Raimbo 3 (1986)

Aprile 1986, la milanese Edifumetto continua a presentare la sua personale reinterpretazione del mito cinematografico di Stallone con la testata “Raimbo“, disegnata – come scopro dal lettore Marcus Daice – da Luigi Filippucci.

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Che brutto il disgelo, che brutto spettacolo vedere i presidenti di USA e URSS che si stringono la mano e parlano di pace: dove andremo a finire, se non si può bombardare la gente? Così inizia una nuova delirante storia dell’eroe sociopatico (e anche un po’ psicopatico) del fumetto erotico italiano.

Raimbo deve andare in Bulgaria per gestire un segreto scambio di spie con il blocco sovietico, ma il suo compito non è assicurarsi che tutto vada liscio: deve invece assicurarsi che nessuna spia torni a casa, con il rischio che parli.

Raimbo perfettamente mimetizzato…

Arrivato a Sofia e perfettamente mimetizzato – con fascia in testa ed M16 in braccio – il nostro Raimbo in delicata missione segretissima di spionaggio fa fuori i suoi obiettivi con la delicatezza e la discrezione che lo contraddistinguono…

Un’altra missione elegante

Massacrate senza pietà le due giovani spie – di nuovo: Raimbo è pazzo! – il nostro psico-eroe comincia a fuggire nella foresta bulgara. Oh, non so se a Sofia ci sia una foresta, ma lui ci va dentro e comincia a tendere agguati ai soldati sovietici che lo inseguono.

Lo sguardo dell’eroe psicopatico

È noto che la foresta bulgara è piena di amanti lesbiche, quindi è naturale che Raimbo ci si imbatta e si prenda una pausa nella sua opera di massacro sistematico, ma poi via: si torna tutti a casa in Italia. Missione compiuta.

Non so se la totale follia di queste trame sia voluta, ma la cattiveria e la spietatezza di un personaggio totalmente privo di spessore morale e incapace di empatia cominciano ad intrigarmi: dopo tanti anni di eroi bonelliani buoni fino alla nausea, un po’ di cattiveria non guasta…

L.

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14 commenti

    • Infatti dopo un momento di scompenso, questa sua folle spietatezza mi ha catturato!
      Al di là di tematiche pruriginose, leggendo i fumetti italiani erotici o sexy o come vogliamo chiamarli, ho scoperto un’esplosione di creatività libera che non mi immaginavo nel nostro Paese: rivolgersi ad un pubblico adulto, quindi senza le pastoglie buoniste che fanno dei bonellidi fumetti da parrocchia, permette un certo grado di sfrontatezza che non lascia indifferenti 😉

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      • Beh, rimanendo in Bonelli, la serie Orfani e le altre a lei collegate obiettivamente parlando -possano essere piaciute o meno- non soffrivano per nulla di quelle pastoie (e, per dirne un’altra, nemmeno le origini “alternative” di Nathan Never narrate da Michele Medda nella sua miniserie del 2016. Non che la successiva miniserie di Vigna presenti un Never stinco di santo, anzi) 😉 Certo è che fino a quando il vero (e unico) cavallo di battaglia rimarrà Tex, le eccezioni non diventeranno mai la regola…

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      • Sono più che convinto che gli autori bonelliani vogliano esplorare nuovi filoni e nuove tematiche, ma il problema è che non possono: se il 90% delle vendite è costituito da talebani che vogliono storie di Tex e Zagor identiche a come si scrivevano negli anni Sessanta, come possono anche solo osare distanziarsi?
        Dovrebbero puntare sulle nuove leve di lettori… il che fa ridere già solo a scriverlo. Quei due o tre “giovani” che leggono fumetti non fanno certo testo.
        Non parliamo poi dell’esplosione dell’universo cinematico Marvel/DC che credo abbia un po’ aumentato l’interesse per i relativi fumetti – sempre con le dovute proporzioni – infatti Bonelli ha provato a sfociare al cinema ma con risultati pari a zero, ad essere ottimisti.
        L’unico modo per permettersi esperimenti alternativi è avere la base di lettori talebani che vogliono tutto sempre uguale. Quindi vai giù di spalle comiche, buonismo ed esclamazioni ricorrenti.
        Il fumetto erotico non aveva alcun pubblico di riferimento, doveva solo passare la censura: poteva dire (e ha detto) cose incredibili che non mi aspettavo di trovare in Italia, una potenza di libera creatività da rifarsi gli occhi ^_^

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  1. Bonelli al cinema ha fatto per ora solo Monolith, che peraltro è un fumetto che era appena uscito e poco conosciuto. Vedremo cosa succede con il film di Dampyr (personaggio che a me tutto sommato piace).
    Sei sicuro che Luigi Filippucci non fosse in realtà Lucio Filippucci, disegnatore oggi di Martin Mystére e in passato del fumetto di Cicciolina in coppia con Romanini?

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