Taarna (2018)

Cover di Alex Ross

Il Destino voleva che parlassi di questo fumetto come parte di un “piano più grande”, ma andiamo con ordine.

All’incirca nell’estate 2018 ho incontrato per caso un fumetto intitolato “Taarna” – scritta da Alex De Campi e disegnata da Esau ed Isaac Escorza – e legato, com’è facile immaginare, al personaggio reso celebre dal film “Heavy Metal” (1981) e al suo segmento omonimo scritto da Daniel Goldberg e Len Blum e ispirato alla Arzach di Jean Giraud. Avendo rivisto da poco il film – per motivi che spiegherò più avanti – ho iniziato a leggerlo e ne ho scritto una recensione, da lasciare in sospeso quando poi la serie fosse finita. Peccato che sarebbero passati molti mesi prima che uscissero altri numeri e nel frattempo… ho perso la recensione.

Nel maggio 2019 è uscito il quarto numero, a quasi un anno esatto dal primo, e qualche mese dopo ho ritrovato la mia recensione: questo è un segno! Poi Evit scrive un post parlando del doppiaggio di Heavy Metal 2000 e facendo ricerche per il film Virus (1997), che recensirò il 10 settembre prossimo all’insegna della Notte Horror, scopro che il regista John Bruno ha iniziato la carriera dirigendo uno dei segmenti di Heavy Metal nel 1981. E tutte queste coincidenze… sono avvenute nella stessa settimana in cui ho deciso di raccontare una stra-chicca proveniente da Heavy Metal, domani sul Zinefilo…

Insomma, l’universo voleva che onorassi queste coincidenze e parlassi, qui oggi, del fumetto di Taarna…


Anno 2507. Non un bel futuro.
La povera gente è piegata sotto un giogo totalitario e tutte le solite cose, che il futuro non è mai stato bello, neanche in passato.
L’unica salvezza può arrivare dal cielo… ed è proprio dal cielo che arriva. Anzi, che cade…

Una Taarna caduta dal cielo

Una donna nuda e muta cade dal cielo crollando in una chiesa all’apparenza abbandonata. Raccoglie una spada che è lì, si mette addosso uno straccetto ed esce per il mondo. Ovviamente i guai non tarderanno ad arrivare.

Straniera in terra straneira

Reclutata a forza dai soldati, la donna muta – che la sua amica Suki aiuta a firmarsi “Taarna di Dogville”, anche se la provenienza è palesemente inventata – si ritrova soldatessa di Aghartta, nel reggimento d’Ossidiana. Che l’Obsidian Regiment sia un omaggio al blog Obsidian Mirror? Probabile!!!

Spada e moschetto…

Da tempo orde di demoni assediano la città e le forze stanno esaurendosi: la battaglia è sempre più sanguinosa.

Il futuro è sempre in guerra

Quando l’amica Suki si becca una pallottola al posto suo, Taarna afferra la sua spada e si distingue in battaglia.

Una guerriera nata

Però si distingue troppo: uccidendo un demone scopre quello che nessuno deve scoprire. La faccia mostruosa è solo una maschera: il demone è un normale essere umano. Quella guerra sanguinaria è tutta una truffa…

Qualcuno si sta facendo beffe del futuro

Non è però l’unica rivelazione. Considerata una spia, Taarna dovrà affrontare i soldati che vogliono ucciderla e, fuggendo scoprirà una terribile verità: l’utilizzo finale dei tantissimi cadaveri generati dalla guerra continua… Tutte proteine!

Tutta roba biologica!

Dover aspettare un anno per la fine della storia non ha fatto bene alla storia in sé, il cui seguito sembra roba buttata via a caso, disegnata da altre mani come se si fossero ricordati all’ultimo secondo di avere qualcosa lasciato in sospeso e avessero provveduto in qualche modo.

Non certo un fumetto memorabile, ed è curioso che malgrado gli ottimi disegni il personaggio risulti molto più affascinante nel film del 1981. Forse perché aveva un substrato culturale a cui faceva riferimento, l’universo del fumetto francese che invece qui, quasi quarant’anni dopo, non dimostra più alcun legame. Non saprei, di sicuro non è una storia per cui valga la pena di aspettare un anno.

Ma ora è arrivato il momento di completare il cerchio: non perdete domani sul Zinefilo il completamento di queste coincidenze che il Destino ha voluto addensare intorno ad Heavy Metal

L.

13 commenti

  1. Primo numero bellissimo sia per i disegni che per la protagonista, che come ormai da abitudine resta anche il migliore della serie, peccato. Sta di fatto che volete proprio farmelo rivedere per forza “Heavy Metal” allora? 😉 Ci sono arrivato vicino guardando la serie “Love, Death & Robots”, che altro non era il piano B di David Fincher che originariamente voleva fare un remake di Heavy Metal (storia vera). Il pezzo di Evit devo ancora leggerlo, perché non ho avuto tempo e perché so che dopo vorrò rivedere il film, poi arrivi anche tu con questo, e la botta finale domani, non so se potrò resistere ancora 😉 Cheers!

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  2. Hanno ripreso un personaggio interessante ma, evidentemente, l’hanno fatto troppo tardi per mantenerne intatti quel fascino e quella carica posseduti nell’Heavy Metal animato annata 1981… Occasione persa, peccato 😦

    Piace a 1 persona

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