[Fumetti Erotici] Maghella 01 – Una vergine non fa primavera (1974)

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Nel quarantennale della prima uscita in edicola della testata “Maghella”, la casa editrice VandA ePublishing prende la decisione coraggiosa di recuperare un patrimonio dimenticato dell’editoria italiana – del vero Made in Italy – e ripropone in digitale (.ePub) alcuni numeri della colana.
[Controllando ora, nel 2017, scopro che la casa ha cancellato dal suo archivio queste pubblicazioni: visto quanto siano stimate dai lettori, temo che questa scelta sia più ideologica che commerciale…]
Ho così potuto leggere il primo numero, “Una vergine non fa primavera”, il cui sceneggiatore oggi scopro essere Furio Arrasich e il disegnatore Dino Leonetti (sostituito in seguito da Mario Janni).

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L’inizio è rapido perché in realtà il personaggio (scopro dal sito della VandA) ha esordito già nel 1971 all’interno della rivista “Menelik”, sempre curata da Arrasich: la collana è la sua promozione in solitaria e quindi ha un passato alle spalle.
Troviamo comunque Maghella che ha appena compiuto 18 anni e scopre che essendo figlia di strega questa data è importante: può ora entrare in possesso di una misteriosa eredità che dovrà faticare per ottenere. Questa dote è nascosta sulla Montagna di Pasqua ed è facile supporre che ci vorranno parecchi numeri per arrivarci.
Comincia l’avventura di Maghella in un mondo fatato pieno di esseri strani e libidinosi, che concorrono curiosamente a presentare “al contrario” ogni aspetto del mondo delle favole: sarà difficile per la protagonista districarsi in questo universo ipersessuato… mantenendo intatta la propria verginità!

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Torna un elemento curioso e, almeno per me, sorprendente di questa editoria erotica: l’astensione della protagonista dall’elemento che sembra caratterizzare l’intera collana. Se già Hessa delle Sex-Truppen custodiva gelosamente la propria verginità, pur se a capo di un reparto di prostitute al servizio di Hitler, e La Tarantola doveva resistere perché ogni suo atto sessuale sarebbe sfociato in una violenza mortale, qui la Maghella di Arrasich è sicuramente più maliziosa – utilizza altri artifici sessuali – ma sempre attenta a qualcosa che invece, dato l’argomento della testata, sembra essere l’ultimo dei pensieri del personaggio.
Fra un Pollicino satiro ed insaziabile, nane cannibali, principi azzurri omosessuali e templari astinenti, inizia un viaggio rocambolesco e pruriginoso alla ricerca della Montagna di Pasqua, in un universo satirico e satiresco davvero da riscoprire.

L.

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9 commenti

  1. E’ un mondo davvero fighissimo, esattamente quello quello del cinema italiano sommerso.
    Io, ripeto, sono più per Biancaneve, Jacula e compagnia (e ho anche qualcosina) ma solo per motivi di reperibilità 🙂

    Moz-

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