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Sisters of Sorrow 1 (2017)

Cover di Jae Lee e June Chung

Con una copertina del genere, come si fa a resistere? Ma vuoi vedere che la Boom! Studios ha raccolto l’eredità del filmaccio Nude Nuns with Big Guns (2010)? No, è solo una cover-bait: un modo vergognoso di attrarre in trappola onesti amanti del trash come me…

Kurt Sutter – autore di serie di culto come The Shield e Sons of Anarchy – e Courtney Alameda ci raccontano di un centro per donne maltrattate che viene “visitato” da maritini non proprio premurosi. Che gli uomini violenti con le proprie mogli siano disprezzabili e da condannare siamo tutti d’accordo, ma ritrarli come zombie assettati di sangue mi sembra un tantino esagerato…

Comunque un maritino manesco ha quello che si merita quando una delle donne get a gun: ma ora che ha ucciso un uomo, come farà?

«Non mi importa del “come”, mi importa del “chi”.
Chi è il prossimo?»

Con questa frase maschia si chiude il primo numero di una serie assolutamente dimenticabile. I bei disegni dinamici di Hyeonjin Kim on bastano a sopperire ad una trama che sembra un po’ raffazzonata.

L.

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War for The Planet of the Apes 1 (2017)

Cover di Mikhail Borulko

Dopo una leggerissima e discreta copertura pubblicitaria – ho trovato spot anche nel mio bagno! – ieri è uscito nelle sale italiane l’inatteso (nel senso che non lo attendeva proprio nessuno) nuovo ridicolo filmucolo che sappia far vedere al mondo quanto il cinema contemporaneo sia un cadavere lasciato al sole.

Le scimmie della Fox (intendo i dirigenti!) sono arrivate in Italia e i nostri distributori non si sono lasciati cogliere impreparati, sfoggiando un altro sballatissimo titolo come solo gli italiani sanno fare: The War. Il pianeta delle scimmie. Che tristezza…

Chiamatemi Nostralucius perché vi lancio una previsione: ci risentiamo il 31 luglio, quando cioè nessuno si ricorderà più dell’uscita di questo film…
(I miliardi di spot e trailer finiscono esattamente il giorno dell’uscita, perché se no c’è il rischio che qualcuno poi vada davvero a vedere il film, e questo le case non lo vogliono…)
Intanto vi ricordo che l’intero ciclo scimmiesco lo trovate scheda nel mio blog Il Zinefilo ma anche nella Bara Volante di Cassidy.

La Boom! Studios, che da anni e anni sforna fumetti scimmieschi – tutti rigorosamente inediti in Italia – non poteva esimersi dall’immancabile “traino”: ecco dunque uscire a luglio “War for The Planet of the Apes 1“.
Scritto da David F. Walker e disegnato da Jonas Scharf, non sembra affatto una novelization – non avendo ancora visto il film non saprei dirlo con certezza – bensì un prequel del nuovo film, a quanto si dice in rete.
Faccio notare che i decenni di fumetti di Planet of the Apes hanno creato un universo espanso che quasi sicuramente sarà stato tradito dal cinema…

Come il cinema ci ha insegnato, è difficile mostrare l’universale così ci si focalizza sul particolare. Che si tratti di pandemie o di meteo-apocalypse il discorso non cambia: invece di mostrare come il mondo sta finendo, meglio raccontare le vicissitudini di quattro gatti. Non solo è più economico a livello monetario, ma lo è anche a livello di sceneggiatura.
Così il massimo stupore che viene rappresentato in questo fumetto arriva quando, incredulo, uno dei protagonisti si rende conto allibito che pare che la Florida sia in mano alle scimmie. No, non è possibile! Riuscite a pensare a qualcosa di più mostruoso? Nell’apocalisse mondiale, con la razza umana che teoricamente si sta estinguendo, la Florida occupata è il massimo dell’orrore…

Gli scienziati umani continuano a studiare il virus ALZ-113 ma le cavie scimmiesche sono sempre più rare da trovare.
Intanto per motivi misteriosi alcune scimmie non parlano, come invece tutte le altre, e si esprimono a gesti… boh. Sono molto dubbiose sul seguire Caesar, perché i morti cominciano ad essere tanti e non è più sicuro se il condottiero stia guidandoli alla vittoria o al massacro.
In tutto questo ci sono i soliti uomini che organizzano varie resistenze, molto simili agli umani del futuro della saga di Terminator.

Seguire la Fox nella pessima qualità delle storie non mi sembra un’idea brillante, ma anche le case a fumetti devono vendere e quindi devono sfornare anche ‘sta roba.
Non mi sembra una saga a fumetti che possa offrire qualcosa…

Chiudo con la cover gallery:

L.

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Kong of Skull Island (2017) 9

Cover di Nick Robles

Nono numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

Allungare a dismisura questa saga non la consideravo una buona idea già qualche numero fa, ed ora vederla continuare in un mare di chiacchiere fa davvero un gran dispiacere.
La forza di questo fumetto era proprio quella di giocare sul senso di meraviglia che nasce dalle enormi proporzioni degli scimmioni, del vederli prima come animali da circo e poi assistere al loro ritorno alla natura, delusi dal comportamento degli infidi umani.
E, tra una chiacchiera e l’altra, un sacco di sganassoni scimmieschi!

Ora invece siamo a numeri interi, come questo, del tutto pieni di bla bla bla, nel vistoso tentativo di allungare il brodo ancora un altro po’ per sfruttare ogni giorno di notorietà del film omonimo (che in realtà mi sembra già dimenticato!)
Ormai secondo il canone dovremmo arrivare a 12 numeri, e sarà quindi una morte lenta e dolorosa, visto che già dal sesto numero lo sceneggiatore non ha più niente da dire…

Sapere quando fermarsi è un’arte sopraffina che le case statunitensi stanno perdendo sempre più…

L.

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Kong of Skull Island (2017) 8

Cover di Nick Robles
Cover di Nick Robles

Ottavo numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

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La serie in realtà sarebbe finita, ma si procede ad oltranza in attesa dell’uscita del film omonimo, il 9 marzo 2017: non so quanti altri numeri vogliano far uscire, ma la storia è bella che finita nel sesto numero.

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Comunque è lo stesso gradevolissimo vedere le mazzate gorillesche che i due kong si danno abbondantemente per tutto questo numero. Malgrado siano una femmina e un maschio, quest’ultimo padre di un cucciolo di kong, non scatta alcuna “scintilla”… se non quella della violenza!
Invece di creare una famigliola sull’isola, visto che gli umani ormai disprezzano le creature a cui devono totalmente la propria sopravvivenza, i due kong cominciano ad aggredirsi pesantemente, e interrompono solo quando due pterodattili ghermiscono il cucciolo. Il turbinio di violenza e sangue riempie tutto l’albo ed è un bene, visto che non sembra esserci altra trama.

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Ormai la micro-storia dell’accampamento umano su Kong Island è conclusa, e la solita quota rosa è rispettata: la buona della storia, nonché eroica salvatrice, è una giovane donna e il canone di questi anni Duemila è rispettato. Ovviamente mica una donna qualunque, no: la più umile e incompresa, allontanata da tutti che invece diventa regina. Mica siamo qui ad inventare cose nuove…
Per fortuna gli spettacolari disegni di Carlos Magno ammaliano e riempiono gli occhi e il cuore: è solo per lui che questa saga merita di essere letta. E il mio senso di zinefilo mi dice che sarà comunque meglio del film…

L.

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Kong of Skull Island (2016) 7

Cover di Nick Robles
Cover di Nick Robles

Settimo numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

A gennaio 2017 la Boom! Studios ancora continua la storia di Skull Island che ci spiega la nascita dell’insediamento umano che troveremo nel film King Kong (1933). Sempre in attesa del film Kong of Skull Island in arrivo nei cinema il 9 marzo prossimo.
Ormai la vicenda sembrava conclusa, almeno quella umana, e distrutta la loro isola da un’eruzione ormai i nostri protagonisti si sono trasferiti a Skull Island, innalzando alte mura per proteggersi dai tanti mostri che la abitano. Però dietro le mura ci sono finiti anche i kong che hanno salvato loro la vita…

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La kong Valla ha sempre goduto di altissima considerazione tra gli uomini ed ha salvato loro la vita durante il difficile trasferimento a Skull Island, ed ora è considerata alla stregua di uno degli altri animali dell’isola. Una bestia di cui aver paura e disprezzo. Una bestia da tenere reclusa al di là del muro.
Valla passa un anno in totale solitudine, circondata solo da mostri, finché il legame con gli umani non si spezza completamente: quei piccoli insetti di carne sono solo degli ingrati, così ossessionati dalle loro piccole beghe, dai loro odii e dalla loro brama di un potere che definire effimero è davvero riduttivo.

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Un giorno Valle incontra un cucciolo di kong in una grotta, e di lì a poco incontra anche il padre: che sia l’inizio di una famiglia… tradizionale?

kong7cGià ho parlato del fenomeno dell’allungamento di brodo di quelle saghe che superano i quattro numeri canonici – tipo Aliens: Defiance e Conan the Slayer – e questo di Kong of Skull Island potrebbe sembrare un altro caso, ma per fortuna c’è una differenza: la storia principale è sin dall’inizio stata abbastanza secondaria rispetto alla vera attrattiva del fumetto. Le botte titaniche!
La spettacolarità di questa saga è che la Boom! Studios punta molto sugli splendidi disegni di Carlos Magno e ad ogni numero assistiamo a meravigliosi scontri dinamici e potenti di uno scimmione contro vari mostri, e quelle scene ci riempiono gli occhi a tal punto che l’allungamento della trama ci sembra un elemento non di rilievo.

A guardare bene potremmo dire questo settimo numero è in realtà il primo di una possibile seconda storia. Nei primi sei abbiamo visto le peripezie degli umani per stabilirsi a Skull Island, e per la prima volta ora assistiamo ad un numero completamente dedicato ad uno dei kong: che sia l’inizio di una saga che ci spiega la nascita del sacrificio umano che abbiamo visto nel mitico film di Merian Cooper? Lo scopriremo tra un mese.

L.

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Kong of Skull Island (2016) 6

Cover di Nick Robles
Cover di Nick Robles

Sesto numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

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Malgrado non sembra essere l’ultimo numero della saga, è sicuramente il momento in cui i nodi vengono al pettine: lo scontro fra i kong e il mostrone a due teste è di quelli che riempiono gli occhi…

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Botte gigantesche ci fanno capire quanto il fumetto abbia superato di molto il povero cinema, forma di intrattenimento ormai esangue ma soprattutto incapace di regalare la meraviglia anche di una sola delle vignette di questa saga. Temo che il Kong che vedremo presto su grande schermo sarà un ben misero spettacolo rispetto a questa sorta di prequel a fumetti…

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I protagonisti umani sistemano le loro beghe e il mostrone è battuto: cosa mai resta da dire? Lo scopriremo con l’anno nuovo.

L.

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Big Trouble in New York (2016) 3

Cover di Daniel Bayliss
Cover di Daniel Bayliss

Novembre 2016, continua lo scontro più epico del mondo dei fumetti: Jack vs Snake!
La grande Boom! Studios presenta l’atteso, incredibile ed irriducibile “Big Trouble in Little China / Escape from New York” n. 3.
Per chi fosse stato scongelato oggi da un sonno criogenico durato cinquant’anni, ricordo che il fumetto fonde i personaggi di 1997: fuga da New York (1981) e Grosso guaio a Chinatown (1986).
Ricordo che Evit del blog “Doppiaggi Italioti” ha da poco scritto un meraviglioso post su Jena e il suo film.

bigtrouble3aGià il mondo non è grande abbastanza per un solo Plissken… figuriamoci cosa po succedere se il demone Lo-Pan lo inonda di Plissken in varie forme!

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I nostri eroi continuano la loro fuga cercando di sopravvivere agli attacchi dei vari Plissken, ma soprattutto cercando di conservare un briciolo di umanità perché la barbarie non si impadronisca completamente del mondo: con Snake/Jena a bordo, la cosa è abbastanza difficile…

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Lo-Pan vuole Jack ad ogni costo, e forse l’unica soluzione… è dargli un Jack vestito da Snake!
Continua irrefrenabile questo piccolo gioiello, che chiude i bellezza il 2016 e si appresta a conquistare anche il 2017.

L.

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WWE (2016) Then. Now. Forever 0

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La sempre mitica Boom! Studios presenta a dicembre il numero zero di una saga che omaggia il wrestling: “WWE: Then. Now. Forever“.
Dennis Hopeless ai testi e Dan Mora ai disegni.

Il wrestler Seth Rollins ha organizzato un tris di lottatori, insieme a Dean Ambrose e Roman Reigns, che si fa chiamare Shield. Quando sono insieme, nessuno può batterli.

wwe0aI tre fanno cose strane e dicono cose strane, finché un avversario battuto cerca vendetta fuori del ring, costringendoli a menare duro.

wwe0bI tre vivono e lottano insieme come una famiglia… finché Seth, all’inizio di un incontro, prende una sedia e comincia a pestare gli altri due. Che è successo? Lo scopriremo nel primo numero della serie, a gennaio. O almeno lo farete voi, perché io mi fermo qui.

Gli americani adorano il wrestling e sfornano in continuazione questi fumetti, ma proprio non riesco a capirli, sebbene mi intrighino: cerco storie di lottatori e invece mi trovo di fronte cazzoni inutili che vivono come fossero perennemente sul ring. Ma che personaggi sono quelli che vengono mostrati nella vita quotidiana a comportarsi come fanno davanti al pubblico?
Ogni tanto provo a spulciare qualcuna di queste storie ma sono solo delusioni…

L.

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Big Trouble in New York (2016) 2

Cover di Daniel Bayliss
Cover di Daniel Bayliss

Novembre 2016, continua lo scontro più epico del mondo dei fumetti: Jack vs Snake!
La grande Boom! Studios presenta l’atteso, incredibile ed irriducibile “Big Trouble in Little China / Escape from New York” n. 2.
Per chi fosse stato scongelato oggi da un sonno criogenico durato cinquant’anni, ricordo che il fumetto fonde i personaggi di 1997: fuga da New York (1981) e Grosso guaio a Chinatown (1986).

bignewyork2aLa storia procede più cazzona che mai, puro divertimento che prende in giro entrambi gli universi narrativi da cui provengono i due protagonisti.
La civiltà è crollata e ormai il mondo è in mano a teppisti motorizzati tipo Mad Max. Il Governo federale è riuscito a salvare un unico frutta della cultura ormai tramontata: voleva salvare il meglio della produzione intellettuale degli Stati Uniti… e invece è riuscito a conservare solo una compilation di successi della cantante country Blind Apple Mary. Guarda caso la preferita di Jack Burton.
Snake ha invece un ricordo diverso: la suonava la radio durante l’assedio di Stalingrado del 1995… nella sua realtà distopica, ovviamente.

bignewyork2bDifendere la struttura dov’è conservata l’ultima traccia della cultura umana è un impegno difficile, soprattutto vista la violenza dei teppisti motorizzati, ma Jack e Snake possono tutto. Soprattutto se al gruppo si unisce Hauk! (Disegnato più simile a Carpenter che a Van Cleef.)

bignewyork2cOgni vignetta è puro divertimento caciarone, sono sicuro che lo sceneggiatore ha sghignazzato dall’inizio alla fine. E alla fine ha voluto calare l’asso: il ritorno di Lo Pen!
Non rimane che attendere i nuovi sviluppi di una saga assolutamente imperdibile.

L.

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Kong of Skull Island (2016) 5

Cover di Nick Robles
Cover di Nick Robles

La Boom! Studios continua a tornare indietro nel tempo, a quel 1933 in cui Merian C. Cooper creò quel mito immortale chiamato King Kong – a cui ho dedicato un lungo ciclo di post nel mio blog Il Zinefilo – un gorilla gigante che abita nella sperduta Isola del Teschio.
Quinto numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno (Carlos Magno Carneiro de Oliveira, classe 1976).

kongskullisland4aSono passati cinque giorni da quando i Tagu-Hatu sono sbarcati sule coste di Skull Island, ma sembrano infiniti: l’esercito di mostri violenti che l’isola riversa loro addosso non concede sosta e fa sembrare impossibile la vita su quella terra. Ma ormai il vulcano ha distrutto la loro isola e non c’è altro posto dove andare.
I kong sono rimasti in pochi e devono lavorare a tempo pieno per difendere i loro padroni umani.

kongskullisland4bL’odiata regina non riesce ad imporsi sul popolo mentre scopriamo che Ewata – addestratrice di kong ex amante del Principe – è incinta e questo è un problema: porta in grembo sangue reale mentre la regina è solo una sposa furbetta.
Ma il problema più grosso… è che c’è un problema più grosso! Cioè un mostro talmente mostro da far paura ai mostri… e questo abominio non tarda a mostrarsi!

kongskullisland4cAumentano i mostroni e le mazzate scimmiesche: qui si rischia davvero di avere una delle migliori saghe di questo 2016…

L.

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