sviluppi della nera avventura di un assassino nella città del crimine.

L.

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Triggerman (2016) 1

Cover di Fay Dalton
Cover di Fay Dalton

La Titan Comics è ormai una grande realtà della narrativa letteraria e fumettistica, investendo molto nella cultura popolare tanto da offrire anche un ottimo panorama di novelization e storie inedite nate da film e serie TV. (Tranquilli, è tutta roba che in Italia non vedremo mai.)
La Titan cura una spettacolare collana ispirata al pulp classico dal titolo Hard Case Crime, un marchio che presenta tanto romanzi noir d’annata quanto opere nuove fortemente ispirate allo stile di inizio Novecento: tutti libri che sfoggiano meravigliose copertine retrò da bava alla bocca.
La collana Hard Case Crime ha anche una sua versione a fumetti, e nell’ottobre 2016 inizia una storia creata da un nome che non ha bisogno di presentazioni: Walter Hill.
balles-perduesUno dei maestri del noir americano scrive un soggetto originale con il suo stile unico e lo affida allo sceneggiatore francese Alexis Nolent – che per il mondo dei fumetti assume lo pseudonimo di Matz: il risultato è il sorprendente “Triggerman“.
In realtà questa è la traduzione inglese – a cura di Edward Gauvin – del fumetto originale di Hill e Matz: Balles perdues, edito dalla parigina Rue de Sèvres nel gennaio 2015.

Siamo nell’Arizona del 1932 e subito avvertiamo il forte e intenso sapore del Walter Hill amante di Hammett: la macchina che arriva dal nulla, nel deserto, e si ferma in una piccola cittadina fantasma sembra proprio l’inizio del film Ancora vivo (Last Man Standing, 1996), che Hill ha copiato da Kurosawa adattandolo allo stile di Dashiell Hammett. (Per saperne di più vi rimando al mio speciale sull’argomento.)

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Dall’auto scende un uomo che entra nel bar locale, e già sappiamo che è solo l’inizio di una sparatoria: qualsiasi cosa dirà il barista, la scena finirà sommersa di piombo. E non veniamo contraddetti.
triggerman1bL’uomo misterioso che si presenta semplicemente come Roy è uno che risolve problemi, che aggiusta le situazioni. Il che in pratica vuol dire che è un assassino su commissione. E appena risolto il “problema” facendo parlare il suo amico Tommy Gun, se ne va nel nulla da cui è sbucato.
Stavolta però si porta appresso una autostoppista che sta andando a Los Angeles per entrare nel rutilante mondo del cinema, non come attrice bensì come ballerina. Una bionda frizzante dalla lingua lunga e dal corpo che parla senza bisogno di parole. Insomma, un tipo pericoloso che forse Roy vuole tenersi vicino per controllare meglio.

Un rapido flashback ci fa conoscere un frammento del passato di Roy, che fino alla settimana prima era in un carcere duro dal quale è stato fatto evadere… dalle guardie stesse! Chi mai è così in alto da organizzare una cosa del genere solo per far uscire un avanzdo i galera come Roy? Chi è lui in realtà?
Lo scopriremo a partire dal secondo numero.

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L’inizio di storia è di quelli da applauso, grazie soprattutto agli spettacolari disegni del francese Jean-François Martinez, in arte Jef, che è tornato a collaborare con Matz e Hill per Corps et âme, ad inizio 2016.

L.

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Droni (2016) Fanta-attualità

Cover di Stéphane Louis
Cover di Stéphane Louis

Nell’estate 2016 il settimanale a fumetti Lanciostory (Editoriale Aurea) ha portato nelle nostre edicole una sorprendente mini-serie francese di strettissima attualità… anche se spacciata per storia di fantascienza: “Droni” (Drones).

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Cover di Stéphane Louis

Siamo nel 2037 e l’Europa è impegnata in un problema nella lontana Cina: la terrorista cristiana Yun Shao continua ad organizzare attentati nella zona senza che le forze europee riescano ad acciuffarla. La donna combatte in nome di Dio perché ogni straniero invasore esca dalla sua terra, quindi non si fermerà davanti a niente: neanche davanti ai terribili droni che gli europei le mandano contro.
Come è facile intuire, alcuni elementi sono cambiati per parlare di una situazione mondiale sin troppo d’attualità.

Intanto seguiamo la vita dei tre piloti di droni, di base in Danimarca, che prendono la guerra come un videogame. Loro passano la giornata seduti comodamente in un sofisticatissimo macchinario mentre i droni sorvolano Paesi lontani e uccidono a distanza: è proprio la distanza a fare la differenza, perché finito il turno… non ci si sente le mani sporche di sangue. Proprio come spiegato nell’ottimo film Good Kill (2014) con Ethan Hawke.
I piloti non mostrano alcun trauma, al contrario dei soldati, perché in realtà loro non combattono: muovono dei macchinari, tutto qua.

Cover di Stéphane Louis
Cover di Stéphane Louis

La terrorista Yun Shao combatte in nome di Dio mentre i piloti europei massacrano i suoi uomini e, nello scontro, tanti soldati europei perdono la vita e tornano a casa in una bara. Davanti alla quale i genitori, cristiani, cominciano a pensare che si debba fare qualcosa per fermare questo massacro. Magari uccidere gli europei che lo stanno alimentando…
Finché gli integralisti religiosi sono lontani li si può combattere… ma quando il nemico è il tuo vicino di casa, la situazione cambia e non c’è drone che serva.

La storia è spietata e crudelissima, proprio perché i tre piloti protagonisti risultano alla fine molto più “cattivi” della terrorista, perché combattono in modo vigliacco e non amano nulla al mondo se non i loro droni super-tecnologici. Solo quando il terrorismo interno li colpisce, allora si rendono conto che la guerra è qualcosa di diverso da premere “fuoco” su uno schermo…

Cambiate la religione, cambiate la data e la località… e vedete che questa storia è fantascienza di quella buona: quella cioè che usa il futuro per aprirci gli occhi sul presente.

Scheda etrusca:

Droni (Drones) di Sylvain Runberg e Stéphane Louis
– 1. Il futuro di Ade (Le Feu d’Hadès, 08/2015), Lanciostory 2144-2147/2016
– 2. Post Trauma (Post-Trauma, 04/2016), Lanciostory 2148-2150/2016

L.

H.ELL 1 (2013) La morte sotto tutte le forme

Cover di Bernard Vrancken
Cover di Bernard Vrancken

A febbraio di questo 2016 il settimanale a fumetti Lanciostory (Editoriale Aurea) ha iniziato a presentare uno spettacolare bande dessinée della casa francese Le Lombard, firmato da un nome noto ai lettori di questo blog: Stephen Desberg, autore belga che ho seguito nella saga di Cassio.
Un altro belga cura gli splendidi disegni: Bernard Vrancken, nome noto ai lettori di I.R.$.

Hell1aSiamo in un Medioevo non proprio mainstream, diciamo leggermente ucronico o fantastico, ma giusto un po’.
Il cavaliere Harmond Ellander perde in duello sia l’onore che la famiglia, oltre che il suo status sociale: viene graziato e invece dell’esilio diventa questore. Una scelta che si rivelerà avventata per i potenti che lo disprezzano, perché quando una prostituta viene trovata barbaramente maciullata Ellander comincia a fare domande. Ma non si presenta con il suo nome da cavaliere, bensì con la contrazione che descrive l’ambiente che ora frequenta: H.Ell.

Hell1bAggirandosi tra gli oscuri vicoli del vizio all’ombra dell’illuminato castello, tra buffoni e prostitute in cui si aggirano strani umani mutati geneticamente: mutaforma costretti a prostituirsi alle fantasie malati degli uomini “normali”, che forse stanno meditando vendetta.
Una storia buia e tetra, splendidamente disegnata e con una sceneggiatura veloce ma efficacissima: altamente consigliato!
E quanto prima vi parlerò del suo seguito…

Scheda etrusca:

H.ELL (id.) di Stephen Desberg e Bernard Vrancken
– 1. La morte sotto tutte le forme (La mort, sous toutes les formes, 11/2013), Lanciostory 2132-2135/2016

L.

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Old Pa Anderson (2016)

Cover di Hermann
Cover di Hermann

Il settimanale a fumetti Lanciostory (Editoriale Aurea) ha presentato lo scorso febbraio un intenso one shot firmato per Le Lombard dai due grandi autori belgi del bande dessinée: Hermann ed Yves H., rispettivamente padre e figlio.
I due creano una storia intensa ed imperdibile: “Old Pa’ Anderson“.

OldPaAnderson_AMississippi, 1952. Un gran brutto posto.
I neri sono trattati come bestie sporche e devono rimanere isolati nel loro ghetto, a trascinare una vita di miserie ed umiliazioni. E di solitudine.
I bianchi sono i signori della città, così possono vivere alla luce del sole la loro vita di miserie, di povertà e di estrema solitudine.
Quando torna dal suo giro sotto il sole, fatto di criminalità e stupro, il panciuto sceriffo si siede in veranda, tratta la moglie come una schiava e guarda in lontananza Old Pa’ Anderson, che vive una vita molto simile.
Due colori diversi per la stessa vita schifosa.

OldPaAnderson_CUna sera la vecchia Ma’ Anderson muore nel sonno, uccisa da una vita di dolori muti e di miseria umana. Ora il vecchio Anderson non ha davvero più nulla da fare a questo mondo, ora ha davvero perso tutto e ogni respiro è fatica sprecata.
Prima di lasciare questa fogna che chiamano vita, però, c’è un torto da raddrizzare: una questione rimasta inconclusa da otto anni. La questione della figlia.

OldPaAnderson_BLa figlia di Old Pa’ Anderson è scomparsa nel nulla otto anni prima: lo sanno tutti che è stata stuprata e uccisa dai bianchi, non c’è bisogno di indagare, ma come ultimo gesto in questo modo sporco il vecchio Anderson vuole sapere dove riposano le ossa della sua sfortunata figlia: vuole sapere dove quelle bestie bianche l’hanno sepolta.
Inizia un noir potente perché disperato, con un protagonista che non ha nulla da perdere ma deve fare in fretta, perché un negro che cerca vendetta non dura un secondo, in Mississippi.

Una storia dura come un pugno nello stomaco, intensa in ogni vignetta, con i tratti potenti e lividi tipici di Hermann. Un nero più nero del nero che non fa sconti a nessuno: non ci sono “buoni” in questa storia, solo varie tonalità di sporco…

Scheda etrusca:

Old Pa’ Anderson (Old Pa Anderson, 01/2016) di Yves H. (Yves Huppen) Hermann (Hermann Huppen), Lanciostory 2134-2136/2016

L.

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Blue Note (2013) Le ultime ore del proibizionismo

Cover di Mickaël Bourgouin
Cover di Mickaël Bourgouin

In questi giorni il settimanale a fumetti Lanciostory (Editoriale Aurea) sta presentando uno spettacolare ed imperdibile noir ambientato nel mondo della boxe di inizio Novecento.
Il primo episodio si è appena concluso e non ho resistito a gustarmelo: sto parlando di “Blue Note” targato Dargaud.
Tranquilli, la mia recensione non rivela alcuno colpo di scena: invece vi costringerà a recuperare questi numeri arretrati per leggerli uno dei migliori bande dessinée presentato quest’anno da Lanciostory.

Jack Doyle è un campione. Jack Doyle è un fallito. Una cosa non esclude l’altra.
Da giovane pugile promettente, noto nella rutilante città con il nome di battaglia di Wonderboy, Jack vince ogni incontro ed è il re del ring. Battuto il campione Walker, però, qualcosa cambia. Per sempre.
La voce in città arriva alle orecchie di Jack: Walker si è buttato, l’incontro era truccato, altrimenti Wonderboy non avrebbe mai vinto. Il dubbio è più devastante di un pugno in faccia, e Jack molla tutto.

BlueNote1_ASono passati cinque anni e ora Jack è un fallito, un rudere umano che gira le campagne sfidando per pochi spicci muscolosi contadinotti in incontri clandestini: incontri che si risolvono sempre allo stesso modo. Con Jack a terra pestato a sangue. Con Jack a terra… che sorride. Perché essere battuti onestamente è meglio che vincere con l’inganno.
Jack è un fallito ma vive serenamente, nella consapevolezza della sua condizione umana. Finché il suo ex impresario Theo non torna a bisbigliargli all’orecchio: non è curioso di sapere se può davvero battere Walker? Forse quell’incontro era truccato, forse, ma ora potrebbe fare ritorno sul ring e scoprire se davvero è in grado di battere quel pugile.
Jack è debole, vuole sapere la verità. E la verità rende schiavi.

BlueNote1_BTornato nella città corrotta, grondante sangue ed alcol, a soli trenta giorni dalla fine del proibizionismo c’è un impero del crimine che si sta assestando: quando vendere alcolici non sarà più illegale, come si guadagneranno milioni di dollari? Con cosa si corromperanno gli eserciti di politici ed autorità locali?
Il boss Vincenzo organizza l’incontro e per Jack Doyle è il momento di tornare ad essere Wonderboy, per dimostrare al mondo che non c’è stato alcun trucco. Mette tutto se stesso nei guantoni… e butta giù Walker. Di nuovo.
E di nuovo la voce che circola è la stessa: Vincenzo ha fatto un mucchio di soldi con il ritorno del pugile, perché l’incontro era di nuovo truccato…

BlueNote1_CTroppo tardi Jack capisce di essere di nuovo caduto nella trappola di una città corrotta, perché ora è incastrato nella ragnatela di un boss potente.
Non sa ancora se vale qualcosa come pugile o se è un fallito che serve ai potenti per fare soldi, muovendolo come un burattino, ma c’è solo un modo per scoprirlo. Infilarsi i guantoni, salire sul ring… e giocarsi la vita all’ultimo pugno.

BlueNote1_DIl countdown della fine del proibizionismo procede inesorabile e corrisponde al match finale di Jack: alla fine dell’incontro, in ogni caso, il mondo non sarà più come prima.

Una storia memorabile, un fumetto spettacolare con disegni indimenticabili: pura goduria cartacea che non posso che consigliarvi caldamente.

Scheda etrusca:

Blue Note (id.) di Mathieu Mariolle e Mickaël Bourgouin
– 1. Le ultime ore del proibizionismo (Les Dernières Heures de la Prohibition, 09/2013), Lanciostory 2137-2141/2016

L.

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Tony Corso 2: Prime Time (2005)

Cover di Olivier Berlion
Cover di Olivier Berlion

Seconda avventura per il Magnum P.I. di Saint Tropez, scritto e disegnato da Olivier Berlion e pubblicato dall’inizio del 2016 a puntate sul settimanale a fumetti Skorpio (Editoriale Aurea).
Questa volta il nostro Tony Corso viene ingaggiato da Dustin, rockettaro capriccioso che è arrivato al successo grazie ad un reality – l’unico modo ormai di avere i canonici quindici minuti di celebrità – ed impaurito perché sta ricevendo minacce di morte.
Tony impiegherà pochi minuti… a rendersi antipatico alla rockstar!

Come ingraziarsi un cliente...
Come ingraziarsi un cliente…

Mentre Tony cerca di capire se le minacce sono bravate di fan esaltati o un serio pericolo, scopre il solito paparazzo nascosto su un albero, pronto a carpire foto preziose al divo Dustin. Acciuffato, il nostro investigatore scopre con sorpresa Madgid: amico di quando era un ladruncolo.
Scopriamo dunque un aspetto del passato di Tony Corso, e cioè che da giovane con Madgid si lanciava in furtarelli: una sera qualcosa va storto e il proprietario di un negozio finisce pestato. Madgid non ce la fa a scappare per via dell’asma, e Tony si fa acciuffare per salvarlo: suo padre è più ragionevole di quello dell’amico, così è una soluzione migliore. Invece il padre di Tony rimane più deluso del preventivato e… be’, non sappiamo altro: lo scopriremo durante la saga.

Tony Corso in azione
Tony Corso in azione

Intanto le minacce di morte sono più serie del previsto e l’indagine di Tony prevederà buone dosi d’azione, sparatorie e combattimenti vari: una serie che si sta rivelando davvero la sorpresa dell’anno! Consigliatissima.

Scheda etrusca:

Tony Corso (id.) di Olivier Berlion
– 2. Prime Time (Prime Time, 06/2005), Skorpio 2028-2030/2016

L.