Archivi tag: Mummy

Ragar 42 (1947) Il mistero della mummia

È arrivato in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Nata nel 1946, la testata “Ragar” della Victory presentava le avventure di un eroe mascherato… molto poco! Infatti il protagonista girava vestito da banchiere con una semplice mascherina sugli occhi.

Questo numero 42 (7 giugno 1947) presenta sprazzi di Egitto-mania con tanto di sarcofago e mummia “mobile”.

Dopo averla rincorsa in lungo e in largo, Ragar scopre che la mummia… è in realtà una semplice donna bendata! Ammazza che colpone di scena…

È sempre divertente leggere questo patrimonio dimenticato dell’editoria italiana: sono fumetti d’altri tempi ma sono i nostri tempi, e averli cancellati non ci fa certo onore.

L.

– Ultimi post simili:

Tex 452-454 (1998) Il risveglio della mummia

È arrivato in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Dopo vent’anni il ranger più famoso del fumetto italiano è tornato a sfiorare l’argomento egizio, e visto che la testata “Tex Willer” vive un successo ininterrotto da quasi 70 anni, non si possono contestare le politiche editoriali della Sergio Bonelli Editore, dato che a quanto pare funzionano.

Così ogni volta che anche solo si accenna a qualcosa di sovrannaturale bisogna per forza infilarci il personaggio di El Morisco, e ogni volta che c’è lui per forza bisogna chiamare a disegnarlo Guglielmo Letteri, il secondo papà grafico di Tex dopo Galep. Visto che il disegnatore romano è morto nel 2006, chi disegnerà ora El Morisco? Lo ignoro, visto che mi tengo sempre a debita distanza da un fumetto che ho molto amato ma che non sopporto più.

Per esempio trovo intollerabile il fatto che il 95% di ogni storia di Tex sia fatta di lunghe e noiosissime chiacchiere: pagine, pagine, pagine e pagine di chiacchiericcio… ma come facevo a sopportarle da ragazzo?
Non stupisce dunque che questa storia dura quasi tre albi interi: se si togliessero le inutili chiacchiere, non durerebbe neanche 10 pagine…

In mezzo a un mare di parole in libertà, scopriamo brani della vita del giovane Morisco, che s’è innamorato di una donna che… ammazza che noia!
Neanche una sola vignetta riesce a farmi mantenere l’attenzione: ma come ho fatto ad amare questa noia mortale per così tanti anni?

Sono figlio di un texiano ed ho molto amato il personaggio, quand’ero ragazzo (diciamo fra i 14 e i 19 anni), ma onestamente ora non trovo nulla da salvare di queste storie mortalmene noiose, fatte solo di bla bla bla.

L.

– Ultimi post simili:

[Fumetti Erotici] Jacula 3 – Il bacio della mummia (1969)

È arrivato in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Unisco il Ciclo Mummie con i fumetti erotici per questo numero 3 (aprile 1969) della testata “Jacula“, dal chiaro titolo “Il risveglio della mummia“.

Jacula e Verdier fanno e dicono cose noiose che non vale la pena leggere. Quel che importa è che nottetempo aprono un sarcofago per profanarne la mummia.

Per fare un lungo viaggio, infatti, Jacula decide di bendarsi e fingersi mummia, per risvegliarsi alla meta.

La mummia, gettata in mare, non la prende bene e comincia ad ammazzare la gente.

Quando sta per colpire Jacula, vede in lei l’immagine dell’amata Nefertis, la donna che settemila anni prima gli è costata la mummificazione.

Cerca di amare Jacula ma si scioglie e muore. Va be’, nel 1969 in effetti era una storia ancora non banalissima…

L.

– Ultimi post su Jacula:

– Ultimi post sulla mummia:

Série Jaune 24 (1976) L’idole de pierre

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

La collana francese “Série Jaune” (serie gialla) della Elvifrance presentava negli anni Settanta fumetti erotici italiani tradotti – da Maghella a Lucifera, da Isabella a Jacula – ma anche (credo) storie autoctone come questa: “L’idole de pierre“. (In mancanza di firme, non so se in realtà sia anche questa italiana tradotta.)

In una piramide Maya viene trovato un idolo di pietra a forma fallica, che fornisce alla storia tanti spunti di sceneggiatura: tutti mancati, visto che non è un fumetto erotico ma solo “immaginato”. (Più che qualche seno nudo non mostra, quindi il resto tocca immaginarselo.)
Lo spirito imprigionato porta la protagonista alla piramide così che il demone possa tornare di carne ma poi le riesce ad ucciderlo, morendo nel tentativo. Tutto qui.
Molto meglio presentare qualche immagine “mummiosa”!

L.

– Ultimi post simili:

L’ispettore Coke (1983) La mummia

Cover di Dino Battaglia

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Nel 1982 la rivista “Alter Alter” inizia ad ospitare le avventure a puntate di un nuovo eroe a fumetti: l’ispettore Coke, scritto e disegnato dal veneziano Dino Battaglia, ormai alla fine della sua vita. (Lo aiuta l’inseparabile moglie Laura.)

Solamente due storie vedranno la luce prima della scomparsa dell’autore: I delitti della fenice e questo La mummia che nell’ottobre 1984 – ad un anno esatto dalla morte di Battaglia – la casa editrice L’Isola Trovata di Sergio Bonelli raccoglie in volume. (Numero 5 della collana “I Protagonisti”.)
Un’altra ristampa arriva nel 2003 grazie alla Grifo Edizioni.

Siamo nella Londra di fine Ottocento o giù di lì (non c’è una vera data) e un uomo misterioso va in giro nelle notti nebbiose a sfregiare prostitute. Siamo autorizzati a pensare possa trattarsi del “giovane” Jack lo Squartatore ma non è mai citato. Anche perché verrà fermato da un mostro più mostro di lui!
Sul caso dello sfregiatore sta indagando l’ispettore Coke di Scotland Yard, ma appena trova il colpevole questi gli viene ucciso. C’è un nuovo assassino in città… ed ha vari millenni sulle spalle!

Più che su una trama complessa – a storia è gradevolissima ma fin troppo lineare e scontata – il fumetto si basa su uno splendido stile grafico, su immagini splendide ed atmosfere gustosissime. Rimane una splendida chicca del fumetto italiano – e “mummiano”! – ma non è una storia da strapparsi i capelli…

L.

– Ultimi post simili:

Domino Lady vs Mummy (2011)

Cover di Dan Brereton

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Rimane avvolto nel mistero chi fisicamente scrivesse le storie che portavano la firma dello pseudonimo Lars Anderson, di proprietà della Fiction House. Ciò che si sa con sicurezza è che gli autori che vendevano racconti alla rivista “Saucy Romantic Adventures”, negli anni Trenta, non lo andavano a pubblicizzare in giro: la fama da soft-porno della rivista non arricchiva certo il curriculum di quegli scrittori. Dalle pagine di una pubblicazione venduta sottobanco nasce, nel maggio 1936, l’eroina The Domino Lady.

Ellen Patrick è una donna colta e dell’alta società, ma quando suo padre viene ucciso decide di indossare una maschera e di girare con una pistola per vendicarsi, utilizzando in realtà le ben più potenti armi del fascino femminile.
Con solo sei storie, apparse tutte in quel 1936, The Domino Lady si ritaglia un piccolo posto fra le eroine pulp, e quando nel 2009 la Moonstone Books l’ha recuperata per affidarla al mondo dei comics, il personaggio si è ritrovato a misurarsi con pezzi da novanta come The Spider e addirittura Sherlock Holmes.

Le è capitato anche di affrontare un classicone con la storia singola “Domino Lady vs Mummy“, scritta da Nancy Holder e Bobby Nash, con i disegni di Rock Baker.

La storia è velocissima e non molto soddisfacente. Come sempre la nostra bionda protagonista agisce nella rutilante Los Angeles dalle mille contraddizioni, dove alla corruzione del mondo cinematografico si affianca la passione insana per i culti antichi, tanto da avere una setta che evoca malefici egizi.
Indagando per il suo partner – il detective hardboiled Morgan “Mad Dog” Vernia – Domino Lady sgominerà la setta… che in fondo è formata solo da una donna e una mummia!

Forse disegni approssimativi e una storiella poco incisiva non sono l’accoppiata migliore per riportare in vita un’eroina dimenticata del pulp, quindi non stupisce che questo esperimento della Moonstone non abbia fatto molta strada. Però ha fatto in tempo a finire in questo ciclo dedicato alle mummie!

L.

– Ultimi post simili:

Tex 228-229 (1979) La piramide misteriosa

Cover di Galep

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Nella sua carriera quasi settantennale, anche il ranger più famoso d’Italia ha avuto occasione di vivere avventure ai confini della realtà. Mai così fantasiose come il suo fratello più giovane Zagor, ma comunque belle fantastiche.
Così il re del fumetto italiano, Tex Willer, nell’ottobre del 1979 si ritrova immerso nella magia egiziana, affiancato come sempre dal personaggio che sbuca fuori ogni volta la collana “Tex” si affaccia nel genere weird western: El Morisco, il curandero bianco. E purtroppo ai disegni c’è sempre lui, Guglielmo Letteri, che non ho mai amato sebbene sia stato per tutta la vita il secondo padre di Tex.
Nei numeri 227 e 228, dunque, appare la storia in due parti “La piramide misteriosa“.

Il “titolare” Gianluigi Bonelli ci porta a Pilares, dove il perfido Rakos all’interno della sua piramide ordisce terribili sortilegi egizi portando in vita i suoi ushebti, figurine risalenti appunto alla cultura dell’antico Egitto.
Ci vorranno 30 infinite pagine di chiacchiere ininterrotte per spiegare la presenza di Rakos lì, e del perché stia usando riti egizi. Ho già letto questo albo da ragazzo quindi non mi va assolutamente di sorbirmelo un’altra volta! Mi basta gustarmi il fatto che il mago mandi in giro per la notte un jaani, cioè un servitore-scimmia a cavallo d’un cane…

Tex e Kit ammazzano la scimmia in una vignetta e poi partono altre 80 pagine fitte fitte di testo. Ammazza quanto chiacchiera ‘sto Tex, mica me lo ricordavo! Mi sa che la sceneggiatura di questa storia occupava due pagine e dovevano allungarla fino a due interi numeri…

Rakos ha il corpo raggrinzito come una mummia e di giorno dorme in un sarcofago, svegliato poi dai pipistrelli. Mi sa che qui si sta facendo un minestrone di mostri…
Resosi conto di essere circondato da nemici – mediante noiosissime chiacchiere Tex ha convinto gli indiani del posto ad assaltare la piramide, stufi di sentire il ranger parlare! – l’oscuro sacerdote “attiva” tutti gli animali dell’arca di Noè contro i “buoni”…

Tutti ‘sti animali che fanno? Vanno a casa del Morisco e gliela distruggono. Tutto qua? E per buttar giù una catapecchia nel deserto c’era bisogno di fare ‘sto casino? Rakos poteva attivare un paio di muratori egizi…
Tornato a dormire nella bara, il sacerdote non sa che Tex ha un piano diabolico: con la potenza della sua infinita chiacchiera, a forza di parlare per pagine e pagine fa crollare la piramide, seppellendo Rakos. O forse no? (Se Mefisto ci ha insegnato qualcosa è che i maghi cattivi non muoiono mai.)

Un momento… e la mummia che stava in copertina? Non ci posso credere, ancora un’altra truffa! Ormai appena c’è un essere bendato sulla copertina di un fumetto penso subito a un classico “pacco” all’italiana…
Va bene che sono passati decenni da quando ero appassionato di Tex, ma davvero non lo ricordavo così insopportabile: possibile che io sia cambiato così tanto? Visto che in tempi più recenti il nostro ranger è tornato ad affrontare una mummia, scopriremo presto se è migliorato col tempo.

L.

– Ultimi post simili:

Satanik 204 (1972) La vendetta della mummia

Cover di Magnus

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Dopo Kriminal, un altro celebre personaggio del nero a fumetti italiano ha affrontato il tema della mummia: sto parlando di Satanik, eroina più amata che letta.
Il numero 204 (15 novembre 1972) si intitola “La vendetta della mummia“, sempre targato Editoriale Corno.

Siamo a casa di Henry Puissak, uno degli uomini più ricchi di Las Vegas. Questi sa che la moglie Martha se la intende con Mickey Callaghan, direttore del locale museo egizio, ma non è questo il problema: non è il tradimento a dar fastidio al riccone, bensì il pensiero che i due stiano ordendo un piano per spillargli soldi!
Così Puissak ingaggia un investigatore privato per indagare sugli strani affari che la moglie e il direttore stanno portando avanti, e scopro che la moglie dell’investigatore privato Kriss…. è Satanik! (Anche se con il nome di Marny.) Me l’ero perso questo risvolto della trama…

Intanto, fra un tradimento e un pedinamento, Martha e il direttore hanno trafugato una mummia dal museo: la mummia di Ram-Set, che una leggenda dice possa tornare in vita se gli si inietta sangue di agnello.
I due amanti glielo iniettano e, nell’attesa di scoprire se sono vere le antiche leggende, pensano bene di uccidere Puissak, così che Martha si ritrovi libera e ricchissima. Un piano perfetto, ma…

Cambiando totalmente registro alla storia, da un classico noir di amanti fedifraghi si passa al classico horror “mummiesco”. La leggenda era vera e la mummia si sveglia, iniziando ad ammazzare gente a caso lungo la strada che la porta a casa prima del direttore del museo e poi di Martha, uccidendoli più che altro per lo spavento.
Visto che Satanik e Kriss stanno ancora indagando, si ritrovano d’un tratto sulla strada della mummia.

Mentre i due amanti sono morti con un soffio, i nostri protagonisti sono più coriacei e comincia una colluttazione mummiesca, malgrado l’essere sia palesemente indistruttibile.

Fuggita per l’arrivo della polizia, è sin da subito chiaro che non si tratti di una “vera” mummia ma del ricco Puissak, che si è finto morto per poi ordire la sua vendetta: facciamo però finta di non saperlo.
Intanto Satanik consulta la sua biblioteca dell’occulto per capire come affrontare la mummia di Ram-Set.

Per motivi misteriosi la storia non finisce, e l’albo successivo parla d’altro. Dovrei indagare… ma come Kriminal la delusione per la pochezza di questi fumetti considerati cult è tale che voglio sbrigarmi a dimenticare d’averli letti…

L.

– Ultimi post simili:

Kriminal 25 (1965) La mummia di sangue

Cover di Luigi Corteggi

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Un nero… anzi, giallo criminale come quello ideato e disegnato da Max Bunker (Luciano Secchi, uomo rinascimentale dalle mille attività ma noto solo per i fumetti) non stupisce che si ritrovi ad affrontare una mummia.
Così nel numero 25 (23 settembre 1965) della sua testata “Kriminal” abbiamo una storia, come sempre scritta Max Bunker e disegnta da Magnus (Roberto Raviola), dal titolo “La mummia di sangue“.

Il londinese Steve Crandall è il classico giovane di buona famiglia ma dalle mani bucate, che per mantenere il proprio stile di vita si indebita con uno strozzino, Boris Martiner. Quest’ultimo al posto dei soldi è disposto ad accettare come pagamento un “favore”. Steve è l’amante di Sonia Raynold, segretaria del professor Alexis Crabb il quale ha inventato un’apparecchiatura portentosa (l’electro-coagulatore) che però non vuole vendere a nessuno: se Steve riuscirà a procurarsi i progetti del professor Crabb, il cui brevetto vale milioni, il suo debito sarà azzerato.
Dopo tutto questo inghippo, alla fine il povero professore si ritrova drogato e derubato dalla spietata Sonia e… Kriminal in casa!

Così come si è rapidamente dipanato l’intreccio, altrettanto rapidamente si scioglie. Sonia va da Boris per ingannarlo così da liberare l’amante Steve, ma ha la peggio e viene salvata solo dal fatto che Boris ha un infarto sul più bello. La donna fugge e, in preda ai sensi di colpa, cade svenuta. Intanto Kriminal, mascherato da Boris – perché a quanto pare sa mascherare anche l’altezza e la pinguedine! – va da Steve ma scopre che non ha i piani segreti. Ne nasce una colluttazione e Steve muore cadendo in una fontana pubblica piena di piranha: perché a Londra le fontane pubbliche sono piene di piranha…
Mentre Kriminal va a rapire Sonia, rimane un mistero: perché il corpo di Boris si è trasformato in una mummia?

L’ispettore Milton indaga e scopre che quell’apparecchiatura inventata da Crabb ha come effetto collaterale la totale essiccazione del sangue, e senza saperlo Sonia l’ha usata contro Boris: la pistola che la donna aveva era infatti una versione miniaturizzata dell’invenzione di Crabb.
Qualche altro intrigo e alla fine Kriminal si vendica in modo spietato di Sonia, che ha tentato di fregarlo.

Troppo tardi mi sono reso conto che questo albo non parla di mummie “in quel senso”, sebbene sia la copertina originale che quella della ristampa facciano pensare tutt’altro: una classica “copertina acchiappona” che non ha corrispondenza con la storia.
Sebbene poi i disegni siano eccezionali, la qualità del personaggio e delle sceneggiature non mi sembra all’altezza della loro fama…

L.

– Ultimi post simili:

Lefranc 18 (2007) La Momie bleue

Cover di Francis Carin

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Il personaggio a fumetti del reporter indagatore Guy Lefranc è nato dalla penna del francese Jacques Martin nel 1952, ed ha riscosso subito un successo travolgente che gli ha fatto conoscere decenni di attività.
Di più non so, visto che il personaggio è inedito in Italia (che io sappia) e che ho trovato in lingua originale questo “La Momie bleue“, diciottesima avventura (2007) scritta da Patrick Weber e disegnata da Francis Carin.

Mi limito a presentare qualche tavola rappresentativa.

L.

– Ultimi post simili: