Eerie 1 (2022) Astragalo presenta l’horror

Cover di Frank Frazetta

Chiusa (purtroppo) la serie “Creepy“, l’ottima Editoriale Cosmo questo agosto 2022 presenta la sorella “Eerie“, altri due numeri dedicati alle storie horror brevi della celebre Warren Publishing.

Stavolta la Cosmo non fa “salti” come nella precedente testata e procede davvero a tradurre in italiano, e in ordine, i fumetti dei primi numeri della testata americana: chissà perché ha deciso di presentarne solo una parte infinitesimale, visto l’oceano di materiale inedito a disposizione.

Ecco l’elenco con una mia trametta riassuntiva.

Le orme di Frankenstein (Footsteps of Frankenstein, da “Eerie” n. 2, marzo 1966) di Archie Goodwin, disegni di Reed Crandall – ci porta nell’Inghilterra del Nord dov’è appena arrivato con il treno il dottor Byron King in cerca del dottor Amos Sebastian, il cui nome però al solo pronunciarlo fa scappare via i locali. Anzi, più il nuovo arrivato cerca quell’uomo più si attira l’ira dei paesani, tanto che giungono a picchiarlo. Risvegliatosi nel laboratorio del dottor Sebastian accanto a una creatura a forma umana, Sebastian ha fatto venire il suo discepolo per completare il suo esperimento: prendergli il cervello e inserirlo nel corpo giovane che lui stesso ha creato con pezzi di cadaveri. Sarà punita l’immorale tracotanza del novello Frankenstein?

Per tutti i… demoni (One for De-Money, da “Eerie” n. 2, marzo 1966) di E. Nelson Bridwell, disegni di Angelo Torres – racconta la curiosità di Vernon Hale, che una notte vuole spiare suo zio Cornelius impegnato in strani rituali nella grande magione di famiglia. Scopre così che il vecchio ha appena evocato il demone Oeillet e, tenendolo in pugno, gli chiede di esaudirgli i desideri di ricchezza. Vernon è il tipico nipote pidocchio che spilla soldi allo zio ricco, e che non esita ad ucciderlo una volta capita la fonte del denaro. Ora infatti il giovane può evocare per conto suo il demone, scoprendo però che non ha la stessa padronanza magica dello zio.

Occhi di chi guarda (Eye of the Beholder, da “Eerie” n. 2, marzo 1966) di Archie Goodwin, disegni di Jay Taycee – ci mostra il lutto di Gerald Lewis, che non si dà pace per la perdita della moglie Eve. Visto che la scienza medica ha fallito, Gerald si rivolte alla “concorrenza”, iniziando a frequentare ogni mago, santone e stregone in giro, scoprendo purtroppo che sono tutti ciarlatani. Ma messi alle strette, alcuni di loro confessano il nome di uno che davvero potrebbe fare qualcosa in merito alla morte: un certo Lorenzo. Questi, costretto a suon di dollaroni, accetta di riportare in vita la donna ma avverte il marito che i suoi poteri sono limitati. L’uomo non si ferma davanti a nulla e la sua splendida donna torna da lui, tornando alla bella vita che avevano prima. O almeno… stando agli occhi di Gerald!

Quando ti svegli nel laboratorio di Frankenstein!

Fiamma del demonio (Flame fiend, da “Eerie” n. 2, marzo 1966) di Eando (Earl And Otto) Binder, disegni di Gray Morrow – ci presentano John Murdock, criminale che per evitare all’amico di parlare troppo con la polizia gli ha messo una bomba incendiaria nell’auto: soliti screzi fra amici. L’amico Henry Todd però non ci sta ad uscire di scena divorato dalle fiamme, e in spirito dannato comincia a molestare John, la cui vita diventa un inferno (non a caso): dovrà evitare ogni tipo di fiamma, se non vuole che questa lo uccida, spinta dall’anima di Todd. Sembra facile, ma siamo cicondati da fiamme in ogni forma, così John si ritira a vivere fra i boschi e vicino all’acqua: sarà al sicuro? Scommettiamo di no?

Pagare il debito (To Pay the Piper, da “Eerie” n. 2, marzo 1966) di Larry Ivie, disegni di Eugene Colan – ci fa conoscere il paesino tedesco di Meingott quando, nel XVII secolo, il borgomastro ficca personalmente paletti nel cuore dei morti freschi, per evitare il rischio che si risveglino vampiri. Visto che comunque niente pare funzionare contro l’epidemia vampirica, il borgomastro accetta lo strano aiuto di un pazzo di nome Sandor, che promette di liberare la città grazie al proprio piffero magico. Se però non gli verranno pagati i mille marchi d’oro che chiede, le conseguenze saranno gravi. L’accordo è stipulato e il paese viene ripulito dai vampiri ma il borgomastro, incredulo, rifiuta di pagare credendosi più furbo del pifferaio magico. Sarà così?

Visione del male (Vision of Evil, da “Eerie” n. 2, marzo 1966) di Archie Goodwin, disegni di Alex Toth – ci parla di Simon Morton, esperto d’arte che ne sa una più dei propri colleghi e riconosce subito la genialità nell’unico orribile quadro dipinto dal misterioso Conrad Archer, che fa ribrezzo a tutti i galleristi seri. Per incontrare l’artista il critico è disposto a tutto, anche raggiungerlo dove vive: al manicomio di Kingsfort! Quello che scopre è un lunatico che ha dipinto le morti orribili di se stesso… e del critico Norton. Sarà vero che la vita imita l’arte?

Giocare d’anticipo (Ahead of the Game, da “Eerie” n. 2, marzo 1966) di Archie Goodwin, disegni di Joe Orlando – ci porta in Africa, dove il ricco collezionista Harry Black è pronto a cacciare un gorilla albino, malgrado tutti i locali gli abbiano spiegato che è considerato sacro e sarebbe meglio lasciarlo stare. Da bravo occidentale bianco, Harry uccide il gorilla e se ne torna a casa con la testa mozzata da appendere in salotto. La sua contentezza però è stemperata da una serie di strane morti che seguono il suo viaggio di ritorno a casa. Sarà mica il gorilla che rivuole la sua testa?

Mi piace vederci una citazione “al contrario”

Il faro (The Lighthouse, da “Eerie” n. 3, maggio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Al Williamson – presenta Roger Culp, agente letterario che per il suo scrittore di punta è disposto persino a lasciare Manthattan per recarsi nel Maine: in seguito la località diventerà famosa per Stephen King, ma per ora il romanziere più famoso del posto è Eric Standish, che ha mollato la grande città per ritirarsi a scrivere in un faro. Eric è un nome d’arte, in realtà lo scrittore si chiama Matthew Frye e ha scoperto che il suo bisnonno in quel faro ha compiuto atti terribili che hanno provocato la morte di innocenti. Che questo spieghi la misteriosa figura di donna che si aggira lì intorno… chiamando Matthew Frye nella notte?

Camera con vista (Room with a View, da “Eerie” n. 3, maggio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – si apre con un viaggiatore sfinito, Dexter, che insiste per ottenere l’ultima camera disponibile di un misero alberghetto di provincia, quando invece il gestore ha il divieto assoluto di assegnare la camera a chicchessia. La stanza 22 in effetti non sembra avere nulla di strano, quindi il viaggiatore si appresta alla sua notte di sonno quando… scopre che se guarda lo specchio al suo interno lo trova pieno di mostri infernali. Riuscirà ad evitare di guardarlo ancora?

Sotto la pelle (Under the Skin, da “Eerie” n. 3, maggio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Joe Orlando – ci porta alla Creepy Studios Inc., azienda cinematografica specializzata in film horror, genere in cui eccelleva Leo Ernst ma ora è stato surclassato da Eric Stavros, misterioso attore che riesce a trasformarsi in mille mostri diversi, e che fuori dal set gira vestito come il Conte Dracula. (È chiaro il riferimento alla storica rivalità fra Boris Karloff e Bela Lugosi.) Una notte fatale Ernst uccide il rivale e gli ruba il diario dove annota i propri trucchi del mestiere, scoprendo che usarli senza criterio sarà molto pericoloso.

Il monumento (The Monument, da “Eerie” n. 3, maggio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Alex Toth – testimonia la cocente determinazione dell’architetto Evan Slater a lasciare un segno indelebile, risollevando la propria azienda con un atto particolare: progettare una casa per sé che piaccia così tanto da convincere tutti a fornirsi del suo studio. Trova dei geniali vecchi disegni di un certo Charles Langton Colt, che convince a lavorare per lui in vista della creazione di un vero monumento alla sua arte. Colt non sa che i piani di Evan Slater sono di rubargli il “monumento”, ma da parte sua Slater non sa che il vecchio architetto ha inserito una piccola particolarità nei progetti…

Il Male sta arrivando…

Terrore abissale (Full Fathom Fright, da “Eerie” n. 3, maggio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Gene Colan – ci spiega l’origine della fobia per l’acqua di Bert Caine, quando insieme al fratello hanno noleggiato la loro barca e i loro servizi a un anziano, il quale seguendo le indicazioni di un misterioso libro ha trovato l’ubicazione di uno scrigno sepolto sott’acqua. Poco interessati a vecchi libri e misteri, i due fratelli pensano bene di uccidere il vecchio per fregargli i tesori che sicuramente saranno contenuti dal forziere, il quale però una volta aperto rivela una creatura mostruosa… e decisamente contagiosa.

La casa del male (House of Evil, da “Eerie” n. 4, luglio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Joe Orlando – ci racconta di Lee Hargraves che si è arrampicato fino alla oscura casa sulla collina dove nessuno del paese si avvicina mai, comprata e abitata da suo fratello Richard, dai gusti un po’ balzani. L’uomo non trova il fratello ma un registratore con cui questi ha tenuto un diario, con il racconto delle origini della casa e la scoperta del Male che vi alberga. Il diario si chiude con la speranza che Lee non vi entri mai per non fare la triste fine di suo fratello. Troppo tardi…

L’uomo con l’accetta (Hatchet Man, da “Eerie” n. 4, luglio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Gene Colan – ci presenta la famiglia Whittaker, dove la moglie Phyllis è molto interessata alle notizie di cronaca nera e al trattare male suo marito Harvey, che disprezza. L’uomo non ce la fa più e le notizie di un assassino con l’accetta gli forniscono un’idea su come “risolvere” il suo matrimonio. Messo in atto un piano perfetto per aggiungere una vittima al conto dell’assassino con l’accetta, Harvey scoprirà variabili di cui non aveva minimamente tenuto conto.

Paura corrosiva (Gnawing Fear, da “Eerie” n. 4, luglio 1966) di Ron Parker, disegni di Rocco Mastroserio – getta luce sull’annoso problema dell’infestazione di ratti, che il dottor Hahn sembra aver finalmente risolto: ha inventato la formula di un veleno che sterminerà ogni roditore dalla faccia della Terra. Il dottore confessa al suo fido assistente Ed Weiler di essere più che convinto che i ratti si stiano organizzando, che abbiano intenzione di sostituire la razza umana nel dominio mondiale. Weiler pensa alla stanchezza del vecchio scienziato: le grotte che scopre sotto il laboratorio invece rivelano tutt’altra verità.

Chi vorrebbe un vicino di stanza così urlatore?

L’uomo urlante (Shrieking Man, da “Eerie” n. 4, luglio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – ci presenta il dottor Mandrell, luminare delle cure sperimentali applicate ai pazienti irrecuperabili del manicomio, attività per la quale è venerato dall’assistente Colbert. Questi si chiede come mai la cura miracolosa del dottor Mandrell non sia mai stata applicata ad un paziente particolare, un criminale che da dieci anni non fa che gridare nella sua stanza imbottita, irrecuperabile, così per farsi bello con il superiore ci pensa lui a dargli la cura. Scoprendo che le mani avrebbe fatto meglio a tenerle in tasca.

Un amore eterno (Undying Love, da “Eerie” n. 4, luglio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Donald Norman – ci porta nel XV secolo, quando il Conte Renaldo è stufo dell’ennesimo rifiuto della bella Esmeralda e decide di chiedere aiuto allo stregone locale, che ha già pronto il filtro d’amore giusto. Il problema è che non appena il sortilegio lega Esmeralda a Renaldo di amore eterno, la donna muore. Di più, è diventata vampiro: una creatura della notte per sempre innamorata del Conte! Il quale cercherà di dare un “taglio netto” alla relazione: ci riuscirà?

L’isola alla fine del mondo (Island at World’s End, da “Eerie” n. 4, luglio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Gray Morrow – ci fa viaggiare per mare fino al 1841, a bordo della Celtic che ha appena salvato un naufrago dalle acque. L’uomo, di nome Sturgis, racconta di essere fuggito dalla baleniera Prodigal vittima di ammutinamento: unico superstite, Sturgis naufraga su un’isola misteriosa dove vivrà incredibili avventure con esseri che strizzano più di un occhio alle creature lovecraftiane. L’equipaggio del Celtic non crede ai suoi racconti, ma avrà modo di ricredersi.

Giungla (The Jungle, da “Eerie” n. 5, settembre 1966) di Archie Goodwin, disegni di Al Williamson – ci porta nella giungla (appunto) dove tre esploratori occidentali – Wyatt, Dutch e Leo – stanno fuggendo dalla tribù a cui hanno appena ammazzato lo stregone, per motivi futili. Probabilmente c’è una maledizione in atto contro di loro, ma in realtà non ce n’è bisogno: la giungla saprà avere la meglio sui tre poco accorti viaggiatori.

Magia nera (Black Magic, da “Eerie” n. 4, luglio 1966) di Archie Goodwin, disegni di Steve Ditko – ci fa tornare nel solito vago Medioevo, in un paese dov’è attivo il crudele mago Valdar, ben visto a corte ma scansato dai paesani. Valdar è ormai folle di potere e a nulla valgono le incitazioni del suo maestro a fermarsi dai suoi propositi: il mago vuole dissacrare le spoglie di Lady Rowena, morta da un secolo. L’empia impresa insegnerà a Valdar che non si dovrebbe giocare troppo con la negromanzia.

L.

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