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[Fumetti Erotici] Bionika 3 – Autosexcomputer (1984)

Nel 1984 la Edifumetto di Renzo Barbieri raccoglie uno spunto di grande moda: il tema delle ginoidi, proprio nell’anno in cui – a insaputa di tutti – viene inventato il nome per indicarle. (Per sapere tutto sulle donne artificiali, vi rimando al mio saggio.)
La testata dunque si chiama “Bionika” e il terzo numero è intitolato “Autosexcomputer” (agosto 1984).

In una villa nel Missouri – come ci sia arrivata non saprei – Miss Turbo si gode la bella vita e ne approfitta per regolare la voce robotica del suo assistente Monky: tocca qualche tasto sbagliato e se è vero che la voce si sistema… c’è un malfunzionamento di tipo sessuale!

Il personaggio di Monky esce subito di scena perché il professore ha lasciato detto che il suo cervello dev’essere trasferito «nella macchina chiamata Car… realizzando così un autocomputer perfetto e indistruttibile».
Miss Turbo esegue e inizia un’avventura rombante che prende in giro la serie TV del momento: Supercar. Ma rispetto al Kit televisivo quest’auto ha delle appendici molto funzionali che fuoriescono dal cruscotto…

Storiella molto veloce e deludente: spero non sia questo il livello di una serie che comunque era nata molto bene…

L.

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[Fumetti Erotici] Bionika 2 – La superfemmina (1984)

Nel 1984 la Edifumetto di Renzo Barbieri raccoglie uno spunto di grande moda: il tema delle ginoidi, proprio nell’anno in cui – a insaputa di tutti – viene inventato il nome per indicarle. (Per sapere tutto sulle donne artificiali, vi rimando al mio saggio.)
La testata dunque si chiama “Bionika” e il secondo numero è intitolato “La superfemmina” (agosto 1984).

Se Miss Turbo si ritrova orfana, visto che il professor Manson che l’ha creata è appena morto d’infarto, acquista anche un “fratello” robotico, l’androide Monky – che impreca urlando «Porco Basic!» – che però non ci pensa proprio a rimanere nel ruolo di fratello: per mettere subito le cose in chiaro, se la bacia appassionatamente.
In realtà è un modo per passarle informazioni tramite la lingua – presa USB ante litteram! – e addirittura si parla di una mole tale di informazioni… da usare il termine kbytes! Per essere il 1984 siamo molto avanti con il linguaggio tecnologico…

Non manca il messaggio registrato del professore in cui specifica a Miss Turbo – che chiama già Robotika – il motivo per cui l’ha creata:

Tu, Bionika, avrai una missione nella vita: ripulire la nostra società dalle malattie, dalle brutture… dal bigottismo… dalle frustrazioni.

Ma che missione è? Che vuol dire “ripulire dalle malattie”? Ma chi è, Battiato?

Scopriamo che per questa strana missione Bionika è stata dotata di alcune parti “bioniche”, perché in questo guazzabuglio di storia la protagonista è a metà fra uno zombie informatico – cioè il corpo di una morta riportato in vita tramite fumose procedure computerizzate – e la Jaime del telefilm La donna bionica (1976), all’epoca in onda su Italia1.
Però oltre alle parti bioniche all’incirca in comune con la protagonista televisiva… ha anche qualcos’altro di bionico!

Qui scopriamo che Monky è sì un androide ma con reazioni molto umane, e a forza di smanacciare Bionika per motivi di misteriosa tecnologia – deve stabilizzare i suoi “Alpha Micro” – la questione si ingrossa e il problema fuoriesce dai pantaloni.
La nostra protagonista non può fare a meno di notare che l’androide è fatto molto somigliante ad un uomo normale, ma Monky cerca di spiegare: il suo membro è in pelle sintetica, dentro è tutto circuito. Al che la donna sfoggia la battutona dell’anno: «E allora circuiscimi!»
Novanta minuti di applausi!!!

A bordo della loro C.A.R. (Computer Auto Rex), una leggerissima citazione della serie TV Supercar (1982), Monky e Bionika iniziano la loro epopea di avventure informatiche.

Non rimane che pregustare le fantasie computerizzate degli anni Ottanta!

L.

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[Fumetti Erotici] Bionika 1 – Più unica che rara (1984)

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Nel 1984 la Edifumetto di Renzo Barbieri raccoglie uno spunto di grande moda: il tema delle ginoidi, proprio nell’anno in cui – a insaputa di tutti – viene inventato il nome per indicarle. (Per sapere tutto sulle donne artificiali, vi rimando al mio saggio.)
La testata dunque si chiama “Bionika” e il primo numero è intitolato “Più unica che rara!“: ai disegni mi dicono esserci il mitico Giovanni Romanini, e scusate se è poco!

bionika1aSeka Diamond è la capitana delle Footbells, la squadra femminile più amata e vincente d’America. Però durante un trasferimento in aereo un incidente fa crollare il velivolo e l’intera squadra perde la vita: Seka si salva per un soffio solo purché era in bagno.
Con il corpo maciullato, viene salvata grazie all’aiuto del professor Alistair Manson – allievo numero uno di Einstein nonché creatore della robotica (!) – e del suo bell’androide Monky. In realtà lo scienziato finge di fallire e per il mondo Seka Diamond è morta come tutte le sue compagne di squadra: il suo cadavere invece viene rubato da Monky e “rianimato” da Manson.

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«Tu sei una donna bionica», spiega il professore alla nuova donna che si sveglia sul lettino operatorio, completamente immemore di sé. Lo stesso Manson le dà un nome che testimonia la vera grande creatività italiana: Turbo… Miss Turbo. A volte basta sostituire una “a”…

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Tutto il lavoro scientifico non sembra valere un lavoro di bocca, quindi Manson cede alla tentazione di sfruttare la sua donna bionica per imprese erotiche più che eroiche: mal gliene incoglie e mentre si spupazza Miss Turbo… un infarto se lo porta via.
Perso il suo padre putativo, la donna bionica – che d’un tratto si auto-battezza Bionika a sorpresa – rimane sola insieme all’aitante androide Monky, pronta ad iniziare mille avventure.

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Tecnicamente la protagonista della testata non si può definire ginoide, essendo nata da ventre umano e non costruita, però lo sceneggiatore cerca di rifarsi a più spunti e lascia molto sul vago come abbia fatto il professore a riportare in vita il cadavere di Seka: le ha dato elettricità in omaggio a Frankenstein (come anche ammesso in una nota a testo), ma è forte l’atmosfera da “donna potenziata” come dal settembre 1982 si vedeva nelle nostre TV con la serie La donna bionica (1978).
Non escludo che lo sceneggiatore avesse ben presente il film Android (1982), in Italia dall’agosto 1983, rielaborazione di Roger Corman degli androidi di Blade Runner (1982), con Klaus Kinski che costruisce una ginoide che prende vita nello stesso vago ed inspiegato modo di Bionika. Ma in fondo il tema era forte nell’aria, vista la nascita nel 1983 del manga Nanà Supergirl di Hideo Azuma, trasformato in anime giunto in Italia nel settembre 1984.

Per un’altra recensione del fumetto, vi rimando al blog Zora, Sukia, Ulula e le altre.

L.

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[Fumetti Erotici] Jacula 164 – Bambole di gomma (1975)

jacula164Torno a parlarvi di Jacula con il numero 164 della sua collana (6 agosto 1975) edita dalla milanese Ediperiodici. (Ricordo il modellino del personaggio che ho presentato nel mio blog Myniature.)

jacula164aDopo aver ucciso il grande Charles schiacciandolo sotto una pressa, Jacula si rifugia in una costruzione dall’aria disabitata, ma ad un tratto nella penombra vede… se stessa! Cioè un manichino che la ritrae in ogni particolare. Ogni!

jacula164bC’è solo un uomo che la conosce così bene da poter creare una bambola così minuziosamente perfetta: l’amato e perso Carlo Verdier.
La curiosità è fatale a Jacula e viene presa in trappola dall’uomo che ha costruito quella e tante altre bambole, l’artigiano che amò la bambola che ritraeva il suo perduto amore e da allora costruisce per ricchi signori donne sempre disponibili e sempre perfette. Dotandole di apparati sessuali artificiali perfettamente funzionanti!
Non mancano i maschietti e anzi l’uomo vuole farne provare uno a Jacula, che accetta perché spera le vengano liberate le mani: invece l’artigiano le fa “provare” una bambola maschile senza slegarla.

jacula164cSolo a causa di un guasto la donna riesce a distrarre l’artigiano e a morderlo, rendendolo suo schiavo. Scopre p ero che non sa chi sia il committente che però ha lasciato dei disegni su come voleva la bambola: disegni firmati da Toulouse-Lautrec!
gynoidPurtroppo dopo averlo sedotto Jacula non ottiene alcuna informazione dal celebre pittore: l’unica è aspettare che Verdier torni dall’artigiano per fare la revisione alla bambola. Così scopriamo una processione di ricchi signori che si sono fatti fare bambole a misura della propria perversione.

C’è chi le vuole sanguinanti perché ama torturarle durante l’amplesso, c’è chi le vuole calde e chi fredde… e poi c’è il Conte De La Froche che tiene fede al proprio nome e preferisce bambole di maschietti.
Con questa sequenza di vizi artificiali si chiude l’albo, senza sapere se Jacula tornerà ad incontrare Carlo Verdier. L’unica cosa che sappiamo è che il tema delle donne artificiali offre sempre nuovi spunti, come vi racconto nel mio saggio Gynoid. Duecento anni di donne artificiali.

L.

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[Fumetti Erotici] Cimiteria 27 – Il bambolone (1983)

Cimiteria27Già ho raccontato le origini di Cimiteria, l’eroina resuscitata dal gobbo Quasimodo che ora le fa da servitore: un intreccio che mi sono divertito ad omaggiare nel mio ebook Anita Nera e relativo sequel.
Purtroppo la rarità del fumetto mi costringe a procedere a balzelloni, così dalla raccolta “Super Cimiteria” n. 14 (marzo 1983) leggo il numero 27 della collana, “Il bambolone“.

Scopro che nei numeri precedenti  – che spero un giorno di trovare – Quasimodo e il professor Gunnivet hanno messo su un’attività niente male: utilizzando le donne robot costruite dal professore, Quasimodo gestiva un bordello per ricchi signori! Le donne artificiali però “malfunzionano” e finisce tutto in un mare di sangue.
Cimiteria non è dispiaciuta per i ricchi bensì per se stessa: voleva tanto che il professor Gunnivet gli costruisse… un bambolone!

Cimiteria27_AIntanto all’insaputa dei nostri protagonisti la ginoide Wilma è sopravvissuta all’incendio del bordello e, senza memoria, viene trovata nel bosco dal baronetto Reginald Lancaster, che vedendola mezza nuda prontamente se la impalma… Nel senso che la chiede in sposa!

Cimiteria27_BIl baronetto convola a nozze con la donna robot ignara di esserlo, e ovviamente i nodi vengo al pettina la prima notte di nozze…

Cimiteria27_C… ma le cose non vanno come si potrebbe immaginare. Wilma ritrova la memoria proprio mentre l’ardente neo-marito vuole consumare il matrimonio, e decide di confessare tutto: si “svita” un seno e mostra la sua artificialità allo stupefatto amante.
Riavvitatasi la mammella robotica, Wilma torna la formosa ed appetibile donzella di cui il baronetto si è invaghito, e visto che l’ardore coniugale preme… non è il caso di fare tanto gli schizzinosi…

Intanto Cimiteria è stata servita dal professore Gunnivet di un bel bambolone proprio come lo voleva lei, anche se però… momentaneamente manca proprio l’ingrediente principale…

Cimiteria27_DNon stupisce che il povero Quasimodo gelosone si senta minacciato: sebbene il suo amore per la bionda signora sia puro, il suo corpo deforme non potrà mai competere con un prestante ragazzone artificiale. Così nottetempo, mentre tutti dormono, pensa bene di “svitare” la testa dell’androide e manomettere qualcosa a caso: sicuramente questo provocherà un malfunzionamento e Cimiteria desisterà dal toy boy artificiale.
Le cose però non sembrano andare secondo i piani…

Cimiteria27_EIl povero Quasimodo si strugge mentre Cimiteria e Roberto, il robottone, si lanciano in una maratona sessuale da primato olimpico, ma quando la donna chiede un attimo di tregua… scopre che il “bambolone” è andato in tilt! Novello Penetrator ora la sua unica funzione è soddisfare la donna che non riesce più a sfuggire alla sua “presa sessuale”.
A nulla valgono gli sforzi di Quasimodo di fermare l’androide, anche staccandogli la testa non si arresta la sua spinta pelvica che sta torturando Cimiteria: l’unica è trovare il bottone di spegnimento installato dal professor Gunnivet. E dove mai avrà messo questo bottone il professore birichino? Ovviamente nell’unico orifizio disponibile…

Cimiteria27_FNeutralizzato il robottone e deciso di desistere dall’amore artificiale, Cimiteria e Quasimodo scoprono che Gunnivet è morto nell’incendio del suo capannone: non sanno che è stata la ginoide Wilma a cancellare quello scomodo testimone della sua essenza robotica. Le due donne si incontrano e trovano un accordo pacifico: vivranno serenamente le loro vite senza darsi fastidio.
La nostra bionda eroina decide così di cambiar vita e va a vivere in campagna con il fido Quasimodo, pronta per nuove misteriose avventure.

gynoidCimiteria è il mio sexy-fanta-fumetto preferito: adoro di più Ulla come donna, ma le sceneggiature di Cimiteria sono imbattibili!
Purtroppo mi tocca leggerle in ordine sparso perché sono fumetti difficili da recuperare, ma già devo ringraziare per quelli che sto riuscendo a trovare.

Per finire ricordo che ho trattato le ginoidi e le donne artificiali – non nuove al fumetto erotico – nel mio saggio digitale: “Gynoid. A forma di donna“, dove cerco di mettere a fuoco l’ambivalente comportamento maschile di fronte alle varie donne artificiali create in Occidente dal 1815 al 2015: ogni uomo è attratto dalla donna artificiale, ma poi la disprezza e la distrugge.
Costa solo 99 centesimi ed è disponibile in ogni formato e per ogni lettore.

L.

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Aliens – Purge (1997)

Cover di Den Beauvais
Cover di Den Beauvais

So che non vi piacciono le date, ma in questo caso è fondamentale darne qualcuna. Come per esempio il 23 dicembre del 1996, che è la data in cui la Twentieth Century Fox Film Corporation deposita il copyright del quarto film alieno: Alien Resurrection. (In realtà le riprese sono iniziate almeno da un mese.)
gynoidSolamente il 28 gennaio 1997 successivo risulta depositata la sceneggiatura di Joss Whedon e, come faccio notare nel mio saggio Gynoid. Duecento anni di donne artificiali, il 22 febbraio 1997 gli scienziati danno al mondo l’annuncio ufficiale della nascita di Dolly: l’ottavo esperimento riuscito ma annunciato al mondo un mese dopo che Whedon crei l’ottava replica di Ripley. (Non fatevi ingannare dal numero, probabilmente Whedon ha scopiazzato dal film Eve of Destruction, dove infatti solo l’ottava ginoide creata dalla protagonista “prende vita”.)

AliensPurge_ADove voglio arrivare con questo discorso di date? È presto detto: mentre la Fox sta preparando il quarto film alieno per farlo uscire nei cinema a novembre del 1997, il 27 agosto la Dark Horse Comics fa una carognata: “brucia” il personaggio protagonista…
Con “Aliens: Purge” di Ian Edginton (Star Wars, Planet of the Apes, Xenia) e Phil Hester (Species) assistiamo ad una Ripley 8 ante litteram: la ginoide Eloise.

Chiamata familiarmente Ellie, è una ginoide creata all’istituto Adullam Research Facility, laboratorio non propriamente legale guidato dal dottor Fred Lichtner. Al contrario degli altri androidi, Ellie non è stata costruita: è cresciuta da un embrione creato con il DNA della Regina Aliena. «In altre parole – spiega il dottor Lichtner, – ho infettato un uovo alieno con un virus bio-informatico che ha cancellato e riscritto il DNA creando un androide invece che un alieno.»
AliensPurge_BEloise è più veloce degli umani ed ha sviluppato un forte senso di protezione nei confronti degli alieni. Quando il colonnello Gautier arriva sul planetoide del laboratorio e, presone il comando, inizia a massacrare gli alieni, Eloise reagisce e si schiera dalla parte degli xenomorfi che ritiene propri figli, sterminando gli umani.

Le somiglianze tra Eloise e Ripley 8 sono molte, anche nella resa grafica: che sia uno sbotto di acido della Dark Horse che vuole ricordare che la saga di Aliens è molto più sua che della Fox?

L.

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Speciale 8 marzo

AvPWarBuon 8 marzo dalla protagonista di Aliens vs Predator!

Per l’occasione, se volete un regalo originale per la Festa dell Donne vi consiglio il mio saggio digitale “Gynoid: a forma di donna. Duecento anni di donne artificiali”, in vendita nelle migliori librerie on line a soli 99 centesimi.

gynoidL.