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Kong of Skull Island (2017) 8

Cover di Nick Robles
Cover di Nick Robles

Ottavo numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

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La serie in realtà sarebbe finita, ma si procede ad oltranza in attesa dell’uscita del film omonimo, il 9 marzo 2017: non so quanti altri numeri vogliano far uscire, ma la storia è bella che finita nel sesto numero.

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Comunque è lo stesso gradevolissimo vedere le mazzate gorillesche che i due kong si danno abbondantemente per tutto questo numero. Malgrado siano una femmina e un maschio, quest’ultimo padre di un cucciolo di kong, non scatta alcuna “scintilla”… se non quella della violenza!
Invece di creare una famigliola sull’isola, visto che gli umani ormai disprezzano le creature a cui devono totalmente la propria sopravvivenza, i due kong cominciano ad aggredirsi pesantemente, e interrompono solo quando due pterodattili ghermiscono il cucciolo. Il turbinio di violenza e sangue riempie tutto l’albo ed è un bene, visto che non sembra esserci altra trama.

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Ormai la micro-storia dell’accampamento umano su Kong Island è conclusa, e la solita quota rosa è rispettata: la buona della storia, nonché eroica salvatrice, è una giovane donna e il canone di questi anni Duemila è rispettato. Ovviamente mica una donna qualunque, no: la più umile e incompresa, allontanata da tutti che invece diventa regina. Mica siamo qui ad inventare cose nuove…
Per fortuna gli spettacolari disegni di Carlos Magno ammaliano e riempiono gli occhi e il cuore: è solo per lui che questa saga merita di essere letta. E il mio senso di zinefilo mi dice che sarà comunque meglio del film…

L.

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John Carter (2017) The End 1

Cover di Garry Brown
Cover di Garry Brown

A febbraio la Dynamite colpisce al cuore: come Logan, anche l’eroe John Carter viene sbalzato nel futuro per raccontarci un’avventura da anziano. Brian Wood (che abbiamo conosciuto con Aliens: Defiance) ed Alex Cox firmano un gioiello imperdibile: “John Carter: The End 1“, con i particolarissimi disegni di Hayden Sherman.

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Siamo sull’arido e brullo pianeta-macchina di Titan, il triste e sconosciuto luogo dove si sono ritirati da anni John Carter e la moglie Dejah Thoris: i Signori di Marte da tempo hanno abbandonato il loro regno.
Quando arriva una navetta con intenzioni non molto pacifiche, i due si difendono ma alla fine viene risolto l’equivoco: è una missione di marziani giunta fin lì per chiedere aiuto ai due re anziani. Marte è caduta sotto il gioco di uno spietato dittatore, e solo loro possono aiutare a fermarlo.

John Carter e Dejah Thoris... anziani!
John Carter e Dejah Thoris… anziani!

Ancora arzilli, John e Dejah trovano ridicola la richiesta: come possono due vecchi aiutare un pianeta a scalciare un feroce dittatore? Quando i nuovi venuti mostrano dei filmati, l’universo crolla: il feroce dittatore è Den Thorkar… il figlio di John e Dejah…

johncarter2017cLa donna per anni ha pianto sulla tomba del figlio, ma ora scopre che John ne ha finto la morte per liberarlo da un’accusa di omicidio. La tranquilla vecchiaia è bella che finita.
I due accettano di tornare su Marte e trovano il fantasma dello splendore che era sotto la loro guida. C’è bisogno di intervenire… ma appena messo piede sul suolo Dejah Thoris scompare: vuole riabbracciare il figlio che per anni ha creduto morto… anche se ora è un dittatore sanguinario!

Non è più la Marte di una volta...
Non è più la Marte di una volta…

Storia esplosiva che inizia col botto e promette fuochi d’artificio. I disegni sono “strani” ma di grande effetto e lo spunto è di quelli che ti colpiscono duro: sono fomentatissimo e spero che questa saga regali altre grandi emozioni.

L.

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Vampirella (2017) 0

Cover di Philip Tan
Cover di Philip Tan

A febbraio 2017 la Dynamite rispolvera un suo personaggio un po’ appannato nel 2016, quando si è provato a rivestirlo: Paul Cornell e Jimmy Broxton curano “Vampirella 0“.

vampirella2017aUn’atmosfera psichedelica ci fa tornare con la mente agli anni Sessanta, quando Vampirella è nata e cresciuta con storie sempre più schizzate e insopportabili per chi non apprezzi quello stile “chimico”. Che sia un omaggio alle origini del personaggio per indicare che il tentativo di restyle è ufficialmente fallito? Che cioè rendere young adult una donna ne snatura il personaggio così come rivestire un’eroina mezza nuda non ha davvero senso?
Come per Red Sonja, nel 2017 la Dynamite ha capito che snaturare i suoi personaggi storici per cercar di catturare un fantomatico pubblico di giovani lettrici è un errore… così va a risvegliare Vampirella dalla tomba in cui lei stessa l’ha infilata.

 

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Dopo la deludentissima annata del 2016, con una trasferta hollywoodiana che presenta alcuni buoni spunti ma in generale è illeggibile, questo 2017 si preannuncia spettacolare.
I due strani figuri che risvegliano Vampirella dal sonno vengono divorati dalla donna per recuperare energie: non solo si torna al vestito originario… ma si mangia carne umana! Insomma, pare che quelle ragazzine a cui si puntava siano uscite dal mirino, e non posso che esserne felice.

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Con i suoi splendidi disegni questo numero zero ci introduce ad un nuovo corso dell’eroina, bella grintosa e pronta alle emozioni forti d’un tempo: non possiamo che incrociare le dita ed aspettare un mese per iniziare.

L.

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Tarzan e Sheena: Lords of the Jungle (2016) 6

Cover di Felipe Massafera
Cover di Felipe Massafera

Giunge a conclusione la saga della Dynamite che gioca con due idoli come Tarzan e Sheena – nati rispettivamente nel 1912 (nei romanzi di Edgar Rice Burroughs) e 1937 (nei fumetti di Will Eisner).
Ecco ad agosto 2016 “Lords of the Jungle 6“, scritto da Corinna Bechko (Lara Croft and the Frozen Omen, Aliens vs Vampirella, Miss Fury) e disegnato dall’argentino Roberto Castro, nome storico del Tarzan della Dynamite ma anche della saga Warlords of Mars.

Tarzan e Sheena nella terra di Terminator!
Tarzan e Sheena nella terra di Terminator!

Mi sarei aspettato qualcosa di più dall’ultima puntata di questo scontro epico, ma a questo punto mi limito a constatare che il meglio la saga l’ha dato con il quinto numero.
lordsjungle6bQui Sheena e Tarzan – dimenticandosi totalmente di Jane – si tuffano in un varco spazio-temporale per inseguire la donna misteriosa che sta cercando di ucciderli, raggiungendola… nella Los Angeles del futuro!

Capite le potenzialità di una storia in cui il re della giungla dell’800 e la regina della giungla del primo Novecento si ritrovano nel tempo di Terminator? Confesso che leggendo stavo lì a torcermi le mani: ok, la Dynamite non ha più il copyright… ma magari ora esce un T800 e la storia esplode!
Purtroppo non va così, e del futuro vediamo solo un giardinetto dove avviene un blando scontro finale tra Laine e i due signori della giungla.

lordsjungle6cUn pizzico di commozione scatta nel finale, quando finita la “missione” Sheena trova il varco che la riporterà nel suo tempo, con giusto un attimo per salutare Tarzan.

La donna si risveglia circondata dal suo mondo e dai suoi amici, e giustamente si chiede: e se fosse stato tutto un sogno? Arriva in quel momento un anziano Uomo Leopardo a portarle un dono: una foto di Tarzan e Jane che ringraziano la regina della giungla del suo aiuto. Un regalo che da decenni aspettava di essere consegnato.
Ok, la trovata è da lacrimuccia e il finale plastico da applauso. Però… uno scontro con Terminator potevano pure farlo!!!

L.

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Tarzan e Sheena: Lords of the Jungle (2016) 5

Cover di Roberto Castro
Cover di Felipe Massafera

Riparto da dove mi ero fermato con la saga della Dynamite che gioca con due idoli come Tarzan e Sheena – nati rispettivamente nel 1912 (nei romanzi di Edgar Rice Burroughs) e 1937 (nei fumetti di Will Eisner).
Ecco a luglio 2016 “Lords of the Jungle 5“, scritto da Corinna Bechko (Lara Croft and the Frozen Omen, Aliens vs Vampirella, Miss Fury) e disegnato dall’argentino Roberto Castro, nome storico del Tarzan della Dynamite ma anche della saga Warlords of Mars.

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Non nego che la storia non fa molto per lasciarsi seguire, e leggo un po’ velocemente, tanto il concetto rimane quello: c’è Laine, questa misteriosa donna del futuro, che sta aprendo varchi spazio-temporali a destra e a manca per uccidere Tarzan, e non è che ho capito bene perché. Gli starà antipatico.

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Quello che conta è che la Bechko si sta divertendo un mondo con la secchiata di personaggi che la Dynamite le ha affidato, e soprattutto in questo numero c’è l’ammucchiata totale.
Tarzan, Jane, Cheeta, Sheena e il suo elefante si imbarcano… e vorrei proprio vedere la faccia del capitano quando si sono presentati con il pachiderma! Però poi in mare arriva Laine con i suoi uomini a colpire la nave col “laserone” ma per fortuna arrivano in soccorso… gli Uomini Leopardo!

lordsjungle5cMi immagino la sceneggiatrice con lo schema dei personaggi, a fare una battaglia come noi la facevamo da ragazzini con i pupazzetti, dove mischiavamo tutto e il generale Patton veniva battuto da Skeletor!
Ecco, lo spirito è lo stesso: una caciarata divertentissima che si chiude con Jane che esclama «Meglio che cucinare e cucire». Un piccolo messaggio femminista che la Bechko piazza al momento giusto.

Ora non rimane che affrontare l’ultimo salto temporale, quello verso il futuro, che vedremo nel prossimo numero.
La trama non sarà da Premio Eisner ma ci si diverte… a bestia! (Basta guardare Cheeeta.)

L.

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Kong of Skull Island (2016) 7

Cover di Nick Robles
Cover di Nick Robles

Settimo numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

A gennaio 2017 la Boom! Studios ancora continua la storia di Skull Island che ci spiega la nascita dell’insediamento umano che troveremo nel film King Kong (1933). Sempre in attesa del film Kong of Skull Island in arrivo nei cinema il 9 marzo prossimo.
Ormai la vicenda sembrava conclusa, almeno quella umana, e distrutta la loro isola da un’eruzione ormai i nostri protagonisti si sono trasferiti a Skull Island, innalzando alte mura per proteggersi dai tanti mostri che la abitano. Però dietro le mura ci sono finiti anche i kong che hanno salvato loro la vita…

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La kong Valla ha sempre goduto di altissima considerazione tra gli uomini ed ha salvato loro la vita durante il difficile trasferimento a Skull Island, ed ora è considerata alla stregua di uno degli altri animali dell’isola. Una bestia di cui aver paura e disprezzo. Una bestia da tenere reclusa al di là del muro.
Valla passa un anno in totale solitudine, circondata solo da mostri, finché il legame con gli umani non si spezza completamente: quei piccoli insetti di carne sono solo degli ingrati, così ossessionati dalle loro piccole beghe, dai loro odii e dalla loro brama di un potere che definire effimero è davvero riduttivo.

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Un giorno Valle incontra un cucciolo di kong in una grotta, e di lì a poco incontra anche il padre: che sia l’inizio di una famiglia… tradizionale?

kong7cGià ho parlato del fenomeno dell’allungamento di brodo di quelle saghe che superano i quattro numeri canonici – tipo Aliens: Defiance e Conan the Slayer – e questo di Kong of Skull Island potrebbe sembrare un altro caso, ma per fortuna c’è una differenza: la storia principale è sin dall’inizio stata abbastanza secondaria rispetto alla vera attrattiva del fumetto. Le botte titaniche!
La spettacolarità di questa saga è che la Boom! Studios punta molto sugli splendidi disegni di Carlos Magno e ad ogni numero assistiamo a meravigliosi scontri dinamici e potenti di uno scimmione contro vari mostri, e quelle scene ci riempiono gli occhi a tal punto che l’allungamento della trama ci sembra un elemento non di rilievo.

A guardare bene potremmo dire questo settimo numero è in realtà il primo di una possibile seconda storia. Nei primi sei abbiamo visto le peripezie degli umani per stabilirsi a Skull Island, e per la prima volta ora assistiamo ad un numero completamente dedicato ad uno dei kong: che sia l’inizio di una saga che ci spiega la nascita del sacrificio umano che abbiamo visto nel mitico film di Merian Cooper? Lo scopriremo tra un mese.

L.

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Red Sonja – Volume 4 (2017) 1

Cover di Nick Bradshaw
Cover di Nick Bradshaw

Dopo il deludente Volume 3 (2016) di Red Sonja, funestato sia dall’operazione di ri-vestimento che da un reboot poco ispirato, il 2017 inizia con i fuochi d’artificio, come già anticipato dal numero zero.
L’hyrkaniana arriva nella New York dei giorni nostri con questo “Red Sonja. Volume 4” scritto da Amy Chu e disegnato da Carlos Gomez.

redsonja1a«Naked woman swinging a sword»: così la polizia di New York definisce la misteriosa donna con la spada che sta imprecando in hyrkaniano. Red Sonja è arrivata in città!
Un sortilegio di Kulan Gath ha trasportato la Diavolessa al di là del tempo e dello spazio, nel nostro mondo… che però rischia di rimanere “nostro” per poco.

Il perfido stregone, vestito come uno dei grandi affaristi che sta distruggendo il pianeta, manda i suoi schiavi – vestiti da dottori – a prendersi cura di Sonja, arrestata e disarmata dalla polizia, ma non bastano a fermare l’hyrkaniana.
Fuggita e infreddolita dal clima newyorkese, la nostra eroina ora deve cercare di capire come affrontare la situazione, straniera in terra straniera, fuori dal suo tempo e circondata da persone che non capiscono la sua lingua… ad eccezione di una giovane recluta cinese, cha sembra l’unico in grado di comunicare con lei. (In quale lingua però non ci viene specificato.)

Comincia col botto e con applausi scroscianti l’avventura del 2017 di Sonja, che va a risarcirci della noia vissuta nel 2016 con il ridicolo tentativo di reboot per un (fantomatico) pubblico femminile.

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Già nel numero zero la Dynamite ha inserito una piccola intervista all’autrice, Amy Chu, per parlare della nuova Sonja, from Hyrkania to the Big Apple.
redsonja1cL’autrice ricorda che un esperimento di salto temporale «è già stato fatto da Chris Claremont e John Byrne in “Marvel Team Up” n. 79 (1979) con Spider-Man. E qualcosa di similare anche nel 1985 con “What If? Conan were stranded in the 20th century”: queste due storie hanno già brevemente toccato l’argomento. Nessuno dei personaggi è stato trasformato dall’esperienza di ritrovarsi avanti nel futuro. Per Red Sonja, se ci pensate, il nostro presente è la sua “esperienza fantascientifica”: lei è il Fray di Futurama. Ok, non proprio… però è stato affascinante per me inserirla in un mondo completamente diverso e vedere come vi si adatta.»

Riguardo al disegnatore Carlos Gomez, Amy afferma che ama «vedere un tale artista di talento lavorare alla sua interpretazione di Sonja e del copione. Ogni pagina che tira fuori è splenida ma c’è anche una piacevole sorpresa in ogni tavola che presenta: non so se i lettori capiscano quanto lavoro c’è dietro queste pagine. Carlos ha arricchito il tutto con la sua bravura superiore e spero che tutti, specialmente i nuovi lettori, vorranno apprezzarla. Non ne rimarrete delusi.»

Non sono un nuovo lettore… ma apprezzo!

L.

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Triggerman (2016) 3

Cover di Josh Burns
Cover di Josh Burns

Terza puntata della splendida saga che Walter Hill ha ispirato allo sceneggiatore Matz (Alexis Nolent) per il parigino Balles perdues, fumetto poi tradotto in inglese dalla britannica Titan Comics e intitolato “Triggerman“.

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Continua il viaggio dell’assassino Roy Parker nel mondo criminale di inizio Novecento, passando in rassegna tutti quei “luoghi caldi” della narrativa di genere: il distretto di polizia con gli agenti dai modi spiccioli, il porto di notte con le sue foschie, le stanze d’albergo con la loro luce fioca e soprattutto l’incontro di pugilato.

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Ogni luogo del crimine è toccato da questa saga, e gli stupendi disegni ti riempiono gli occhi di soddisfazione: onestamente sono più belli quelli del fiume di parole riversato nelle vignette…

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Roy ormai non è più una marionetta in mano ai potenti, è iniziato il suo gioco per rovesciare le parti e diventare socio del boss che voleva trattarlo come un’arma. Ora Roy “Machine Gun” è salito ai piani alti… e mi sa che presto in città farà dannatamente caldo…

L.

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Conan the Slayer (2017) 6

Cover di Admira Wijaya
Cover di Admira Wijaya

Continua la nuova barbarica avventura del cimmero più famoso del mondo: la Dark Horse Comics presenta “Conan the Slayer 6“.
A guidarci nel viaggio sono sempre Cullen Bunn alla sceneggiatura e il granitico Sergio Dávila ai disegni.

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Non è chiaro se l’arrivo di Conan sia stato un bene per i Cosacchi, visto che ormai i loro capi sono tutti morti ammazzati. I giochi di potere si sono risolti con un massacro e ormai i cosacchi sono senza guida… e Conan non ha alcuna intenzione di aiutarli.

Arrivano i ninja!
Arrivano i ninja!

Un ennesimo attacco dei nemici – stavolta dei guerrieri a forma di ninja – sfoltisce ancora di più il manipolo di eroi e alla fine il fuoco della battaglia accende il cuore di Conan: è il momento che si metta alla guida dei Cosacchi.

La furia di Oksana
La furia di Oksana

L’aver abbandonato il formato dei canonici quattro numeri a saga onestamente non sta facendo bene alla Dark Horse. Proprio come ho notato per Aliens: Defiance, l’allungamento dei numeri non corrisponde ad una trama più corposa: sembra quasi che gli sceneggiatori impostino la loro storia su quattro numeri e poi, dato il successo, la casa li obblighi ad “allungare il brodo”. Quindi il risultato non è una saga di sei numeri ma di quattro allungati a sei, e quindi molto “annacquata”.
conanslayer6dE ancora non è finita, visto che questo sesto numero non chiude affatto la storia, semmai ne inizia un’altra visto che Conan decide di mettersi alla guida dei Cosacchi. Magari togliere qualcuna delle molte lungaggini di questa saga, farla chiudere al quarto numero con Conan che si mette a capo dei cosacchi e poi iniziarne un’altra che continui il discorso – cioè esattamente lo stile usato dalla Dark Horse in questi anni – credo sarebbe stata una scelta migliore.
Il mio timore è che questo cambio di stile si ispiri alle blasonate Marvel e DC, e che invece di essere una illustre antagonista la Dark Horse voglia diventare una concorrente, toppando quindi sul nascere. Il mio timore è che vogliano prendere i propri personaggi forti e iniziare lunghe saghe senza conclusione – come stanno facendo con Aliens, Predator e Prometheus, che dal 2014 hanno iniziato un’unica lunga storia che chissà quando (e se) finirà. Il risultato è la totale inconcludenza che attanaglia le grandi case, prima invece sconosciuta alla Dark Horse: una storia ha senso anche se finisce, il renderla un “flusso” ne tronca l’efficacia.

Spero di sbagliare, ma questo “Conan the Slayer” dimostra in pieno l’errore che sta compiendo la casa: un inizio frizzante e sfolgorante… e poi un noioso allungamento di brodo!

L.

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Aliens – Defiance (2017) 9

Cover di Stephanie Hans
Cover di Stephanie Hans

Gennaio 2017, l’anno inizia con il nono numero della splendida saga che si riallaccia al videogioco Alien Isolation (Sega 2014): la Dark Horse Comics di Mike Richardson ci ha riportati indietro all’universo post-Nostromo con “Aliens: Defiance 9“.

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Non so se Brian Wood avesse preventivato sin dall’inizio così tanti numeri di questa testata – di solito la Dark Horse si mantiene sulle quattro uscite – ma gli ultimi episodi non è che abbiano brillato più di tanto: è abbastanza evidente un certo “allungamento di brodo” unito ad una apparente non chiara idea sulle motivazioni dei personaggi.
Per carità, siamo sempre a livelli di qualità altissima e ci troviamo di fronte ad un prodotto splendido, ma lo stesso non posso fare a meno di notare che la spettacolare frizzantezza dei primi numeri è ormai un lontano ricordo: il mio timore è che l’ottimo risultato dei primi numeri – appena raccolti in volume – abbia spinto la casa a non fermarsi, anche a costo di annacquare la storia.

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Così abbiamo Davis 1 che da almeno tre o quattro numeri non si capisce più che accidenti stia facendo: gira per la nave senza dire niente e fa cose senza dare alcuna motivazione. Cosa pensa? Ha cambiato idea sulla missione? Ha un altro piano nella sua mente di androide? Purtroppo non ci è dato saperlo.

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Zula torna di nuovo malata di schiena dopo vari numeri in cui sembrava stare bene, come se allo sceneggiatore servisse ora di ripescare un elemento di sceneggiatura quasi dimenticato.
Sono ancora tutti su Europa e qui scatta il domandone: ma nei primi numeri non si era detto che avrebbero girato di nave in nave, da una stazione orbitante all’altra, per evitare che la Compagnia mettesse le mani sugli alieni? Eppure non ricordo più da quanto tempo sono su Europa

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Intanto arrivano i pirati in giacca e maglione… Ok, siamo in tempi graficamente vicini al primo Alien quindi molto “annisettanteggianti”, però farci credere che i pirati spaziali girino con il passamontagna e i guanti senza neanche uno straccio di tuta spaziale… boh, mi sembra una cosa un po’ strana che non mi aspettavo in una serie come questa.
Comunque contro l’esercito di pirati che sbarca sulla stazione l’unica soluzione è aprire la porta della stanza dov’è tenuta prigioniera la Regina… e lasciare a lei il compito di massacrare tutti gli ospiti sgraditi.

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I disegni spettacolari di Tony Brescini sono da ammirare e la sua Regina furiosa è qualcosa che comunica una grande forza e spietatezza. Ma al di là di questo non posso non notare una carenza di smalto in questa testata.
Forse tirare così a lungo una storia in fondo semplice non è stata una scelta oculata. Questo non vuol dire che la Dark Horse debba abbandonare due ottimi personaggi come Zula e Davis 1, ma farli stare lì a non fare assolutamente nulla, mese dopo mese, mi sembra un destino peggiore.
I primi sei numeri di Aliens: Defiance, quelli raccolti in volume cartonato, sono molto buoni: visto che si è voluto allungare la saga fino a 12 numeri… be’, allora c’è bisogno di una trama aggiuntiva, non di temporeggiare numero dopo numero, in attesa di un finale magari scoppiettante!

L.

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