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Red Sonja – Volume 4 (2017) 4

Cover di Mike McKone

Continua il viaggio dell’hyrkaniana nella New York dei giorni nostri con questo “Red Sonja. Volume 4” scritto da Amy Chu e disegnato da Carlos Gomez.

Alla fine lo scontro è arrivato, anche se dall’Hyrkania si è dovuti arrivare alla New York dei tempi nostri: la Diavolessa Red Sonja finalmente è di fronte al demoniaco Kulan Gath, distruttore di mondi.

Mentre la nostra eroina cerca di scoprire il punto debole del perfido mago, esce fuori che Max, l’agente di polizia che ha aiutato l’hyrkaniana a New York, è anche lui arrivato qui dall’èra hyboriana: è l’ultimo del popolo dei Meruviani, spazzato via da Kulan Gath.
Questo vuol dire che è un nuovo potente alleato di Sonja… o una vittima in più da proteggere.

Contro il potente Gath non basta una spada hyrkaniana: qui serve… l’acciaio cimmero!

Riusciranno Sonja e Max ad affrontare il mostrone dragone scatenato dal perfido mago? Lo sapremo nel prossimo numero…

L.

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Skull Island: the Birth of Kong (2017) 1

Cover di Zid

Ormai i cinesi si comprano tutto, anche la Legendary Entertainmente, media company californiana fondata da Thomas Tull agli inizi del Duemila che sfornava effettoni specialoni per la Warner Bros: dal 2016 la casa fa parte del conglomerato cinese Wanda Group (Wanda è un tipico nome cinese!!!).
Visto che la casa è ora impegnata a rilanciare un mito fresco fresco, roba proprio d’avanguardia tipo “i mostroni grossi che si menano” (King Kong e Godzilla), roba che ti fa apprezzare la grande creatività e freschezza del cinema contemporaneo, oltre a un film ci scappa pure un “fumetto ufficiale”.

Arvid Nelson ai testi e Zid ai disegni ci portano su Skull Island per ragioni che non ho alcuna voglia di leggere: ho capito solo che siamo nel 2012 e che un personaggio è parente di qualcuno visto nel film.
Ciò che conta del fumetto è la “mythology” creata da Barnaby Legg: mentre nel film Kong ha in pratica solo una bestia nemica, qui di bestiacce ce n’è a iosa.

Abbiamo gli psychovulture, avvoltoi che colpiscono con la forza della mente, e leafwing, mostroni alati che rapiscono al gente. E infine i death jackal terrestri, tutti mostracci che in appendice a questo volume vengono spiegati con appositi fascicoli detagliatissimi.

La parte bella è quando arriva Kong a spazzare via tutto, e al contrario del film qui… si sente che è grande! Vediamo le sue manone e i suoi piedoni e avvertiamo la potenza della sua stazza, mentre nel film c’è solo il suo cartone animato che fa le cose. Molto bello come primo numero: peccato che l’unico personaggio umano azzeccato – una grintosa donna soldato – muoia alla prima vignetta!

L.

Z-Nation (2017) 1

Cover di Denis Medri

In questa Pasqua di resurrezione, quale miglior modo di fare gli auguri ai lettori… con ben altro tipo di resurrezione?
Dopo il successo (?) della serie TV che vira in chiave Z il fenomeno The Walking Dead – cioè Z-Nation, creato da Karl Schaefer e Craig Engler – la Dynamite non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di trasformare in fumetto un prodotto con il logo più famigerato del XXI secolo: The Asylum.
Una casa orgogliosamente specializzata in prodotti di serie Z, in mezzo agli Zombie ci sguazza che è un piacere, così ecco che lo stesso Craig Engler della serie TV scrive insieme a Fred Van Lente “Z-Nation 1“, con i disegni di Edu Menna.

Malgrado sia stato consigliato da più parti, non ho mai visto un solo episodio di questa serie – mentre di The Walking Dead ho visto almeno l’episodio pilota, prima di fermarmi – quindi non ho la più pallida idea se sia uno spin-off, se sia la versione a fumetti di episodi già trasmessi o se continui il discorso da dove si è fermato il telefilm. Il sito ufficiale dice che si tratta di un prequel, quindi do per buona questa informazione.

Dell’inizio di epidemie zombie ne ho la nausea, ne ho letto e visto in miliardi di titoli fino a che ho detto basta: ho amato gli zombie più di ogni altra creatura, ma c’è un limite anche alla Z. Quindi ho dato giusto una sfogliata a questo fumetto, anche perché dà per scontato che uno sappia a memoria la serie televisiva quindi non c’è la benché minima presentazione dei personaggi o delle ambientazioni: si parte in quarta come se il lettore già sapesse tutto, alla faccia del prequel!

Non ci ho capito niente ma probabilmente chi segue Z-Nation in TV lo troverà divertente.

L.

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Vampirella (2017) 2

Cover di Philip Tan

Seconda tappa del viaggio della nostra vampira preferita in un weird new world, in questo mondo futuro/alternativo dove tutto è censurato – comprese le “parole sporche” nelle vignette – e tutto è “strano”.
Così quando Vampirella svaligia una banca per aiutare un’amica con il suo negozio – in realtà una che ha appena conosciuto – arriva la polizia, ma… è la Clown Police!

In questo delirio di storia ci sono trovate da applauso spelladita, come appunto i poliziotti clown che escono in cento da un’unica auto, coi loro manganelli di gomma, e colpiscono i criminali… a torte in faccia, ovviamente!
Visto che in questo mondo futuro/alternativo sono tutti dei morti viventi, a Vampirella basta dare due schiaffi a un poliziotto per fargli saltare la testa, quindi la scena acquista una valenza ancora più weird.

Il resto della storia è sullo strano andante, o semplicemente schizzato. C’è pure un super-angelo che si prepara i Martini coi cervelli umani, ma mica ho capito chi cacchio sia: forse lo spiegheranno nel prossimo numero.
Il restyle di Vampirella continua a sembrarmi strano: la sua espressione non mi convince e i disegni di Jimmy Broxton sono inquietanti. Non lo so, c’è qualcosa che non mi convince e non so spiegarla: di sicuro questa non è Vampirella, ma solo un esperimento narrativo-artistico che vi si ispira.

L.

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John Carter (2017) The End 2

Cover di Juan Doe

La Dynamite continua a colpire al cuore: come Logan, anche l’eroe John Carter viene sbalzato nel futuro per raccontarci un’avventura da anziano. Brian Wood (che abbiamo conosciuto con Aliens: Defiance) ed Alex Cox firmano un gioiello imperdibile: “John Carter: The End 2“, con i particolarissimi disegni di Hayden Sherman.

Dejah Thoris ha attraversato le zone di guerra di Barsoom – quello spettro di città che un tempo, più rigogliosa, lei governava – per raggiungere suo figlio, l’uomo che tutti chiamano Jeddak: imperatore.

Den Thorkar è un dittatore spietato, e ai margini della città si sono formati gruppi armati che cospirano per farlo fuori e riportare la pace su Marte. Tars ne guida uno e quando ritrova il suo vecchio amico John Carter vuole stringere alleanza con lui contro suo figlio.

Intanto nel palazzo imperiale Dejah Thoris viene riconosciuta e trattata da regina quale, in attesa di confrontarsi con quel figlio creduto morto da secoli. L’incontro non è piacevole, l’uomo, il dittatore di Marte, non la tratta da madre: è solo contento che lei e John Carter siano arrivati in tempo… per vedere mentre schiaccia il pianeta sotto i suoi piedi.

Una storia amara e durissima, crepuscolare e splendida: la Dynamite ha creato davvero qualcosa di grosso…

L.

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Conan the Slayer (2017) 7

Cover di Sergio Dávila

Continua la nuova barbarica avventura del cimmero più famoso del mondo: la Dark Horse Comics presenta “Conan the Slayer 7“.

Conan e i suoi Cosacchi

Cullen Bunn ci guida in una nuova avventura del cimmero, disegnata da Admira Wijaya: “The Devil in Iron, Part I“.

Siamo a Xapur e troviamo Conan a capo dei Cosacchi conosciuti nei numeri precedenti. Più che guidarli in valorose battaglie il nostro eroe li porta all’arrembaggio di ricche navi da depredare: più che barbari ora sono tutti pirati.
Una di queste presenta un carico davvero inaspettato: un gorilla particolarmente belligerante!

Rinunciato ad ogni atmosfera “eroica”, la serie procede stancamente e in pratica questo albo punta tutto sullo scontro fra Conan e il gorilla: sicuramente una bella trovata, con ottimi disegni dinamici, ma forse un po’ pochino per il cimmero. Chissà se nei prossimi numeri arriverà un po’ di trama o Conan continuerà a campare di rendita…

L.

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Red Sonja – Volume 4 (2017) 3

Cover di Mike McKone

Continua il viaggio dell’hyrkaniana nella New York dei giorni nostri con questo “Red Sonja. Volume 4” scritto da Amy Chu e disegnato da Carlos Gomez.

Ormai dopo quarant’anni di pudicizia la nostra eroina sembra aver preso gusto a mostrarsi senza veli, così questo terzo numero inizia con Sonja al bagno che ci regala un’altra scena di nudo, evento finora sognato ma mai realizzato.

Ma tranquilli, non è diventata una stellina da fumetto: rimane la nostra hyrkaniana d’acciaio!

Affrontati gli emissari di Kulan Gath, l’unico modo per allontanarsi è la moto di Max, ma Sonja su questo fatto è irremovibile: nessuno scarrozza la Diavolessa con la spada, è lei che guida! Tanto ha imparato ad andare in moto semplicemente guardando…
Così inizia una rocambolesca fuga per le strade di New York, perché in fondo in quell’inferno di cemento solo una Diavolessa si trova a suo agio…

Purtroppo da un eccesso passiamo ad un altro e l’amica barista di Max consigli a Sonja di non andare vestita in bikini d’acciaio – consiglio peraltro condivisibile – e le passa una tuta.
Così dopo averla ammirata più volte nuda, ora ci tocca guardare l’hyrkaniana completamente vestita, senza più un centimetro di pelle scoperta. Non sembrano esserci vie di mezzo…

Comunque la barista di Max ha un’amica, Holly, che lavora all’Università della Columbia – cosplayer nel tempo libero – e guarda caso studia proprio le antiche culture… ed è specializzata nel periodo hyrkaniano!
Sa parlare con Sonja nella sua lingua madre ma non crede alla guerriera quando questa afferma che il ricco magnate Hank Gault non è altri che il perfido stregone Gath giunto in questa èra per dominarla.
L’unico modo per svelare il gioco dello stregone è partecipare alla mostra sull’èra hyboriana organizzata a New York, e visto che tutti gli inservienti sono vestiti come antichi guerrieri… la nostra Sonja può mostrarsi nella sua tenuta splendente senza nessun bisogno di nascondersi.

Nuova tappa frizzante in questo percorso particolare della nostra eroina, che mantiene la sua grinta guerriera senza rinunciare ad una narrazione divertente e divertita. Davvero una splendida rinascita per il personaggio.

L.

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Skull Island: the Birth of Kong (2017)

Kong è abbastanza grande per tutti, così mentre la Boom! Studios sta buttando via la sua saga a fumetti Kong of Skull Island, ambientata in tempi preistorici, la Legendary decide che pure lei vuole sfruttare quel briciolo di clamore cinematografico del nuovo filmone con lo scimmione, stavolta andando avanti nel tempo.

Dal 5 aprile 2017 inizierà una nuova saga, “Skull Island: the Birth of Kong“, che ci porterà nel… 2012!

Il film si svolge negli anni Settanta, ma il tempo è passato e il Governo americano è riuscito a tenere nascosta l’ubicazione dell’isola e tutti i mostri che essa contiene. Fino al 2012, quando un gruppo di studiosi avventurosi decide di andare a vedere se tutto ciò che si dice di Skull Island è vero. Scopriranno che è stato semmai sottostimato il suo pericolo…

Poche pagine per mettere l’acquolina per nuovi, grandi e terribili mostri, tipo lo Psychovolture, avvoltoio gigante che lancia fulmini dalla capoccia!
Insomma, Kong avrà pane per i suoi dentoni, da aprile…

L.

Kong of Skull Island (2017) 9

Cover di Nick Robles

Nono numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

Allungare a dismisura questa saga non la consideravo una buona idea già qualche numero fa, ed ora vederla continuare in un mare di chiacchiere fa davvero un gran dispiacere.
La forza di questo fumetto era proprio quella di giocare sul senso di meraviglia che nasce dalle enormi proporzioni degli scimmioni, del vederli prima come animali da circo e poi assistere al loro ritorno alla natura, delusi dal comportamento degli infidi umani.
E, tra una chiacchiera e l’altra, un sacco di sganassoni scimmieschi!

Ora invece siamo a numeri interi, come questo, del tutto pieni di bla bla bla, nel vistoso tentativo di allungare il brodo ancora un altro po’ per sfruttare ogni giorno di notorietà del film omonimo (che in realtà mi sembra già dimenticato!)
Ormai secondo il canone dovremmo arrivare a 12 numeri, e sarà quindi una morte lenta e dolorosa, visto che già dal sesto numero lo sceneggiatore non ha più niente da dire…

Sapere quando fermarsi è un’arte sopraffina che le case statunitensi stanno perdendo sempre più…

L.

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Vampirella (2017) 1

Cover di Philip Tan

A marzo 2017 la Dynamite fa resuscitare un suo personaggio un po’ defunto nel 2016, quando si è provato a rivestirlo: Paul Cornell e Jimmy Broxton curano “Vampirella 1“.

«Sono deliziato di poter scrivere una Vampirella che prenda tutto ciò che è stato e lo porti in un nuovo mondo, dove il gotico incontra la fantascienza», ha dichiarato lo sceneggiatore Paul Cornell nell’ottobre 2016 a BleedingCool.com. «Spero di raggiungere il pubblico femminile. Il personaggio è stato spesso visto come qualcosa di vintage, di passato, e stiamo cercando di portarlo verso qualcosa di nuovo e più interessante. Sono eccitato nel costruire un nuovo mondo e spero di riuscire a contagiare il lettore con questo entusiasmo.»

In cosa consiste questo nuovo mondo? Probabilmente sono arrivate alle orecchie della Dynamite delle lamentele sul restyle del personaggio, a cui però la casa non vuole rinunciare. A quanto pare bisogna assolutamente rivestire ‘sta vampira che è stata nuda per quasi sessant’anni, ma a questo punto bisogna anche venire incontro a chi accusa la Dynamite di fare storielle bacchettone per finti giovani.
La via di mezzo adottata è davvero curiosa: una Vampirella rivestita… in un mondo dedito ad ogni tipo di sessualità manifesta!

Risvegliatasi dopo non si sa quanto tempo di sonno, la nostra eroina si ritrova in un mondo futuro stranissimo, dove ci sono uomini volanti che però si liquefanno appena lei li tratta un po’ male. In pratica è un mondo di resuscitati il cui fisico non reagisce bene alla forza di Vampirella.

Questi uomini del futuro vivono in città piene di falli esposti e la moda è particolarmente pervertita, come se la Dynamite si stesse sfogando per le critiche sul suo bacchettonismo.
Vampi si taglia i suoi splendidi capelli e copre le sue splendide forme: il risultato è bello… ma sempre parecchio inferiore all’originale. A quanto pare era proprio obbligatorio rivestire ‘sta benedetta vampira…

Decisa a dare una bella scossa a questo strano e sessuale mondo futuro, rimaniamo in attesa del destino in serbo per la vampira più “rivestita” del mondo dei fumetti.

L.

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