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Tex 452-454 (1998) Il risveglio della mummia

È arrivato in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Dopo vent’anni il ranger più famoso del fumetto italiano è tornato a sfiorare l’argomento egizio, e visto che la testata “Tex Willer” vive un successo ininterrotto da quasi 70 anni, non si possono contestare le politiche editoriali della Sergio Bonelli Editore, dato che a quanto pare funzionano.

Così ogni volta che anche solo si accenna a qualcosa di sovrannaturale bisogna per forza infilarci il personaggio di El Morisco, e ogni volta che c’è lui per forza bisogna chiamare a disegnarlo Guglielmo Letteri, il secondo papà grafico di Tex dopo Galep. Visto che il disegnatore romano è morto nel 2006, chi disegnerà ora El Morisco? Lo ignoro, visto che mi tengo sempre a debita distanza da un fumetto che ho molto amato ma che non sopporto più.

Per esempio trovo intollerabile il fatto che il 95% di ogni storia di Tex sia fatta di lunghe e noiosissime chiacchiere: pagine, pagine, pagine e pagine di chiacchiericcio… ma come facevo a sopportarle da ragazzo?
Non stupisce dunque che questa storia dura quasi tre albi interi: se si togliessero le inutili chiacchiere, non durerebbe neanche 10 pagine…

In mezzo a un mare di parole in libertà, scopriamo brani della vita del giovane Morisco, che s’è innamorato di una donna che… ammazza che noia!
Neanche una sola vignetta riesce a farmi mantenere l’attenzione: ma come ho fatto ad amare questa noia mortale per così tanti anni?

Sono figlio di un texiano ed ho molto amato il personaggio, quand’ero ragazzo (diciamo fra i 14 e i 19 anni), ma onestamente ora non trovo nulla da salvare di queste storie mortalmene noiose, fatte solo di bla bla bla.

L.

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Tex 228-229 (1979) La piramide misteriosa

Cover di Galep

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Nella sua carriera quasi settantennale, anche il ranger più famoso d’Italia ha avuto occasione di vivere avventure ai confini della realtà. Mai così fantasiose come il suo fratello più giovane Zagor, ma comunque belle fantastiche.
Così il re del fumetto italiano, Tex Willer, nell’ottobre del 1979 si ritrova immerso nella magia egiziana, affiancato come sempre dal personaggio che sbuca fuori ogni volta la collana “Tex” si affaccia nel genere weird western: El Morisco, il curandero bianco. E purtroppo ai disegni c’è sempre lui, Guglielmo Letteri, che non ho mai amato sebbene sia stato per tutta la vita il secondo padre di Tex.
Nei numeri 227 e 228, dunque, appare la storia in due parti “La piramide misteriosa“.

Il “titolare” Gianluigi Bonelli ci porta a Pilares, dove il perfido Rakos all’interno della sua piramide ordisce terribili sortilegi egizi portando in vita i suoi ushebti, figurine risalenti appunto alla cultura dell’antico Egitto.
Ci vorranno 30 infinite pagine di chiacchiere ininterrotte per spiegare la presenza di Rakos lì, e del perché stia usando riti egizi. Ho già letto questo albo da ragazzo quindi non mi va assolutamente di sorbirmelo un’altra volta! Mi basta gustarmi il fatto che il mago mandi in giro per la notte un jaani, cioè un servitore-scimmia a cavallo d’un cane…

Tex e Kit ammazzano la scimmia in una vignetta e poi partono altre 80 pagine fitte fitte di testo. Ammazza quanto chiacchiera ‘sto Tex, mica me lo ricordavo! Mi sa che la sceneggiatura di questa storia occupava due pagine e dovevano allungarla fino a due interi numeri…

Rakos ha il corpo raggrinzito come una mummia e di giorno dorme in un sarcofago, svegliato poi dai pipistrelli. Mi sa che qui si sta facendo un minestrone di mostri…
Resosi conto di essere circondato da nemici – mediante noiosissime chiacchiere Tex ha convinto gli indiani del posto ad assaltare la piramide, stufi di sentire il ranger parlare! – l’oscuro sacerdote “attiva” tutti gli animali dell’arca di Noè contro i “buoni”…

Tutti ‘sti animali che fanno? Vanno a casa del Morisco e gliela distruggono. Tutto qua? E per buttar giù una catapecchia nel deserto c’era bisogno di fare ‘sto casino? Rakos poteva attivare un paio di muratori egizi…
Tornato a dormire nella bara, il sacerdote non sa che Tex ha un piano diabolico: con la potenza della sua infinita chiacchiera, a forza di parlare per pagine e pagine fa crollare la piramide, seppellendo Rakos. O forse no? (Se Mefisto ci ha insegnato qualcosa è che i maghi cattivi non muoiono mai.)

Un momento… e la mummia che stava in copertina? Non ci posso credere, ancora un’altra truffa! Ormai appena c’è un essere bendato sulla copertina di un fumetto penso subito a un classico “pacco” all’italiana…
Va bene che sono passati decenni da quando ero appassionato di Tex, ma davvero non lo ricordavo così insopportabile: possibile che io sia cambiato così tanto? Visto che in tempi più recenti il nostro ranger è tornato ad affrontare una mummia, scopriremo presto se è migliorato col tempo.

L.

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Dylan Dog 55 (1991) La mummia

Cover di Angelo Stano

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Non poteva mancare l’indagatore dell’incubo e il suo contributo al tema delle mummie, in particolare con l’albo n. 55 (aprile 1991) di “Dylan Dog” dal titolo appunto “La mummia“.

Claudio Chiaverotti ci parla di una setta segreta dei giorni nostri – i Figli di Seth – che si ispira a precetti e riti di un Egitto lontanissimo nel tempo, da un passato in cui però proviene un uomo impossibilitato a morire: un custode della setta che da millenni vive il terribile incubo di non poter morire, né impazzire per provare sollievo.
L’idea della mummia è intrigante e in pratica è l’unica riuscita della storia: il resto è bla bla che all’epoca mi appassionò – in quegli anni ero ancora un fan discretamente appassionato del personaggio – ma che ora mi fa solo sbadigliare.

I disegni lividi e spigolosi di Pietro Dall’Agnol rendono giustizia alla mummia, rendendola estremamente sofferente e minacciosa al tempo stesso.

Già solo per i disegni e per la mummia in una piccola parte, vale la pena aver risfoglliato questo albo.

L.

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L’album di figurine di Zagor arriva in edicola

zagor_figurine1La Panini Comics presenta oggi in edicola l’album di figurine del mitico Zagor. Riporto per intero il comunicato stampa ufficiale:

zagor_figurine2Dopo il grande successo della collezione di figurine dedicata a Tex è in arrivo, in tutte le edicole, la raccolta di figurine di “Zagor”, mitico personaggio della Sergio Bonelli Editore nato dalla fantasia Guido Nolitta (pseudonimo dello stesso Sergio Bonelli) e interpretato graficamente di Gallieno Ferri.

Una raccolta che prevede figurine e cards da custodire in un pregiato album brossurato di 64 pagine in carta e 4 pagine plastificate con tasche. La collezione è composta da 276 figurine di cui 60 speciali realizzate in materiale foil o caratterizzate da un particolare inchiostro luminescente al buio, più 36 cards veramente evocative con i ritratti dei personaggi principali e una carrellata delle copertine degli albi più celebri.

Nella collezione di figurine “Zagor” viene ripercorsa la ormai ultra cinquantennale storia di Za-Gor-Te-Nay (questo il nome completo del personaggio) con i celebri luoghi che continuano a fare da sfondo alle sue avventure, i compagni di viaggio, gli amici, gli alleati ma anche e soprattutto i nemici. Una storia che spesso è caratterizzata da orrori, poteri soprannaturali e mistero, tutti elementi di rilievo ben rappresentati nella raccolta. Non mancano le sezioni dedicate al fido compagno Cico, come pure quella dedicata alla componente femminile. Amiche, nemiche a volte maestre sono da sempre presente nelle vicende dello Spirito con la Scure.

Una parte storica è invece dedicata alle prime copertine realizzate in formato a striscia, tipiche dell’inizio degli anni sessanta. 4 pagine in cui sarà possibile, attraverso le figurine che rappresentano alcune copertine d’epoca e di particolare rilievo, rivivere gli albori del mito di Zagor.

La collezione di “Zagor” si fregia anche di una grandissima esclusiva, una storia inedita di 16 pagine completabile con le figurine. Ovviamente una storia importante, con testi di Moreno Burattini e disegni di Walter Venturi, che si ricollega fortemente alla copertina dell’album dedicata al “rifugio” di Zagor, la palude di Mo-Hi-La.

zagor_figurine3Come dichiarato da Michele Masiero, direttore editoriale della Bonelli, “Dopo l’emozionante avventura dello scorso anno con l’album di Tex, è un piacere poter replicare l’esperienza con gli amici di Panini, e proprio con Zagor, un personaggio a cui tutti, in Casa editrice, siamo particolarmente affezionati. È l’occasione per far nascere, dall’unione dell’esperienza professionale di Panini nel mondo delle figurine e di quella di Bonelli nel mondo del fumetto, un prodotto che possa piacere, nelle nostre intenzione, a tutti gli appassionati di uno e dell’altro mondo”.

Opinione condivisa da Davide Bonelli, che afferma: “Dopo il grande successo dell’album di figurine di Tex, a quale altro personaggio della Sergio Bonelli Editore poteva essere dedicato il secondo se non a quello che, cronologicamente ma anche per importanza, viene subito dopo nel cuore e nella memoria di tutti? Zagor, infatti, è l’eroe bonelliano più longevo dopo Aquila della Notte e da oltre cinquantacinque anni diverte ed emoziona i lettori italiani ma anche numerosissimi altri sparsi in mezzo mondo”.

“Il successo della collezione di figurine di Tex dello scorso anno ed il riscontro positivo da parte dei nostri affezionati collezionisti ci ha spinto ad individuare, con l’aiuto della Sergio Bonelli Editore, quello che poteva essere il miglior soggetto possibile per una nuova raccolta di figurine e cards” ha dichiarato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia della Panini. “La scelta non poteva che cadere su Zagor, un altro mito del fumetto italiano, un’altra creatura del maestro Sergio Bonelli e di colui che di fatto era in tutto e per tutto il mondo di Zagor, il maestro Gallieno Ferri”. E proprio al maestro Ferri, recentemente scomparso, è dedicato l’album. Infatti, a parte la storia disegnata da Venturi, tutte le immagini delle figurine sono tratte dalle tavole a fumetti da lui disegnate in oltre cinquant’anni di lavoro per Zagor.

La collezione “Zagor” sarà disponibile in tutte le edicole dal 28 ottobre. Le bustine con 4 figurine e 1 cards saranno in vendita a prezzo di 1,00 €. Gli eleganti album brossurati potranno essere acquistati al prezzo di 4,90 € oppure, nella soluzione Starter Pack con 3 bustine e una Maxi Card che riproduce la copertina, al prezzo di 6,90 €. In occasione della manifestazione Lucca Comics & Games 2016 sarà disponibile in anteprima presso il PalaPanini e lo stand della Sergio Bonelli Editore anche una versione cartonata dell’album con cofanetto, 3 bustine e Maxi Card.

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Dylan Dog 360 – Remington House (2016)

Cover di Angelo Stano
Cover di Angelo Stano

Visto che sul mio blog Il Zinefilo ho da poco iniziato un viaggio nelle peggiori Ghost/Haunted House filmiche, esce proprio a fagiuolo questo numero di agosto 2016 di Dylan Dog: “Remington House“, con gli intensi disegni del milanese Sergio Gerasi.

Dylan Dog 360aLa storica sceneggiatrice Paola Barbato ci porta nelle più classiche delle case del mistero, talmente famigerata per l’efferato crimine che in essa è stato commesso da essere diventata attrazione turistica per chi è in cerca di sensazioni forti. E le guide della casa fanno di tutto per condire di un po’ di spettacolarità il racconto dei fatti di sangue che hanno reso la dimora una così lugubre attrazione.
La crisi però colpisce anche le “case del brivido”, così il padrone può tenere una sola guida delle due attualmente in forze: così la giovane Tara, che non vuole tornare a lavori più umili e meno divertenti, chiede aiuto a Dylan Dog.

Dylan Dog 360bIl nostro protagonista era ancora un giovane poliziotto quando arrivò a Remington House, fresco sipario del massacro della famiglia al suo interno, quindi magari potrà suggerire a Tara qualche macabro particolare per condire le presentazioni turistiche: si sa che i visitatori di certi luoghi vogliono sapere i particolari più scabrosi e sanguinolenti.
Ritornare a Remington House scatena a Dylan tristi ricordi sepolti nella memoria, ma in breve ritorna tutto a galla… anche gli spiriti che infestano la casa, e che da decenni mettono in scena gli stessi omicidi. Ora, però, passano ad un livello superiore di messa in scena…

Riuscire a tirar fuori qualcosa di nuovo da un tema vecchio ed abusato è un onore che mi sento di attribuire alla Barbato: sa presentare una ricetta fresca e piacevole con ingredienti stantii e spesso insapori. Lo stesso però non posso dire che, letta l’ultima pagina, mi sia sentito soddisfatto o “sazio”, ma temo che questo dipenda dai decenni che mi separano dalla mia passione giovanile per la testata.
Sono troppo vecchio per le battute di Groucho – che a 14 anni trovavo irresistibili! – e per lo stile di Dylan, che non riesce più a convincermi: diciamo che è un buon racconto, che pubblicato in un’antologia farebbe bella figura, ma che a leggerlo a fumetti con Dylan non mi regala alcuna emozione.

L.

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Dylan Dog: Il Nero della Paura (2016)

Dylan Dog Nero della PauraHo trovato ieri in edicola il primo numero di questa nuova collana di ristampe di storie “da collezione” di Dylan Dog: “Il Nero della Paura“, in allegato alla “Gazzetta dello Sport”.
Lascio subito la parola al curatore.

Introduzione
di Fabio Licari

“Nero” è il titolo di uno dei romanzi di Tiziano Sclavi, scritto nel 1984 e pubblicato successivamente dalla Casa editrice Camunia. Un libro scoperto dal grande pubblico nel 1992, quando Dylan Dog era già un fenomeno mediatico e si scatenava la grande rincorsa alle opere del suo autore. “Nero” è il bel film che Giancarlo Soldi, il regista dei docufilm su Sclavi stesso e su Sergio Bonelli, ha tratto da quel romanzo. “Nero”, espressione ricorrente nelle avventure dell’indagatore dell’incubo, è la parola giusta per identificare questa nuova collana, dalle atmosfere piuttosto oscure, dedicata a Dylan Dog in allegato alla “Gazzetta dello Sport”.

“Il Nero della Paura”, l’avete capito, dà il cambio a “I Colori della Paura”, che arresta la sua avventura cromatica semplicemente per esaurimento scorte. “Nero”, al di là di tutto, è perfetto: perché le nuove avventure, per questo e i prossimi ventiquattro numeri, sono nel bianco e nero originale con il quale trent’anni fa è nato Dylan. Storie che potrebbero essere sfuggite anche ai collezionisti più attenti, perché pubblicate su riviste non specializzate (“Max”, “Per lui”, “Auto Oggi”, “Tutto”), una addirittura soltanto “trasmessa” in TV una ventina d’anni fa (“Mixer”). Più quelle brevi pubblicate su “Almanacco della Paura” e “Gigante” o su volumi e volumetti vari.

Storie extra, quindi, e storie mini, da un minimo di massimo di 48 pagine. Il tutto, all’interno di una grafica che ricorda quella dei “Colori”, ma con necessaria variazione sul tema. Soprattutto per le cover d’autore, per le quali il nostro grafico – l’indispensabile Cristina Pajalunga – ha realizzato uno straordinario lavoro d’adattamento tematico. Nel rispetto della tradizione, oltre a due episodi brevi (“La ‘Cosa’” e “La cantina” di Sclavi-Roi), questo numero 1 non poteva che contenere un inedito, di Paola Barbato e dello stesso Corrado Roi. Intitolato “Il Bianco e il Nero”, appunto.

Elenco delle uscite

1. Il bianco e il nero

2. Gnut

3. Spettri

4. Immagini

5. Il gatto nero

6. Scelte sbagliate

7. Lamiere

8. Per una rosa

9. Il pozzo dei dannati

10. L’Orrore

11. Call Center

12. Il vicino di casa

13. Margherite

14. Uno, nessuno e centomila

15. Febbre di ghiaccio

16. Cuore di zombie

17. La sala della tortura

18. Voodoo

19. Stelle cadenti

20. Un incubo in soffitta

21. L’altro

22. Syrus D. Renfield

23. Lo specchio

24. Qualcuno sul fondo

25. Taxi!

L.

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Magico Vento e il pugno d’acciaio (2004)

Cover di Corrado Mastantuono
Cover di Corrado Mastantuono

Continua il “Sabato Boxe” del mio blog Il Zinefilo e continua il “Sabato Boxe” dei Fumetti Etruschi!
Questa settimana tocca ad un altro personaggio della Sergio Bonelli Editore: Magico Vento, creato da Gianfranco Manfredi.

Nella sua avventura Pugno d’acciaio (n. 84, giugno 2004), scritta da Manfredi stesso con gli splendidi disegni di Mario Milano, conosciamo l’intrattenimento domenicale dei cittadini di Quiet Town: incontri di boxe tra bianchi e indiani.
Atterrato facilmente Cielo-in-tempesta, sembra che Billy il bianco non abbia avversari alla propria altezza… finché non scende nell’arena il granitico Pugno d’acciaio.

MagicoVento84aLa città è abitata esclusivamente da appassionati di pugilato, che se le danno di santa ragione dalla mattina alla sera, in ogni angolo cittadino, per poi fare pace al bancone del saloon.
Il più “corteggiato” dei pugili bianchi è Clad, muscoloso omaccione ritardato gestito dalla sorella Peggy Sue, che non è disposta a farlo combattere… a gratis!
Intanto scopriamo che Pugno d’acciaio è venuto in città per difendere l’onore del suo popolo contro gli intrallazzi dei bianchi, che infatti hanno truccato l’incontro di Cielo-in-tempesta. Subito dunque il protagonista Magico Vento prende le sue parti contro i magheggi cittadini.

MagicoVento84bLa storia allunga parecchio il brodo in perfetto stile bonellide e perdo subito la voglia di leggerla, ma questo è un mio problema con lo stile della casa.
A parte un paio di incontri, le scazzottate sono tutte “fuori ring” e quindi difficilmente assimilabili alla boxe, sport che continua ad essere citato molto poco dalla Bonelli.

L.

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Trappola mortale per Mister No (1979)

Cover di Gallieno Ferri
Cover di Gallieno Ferri

Continua il “Sabato Boxe” del mio blog Il Zinefilo e continua il “Sabato Boxe” dei Fumetti Etruschi!
Rimaniamo in casa Bonelli con Mister No, personaggio molto amato un tempo, poi soppresso e poi ripreso: sembra che ci siano più fan “a parole” di Mister No di quanti poi realmente lo acquistino in edicola.

MisterNo49aNel giugno del 1979 esce il numero 49 dove inizia l’avventura Trappola mortale, sceneggiata da Alfredo Castelli.
Mister No rincontra una vecchia amica, Delia, apparsa nei precedenti numeri 29 e 30. La donna si è licenziata dalla CIA ma da allora è sopravvissuta per miracolo a diversi strani incidenti, ed è convinta che Hans Martin – ex dirigente CIA in Brasile che ora si è messo in proprio – vuole toglierla di mezzo. Il nostro eroe all’inizio non vuole saperne nulla, ma poi la donna viene rapita e decide di cercarla.

MisterNo49bSi rivolge a O Bispo (“Il vescovo”) perché sa tutto di tutti e può aiutarlo a trovare questo Hans, e guarda caso il faccendiere sa che parteciperà ad un incontro di boxe organizzato da lui. A quanto pare c’è solo un modo per avvicinarsi a quel mondo senza dare nell’occhio: partecipare ad un incontro truccato!

MisterNo49cCon due guantoni ai pugni e l’aria guardinga, Mister No si ritrova sul ring contro O Campeão lo spietato, e dovrà prenderne tante da lui prima di finire k.o.
L’incontro è molto ben disegnato da Luigi Merati e Franco Bignotti ed è onestamente la parte più intrigate dell’intera storia, che prosegue per altri due albi senza particolare interesse e senza parlare più di pugilato.
Sembra quasi che la boxe sia un raro espediente delle storie Bonelli, anche per quei personaggi strettamente legati all’immaginario “maschile” d’un tempo…

L.

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Zagor e il campione di boxe (1980)

Cover di Gallieno Ferri
Cover di Gallieno Ferri

Continua il “Sabato Boxe” del mio blog Il Zinefilo e continua il “Sabato Boxe” dei Fumetti Etruschi!
Rimaniamo in casa Bonelli con Zagor, il mitico personaggio che dopo Tex è probabilmente l’eroe a fumetti più amato d’Italia. (Tranne che da me, che proprio non lo capisco!)

Zagor183bNell’albo n. 183 (15 ottobre 1980), Sfida al campione, troviamo Zagor e l’inseparabile Cico arrivare nella cittadina di Clarence in pieno fermento, essendo in corso una sagra paesana con relativa esposizione di bovini.
Cico si mette nei guai cercando cibo (con un umorismo che trovavo insopportabile quand’ero ragazzo, figurarsi ora!) e poi con Zagor si impegnano in attività noiose e inspiegabili nel tendone dei teatranti. Il succo è che i tanti ospiti della sagra paesana non sono interessati alle rappresentazioni shakespeariane bensì a un incontro di pugilato.

Zagor183aIl biondo Romeo, figlio di un amico di Zagor, sta sfidando il granitico Norton, campionissimo dai pugni che fanno malissimo.

Zagor183cLa famiglia di Tobia se la passa male e gira il Paese partecipando a sfide di boxe: visto come Romeo le prende di santa ragione, non mi sembra una grande idea…
Se già battere Norton non è stato possibile – l’incontro finisce grazie all’intervento di Zagor, che mette ko il campione con un pugno solo! – figurarsi quanti sganassoni potranno arrivare da Rocky Thorpe, il bisonte del Missouri.
E infatti Tobia non ci manda il figlio Romeo, sul ring, bensì Zagor!

Zagor183dIl match tra Zagor e il tosto Rocky apre il numero 184 (14 novembre 1980, dal titolo La partita è chiusa.

Zagor183eNeanche a dirlo, lo Spirito con la Scure ha imparato a boxare nel giro di un paio di giorni, già avendo il “pugno che non perdona”. E stavolta dovesse perdonare? No, neanche stavolta perdona…

Zagor183fL’incontro finisce com’è ovvio che finisca, ma il bieco manager di Rocky non ci sta a perdere e fomenta il pugile contro Zagor: come fosse un gorilla, Rocky piega le sbarre della sua finestra e vola a farsi pestare per la seconda volta dallo Spirito con la Scure.

Zagor183gSistemato il gorillone, Zagor si fa raccontare da lui degli sporchi traffici del suo manager e sistema anche lui. Alla fine ogni torto è raddrizzato e si fa pace pure con il pugile Rocky.

Zagor183hNon posso nascondere la mia profonda antipatia per il personaggio e per la sua irritante spalla comica (antipatia da dividere equamente con tutte le spalle comiche Bonelli).
Però è lodevole che lo sceneggiatore Giorgio Pezzin scriva una storia di pugilato piena di sganassoni in un fumetto zuccheroso e buonista a dismisura, così come sono da apprezzare in pieno gli ottimi disegni di Francesco Gamba, che dà agilità e potenza ai pugni dei protagonisti.

L.

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Tex e il pugile Pat

PatContinua nel mio blog Il Zinefilo la rubrica “Sabato Boxe“, così il sabato ne approfitto per vagare nella boxe a fumetti.

Pat_BUna delle colonne portanti del fumetto italiano è Tex Willer, personaggio ultrasessantenne che è sopravvissuto a tutti i suoi predecessori. Per quanto sia noto il suo pugno d’acciaio, quando si parla di boxe l’attenzione ricade subito su uno dei suoi storici personaggi di contorno: Pat Mac Ryan, l’irlandese buffonesco e macchiettistico che addirittura ha una sua pagina Wikipedia!

Il pugile appare per la prima volta nel mondo texiano il 5 agosto 1957, quando esce la serie di 15 strisce “Nevada” delle Edizioni Audace che presentano una storia intitolata: Pat l’irlandese. (Raccolta poi nel Tex gigante n. 33La valle tragica, nel luglio 1963.)
La storia è ovviamente di Gian Luigi Bonelli mentre ai disegni troviamo Galep (il papà di Tex) e Francesco Gamba.

Prima apparizione di Pat (5 agosto 1957)
Prima apparizione di Pat (5 agosto 1957)

«Per tutti i diavoli! Non intendo perdere!» Così esordisce Pat entrando in scena, mentre litiga con un bieco impresario corrotto che vuole che lui perda l’incontro: a vincere dovrà essere Billy Tiger, campione del Kansas e del Nebraska, così le scommesse saranno proficue.
Tex Willer e Kit Carson per puro caso ascoltano la conversazione animata dalla camera accanto, e andato via l’impresario si mettono d’accordo con Pat per coprirlo: lui sa di poter battere Billy Tiger, e i due pards gli garantiranno protezione da eventuali ritorsioni.

Pat Mac Ryan vs Billy Tiger
Pat Mac Ryan vs Billy Tiger

L’incontro si svolge, l’indomani e Pat colpisce duro, vincendo sull’avversario e trasformando il match in una rissa generale, dove il pubblico sale sul ring e tutti si prendono a sganassoni: nella confusione, sarà facile per Tex e Carson salvare il loro nuovo amico dalla vendetta dell’impresario corrotto.

Passano 42 anni... ma Pat è sempre Pat!
Passano 42 anni… ma Pat è sempre Pat!

Passano 42 anni ma il mondo di Tex non dimentica nulla. Pat è stato un personaggio ricorrente per anni ma con la maturità della testata è stato un po’ messo in disparte. Con il numero 466 (agosto 1999), dal titolo Golden Pass, a sorpresa lo ritroviamo “cambiato”. Ricordo che NULLA cambia nel mondo di Tex dal 1948 ad oggi, quindi trovare Pat con la camicia e la barba è qualcosa di epocale…
Dietro il suo celebre pseudonimo Guido Nolitta c’è Sergio Bonelli, compianto figlio di Gian Luigi e “fratello” di Tex. (Gian Luigi Bonelli infatti era papà di entrambi!) mentre ai disegni c’è il mitico Giovanni Ticci, artista che amo alla follia.

Le "tecniche segrete" di Pat
Le “tecniche segrete” di Pat

Tex e Carson incontrano dopo tanto tempo il loro amico, ovviamente nei guai fino al collo come il suo solito, e Pat ne approfitta per… ricordare il passato! Cioè rievocare – con tanto di flashback – le vignette di Pat l’irlandese.
Ora c’è un altro pugile tronfio da battere, Tony Killer Moreno, e l’incontro apre il numero 467 (settembre 1999), dal titolo La città senza nome.

Chi troppo esulta...
Chi troppo esulta…

Pat è molto sicuro di vincere i duemila dollari in palio, ma fa troppo il galletto… e Tony Killer non è come Billy Tiger: i suoi pugni fanno male…

... si becca gli sganassoni!
… si becca gli sganassoni!

Con gli splendidi e dinamici disegni di Ticci, assistiamo alla sconfitta smaccata di un personaggio che, nei quarant’anni precedenti, passava per essere una montagna umana imbattibile. Ripeto, per una casa ultra-conservatrice come la Bonelli è qualcosa di inimmaginabile!

Knock out, fine dei giochi
Knock out, fine dei giochi

Pat così, dopo una lunga ed onorata carriera, non è più un pugile fenomenale ed imbattibile, ma il suo personaggio ci guadagna in simpatia: è sempre stata una macchietta di grana grossa, onestamente insopportabile, invece in questa sua ultima apparizione diventa un gran simpaticone.
Tornerà mai sul ring il pugile irlandese? Chissà…

L.

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