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X-23 (2005) Innocenza perduta

Cover di Billy Tan
Cover di Billy Tan

In attesa della “nuova” X-23, in arrivo nei cinema italiani con il film Logan, è il momento di saperne di più su questo personaggio.

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Com’è ampiamente noto provo da tempo immemore a leggere i fumetti della Marvel rinunciandoci ogni volta: troppe chiacchiere, troppe vagonate di personaggi di cui bisogna ricordarsi la biografia degli ultimi trent’anni, troppi nomi e nomignoli… insomma, non è un segreto che la Marvel non mi piaccia. Ma ovviamente ci sono delle eccezioni.
C’è l’eccezione Punisher, personaggio che leggo sin da ragazzo, cioè parecchi anni prima del rilancio di Garth Ennis che sembra averlo fatto conoscere ai più. Ed ora scopro di adorare X-23

Se già è difficile districarsi nella ragnatela delle pubblicazioni Marvel, figuriamoci quando poi arrivano in Italia! Sto cercando di leggere e di presentare in ordine le avventure del personaggio, ma se mi perdo qualcosa per strada fatemi sapere.

x23_wolverine190Com’è noto X-23 nasce il 2 agosto 2003, nell’episodio 3×10 della serie animata “X-Men: Evolution“, scritto da Craig KyleChristopher Yost: in un altro blog magari parlerò di questo episodio. Ciò che qui conta è che dopo un’altra apparizione nel settembre successivo (episodio 4×03), i due “papà” vedono la propria creazione promossa e hanno l’opportunità di renderla protagonista di una miniserie a lei dedicata: un classico Mito delle Origini.
Nel marzo del 2005 appare il primo dei sei numeri di “Innocence Lost“, con gli spettacolari disegni di Billy Tan. Conclusasi nel luglio di quell’anno, la serie arriva in Italia – come sempre grazie a Panini Comics – all’interno della testata “Wolverine”.

Kyle e Yost ci riportano ai tempi della fuga del “neonato” Wolverine, quando Logan uccide tutti per sfuggire dal laboratorio dov’è stato creato. Uccide anche il dottor Dale Rice e subito il dottor Martin Sutter prende in mano i suoi appunti, diventando addirittura patrigno del figlio Zander Rice: sarà proprio quest’ultimo, negli anni a venire, a portare avanti gli esperimenti di Weapon X.
Decisivo è l’arrivo della dottoressa Sarah Kinney, che riesce a creare un embrione vivo che ospita nel proprio grembo: sarà lei a dare alla luce la bambina “creata” clonando il DNA di Wolverine.

Il primo vagito di X-23
Il primo vagito di X-23

La storia ci mostra la spietatezza e la crudeltà dell’addestramento a cui per anni la bambina viene sottoposta, finché non diventa X-23: la perfetta assassina senza sentimenti umani. Viene usata per un numero di spietati assassinii utilizzando il fatto che esiste una sostanza in grado di farle perdere totalmente il giudizio: quando odora quella sostanza, uccide tutto ciò che la circonda.

Una perfetta macchina di morte
Una perfetta macchina di morte

Il potere però dà alla testa a Zander Rice e prende il potere con un colpo di mano: è il momento per X-23, guidata dalla madre, di diventare umana e liberarsi dal gioco criminale di Zander. Non senza fare un massacro… e non senza annusare la sostanza che è stata messa addosso alla madre… la sostanza che la costringe ad uccidere l’unica donna che le voleva bene.

x23_wolverine191Con le lacrime tra la neve, nasce X-23… che ora si chiama Laura Kinney sebbene nessuna Anagrafe l’abbia registrata.

È un inizio col botto e Kyle e Yost fanno un lavoro da applauso, mentre i disegni di Billy Tan rendono tutto perfetto. Se continua così, X-23 rischia di essere il mio personaggio preferito…

Scheda Etrusca:

Innocenza perduta (Innocence lost, 1-6, Marvel Next)
scritta da Craig Kyle e Christopher Yost, disegnata da Billy Tan
In Italia: “Wolverine” dal n. 190 (novembre 2005) al n. 194 (marzo 2006)
Traduzione di Gino Scatasta
ristampata in “Marvel Best Seller” n. 28, agosto 2016

L.

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Wolverine (2010) Sex + Violence

Cover di Gabriele Dell'Otto
Cover di Gabriele Dell’Otto

Oggi è San Valentino e si avvicina l’uscita italiana del film Logan (2017): esiste un modo per parlare di entrambe le cose? Sì, e si chiama “Sex + Violence“.

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Perché a San Valentino bisogna per forza parlare di amore puro e zuccheroso? Anche quello rozzo e irruento è pur sempre amore…

wolverinesexviolence_aComprato nel 2011 su consiglio del romanziere Stefano Di Marino, questo volume cartonato è davvero un piccolo capolavoro: non trovo le parole per descrivere la bellezza dei disegni del nostro Gabriele Dell’Otto e la carta patinata ne esalta ogni geniale vignetta.

È un albo Marvel quindi non aspettatevi davvero il “sex” promesso dal titolo, ma di sicuro la tensione erotica tra Wolverine e Domino è ampiamente palpabile.

La donna ha aiutato la Loggia degli Assassini a mettere a segno un colpo ma poi si è resa conto che la cosa era troppo “cattiva” anche per lei e ha sabotato il colpo. Così ora si ritrova una secchiata di cattivi che le vogliono far male e mentre Logan cerca di capire cosa stia succedendo… si ritrovano entrambi in un fiume di pallottole.
Massacrare gente tanto stupida da sparare ad un immortale mette su di giri… e i due festeggiano la fine della sparatoria con uno scontro molto più fisico…

wolverinesexviolence_bFinita la spupazzata, arrivano altri assassini che dicono le solite cose stupide che dicono tutti i cattivi Marvel, ma per fortuna le battute che si scambiano Wolverine e Domino sono talmente divertenti ed ispirate che salvano capre e cavoli.

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Craig Kyle e Christopher Yost fanno un ottimo lavoro e rendono i dialoghi al minimo, perché la forza di questa storia è tutta nelle rutilanti scene d’azione violenta che Dell’Otto rende da Dio: ogni pagina è goduria pura e risfogliarle dopo tanti anni mi è davvero piaciuto tantissimo.
“Frasi maschie” irresistibili e sangue a ettolitri: si può chiedere di più a San Valentino?

Una comparsata di X-23
Una comparsata di X-23

Kyle e Yost non resistono a far fare una comparsata alla loro creatura, la giovane X-23, e questo significa che può partire ufficialmente il mio ciclo inter-blog sul rapporto fra questi due personaggi.
Restate sintonizzati…

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Scheda etrusca:

Sex + Violence (parte 1-3, settembre-novembre 2010)
di Craig Kyle e Christopher Yost, disegni e colori di Gabriele Dell’Otto
Marvel Graphic Novels n. 19 (marzo 2011)
Traduzione di Fabio Gamberini

L.

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Strange Punisher: il Dottore e il Punitore (2016)

Cover di Michael Walsh
Cover di Michael Walsh

Per sfruttare il lancio del film del 2016, la Marvel affida a John Barber il compito di scrivere una caciarata il più assurda possibile, qualcosa di scoppiettante che attiri l’attenzione sugli scaffali: qualcosa che attiri pure uno come me, a cui del Dottor Famolo Strano non frega niente…
Il risultato è l’incredibile “Doctor Strange/Punisher: Magic Bullets“, uscito il 2 novembre scorso con i disegni di Michael Walsh.

strangepunisher1aÈ una giornata come tante, a Manhattan, con Frank Castle impegnato come al solito a massacrare frotte di mafiosi italo-americani.
Falcidiati tutti i criminali del Fusilli’s Restaurant, il nostro Punisher nota una porta chiusa, e la sfonda in cerca di qualche altro proiettile da sparare: ciò che vede (e noi non vediamo) lo fulmina e lo stupisce.

Intanto a Coney Island il Doctor Strange fa cose magiche in modo semi-serio, come fosse Ash di Army of Darkess. È disegnato come se fosse Castle con la barba, non so se è questo il nuovo look del personaggio comunque crea un po’ di confusione: lo ricordavo brizzolato gentleman coi baffetti da sparviero…
Comunque alla sua porta bussa il Punisher con una richiesta d’aiuto… e non è mai un buon segno.

strangepunisher1bCosa ci riserverà in futuro questa storia? Sicuramente fiumi di chiacchiere marvellose, ma a me bastano i disegni: sono un lettore che si accontenta di poco…

L.

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Punisher Annual (Halloween 2016)

Cover di Rahzzah
Cover di Rahzzah

Il 26 ottobre 2016 la Marvel fa festeggiare Halloween anche al suo personaggio meno propenso ai dolcetti né tanto meno agli scherzetti. A meno che gli scherzetti non siano a base di piombo!
Esce così un one shot festivo della testata “The Punisher” con una cover di Halloween firmata Rahzzah e una storia firmata da Gerry Conway e disegnata (un po’ male, a mio giudizio) da Felix Ruiz.

punisherannual2016aIn realtà l’unico riferimento alla festa è che la vicenda si svolge velocemente la notte di Halloween, con un pericoloso e sboccato criminale che prende in ostaggio dei bambini mascherati. Ma tutto è abbastanza fumoso: in qualsiasi altro momento dell’anno sarebbe stato lo stesso.
Gli eventi li vediamo raccontati dal punto di vista di un agente di polizia che si è stancato di seguire le regole e vuole fare il giustiziere, il Cobra della situazione, ma nella sua carriera Frank Castle ne ha incontrati tanti di uomini del genere, e saprà indirizzarlo sulla retta via.

È tanto che non leggevo una storia attuale del Punisher, disarmato dal trattamento “nuovo” della Marvel, e mi trovo di fronte una storiella semplice anche se rispettosa del personaggio. Non si può giudicare un numero solitario, ma temo che questo “annual” non andasse bene neanche ai tempi d’oro del Punitore…
Disegni bruttarelli e storiella insoddisfacente… non proprio un bel modo di festeggiare Halloween con Frank!

L.

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Red Sonja – La Spada e la Diavola (1979)

Cover di John Byrne
Cover di John Byrne

Marzo 1979. “Red Sonja – Volume 1” volge al termine e sono gli ultimi gloriosi giorni di un personaggio che sta per essere massacrato dalla Marvel prima e da Dino De Laurentiis dopo: sono le ultimissime vignette dell’armatura succinta!
La nostra Red Sonja spara un’ultima cartuccia… anzi, fende l’ultima spadata: appare sul numero 79 di “Marvel Team-Up” scontrandosi con Spider-Man nella storia Sword of the She-Devil scritta da Chris Claremont e disegnata da John Byrne.
Arriva in Italia il 2 giugno 1981 ne “Il Settimanale dell’Uomo Ragno” n. 12 (Editoriale Corno) con il titolo “La Spada e la Diavola“.

Vi ricordo la pagina di Fumettografia dedicata a Sonja, in continuo aggiornamento.

Venerdì 22 dicembre 1978. L’Uomo Ragno arriva di notte al Museo d’Arte Metropolitano (ok, è una traduzione un po’ ballerina ma nel 1981 si traduceva tutto di un fumetto) per incontrarsi con Robbie Robertson.
Intanto all’interno una guardia notturna subisce un misterioso sortilegio da una statua antichissima e tutto il museo si riempie di strane creature. Accorrono sul posto polizia e giornalisti del Beagle, e mentre l’Uomo Ragno soccombe agli attacchi delle strane entità arriva Mary Jane – fidanzatina di Peter Parker ancora ignara della sua seconda vita – e nel tentativo di aiutarlo afferra un’antica spada in una vetrina: tramite essa Mary Jane viene “posseduta” dallo spirito di Red Sonja… e si trasforma in lei!

SpadaDiavola_BNel museo si svolge così lo scontro fra l’hyrkaniana e l’essere che ha dato vita a tutto il sortilegio: Kulan Gath, che afferma di essersi già misurato con la Diavolessa ma che nel mio viaggio assieme al personaggio non ho mai incontrato.
Lo scontro fra il perfido mago e i due eroi è in pieno stile Marvel: tante chiacchiere e niente di fatto. Però è simpatico vedere la nostra Sonja battibeccare con l’omino ragno e stupirsi della sua forza inaspettata: «Mi ricordi un cimmero di mia conoscenza» gli dice. Be’, ora non esageriamo…

SpadaDiavola_CFinita la battaglia Sonja svanisce senza una parola: i lettori dell’epoca ancora non lo sanno ma è un addio.
Dopo alcune apparizioni burrascose l’hyrkaniana tornerà con abiti e vita diversi nel terrificante Volume 2 e nel pessimo Volume 3, prima di scomparire per dieci anni per colpa del pessimo film di De Laurentiis.
Vedremo la settimana prossima il suo destino…

L.

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Red Sonja inedita 16

RedSonjaInedita16La fine si avvicina, il film di Dino De Laurentiis incombe e la Marvel non sa più che accidenti far fare alla sua Red Sonja: per ora si limitano a cambiarle vestito ad ogni numero…

Vi ricordo la pagina di Fumettografia dedicata a Sonja, in continuo aggiornamento.

Nel maggio 1985 Sonja è impegnata a salvare la vecchia amica Branwyne, rapita da un mostro che l’ha scambiata per l’hyrkaniana: i mandanti sono i re di un castello ghiacciato che hanno bisogno del cuore di Sonja per un loro incantesimo.
L’impresa è più lunga ed ardua del previsto e la missione riparte ad agosto, e mentre l’hyrkaniana e la famiglia di Branwyne vivono mille avventure, quest’ultima rimane schiava dei re ghiacciati, convinti che sia Red Sonja.

Affrontata la neve a novembre, arriviamo a febbraio del 1986 e Branwyne giustamente si stufa di aspettare l’amica salvatrice e così si libera da sola, così da partecipare alla battaglia contro i mostri: lo scontro con i re di ghiaccio però occuperà l’ultimo numero.
A maggio 1986 si conclude l’avventura più lunga di Red Sonja… ma anche la più dannatamente noiosa. Sei numeri totali per una storia che non basterebbe per uno solo: un inutile stiracchiamento proprio quando a luglio del 1985 il tremendo film esce nelle sale americane.

Sul tredicesimo ultimo numero della serie, il lettore Carl Meisering chiede che il personaggio torni al suo vecchio costume ma che soprattutto si torni ad una cadenza regolare per la serie: non più lunghi mesi di interruzione. Questa è l’ultima parola prima che la serie scompaia…

L'ultima immagine prima dell'oblio...
L’ultima immagine prima dell’oblio…

De Laurentiis ha opzionato il nome “Red Sonja” per dieci anni, sperando in sequel che ovviamente non sono mai stati presi in considerazione, così per dieci anni la nostra Diavolessa con la spada scompare nel nulla: non è al cinema né a fumetti…
Grazie, Dino…

Scheda etrusca:

The Queen of Hearts! [INEDITO], di Louise Simonson e Mary Wilshire
da “Red Sonja – Volume 3” n. 9 (maggio 1985), Marvel Comics

Strangers! [INEDITO], di Louise Simonson e Mary Wilshire
da “Red Sonja – Volume 3” n. 10 (agosto 1985), Marvel Comics

Buried Alive! [INEDITO], di Louise Simonson e Mary Wilshire
da “Red Sonja – Volume 3” n. 11 (novembre 1985), Marvel Comics

Descent! [INEDITO], di Louise Simonson e Mary Wilshire
da “Red Sonja – Volume 3” n. 12 (febbraio 1986), Marvel Comics

The Demon’s Tooth [INEDITO], di Louise Simonson e Mary Wilshire
da “Red Sonja – Volume 3” n. 13 (maggio 1986), Marvel Comics

L.

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Le nuove avventure di Indiana Jones (1983)

AvventureIndianaJonesIn occasione dei 35 anni de I predatori dell’arca perduta, e dello specialone sui vari film organizzato dalla Bara Volante di Cassidy, ne approfitto per ripescare un mio personale ed amato ricordo d’infanzia.
Segnalo anche le altre mie iniziative per festeggiare il film:

  • Gli Archivi di Uruk“: con la novelization del primo film
  • IPMP” con la locandina sui giornali dell’epoca.
Ristampa del 2009
Ristampa del 2009

Come tutti gli eroi cinematografici, anche Indiana Jones è totalmente ignorato nel suo mondo a fumetti. Chi segue questo blog avrà visto i vari tentativi di rendere a fumetti James Bond e di come ogni volta l’insuccesso sia stato bruciante: più un eroe è amato al cinema, più il disinteresse è totale negli altri media.
La Marvel sin dal 1981 ha presentato le doverose novelization a fumetti dei vari film di Indiana Jones, ma nel gennaio del 1983 – in attesa dell’uscita del secondo film – tenta di trasformare l’eroe di Steven Spielberg e George Lucas in una testata mensile, come proverà a fare anni dopo anche con Robocop.
Il risultato è la nascita della collana “The Further Adventures of Indiana Jones“: i diritti sono ancora oggi posseduti dalla Dark Horse Comics, che dal 2009 al 2010 ha ristampato tutti i 34 numeri dividendoli in tre volumoni Omnibus.

AvventureIndianaJones_ANel giugno del 1985, quando ancora il secondo film è al cinema, la casa milanese L’Isola Trovata di Sergio Bonelli – sì, proprio quel Bonelli! – porta nelle edicole italiane l’intera collana Marvel raggruppando le varie avventure: nasce la testata “Indiana Jones” della durata di undici numeri in sei mesi, con in media tre storie a numero.
AvventureIndianaJones_BOvviamente siamo in Italia e antica tradizione vuole che qualsiasi ordine vada distrutto, così le storie sono raggruppate a casaccio, ma almeno c’è il buon gusto di far iniziare il primo numero con il titolo “Le nuove avventure“: che sia cioè chiaro che non si tratta di novelization ma di storie inedite.

Onestamente non riesco a ricordare quando ho scoperto questo fumetto, ma sono abbastanza sicuro di aver recuperato i vari numeri tutti insieme in una fumetteria, quindi qualche anno dopo l’uscita in edicola. Ho letto e riletto le storie fino allo sfinimento, parola dopo parola con la foga di un appassionato: ero davvero violentemente perso per Indiana Jones quanto neanche io, ora, riesco più a ricordare… Confesso che portavo una foto del film nel portafoglio! Ero un teenager con strane passioni…

AvventureIndianaJones_DLa serie sfoggiava autori come John Byrne, David Michelinie, Larry Lieber e Linda Grant, e come disegnatore fa spesso capolino Steve Ditko.
I temi affrontati sono molto più fantasiosi rispetto ai film: l’alta dose di avventura si sposa quasi sempre con fenomeni paranormali, magie e quant’altro, in maniera spesso massiccia: memorabile l’ultimo numero italiano… con Indiana Jones contro un’armata di scheletri viventi e armati!
Do per scontato che fosse una citazione dallo storico film Gli Argonauti (1963) con gli effetti speciali del maestro Ray Harryhausen, ma chissà se Sam Raimi ha letto quel numero di Indiana Jones – intitolato guarda caso L’armata delle ombre – mentre scriveva il suo Army of Darkness (1992)…

AvventureIndianaJones_CPer anni ho conservato gli undici volumi insieme agli altri miei fumetti più cari, ma poi le varie mie passioni si sono moltiplicate mentre lo spazio in casa rimaneva lo stesso: alla fine ho dovuto darli via. Il non ricordare il momento dell’abbandono significa che l’ho rimosso perché troppo doloroso…

Leggere oggi The Further Adventures of Indiana Jones temo sia davvero ingiusto, risfogliando pagine a caso mi sembra terribilmente datato, ma a parlare è il me quarantenne: il me teenager degli anni Ottanta ha amato visceralmente questi albi, quindi sta a voi capire in quale stato d’animo (e di età) vadano letti.

L.

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Red Sonja inedita 15

RedSonjaInedita15Nuova interruzione per Red Sonja, lo sfortunato personaggio che ha iniziato gli anni Ottanta nel peggiore dei modi e proprio mentre Dino De Laurentiis sta lavorando ad un film che dovrebbe celebrarla (invece la distruggerà) vive il suo peggior momento artistico.
Chiusa la breve gestione di Tom DeFalco, passa un anno di silenzio e nel gennaio del 1985 l’hyrkaniana torna con una storia di Bill Mantlo e i disegni di Pat Broderick. Sempre indossando il nuovo vestitino “piratesco” creato da Dave Simons, con l’aggiunta di lunghi gambali così da nascondere l’ultima “nudità” del personaggio: le lunghe gambe.

Vi ricordo la pagina di Fumettografia dedicata a Sonja, in continuo aggiornamento.

Su una spiaggia, Sonja scaccia alcuni soldati che stavano aggredendo un “sireno”: dopo averlo salvato, l’hyrkaniana riporta l’uomo-pesce in mare così da rianimarlo… Ok, mi sa che si sta raschiando il barile…

Sonja e il pesciolone
Sonja e il pesciolone

I soldati tornano coi rinforzi e arrestano Sonja e i suoi compari, che vengono condotti in una strana città marina che i locali hanno costruito per soggiogare il popolo degli uomini-pesce. Sconfitta una piovra gigante, la Diavolessa guiderà i sireni nella rivoluzione che li renderà liberi.

Nel numero successivo Sonja e i suoi vengono presi prigionieri da strani esseri deformi mentre attraversano una palude. L’hyrkaniana viene preparata per un terribile sacrificio umano ma saprà liberarsi e sistemare a dovere il popolo della palude.

Sonja secondo Pat Broderick
Sonja secondo Pat Broderick

L’albo dopo vede Sonja e i suoi compari intervenire per salvare un gruppo di soldati in difficoltà. Per ricompensa sono ospiti del loro re che organizza una festa alcolica, interrotta quando dei mongoli vestiti di pelli di lupo attacca il castello. L’hyrkaniana si presta subito a risolvere la situazione, con un po’ di magia e qualche spadata.

Nel loro vagabondare senza meta, Sonja e compagni si ritrovano davanti un castello attaccato da un mostrone, che subito viene sconfitto. L’hyrkaniana però ha bisogno di una nuova spada e si rivolge al fabbro del paese… scoprendo che è una donna, nonché una vecchia amica: Branwyn.
La “fabbra” ospita Sonja e le due donne si fanno l’acconciatura e si scambiano i vestiti, ma l’unico vestito nella sacca dell’hyrkaniana… è la sua storica cotta di maglia!

Mary Wilshire ripesca la storica cotta di maglia
Mary Wilshire ripesca la storica cotta di maglia

Grazie però a questo scambio, il mostro inviato dalla Regina di Ghiaccio con il compito di rapire Sonja sbaglia e prende Branwyn: riuscirà la Diavolessa a salvarla?

La povera guerriera dai capelli rossi continua a vagare nella sua nuova confusa vita, e l’unica certezza… è questo nuovo corso della Marvel non può durare!

Scheda etrusca:

The Army of the Island Sea [INEDITO], di Bill Mantlo e Pat Broderick
da “Red Sonja – Volume 3” n. 5 (gennaio 1985), Marvel Comics

The Endless Swamp [INEDITO], di Bill Mantlo e Pat Broderick
da “Red Sonja – Volume 3” n. 6 (febbraio 1985), Marvel Comics

Harvest! [INEDITO], di Bill Mantlo e Rudy Nebres
da “Red Sonja – Volume 3” n. 7 (marzo 1985), Marvel Comics

The Queen of Ice and Blood [INEDITO], di Louise Simonson e Mary Wilshire
da “Red Sonja – Volume 3” n. 8 (aprile 1985), Marvel Comics

L.

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Red Sonja – Volume 3 (2016) 6

Cover di Marguerite Sauvage
Cover di Marguerite Sauvage

Quarto episodio del promesso restyle di un’eroina che non ne aveva alcun bisogno: a giugno 2016 esce “Red Sonja: Volume 3 #6” scritto da Marguerite Bennett e disegnato da Aneke.

RedSonja3-6bUltimo numero della nuova deludentissima saga di Red Sonja, che inizia davvero male questo 2016 e lascia poche speranze per il futuro: se è questo il nuovo corso del personaggio, un’eroina da barzelletta pensata per un fantomatico pubblico femminile, allora siamo messi proprio male.

Dovrebbe essere lo showdown finale, lo scontro preparato dai cinque numeri precedenti, invece è come le tante storie urban fantasy per young adult: una poltiglia flaccida e ridicola. Se invece di pensare all’età e al sesso dei lettori pensassero a scrivere buone storie, non esisterebbero etichette ma solo, appunto, buone storie.
Dopo un intero numero passato ad imbrigliare un uccellone, Sonja guida la rivolta contro il perfido re di Hyrkania ma… l’uccellone muore subito! Scoperto che una bambina è morta, la furia di Sonja scoppia deflagrante e… non fa niente: nello scontro finale cade a terra dopo cinque secondi e i suoi nemici sono battuti da un volo di piccioni. Talmente è la paura della Dynamite della censura che ormai ha travalicato i confini del buon gusto senza speranza di tornare indietro…

Sonja a cavallo dell'uccellone
Sonja a cavallo dell’uccellone

Salvata dal dio che risiede nell’uccellone, Sonja rimane in Hyrkania, con un finale posticcio e inspiegabile che non fa ben sperare sulla qualità della prossima eventuale nuova saga.
Se dev’essere di questa qualità, robaccia insipida che dubito le ragazzine si leggano sul serio, è meglio che il personaggio torni a morire per altri dieci anni, com’è successo nell’85.
Grazie Dynamite: dopo aver fottuto Dejah Thoris e Vampirella, ora è toccato pure a Red Sonja…

L.

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Red Sonja inedita 14

RedSonjaInedita14Continua il ciclo di Tom DeFalco che sta cercando di trovare una nuova dimensione a Red Sonja, sebbene l’eroina non ne avesse alcun bisogno.
Con il nuovo vestito (coprente) creato da Dave Simons e i disegni di Mary Wilshire siamo nel dicembre 1983 e prima che arrivi l’infausto film a rovinare tutto, troviamo l’hyrkaniana all’assedio di Alwazar.

Vi ricordo la pagina di Fumettografia dedicata a Sonja, in continuo aggiornamento.

L'assedio di Alwazar
L’assedio di Alwazar

Sembra di sentire gli echi di The Shadow of the Vulture con Red Sonya da Rogatino all’assedio di Vienna: che DeFalco sia tornato alle origini del personaggio per attuare una specie di reboot?
Alwazar è una cittadina strategicamente irrilevante ma l’assediante, il truce Lassusar, ha ben altri scopi: vuole Red Sonja, e la vuole viva. La Diavolessa tempo prima l’ha affrontato in uno scontro da cui lui ne esce con un occhio in meno e il volto sfigurato. Per questo un assedio vale l’opportunità di avere Sonja viva tra le mani…

RedSonjaInedita14bIn pratica, questa non è una storia d’assedio (magari!) bensì di scontro fra due nemici.
Ci sono anche intrighi e roba varia, in fondo gli albi hanno quasi raddoppiato le pagine – dalle canoniche 23 a 40 – ma questo vuol solo dire molto allungamento di brodo e tanta noia, quando la forza di Red Sonja risiedeva invece nella fulmineità delle sue avventure: essendo brevi, anche quando non erano un gran che comunque si arrivava alla fine.
Lo scontro fra Sonja e Lassusar dura due numeri, 80 insopportabili pagine che allontanano sempre più il personaggio dai suoi consueti binari: diciamo che il crollo di Sonja del 1985 non è forse solo colpa del film…

Scheda etrusca:

Siege! [INEDITO], di Tom DeFalco e Mary Wilshire
da “Red Sonja – Volume 3” n. 3 (dicembre 1983), Marvel Comics

Lassusar Must Die! [INEDITO], di Tom DeFalco e Mary Wilshire / Ernie Chan
da “Red Sonja – Volume 3” n. 4 (febbraio 1984), Marvel Comics

L.

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