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Red Sonja – Volume 4 (2017) 5

Cover di Mike McKone

Continua il viaggio dell’hyrkaniana nella New York dei giorni nostri con questo “Red Sonja. Volume 5” scritto da Amy Chu.

Sonja secondo Marcio Fiorito

Conclusi i quattro numeri canonici e l’immancabile prequel, Sonja torna nella New York per affrontare il mago cattivo, in un numero di rara inutilità: è il classico numero di transizione in cui non succede niente e ci si prepara semplicemente allo scontro finale, che comunque è di là da venire.

poi torna il titolare Carlos Gomez

Per motivi misteriosi, il “titolare” Carlos Gomez disegna solo la seconda metà del numero: la prima è affidata a Marcio Fiorito

L.

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Série Jaune 24 (1976) L’idole de pierre

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

La collana francese “Série Jaune” (serie gialla) della Elvifrance presentava negli anni Settanta fumetti erotici italiani tradotti – da Maghella a Lucifera, da Isabella a Jacula – ma anche (credo) storie autoctone come questa: “L’idole de pierre“. (In mancanza di firme, non so se in realtà sia anche questa italiana tradotta.)

In una piramide Maya viene trovato un idolo di pietra a forma fallica, che fornisce alla storia tanti spunti di sceneggiatura: tutti mancati, visto che non è un fumetto erotico ma solo “immaginato”. (Più che qualche seno nudo non mostra, quindi il resto tocca immaginarselo.)
Lo spirito imprigionato porta la protagonista alla piramide così che il demone possa tornare di carne ma poi le riesce ad ucciderlo, morendo nel tentativo. Tutto qui.
Molto meglio presentare qualche immagine “mummiosa”!

L.

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Domino Lady vs Mummy (2011)

Cover di Dan Brereton

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Rimane avvolto nel mistero chi fisicamente scrivesse le storie che portavano la firma dello pseudonimo Lars Anderson, di proprietà della Fiction House. Ciò che si sa con sicurezza è che gli autori che vendevano racconti alla rivista “Saucy Romantic Adventures”, negli anni Trenta, non lo andavano a pubblicizzare in giro: la fama da soft-porno della rivista non arricchiva certo il curriculum di quegli scrittori. Dalle pagine di una pubblicazione venduta sottobanco nasce, nel maggio 1936, l’eroina The Domino Lady.

Ellen Patrick è una donna colta e dell’alta società, ma quando suo padre viene ucciso decide di indossare una maschera e di girare con una pistola per vendicarsi, utilizzando in realtà le ben più potenti armi del fascino femminile.
Con solo sei storie, apparse tutte in quel 1936, The Domino Lady si ritaglia un piccolo posto fra le eroine pulp, e quando nel 2009 la Moonstone Books l’ha recuperata per affidarla al mondo dei comics, il personaggio si è ritrovato a misurarsi con pezzi da novanta come The Spider e addirittura Sherlock Holmes.

Le è capitato anche di affrontare un classicone con la storia singola “Domino Lady vs Mummy“, scritta da Nancy Holder e Bobby Nash, con i disegni di Rock Baker.

La storia è velocissima e non molto soddisfacente. Come sempre la nostra bionda protagonista agisce nella rutilante Los Angeles dalle mille contraddizioni, dove alla corruzione del mondo cinematografico si affianca la passione insana per i culti antichi, tanto da avere una setta che evoca malefici egizi.
Indagando per il suo partner – il detective hardboiled Morgan “Mad Dog” Vernia – Domino Lady sgominerà la setta… che in fondo è formata solo da una donna e una mummia!

Forse disegni approssimativi e una storiella poco incisiva non sono l’accoppiata migliore per riportare in vita un’eroina dimenticata del pulp, quindi non stupisce che questo esperimento della Moonstone non abbia fatto molta strada. Però ha fatto in tempo a finire in questo ciclo dedicato alle mummie!

L.

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Lefranc 18 (2007) La Momie bleue

Cover di Francis Carin

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Il personaggio a fumetti del reporter indagatore Guy Lefranc è nato dalla penna del francese Jacques Martin nel 1952, ed ha riscosso subito un successo travolgente che gli ha fatto conoscere decenni di attività.
Di più non so, visto che il personaggio è inedito in Italia (che io sappia) e che ho trovato in lingua originale questo “La Momie bleue“, diciottesima avventura (2007) scritta da Patrick Weber e disegnata da Francis Carin.

Mi limito a presentare qualche tavola rappresentativa.

L.

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Red Sonja: The Long Walk to Oblivion (2017)

Cover di Moritat

Questo maggio la sempre prolifica Dynamite ci regala un one shot con protagonista la nostra hyrkaniana preferita: “Red Sonja: The Long Walk to Oblivion“, scritto da Erik Burnham e disegnato da Tom Mandrake.

Dal lago di Sumero Tso è sorto un demone potentissimo che sta distruggendo la città di Meru. I sacerdoti dicono che l’apocalisse totale può essere scongiurata solo da una guerriera di nome Red Sonja, e Ram di Shondakor viene mandato a trovarla ed ingaggiarla. Visto che la nostra Diavolessa quando non è in missione è seduta in una qualche taverna a fare a botte con gli omaccioni maleducati, trovarla è facile. Anche convincerla è facile: basta pagare bene.

La nostra eroina non sa però che dietro il demone evocato c’è il perfido Kulan Gath, ma questo non fermerà di certo una che, per viaggiare più in fretta, è capace di imbrigliare un drago volante!

Lo scontro con il demon sarà veloce, mentre più pericoloso quello con Kulan Gath, visto che questo finirà con Sonja sballottata… ai nostri tempi!
Questo è infatti un breve prequel alla storia attualmente in corso, Red Sonja: Volume 4. Perché non presentarlo prima non mi è ben chiaro…

L.

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Tekken (2017) 1

Cover di Alex Ronald

La Titan Comics il 3 maggio 2017 presenta un colpo al cuore, almeno per me: rispolvera i personaggi storici di Tekken 3 (il gioco che più ho squagliato a forza di giocarci, sull’emulatore per PC!) e sforza il primo numero di “Tekken“.

Disegni di Andie Tong

Davvero volete sapere la trama? Perché rovinarsi un’iniziativa così bella? Quale trama mai potrebbero inventarsi per coinvolgere i personaggi storici del gioco? Non è meglio gustarci questi disegni di Andie Tong?

Disegni di Andie Tong

E ancora, non è meglio rifarsi gli occhi con le splendide variant cover?

L.

Red Sonja – Volume 4 (2017) 4

Cover di Mike McKone

Continua il viaggio dell’hyrkaniana nella New York dei giorni nostri con questo “Red Sonja. Volume 4” scritto da Amy Chu e disegnato da Carlos Gomez.

Alla fine lo scontro è arrivato, anche se dall’Hyrkania si è dovuti arrivare alla New York dei tempi nostri: la Diavolessa Red Sonja finalmente è di fronte al demoniaco Kulan Gath, distruttore di mondi.

Mentre la nostra eroina cerca di scoprire il punto debole del perfido mago, esce fuori che Max, l’agente di polizia che ha aiutato l’hyrkaniana a New York, è anche lui arrivato qui dall’èra hyboriana: è l’ultimo del popolo dei Meruviani, spazzato via da Kulan Gath.
Questo vuol dire che è un nuovo potente alleato di Sonja… o una vittima in più da proteggere.

Contro il potente Gath non basta una spada hyrkaniana: qui serve… l’acciaio cimmero!

Riusciranno Sonja e Max ad affrontare il mostrone dragone scatenato dal perfido mago? Lo sapremo nel prossimo numero…

L.

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Skull Island: the Birth of Kong (2017) 1

Cover di Zid

Ormai i cinesi si comprano tutto, anche la Legendary Entertainmente, media company californiana fondata da Thomas Tull agli inizi del Duemila che sfornava effettoni specialoni per la Warner Bros: dal 2016 la casa fa parte del conglomerato cinese Wanda Group (Wanda è un tipico nome cinese!!!).
Visto che la casa è ora impegnata a rilanciare un mito fresco fresco, roba proprio d’avanguardia tipo “i mostroni grossi che si menano” (King Kong e Godzilla), roba che ti fa apprezzare la grande creatività e freschezza del cinema contemporaneo, oltre a un film ci scappa pure un “fumetto ufficiale”.

Arvid Nelson ai testi e Zid ai disegni ci portano su Skull Island per ragioni che non ho alcuna voglia di leggere: ho capito solo che siamo nel 2012 e che un personaggio è parente di qualcuno visto nel film.
Ciò che conta del fumetto è la “mythology” creata da Barnaby Legg: mentre nel film Kong ha in pratica solo una bestia nemica, qui di bestiacce ce n’è a iosa.

Abbiamo gli psychovulture, avvoltoi che colpiscono con la forza della mente, e leafwing, mostroni alati che rapiscono al gente. E infine i death jackal terrestri, tutti mostracci che in appendice a questo volume vengono spiegati con appositi fascicoli detagliatissimi.

La parte bella è quando arriva Kong a spazzare via tutto, e al contrario del film qui… si sente che è grande! Vediamo le sue manone e i suoi piedoni e avvertiamo la potenza della sua stazza, mentre nel film c’è solo il suo cartone animato che fa le cose. Molto bello come primo numero: peccato che l’unico personaggio umano azzeccato – una grintosa donna soldato – muoia alla prima vignetta!

L.

Z-Nation (2017) 1

Cover di Denis Medri

In questa Pasqua di resurrezione, quale miglior modo di fare gli auguri ai lettori… con ben altro tipo di resurrezione?
Dopo il successo (?) della serie TV che vira in chiave Z il fenomeno The Walking Dead – cioè Z-Nation, creato da Karl Schaefer e Craig Engler – la Dynamite non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di trasformare in fumetto un prodotto con il logo più famigerato del XXI secolo: The Asylum.
Una casa orgogliosamente specializzata in prodotti di serie Z, in mezzo agli Zombie ci sguazza che è un piacere, così ecco che lo stesso Craig Engler della serie TV scrive insieme a Fred Van Lente “Z-Nation 1“, con i disegni di Edu Menna.

Malgrado sia stato consigliato da più parti, non ho mai visto un solo episodio di questa serie – mentre di The Walking Dead ho visto almeno l’episodio pilota, prima di fermarmi – quindi non ho la più pallida idea se sia uno spin-off, se sia la versione a fumetti di episodi già trasmessi o se continui il discorso da dove si è fermato il telefilm. Il sito ufficiale dice che si tratta di un prequel, quindi do per buona questa informazione.

Dell’inizio di epidemie zombie ne ho la nausea, ne ho letto e visto in miliardi di titoli fino a che ho detto basta: ho amato gli zombie più di ogni altra creatura, ma c’è un limite anche alla Z. Quindi ho dato giusto una sfogliata a questo fumetto, anche perché dà per scontato che uno sappia a memoria la serie televisiva quindi non c’è la benché minima presentazione dei personaggi o delle ambientazioni: si parte in quarta come se il lettore già sapesse tutto, alla faccia del prequel!

Non ci ho capito niente ma probabilmente chi segue Z-Nation in TV lo troverà divertente.

L.

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Vampirella (2017) 2

Cover di Philip Tan

Seconda tappa del viaggio della nostra vampira preferita in un weird new world, in questo mondo futuro/alternativo dove tutto è censurato – comprese le “parole sporche” nelle vignette – e tutto è “strano”.
Così quando Vampirella svaligia una banca per aiutare un’amica con il suo negozio – in realtà una che ha appena conosciuto – arriva la polizia, ma… è la Clown Police!

In questo delirio di storia ci sono trovate da applauso spelladita, come appunto i poliziotti clown che escono in cento da un’unica auto, coi loro manganelli di gomma, e colpiscono i criminali… a torte in faccia, ovviamente!
Visto che in questo mondo futuro/alternativo sono tutti dei morti viventi, a Vampirella basta dare due schiaffi a un poliziotto per fargli saltare la testa, quindi la scena acquista una valenza ancora più weird.

Il resto della storia è sullo strano andante, o semplicemente schizzato. C’è pure un super-angelo che si prepara i Martini coi cervelli umani, ma mica ho capito chi cacchio sia: forse lo spiegheranno nel prossimo numero.
Il restyle di Vampirella continua a sembrarmi strano: la sua espressione non mi convince e i disegni di Jimmy Broxton sono inquietanti. Non lo so, c’è qualcosa che non mi convince e non so spiegarla: di sicuro questa non è Vampirella, ma solo un esperimento narrativo-artistico che vi si ispira.

L.

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