Red Sonja in Italia 1 (1974)

Cover di Barry Smith
Cover di Barry Smith

La Dynamite ha annunciato un 2016 spumeggiante per la sua “diavolessa con la spada”, così ho deciso di studiare meglio la mitica Red Sonja.
La storia del personaggio la si trova tranquillamente su Wikipedia e in molti siti, ma quello che interessa a me è un’altra cosa. In attesa di seguire in lingua originale la rossa guerriera targata Dynamite, e nell’impossibilità di leggere il fiume di sue storie originali dei tempi d’oro, ho deciso di conoscere il personaggio tramite le sue avventure giunte in Italia.
Già, e questo è il problema: dove e quando sono uscite le sue storie in italiano? Nessuno lo dice, perché pochi sono malati come me di fonti e di specifiche: si sa che il personaggio è uscito in Italia, ma dove, come e quando è un segreto per pochi.
All’Etrusco piace invece condividere ciò che scopre, quindi vi invito a seguire il mio personale viaggio nel mondo italiano di Red Sonja. (Ogni vostro consiglio e suggerimento sarà ben accetto.)

La prima apparizione di Red Sonja
La prima apparizione di Red Sonja

A quanto ho potuto appurare, la prima apparizione del personaggio in Italia è datata 11 dicembre 1974, quando cioè il numero 43 la collana “Gli Albi dei Super-Eroi” della mitica Editoriale Corno presenta la dodicesima presenza di Conan il Barbaro, con la storia “La canzone di Red Sonja“.
Roy Thomas attinge ghiottamente al racconto The Shadow of the Vulture (da “The Magic Carpet Magazine”, gennaio 1934) di Robert E. Howard, ambientato durante l’Assedio di Vienna del 1529: preleva personaggi e situazioni a piacimento, Gottfried von Kalmbach diventa Conan, Red Sonya da Rogatino diventa Red Sonja e il mito è servito!

In quel momento, un secondo muro sorge tra gli stupiti Cimmeriani e le truppe di Turan. Un muro di arcieri dell’Est… e davanti una guerriera dai capelli rossi più bella delle fiamme dell’inferno. Una ragazza il cui selvaggio colpire fa ribollire il sangue a Conan!

Ecco la sua presentazione
Ecco la sua presentazione

Nel disegnare il personaggio, Barry Windsor-Smith si rifà molto al testo di Howard e infatti incontriamo una donna molto “vestita” rispetto allo standard che subito dopo entrerà in vigore: ha una maglia di ferro che le copre torso e braccia, e ha solo le gambe scoperte. Ma che gambe…

– Come è che ti chiami, donna?
– Mi chiamano Red Sonja quelli che parlano di me.
– Son-Ya?

Inizia un curiosissimo gioco di nomi, per cui sia Conan che gli altri chiamano la donna Son-Ya sebbene le didascalie e lei stessa abbiano specificato che è Sonja: è per caso una strizzata d’occhio alla Red Sonya di Howard?

Un accenno di Love Story...
Un accenno di Love Story…

Comunque questa prima versione a fumetti dell’eroina letteraria (anche se di un solo racconto, misteriosamente ancora inedito in Italia) si lascia apprezzare: la grintosa cosacca originale ha lasciato il passo alla “barbara” dall’anima indomabile, che interagisce alla pari con Conan e spesso gioca con lui.

L'addio di Sonja... per ora!
L’addio di Sonja… per ora!

Dopo averlo ingannato, anzi “usato”, Red Sonja gli sorride e se ne va dicendogli addio. Forse che il personaggio era nato giusto per una sola avventura? Roy Thomas si lascia la porta aperta e fa dire a Conan: «No, non addio: ci incontreremo di nuovo, un giorno. O forse in una notte buia.»
Così termina la prima apparizione della nostra eroina… pronta a tornare, più rossa che mai!

Scheda etrusca

Conan 12. La canzone di Red Sonja di Roy Thomas e Barry Smith
raccolta di Swords in the Night (o The Shadow of the Vulture) e The Song of Red Sonja
da “Conan the Barbarian” nn. 23 (02/1973) e 24 (03/1973), Marvel
in Italia, “Gli Albi dei Super-Eroi” n. 43 (11 dicembre 1974), Editoriale Corno
ristampato (in bianco e nero) in “Conan” n. 4 (novembre 1980), Editoriale Corno

L.

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9 commenti

  1. Oh che bello, un approfondimento sulla bella rossa! 😉
    Barry Windsor-Smith, qui stamattina si parla di leggende del fumetto, per il resto Roy Thomas, a volte penso che abbia scritto più storia di Conan lui che lo stesso Howard 😉 Cheers!

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  2. Ah, “Gli Albi dei Super-Eroi” della Corno… Sono un qualcosa di prezioso, che andrebbe riscoperto e ristudiato ben bene, nello specifico per ricordarsi anche dello Stan Lee “parallelo” ai supereroi, con la sword and sorcery di Conan e Red Sonja (iniziai a leggerli in coppia, se la memoria non mi inganna, poco dopo l’esordio con Windsor-Smith) e la paternità delle piccole e agghiaccianti gemme horror e non solo che, all’epoca, apparivano in chiusura degli albi Marvel qui raggruppati.
    Quanto a Thomas, se solo proviamo a considerare il peso effettivo dell’intera sua produzione cimmera, dovrebbe ormai essergli riconosciuto il pieno diritto di farsi chiamare Roy Robert Erwin Howard-Thomas 😉

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