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Predator: Hunters 3 (2017-07)

Cover di Doug Wheatley

Terzo strepitoso numero di “Predator: Hunters“, scritto da un mostro sacro come Chris Warner e disegnato da Francisco Ruiz Velasco.

Kehua Island, il tempo è arrivato

Kehua Island, i predatori arrivano… e sono umani.
Il nostro team di sopravvissuti ingaggia un manipolo di mercenari – lo immagino, perché non viene ben specificato chi sia quella gente – per un unico motivo: serve carne da macello…

Sembrano soldati, ma sono solo comparse destinate al massacro

D’improvviso la qualità della storia, finora altissima, si abbassa parecchio. Dopo una lunga e inutile chiacchierata con gli indigeni dell’isola vicina – ma che c’entra? Spero che avrà un senso più avanti e che non sia un semplice allungamento di brodo – si va tutti sull’isola mentre uno dei mercenari prende in giro Nakai perché… boh, così, senza motivo.

Bei disegni, pessimi dialoghi

Ho capito che serviva rendere antipatici i mercenari, così il lettore non si dispiace quando il Predatore li fa fuori, ma mi sembra un mezzuccio dozzinale che si poteva benissimo evitare.

Comincia il macello…

Malgrado tutta la tecnologia e la preparazione, i nostri eroi al momento dell’azione si comportano stupidamente come qualsiasi film visto finora: era lecito aspettarsi un po’ di più dal fumetto.
L’unica differenza tra loro e gli uomini di Dutch del film del 1987 è che loro hanno tute termiche che li rendono invisibili… ma anche no, visto che il Predator se li pappa senza problemi.

Una vittoria solo momentanea

Riusciti ad avere la meglio su un guerriero per superiorità di fuoco – e perché è un Predator “primitivo”, cioè con solo armi bianche – la storia sembra finita, ma tranquilli: il colpo di scena è che in realtà sull’isola ci sono quattro guerrieri in totale… quindi ne mancano ancora tre!

La caccia è solo all’inizio

Belli dinamici i disegni e l’albo si gusta con piacere, ma spero che le situazioni banali da filmetto di genere spariscano nei prossimi numeri…

L.

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Predator: Hunters 2 (2017-06)

Cover di Doug Wheatley

Secondo strepitoso numero di “Predator: Hunters“, scritto da un mostro sacro come Chris Warner e disegnato da Francisco Ruiz Velasco.

Il gruppo dei sopravvissuti agli scontri con i Predator è al completo, con l’arrivo di Mandy Graves, grintosa guerriera che ancora ha incubi dopo il suo incontro un guerriero.

I cacciatori ci sono e le armi… be’, quelle davvero non mancano.

Abbiamo anche la preda: un cacciatore su un’isola sperduta nell’oceano, che rapisce pescatori, li nutre per poi cacciarli nell’isola. Insomma, un Predator che si comporta come il mitico conte Zaroff!
Non serve altro al gruppo capitanato dalla coriacea Jaya Soames.

Gli splendidi e ultra-dinamici disegni di Velasco ci guidano in quello che corre seriamente il rischio di essere un dannato capolavoro…

L.

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Predator vs Judge Dredd vs Aliens (2016) 4

Cover di Glenn Fabry

Quarto ed ultimo (finalmente) episodio di “Predator vs Judge Dredd vs Aliens“, che arriva in fortissimo ritardo questo giugno 2017, mediante l’unione delle forze di Dark Horse Comics e IDW Publishing.

La trama si è tutta svolta nei primi numeri, ed è un bene perché così questo atteso e ritardatario albo conclusivo si può dedicare al puro divertimento xenomorfo!

Gli alieni sono mutati in mille forme, ma quella che vediamo di più è quella che trovo più geniale: lo xeno-elefante!

Judge Dredd accetta l’aiuto dei Predator – che in questa saga per la prima volta la Dark Horse chiama Yautja, probabilmente cedendo alle pressioni di orde di fan convinti che quello sia il loro nome “ufficiale” – ma che stiano al loro posto: diciamo che il giudice non ama gli immigrati clandestini che vengono sulla Terra ad uccidere…

Il perfido dottor Reinstöt ha compiuto il gesto supremo e si è trasformato in Regina Aliena mutata, ma questo non lo rende più forte: a Dredd basta una vignetta per farlo fuori. Forse si poteva chiedere qualcosa di più, ma a questo punto il tempo è poco e ormai il fumetto è bello che finito. Non c’era spazio per uno scontro più lungo.

Alla fine dell’avventura i Predator hanno fatto davvero poco, ma in un gesto di gran cuore Dredd li lascia andare senza arrestarli, ma sia ben chiaro che non dovranno mai più tornare sulla Terra: la stagione della caccia è chiusa! (Non so se questa punchline finale sia un omaggio a quella pronunciata da Van Damme in Hard Target!),

Non sarà una saga da premiare né lascerà il segno, ma è divertente – come ogni storia con protagonista l’esageratissimo giudice – e piena di mostroni xenomorfi: ad avercene!

L.

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Predator vs Judge Dredd vs Aliens (2016) 3

Cover di Glenn Fabry
Cover di Glenn Fabry

Torna il secondo triplo scontro più potente dell’universo: dopo l’esplosivo Aliens vs Predator vs Terminator (2000), la palma del trittico più letale va sicuramente a “Predator vs Judge Dredd vs Aliens“, che continua questo dicembre 2016 mediante l’unione delle forze di Dark Horse Comics e IDW Publishing.

preddredalien3aAvevamo lasciato Dredd legato in balia di due mostroni: un suo collega giudice trasformato in alieno e un incrocio tra un Predator e un Alien: un perfetto Predalien, in pratica, anche se non viene mai chiamato con quel nome.

preddredalien3cEntrambe le creature sono frutto degli esperimenti malati del dottor Reinstöt, che se ne fugge portando Anderson come ostaggio. La giudicessa (?) telepatica si collega con ciò che rimane di umano nel giudice “alienizzato” e riesce a liberare Dredd, che si lancia in una spettacolare lotta con i mostroni.

preddredalien3dReinstöt e i suoi sgherri vengono bloccati dai Predator che stanno mettendo a ferro e fuoco la zona in cerca del loro compagno disperso, trasformato in Predalien. Quando però Dredd li incontra non è affatto tenero con loro.

preddredalien3bAnderson spiega che sono amici, che hanno un codice morale anche loro e che… si chiamano Yautja. Questo strana nome, inventato nel 1994 da Steve e Stephani Perry per il romanzo Aliens vs Predator: Prey (novelization del fumetto del 1990 Aliens vs Predator) è stato giustamente dimenticato per 22 anni poi d’un tratto nel 2016 diventa “canonico”. Non solo lo usa Tom Lebbon per la trilogia Rage War della Titan Books, ma ora anche lo smemorato Dredd, che non sembra ricordare di aver già incontrato un Predator in passato!

preddredalien3eComunque i disegni di Chris Mooneyham sono assolutamente spettacolari e lo scontro fra Dredd e gli alieni è qualcosa da applauso, senza contare le “frasi maschie” che il giudice spara a getto continuo.

Un altro numero imperdibile e non rimane che aspettare la conclusione: lo scontro finale più caciarone dell’universo!

L.

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Predator vs Judge Dredd vs Aliens (2016) 2

Cover di Glenn Fabry
Cover di Glenn Fabry

Torna il secondo triplo scontro più potente dell’universo: dopo l’esplosivo Aliens vs Predator vs Terminator (2000), la palma del trittico più letale va sicuramente a “Predator vs Judge Dredd vs Aliens“, che inizia questo agosto 2016 mediante l’unione delle forze di Dark Horse Comics e IDW Publishing.

dreddpa2aCinque anni prima degli eventi del numero precedente troviamo Dredd chiamato purché un falso medico ha iniettato “qualcosa” nelle vene di alcuni orfani di un istituto: qualcosa in grado di modificarne il DNA. Questo fantomatico dottore si chiama Niels Reinstöt.

Oggi il “dottore” ha organizzato una base segreta, la “Città degli Ibridi”, e vi si imbattono i giudici dando la caccia ad uno strano droide – l’Arcivescovo Emoji, che ha per testa uno schermo su cui scorrono “emoticons” come su un social!. Lo scontro con gli ibridi è duro e i giudici hanno la peggio: allo spettacolo assistono quattro Predator, arrivati per scoprire il destino di un loro compagno scomparso.

dreddpa2bNel suo laboratorio, ai giudici immobilizzati il dottor Reinstöt spiega la sua creazione: un siero che fonde il DNA dell’ospite con quello di uno strano teschio che ha trovato. Il teschio di uno xenomorfo. La fusione genera solo mostri inutili, mentre grazie ad una cavia Predator è riuscito ad ottenere un alieno formato.
Mentre i quattro Predator assalgono il laboratorio per saperne il destino toccato al loro compagno, Dredd si ritrova a doversela vendere con uno xenomorfo… di nuovo, dopo Incubus.

dreddpa2cUna storia snella e gagliarda, oltre che disegnata da applauso: attendo con ansia il seguito…

L.

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Alien vs Predator: Civilized Beasts (2008)

Cover di Roger Robinson
Cover di Roger Robinson

Nel marzo 2008 la Dark Horse Comics continua a sfruttare i suoi alieni migliori e nella testata che li vede antagonisti presenta: “Alien vs Predator: Civilized Beasts“.

avp_civilized_aMike Kennedy ci porta su un pianeta lontano dove gli umani hanno costruito un bell’avamposto militare, comandato dalla grintosa Glenda: peccato che dopo otto mesi la vita sul pianeta sia diventata un po’ tesa, soprattutto con le scorte esaurite e i boschi circostanti grondanti alieni.
Alcuni solerti soldati come Shane si danno alla caccia all’alieno ma non è certo un’occupazione facile: per fortuna arriva in soccorso Smiley. Cioè un Predator!
Quanto durerà questa pax predatoria? E arriveranno mai navi terrestri a dare il cambio o almeno a portare rifornimenti?

avp_civilized_bQuando finalmente arriva una nave terrestre bisogna correre, perché una grande nave da guerra aliena sta orbitando intorno al pianeta; qualsiasi piano frulli per la mente dei Predator, stanno per attuarlo.
Non passa infatti molto tempo prima che inizi la stagione della caccia, che cioè i Predator avviino le “pratiche” per la nuova semina: si avventano sugli umani prima che possano fuggire, ne rapiscono qualcuno e lo portano alla “camera sacrificale” della piramide aliena lì vicino.
Le uova sono già pronte ed i facehugger strepitano per trovare nuove vittime, ma tra i rapiti umani c’è anche uno dei nuovi venuti: un sintetico di nuova generazione…

avp_civilized_cScopriamo che la storia è ambientata cento anni dopo un evento noto come Grande Cancellazione (Great Deletion), quanto cioè un virus nato per mettere fuori combattimento i sintetici ribelli si è rivelato troppo forte… e ha colpito tutti i computer, cancellando gli archivi e creando quindi un bel danno.
Sarà per questa perdita di informazioni che gli umani ancora non conoscono il ciclo di vita alieno, dopo trent’anni di narrativa? O è per allungare il brodo?
Per fortuna i sintetici di nuovo modello sono gagliardi e fanno fuori i facehugger senza problemi.

avp_civilized_dIntanto però i Predator stanno avendo la peggio: sono forti e buttano giù xenomorfi come se piovesse, ma le creature sono sempre più di quanto si possa gestire.
E poi bisogna stare attenti alla Regina Aliena…

avp_civilized_eLa situazione degenera e gli umani hanno ora il problema dei sintetici: se tornassero tutti sani e salvi sulla Terra uscirebbe fuori il fatturato che androidi continuano ad essere costruiti, così e necessario cancellare le “prove”…
La conclusione sarà dunque uno scontro… tutti contro tutti!

Gli splendidi disegni di Roger Robinson ricreano gli ambienti del film del 2004 di Paul Anderson: infatti questo fumetto e il precedente Thrill of the Hunt si riallacciano a quell’universo narrativo.

L.

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Superman / Batman vs Aliens / Predator (2007)

Cover di Ariel Olivetti
Cover di Ariel Olivetti

Gli scontri e i versus ormai non si contano più e sebbene mediamente quelli con la DC non siano particolarmente da ricordare, la casa vuole tentare ancora. Si fa prestare dalla Dark Horse Comics i suoi due più celebri alieni e li fa scontrare contro i suoi due più celebri supereroi.
Nel 2007 abbiamo così l’incredibile “Superman & Batman vs Aliens & Predator“.
Ai testi c’è Mark Schultz, che per Aliens ha firmato la saga “The Destroying Angels“, mentre ai disegni troviamo l’argentino Ariel Olivetti.

AvPvSvB_ASiamo sulle Ande, nei pressi del grande vulcano Viejo Abuelo. Superman… cioè, Clark Kent e Lois sono sulle tracce di alcuni esploratori scomparsi: ma quanto paga il loro giornale?
Comunque sia a Metropolis che a Gotham City i due rispettivi paladini della giustizia hanno un incontro ravvicinato e movimentato con dei Predator: come mai si sono rifatti vivi?
Le “indagini” portano al vulcano in questione, dove tutti quelli che si avvicinano finiscono con la testa mozzata: Superman e Batman vi arrivano separatamente ma uniscono le loro forze nel calarsi nel vulcano… dove incontrano subito i loro vecchi amici xenomorfi!

AvPvSvB_BI Predator aiutano Batman e lo portano nelle viscere del vulcano, dove scopriamo esserci una vera e propria città segreta di questi cacciatori.
In realtà non hanno salvato il pipistrellone “a gratis”: lo usano come attrazione nei loro combattimenti nell’arena.

AvPvSvB_CIntanto Superman si scrolla di dosso facilmente gli xenomorfi, ma scopre che i Predator hanno ucciso tutti i membri della spedizione… tranne ovviamente Lois Lane, che la rapiscono e se la mettono in spalla come fossero cattivi degli anni Trenta.
Superman recupera la donna e grazie a Batman entra in contatto pacificamente con i Predator.

AvPvSvB_DNei cinque minuti in cui è venuto a contatto con loro, Batman ha sviluppato un alfabeto gestuale con cui comunicare con i Predator, e si è fatto raccontare la loro storia ancestrale: e tutto questo senza alcuna vergogna del ridicolo. Ma in fondo è un fumetto DC…
Questi Predator dunque sono gli avi “preistorici” dei cacciatori che hanno sfidato i supereroi in tempi recenti. Provengono da Arcturus – vorrei proprio vedere che combinazione gestuale può indicare “Arcturus”! – e sono caduti sulla Terra, per un malfunzionamento della loro nave, ben 14.000 anni fa. Essendo l’èra glaciale faceva freddino sul nostro pianeta, così si sono buttati in un vulcano e hanno costruito un ecosistema chiuso, dove cacciare in pace gli xenomorfi che portavano con sé. Mi sembra una storia plausibile…

Visto che questi cacciatori vivono tranquilli da 14 mila anni per cacchi loro, semplicemente reagendo a chi cerca di infilarsi a casa loro, Superman alza il ditino in cielo e, con mascella serrata e occhi duri, pronuncia il suo verdetto: se questi mostri si impegnano a non uccidere più alcun umano, lui gli ripara l’astronave e li rimanda nello spazio, a casa loro.
A casa loro? Da 14 mila anni il vulcano delle Ande è casa loro, e visto che lo posseggono continuativamente da più di vent’anni per usucapione possono vantarne il possesso legale: con che diritto Superman, che tecnicamente è un immigrato clandestino non essendo nato sulla Terra, emette una sentenza di espulsione per esseri nati a casa propria?
Ammazza quanto è americano ‘sto superuomo…

Brutti Predator, tornatevene a casa vostra!
Brutti Predator, tornatevene a casa vostra!

Non può mancare la solita idea dei militari che aprono il fuoco sul vulcano, così Superman deve velocizzare la soluzione: porta nel vulcano la sua Fortezza della Solitudine – che sembra una piccola Morte Nera di Star Wars! – e ci fa entrare i Predator per portarli in salvo. Però si sa come vanno le cose quando ti metti un immigrato in casa: quello sporca e rompe tutto. Un Predator rompe uno stupido robottino senza motivo e d’un tratto tutta la razza è da sterminare. Ammazza quanto è americana la Fortezza della Solitudine…

Pure il clone di Superman... la situazione sta sfuggendo di mano
Pure il clone di Superman… la situazione sta sfuggendo di mano

Imbarazzante come vuole lo standard DC, non basta la stupidità di una Lois Lane che fa la solita bambolina rapita mille volte – ma perché Superman non la lascia a casa a lavare per terra, visto che è questo il modello femminile a cui si fa riferimento? – non basta il profondo razzismo becero e xenofobo che si nasconde dietro ogni vignetta, ma c’è pure una valanga di immagini cubiste totalmente senza senso: ma si può sapere come fa ancora a stare in vita un personaggio come Superman? Nel 2007 appare più vecchio, datato e macchiettistico dello sfolgorante eroe degli anni Quaranta!

Oddio, ma che è, un quadro astratto?
Oddio, ma che è, un quadro astratto?

La prima volta che ho letto questa storia onestamente la ricordo con medio piacere, falso ricordo probabilmente dovuto agli splendidi disegni di Olivetti: questa rilettura è così devastante da cancellare ogni memoria positiva e spingermi una volta di più ad odiare profondamente la DC ed ogni cosa che produce.
La Dark Horse non avrebbe mai permesso che sulle proprie pagine apparisse del razzismo clownesco e macchiettistico, e per quanto non siano memorabili le sue storie con Superman e Batman almeno sono un minimo dignitose: ecco perché quella col cavallino nero è ma mia casa fumettistica preferita…

L.

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Aliens vs Predator – Panel to Panel (2006)

AvP_PanelL’arrivo nei cinema del film del 2004 di Paul W.S. Anderson permette alla Dark Horse Comics di sparare a mitraglia ristampe a iosa dei propri due alieni preferiti, sia in solitaria che nei loro epici scontri.
Prima delle raccoltone Omnibus del 2007 dedicate a questi personaggi, subito dopo il film la casa produce dei romanzi inediti firmati da specialisti del genere: romanzi purtroppo inediti in Italia e che presenterò a breve nel mio blog 30 anni di Aliens.

Illustrazione completa di Mark A. Nelson per "Aliens: Book One" (1988): la prima ad arrivare in Italia!
Illustrazione completa di Mark A. Nelson per “Aliens: Book One” (1988): la prima ad arrivare in Italia!

Il 14 giugno 2006 la DHC presenta un art book delizioso: “Aliens vs Predator: Panel to Panel” con introduzione del grande Chris Warner, che presenta pagine scelte dai quasi vent’anni di saghe aliene.

La mitologica illustrazione di Dave Dorman per il sesto numero della saga "Aliens vs Predator" (1990)
La mitologica illustrazione di Dave Dorman per il sesto numero della saga “Aliens vs Predator” (1990)

192 pagine di splendide illustrazioni utilizzate in tanti anni di copertine e in tavole prese dalle migliori saghe.

Illustrazione di Mike Mignola per il numero zero di "Aliens vs Predator" (1990)
Illustrazione di Mike Mignola per il numero zero di “Aliens vs Predator” (1990)

Per un fortunato caso del destino ho seguito sin dalla nascita il fenomeno degli Aliens Comics, come ho più volte raccontato in questo blog, quindi sfogliare questo volume e riconoscere ogni singola illustrazione è stato un tuffo nei ricordi stupendo: ogni albo mi ha dato un qualche tipo di emozione, positiva o negativa che fosse, per cui è per me è come sfogliare un album di famiglia.

Illustrazione di John Bolton per "Deadliest of the Species" (1996)
Illustrazione di John Bolton per “Deadliest of the Species” (1996)

Un’opera spettacolare che regala il meglio di quai vent’anni di mondo alieno.

L.

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Predator vs Judge Dredd vs Aliens (2016) 1

Cover di Glenn Fabry
Cover di Glenn Fabry

Torna il secondo triplo scontro più potente dell’universo: dopo l’esplosivo Aliens vs Predator vs Terminator (2000), la palma del trittico più letale va sicuramente a “Predator vs Judge Dredd vs Aliens“, che inizia questo luglio 2016 mediante l’unione delle forze di Dark Horse Comics e IDW Publishing.

PrDrAl1aLa storia è affidata a John Layman, già autore di Aliens: Inhuman Condition (che presenterò più avanti). Firma della Marvel, Layman ha il pregio di aver curato per la Image Comics il personaggio di Chew, che non conosco ma che il blog Storie da birreria esalta.
I disegni invece sono firmati da Chris Mooneyham, che abbiamo incontrato nella saga Predator: Fire and Stone (2014).

Questo sì che è un inizio!
Questo sì che è un inizio!

Degli animali parlanti di cui ignoro il significato – non mi sembrava che Judge Dredd e avesse! – uccidono un Predator ed analizzano la sua navicella: i teschi delle razze da lui cacciate – compreso i nostri cari vecchi xenomorfi – hanno quel DNA da clonare che i tizi stanno cercando…
Una accurata indagine di Dredd ci rivela che quei “tizi” sono terroristi fuggiti da Megacity, e l’inchiesta porta i giudici… a prendere a calci chiunque respiri, pur di avere informazioni!

– Non vogliamo problemi, giudice.
– È un peccato, perché i problemi sono appena arrivati.

Il dottore sta operando
Il dottore sta operando

Intanto il mad doctor Niels Reinstöt clona in laboratorio un facehugger ed è pronto ad usare il Predator ferito come incubatore. È questo dottore pazzerello che ha creato i tizi a forma di animali, appassionato com’è di manipolazione genetica, ma ora stanno arrivando i giudici e bisogna affrontarli.
Come se non bastasse arrivano altri stranieri: un gruppo di Predator armati fino ai denti pronti a liberare il loro compagno prigioniero.

Ora arrivano i guai!
Ora arrivano i guai!

Che vi devo dire? Inizio coi fiocchi divertimento caciarone! Con tre personaggi così incontenibili come si può resistere?

L.

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Alien vs Predator: The Thrill of the Hunt (2004)

Cover di David Michael Beck
Cover di David Michael Beck

Il 13 agosto 2004 esce in patria il film scritto e diretto da Paul W.S. Anderson, il 15 novembre arriva sugli schermi italiani, e il 6 dicembre la Dark Horse Comics presenta “Alien vs Predator: The Thrill of the Hunt“.

Ai testi troviamo Mike Kennedy, valida firma della Dark Horse per cui ha scritto la saga di Ghost (1999), Star Wars: Underworld (2000), Aeon Flux (2005) ma soprattutto Lone Wolf 2100 (2002): la sorprendente reinterpretazione fanta-action del mito giapponese di Itto Ogami.
Ai disegni Roger Robinson, che per la casa ha curato Doctor Solar, Man of the Atom (2010) e Darksiders II: Death’s Door (2012).

AvP_Thrill_ANelle prime pagine viene presentato quello che potremmo definire l’assunto di partenza della sceneggiatura di Anderson: in tempi non meglio specificati i Predator entrano in una piramide a gradoni e scovano un nido di alieni. Lo scontro è violento e, grazie alle bombe che i Predator si portano appresso, si conclude con l’autodistruzione reciproca.

Saltiamo parecchio avanti nel tempo, ma parecchio di brutto: molto più avanti rispetto al film, che in fondo si svolgeva in tempi a noi vicinissimi.
Distrutta la terra con un virus informatico (!) ora i terrestri stanno terraformando in giro per la galassia. Atterriamo nella colonia gestita da Bill Faulkner, dove c’è un grosso problema etico: sono state trovate forme di vita apparentemente intelligente quindi, teoricamente, bisognerebbe sospendere ogni attività colonizzazione. (È bello che una delle culture più “culturalmente colonizzanti” della modernità si preoccupi di certi dilemmi morali! Anche se solo nel mondo della fiction…)
La “forma di vita” considerata inerte è in realtà un Predator, e come scopriranno presto gli scienziati umani… è tutt’altro che inerte!

AvP_Thrill_BIl Predator fugge dalla colonia umana lasciandosi dietro il cadavere di chiusura gli si sia opposto, così scatta la caccia: non sapendo che la caccia è proprio il territorio dove gli umani sono maggiormente svantaggiati.
Scoprono inoltre un’altra specie autoctona: i nostri cari vecchi alieni…

AvP_Thrill_CAddentrandosi nella foresta gli umani, martoriati dagli attacchi alieni, si rifugiano in una piramide a gradoni – così scopriamo che l’incipit della storia si è svolto su questo pianeta – dove passano dalla padella alla brace… visto che è un nido alieno con tanto di Regina Aliena.
Per fortuna erano partiti in tanti così che tutti questi scontri abbiano una lauta dose di morti ammazzati. Ma l’apoteosi arriva nel finale.

AvP_Thrill_DUcciso per un pelo un Predator, il protagonista lo guarda morire e sgancia la “frase maschia”:

Get off my world, you ugly bastard.

Via dal mio pianeta? I Predator sono lì da millenni mentre gli umani sono appena arrivati… Ecco, ora riconosco gli americani!

Il povero Kennedy parte con molto handicap, visto che in qualche modo deve riallacciarsi al soggetto filmico di Paul W.S. Anderson, che già di suo non è originalissimo: sia perché è abbastanza banalotto (esiste una grande quantità di fiction in cui si trova qualcosa di alieno sepolto nei ghiacci) sia perché è copiato quasi di peso dall’episodio 5×08 (The Tomb, 17 agosto 2001) di “Stargate SG-1“.
La piramide a gradoni di Anderson e la trama che la circonda è straordinariamente simile alla Goa’uld Tomb televisiva, ma qualche appassionato alienofilo potrebbe ribattere che in Starbeast (1976) di Dan O’Bannon e Ronald Shusett – la storica eccezionale prima stesura di Alien (1979), di gran lunga migliore del suo riassuntino veloce visto al cinema, dovuto alle forbici di Ridley Scott che doveva abbattere i costi – si trovava già la stessa trama: una piramide gigantesca su un pianeta sconosciuto i cui protagonisti entrano ignari e vengono imbozzolati dagli alieni. Esistono molti ottimi bozzetti di piramidi, in esterno ed interno, disegnati in occasione del film e poi scartati tutti dal portafoglio vuoto di Ridley.
Forse la Goa’uld Tomb televisiva si rifà all’idea originale di Alien o forse ci si rifà Anderson, ma di sicuro c’è questo: Starbeast rimane un copione inutilizzato letto solo da pochi appassionati alienofili, invece l’episodio di “Stargate SG-1” è andato in onda e noto agli appassionati di fantascienza. Chiunque ci si rifaccia senza dichiararlo… sta copiando!

La Goa'uld Tomb, prima che Paul W.S. Anderson la saccheggiasse!
La Goa’uld Tomb, prima che Paul W.S. Anderson la saccheggiasse!

In tutto questo, Kennedy deve cercare di tirar fuori un fumetto “legato ma slegato”, perché non venga confuso con una semplice novelization a fumetti. Così piglia la piramide e la sbatte in giro per l’universo, non spiegando perché sia lì: sono gli alieni che costruiscono nidi a forma di piramide a gradoni? E come lo fanno, visto che non fanno nulla nella loro vita se non uccidere?
Diciamo che la forza del fumetto è tutta puntata sulla parte umana e sugli infiniti scontri inter-specie, così da lasciare un po’ in disparte spiegazioni che l’autore non sembra in grado di fornire.
Comunque Kennedy tornerà ancora nel mondo alieno, e vedremo come se la caverà.

Scopro che questo fumetto è stato pubblicato in Italia, con la traduzione di Giorgio Saccani (Comma 22), edito da MagicPress (MP Book n. 70, gennaio 2008) sotto la direzione del mitico Daniele Brolli. Il titolo è ovviamente Alien vs Predator: il brivido della caccia.

L.

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